VIDEO – Strage di Paupisi, il paese si mobilita per Mario: parte la raccolta fondi

VIDEO – Strage di Paupisi, il paese si mobilita per Mario: parte la raccolta fondi

AttualitàDalla Provincia

Sono passate due settimane dalla tragedia che ha sconvolto Paupisi, piccolo centro del beneventano, dove il 30 settembre scorso Salvatore Ocone ha ucciso la moglie Elisa Polcino e il figlio Cosimo, ferendo gravemente la figlia Antonia. Oggi, il figlio maggiore Mario, a 21 anni si ritrova solo, con il peso di un dolore immenso e la responsabilità di prendersi cura della sorella ancora ricoverata in gravi condizioni.

Nel frattempo, Salvatore Ocone resta in isolamento nel carcere di Campobasso, dove è detenuto dal giorno del suo arresto, avvenuto poche ore dopo la strage, nelle campagne di Ferrazzano.
L’uomo, 58 anni, ha ripreso ad assumere farmaci come prescritto dai medici che lo hanno visitato dopo l’arresto. La sua posizione resta gravissima: è accusato di duplice omicidio e tentato omicidio.

Nei prossimi giorni si attende l’affidamento di una perizia psichiatrica, che servirà a chiarire le sue condizioni mentali. Il suo legale, l’avvocato Giovanni Santoro, sta raccogliendo tutta la documentazione sanitaria relativa ai trascorsi clinici dell’uomo, che in passato era già stato seguito da diverse strutture.
Non è ancora chiaro se, e quando, sarà disposto il trasferimento nel carcere di Benevento.

Ma in questo scenario così drammatico, Paupisi ha reagito con un’umanità che commuove. Dopo i funerali di Elisa e Cosimo, celebrati il 10 ottobre nella chiesa di Santa Maria del Bosco, la comunità si è stretta attorno a Mario.
C’è chi ha deciso di aprire un conto corrente per aiutarlo a sostenere le spese quotidiane, chi gli ha offerto un lavoro stabile per permettergli di rimanere vicino alla sorella Antonia, ancora ricoverata.
Tanti gesti, anche anonimi, che raccontano una gara di solidarietà spontanea, silenziosa ma potentissima.

In un momento in cui la violenza ha lasciato una ferita profonda, Paupisi ha scelto di rispondere con l’unione, la vicinanza, la solidarietà concreta. Un messaggio forte: Mario non è solo. E anche nei giorni più bui, l’amore di una comunità può ridare speranza.

Choc a Paupisi: donna uccisa a colpi di pietra dal marito

Choc a Paupisi: donna uccisa a colpi di pietra dal marito

CronacaProvincia

Paupisi è stata questa mattina teatro di un episodio drammatico che ha scosso l’intera comunità. Elisa P., una donna di 50 anni, è stata uccisa a colpi di pietra nella contrada Frasso, nei pressi della sua abitazione.

Secondo gli investigatori, si tratterebbe di un femminicidio compiuto dal marito Salvatore O., che dopo l’aggressione si è allontanato ed è ora ricercato.

L’episodio sarebbe avvenuto al culmine di un litigio tra i coniugi.

Le Forze dell’Ordine hanno subito avviato le indagini, raccogliendo testimonianze dai vicini e analizzando eventuali filmati per ricostruire la dinamica dei fatti.

Il piccolo centro sannita è rimasto profondamente scosso dalla tragedia, che ha aperto un doloroso dibattito sul tema della violenza domestica e sui rischi legati alle relazioni familiari.

Ex giovane talento del Benevento Calcio muore a Ibiza: ipotesi omicidio

Ex giovane talento del Benevento Calcio muore a Ibiza: ipotesi omicidio

Benevento CittàCronacaDall'Italia

Michele Noschese, 35 anni, in arte Dj Godzi, producer e artista napoletano noto sulla scena techno internazionale, è morto nella notte tra venerdì 18 e sabato 19 luglio nella sua casa a Ibiza, dove si stava svolgendo una festa. Le cause del decesso restano ancora avvolte nel mistero.

Secondo la versione ufficiale delle autorità spagnole, Michele sarebbe stato colpito da un arresto cardiaco al termine della serata. Tuttavia, le testimonianze raccolte raccontano un quadro ben diverso: alcuni vicini, infastiditi dal volume della musica, avrebbero chiamato la Guardia Civil. L’intervento della polizia, secondo più testimoni, sarebbe degenerato in violenza, con Michele percosso senza motivo, trascinato fuori dall’abitazione a braccia e trasportato direttamente in obitorio, senza essere portato in ospedale.

Queste ricostruzioni, al momento, non hanno ricevuto conferme ufficiali. Per chiarire le cause della morte, è stata già eseguita un’autopsia e la magistratura spagnola ha aperto un fascicolo d’indagine. Il Consolato italiano a Barcellona segue attentamente la vicenda, mantenendo un costante contatto con la famiglia. I parenti di Michele hanno inoltre richiesto una perizia medico-legale indipendente, convinti che la morte non possa essere ricondotta a un semplice malore.

Prima di intraprendere la carriera musicale, Michele aveva mostrato talento anche nel calcio. Aveva giocato nelle giovanili del Benevento Calcio durante la presidenza di Pino Spatola, distinguendosi come promettente giovane. Successivamente era passato alla Primavera del Napoli, squadra della quale era grande tifoso. Aveva perfino rinunciato a un contratto da professionista nella massima serie svizzera per inseguire la sua passione per la musica elettronica, che lo aveva portato a trasferirsi prima a Londra e poi a Ibiza.

“Era posseduto da Satana, per questo l’ho ucciso”: versione shock sull’omicidio di Pannarano

“Era posseduto da Satana, per questo l’ho ucciso”: versione shock sull’omicidio di Pannarano

CronacaProvincia

Ha sconvolto l’intero Sannio, travalicando i confini provinciali e giungendo sui media nazionali, la notizia di quanto è accaduto questa notte a Pannarano (Leggi QUI) e su cui i Carabinieri di Montesarchio stanno cercando di far chiarezza.

Benito Miarelli è l’autore dell’atroce delitto che si è consumato ieri sera in Via Piano. L’uomo, con un grosso coltello, ha colpito più volte il collo e l’addome del fratello Annibale Miarelli, per poi recidergli direttamente la testa e disfarsene lanciandola dal balcone.

Il racconto raccapricciante arriva dai vicini che, stando alle informazioni fornite, avrebbero notato un qualcosa di strano sulla scala esterna del palazzo. Successivamente, l’uomo sarebbe sceso nudo per spostarla, per poi riporla in seguito sul marciapiede. L’autore si sarebbe poi procurato una scala, che attualmente è sotto sequestro, ma non è chiaro cosa volesse farci.

Dopo aver chiamato i Carabinieri per autodenunciarsi, l’uomo li ha attesi seduto in evidente stato confusionale, lasciando l’accesso dell‘abitazione libero. All’arrivo degli agenti il corpo della vittima era invece adagiato sul letto, su cui probabilmente si sarà consumato il macabro delitto.

La vittima, in seguito alla perdita della moglie, aveva deciso di trasferirsi a Pannarano per far compagnia al fratello, con cui viveva da qualche anno. Ancora poco chiaro il movente, sebbene i due avessero spesso litigi. Tuttavia, stando alle prime indiscrezioni, ad aver portato il fratello minore a compiere il folle gesto non sarebbe stata una lite, bensì una questione di credo religioso che la vittima avrebbe seguito.

Era posseduto da Satana, per questo l’ho ucciso“, avrebbe dichiarato l’omicida subito dopo il delitto. Ma questa sarebbe solo una delle versioni offerte da Benito Miarelli.

C‘è ancora molta luce da fare sulla vicenda. Disposto intanto l’esame autoptico sul corpo di Annibale, mentre Benito Miarelli si trova attualmente nel carcere del capoluogo sannita.

Omicidio nel Beneventano, Mastella: “Atto cainesco e agghiacciante”

Omicidio nel Beneventano, Mastella: “Atto cainesco e agghiacciante”

Attualità
“Ma è errato associarlo al nome della città”, sottolinea il primo cittadino.

“Il fratricidio avvenuto nel Beneventano è un fatto talmente agghiacciante e aberrante da lasciare tristemente sgomenti. Siamo tutti sconvolti per quest’atto cainesco di fronte al quale tutti ci rimettiamo, attoniti, alla Giustizia.

Tuttavia preghiamo i media di non associare, come purtroppo è avvenuto anche da parte di network importanti, la città di Benevento a quest’assassinio che invece è avvenuto nel Beneventano”.

Lo scrive in una nota il sindaco di Benevento Clemente Mastella.

Omicidio di Fausto e Iaio, dopo il Comune di Milano anche Telese Terme chiede la riapertura delle indagini

Omicidio di Fausto e Iaio, dopo il Comune di Milano anche Telese Terme chiede la riapertura delle indagini

AttualitàDalla Provincia

Dopo Milano anche Telese Terme chiede la riapertura delle indagini sull’omicidio di Fausto e Iaio, i giovani militanti di sinistra uccisi il 18 marzo del 1978 in via Mancinelli al Casoretto, a due passi dal Leoncavallo, il centro sociale che frequentavano.

Il Consiglio Comunale, nella seduta del 15 marzo scorso, ha approvato e deliberato la mozione con la quale il sindaco Giovanni Caporaso fa richiesta formale alla Procura della Repubblica di Milano “in segno di urgenza di giustizia, seppure a tanti anni dagli eventi, affinché si consideri la riapertura delle indagini, per dare loro – continua la mozione -, ai loro cari e alla città tutta, quella giustizia e pace indispensabili per una vera memoria condivisa”.

Benché mai formalmente provata la matrice politica dell’atto, è opinione comune che l’omicidio dei due diciottenni Fausto Tinelli e Lorenzo (Iaio) Iannucci sia attribuibile a elementi dell’estrema destra; il caso fu archiviato senza un colpevole nel 2000; per un periodo circolarono anche ipotesi che la morte dei due giovani potesse essere in qualche maniera correlata al sequestro Moro, avvenuto due giorni prima, per via di presunti collegamenti di Fausto Tinelli con il covo milanese delle Brigate Rosse di via Montenevoso, che si trova a pochissimi metri di distanza dall’abitazione della sua famiglia. 

Perché Telese Terme ha seguito con trepidazione e angoscia la vicenda?

Perché Lorenzo Iannucci era nato a Telese (BN) il 29 settembre 1959 ed era partito all’età di 8 anni da Telese per Milano, dove suo padre era emigrato per lavoro. Come sostiene Maria Iannucci (riportato da fondazione Polis), sorella di Lorenzo e membro attivo dell’Associazione Familiari e Amici di Fausto e Iaio: “La morte di questi ragazzi è rimasta uno dei tanti misteri italiani legati agli assassinii politici e dopo anni di indagini non si è mai arrivati a una vera versione dei fatti che facesse emergere le vere responsabilità”.

Nel 2023 la casa editrice 2000diciassette pubblica “Fausto e Iaio. Una verità scomoda dietro un velo di omertà” libro scritto da Nuccio Franco e Alfonso Grillo, nel quale gli autori, due telesini, dopo minuziose ricerche e ricostruzioni, decidono “di raccontare la storia di un figlio della nostra terra – spiegano -, della nostra comunità come atto dovuto per non dimenticare, per nutrire la fiamma della memoria che nessuna tenebra potrà mai oscurare”. 

“A distanza di oltre 20 anni dalla chiusura giudiziaria del caso e a 45 anni esatti dagli eventi, resta l’amarezza che a tutt’oggi non vi siano colpevoli per un evento delittuoso che è rimasto nella memoria nostra, dei milanesi e di tutti gli italiani che seguivano con apprensione i fatti di quegli anni tanto particolari per la nostra storia – affermano il primo cittadino di Telese e l’intera amministrazione -, dunque, dando seguito anche alle sollecitazioni di Franco e Grillo e sulla scia di quanto richiesto dal sindaco di Milano Beppe Sala, abbiamo deciso di deliberare, l’intero consiglio comunale, maggioranza e opposizione, una richiesta formale di riapertura indagini”. 

Lo scorso primo febbraio, così come riportato dall’Ansa, I pm Leonardo Lesti e Francesca Crupi, titolari del fascicolo conoscitivo, hanno chiesto all’ufficio reperti del Palazzo di Giustizia milanese, di effettuare ricerche per individuare quali siano i corpi del reato conservati su cui poter eventualmente effettuare nuove analisi. L’obiettivo sarebbe quello di trovare qualche elemento utile per poi chiedere al gip di procedere con una riapertura effettiva delle indagini, archiviate nel 2000, ed effettuare accertamenti tecnici come consulenze balistiche e genetiche. Sul luogo dell’omicidio, ricorda l’agenzia di stampa, allora, venne rinvenuto un berretto di lana blu che, però, non fu mai sottoposto ad accertamenti e infine non fu più trovato tra i reperti.

Uccide il fratello dopo una lite e fugge, fermato un 19enne

Uccide il fratello dopo una lite e fugge, fermato un 19enne

CronacaRegione
E’ accaduto a Gioia Sannitica, comune dell’Alto Casertano.

E’ stato rintracciato dai carabinieri il 19enne che a Gioia Sannitica, comune dell’Alto Casertano, avrebbe accoltellato e ucciso al culmine di una lite il fratello 25enne ferendo poi gravemente l’altro fratello di 24 anni.

Il presunto omicida aveva fatto perdere le proprie tracce dopo il fatto.

Ricercato dai carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese e del Reparto Operativo di Caserta, è stato ritrovato nella notte e condotto in caserma, dove è stato interrogato e potrebbe essere fermato per omicidio e tentato omicidio.

A contattare i carabinieri ieri dopo l’episodio è stato il fratello 24enne rimasto ferito, che al momento si trova in ospedale.

Omicidio-suicidio ad Avellino, ha sparato a figlia disabile

Omicidio-suicidio ad Avellino, ha sparato a figlia disabile

CronacaRegione

Ha ucciso con colpi d’arma da fuoco la figlia di 35 anni e poi ha rivolto l’arma contro di sè togliendosi la vita.

Si apprende da fonti della Squadra Mobile di Avellino che sta indagando sull’omicidio-suicidio avvenuto nel primo pomeriggio a Bosco dei Preti, una zona residenziale in collina del capoluogo irpino.

L’uomo 63 anni, ha sparato con una pistola regolarmente detenuta. Si apprende anche che la giovane soffriva di una grave patologia. Inoltre, al momento della tragedia, in casa era presente la madre della 35enne. 

Omicidi a Bari, arresti anche a Benevento

Omicidi a Bari, arresti anche a Benevento

BeneventoCronaca

La Polizia di Stato dall’alba è impegnata, nelle città di Teramo, Bari, Cagliari, Benevento e Siracusa a dare esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla sezione Gip presso il Tribunale di Bari.

La richiesta è stata effettuata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di otto persone, ritenute responsabili, a vario titolo, in base agli elementi acquisiti nel corso delle indagini, di due omicidi, porto e detenzione di armi da guerra e di armi comuni da sparo.

Gli omicidi sono stati compiuti nel 2017, nel quartiere Japigia di Bari per agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso di cui erano sodali.

Sabato sera di terrore a Grottaminarda: ucraino 46enne ucciso a colpi di pistola in pieno centro

Sabato sera di terrore a Grottaminarda: ucraino 46enne ucciso a colpi di pistola in pieno centro

CronacaRegione

Ancora da definire i contorni di quella che è una vera e propria tragedia. La scena del delitto, perché di questo si parla, è Grottaminarda, dove un 44enne del posto ha colpito mortalmente con un’arma da fuoco un 46enne ucraino.

Ancora da chiarire il movente che ha portato al tragico epilogo.

La tragedia è avvenuta nel centro del comune irpino, causando panico tra le persone presenti. La vittima è stata trasportata al Frangipane ma purtroppo per lui non c’è stato nulla da fare.

Un vero e proprio shock per l’intera comunità. Sull’accaduto indagano i Carabinieri e la Guardia di Finanza che hanno ascoltato anche alcune persone che hanno assistito alla scena.

L’uomo ritenuto colpevole dell’omicidio è stato portato in Caserma per ulteriori accertamenti.

AGGIORNAMENTO. Potrebbe esserci una vendetta alla base dell’omicidio del 46enne ucraino, avvenuto questa sera in pieno centro a Grottaminarda. Stando a quanto raccolto, l’omicida, un 44enne del posto, prima di colpire a morte la vittima avrebbe anticipato l’esecuzione dicendo: “Te l’avevo detto che te l’avrei fatta pagare…”.

Poche parole che, però, se confermate potrebbero essere utili per ricostruire il movente di un omicidio che ha sconvolto l’intera comunità. Centinaia le persone che affollavano, al momento dei fatti, Corso Vittorio Veneto.

Sarebbero ben cinque i colpi di pistola esplosi da A. G., ritenuto colpevole dell’uccisione del 46enne ucraino. L’omicida, dopo aver sparato alla vittima, è rimasto vicina ad essa inerme, lasciando cadere al suolo l’arma.