Sanità, Ciaburri (FDI): “Fine del piano di rientro in Campania non è semplice vittoria contabile”

Sanità, Ciaburri (FDI): “Fine del piano di rientro in Campania non è semplice vittoria contabile”

Politica

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma di Gianmariamichele Ciaburri, Responsabile Fratelli d’Italia Area del Titerno: “La fine del piano di rientro della sanità in Campania non può essere celebrata come una semplice vittoria contabile. Dopo oltre sedici anni di sacrifici, il risultato è stato raggiunto a caro prezzo per i cittadini: pronto soccorso congestionati, liste d’attesa lunghe, carenza di personale e riduzione dei servizi, soprattutto nelle aree interne come il Sannio e la provincia di Benevento.

Interi territori hanno subito un progressivo impoverimento dell’offerta sanitaria, costringendo molti cittadini a curarsi fuori regione. Una situazione che rappresenta una sconfitta politica oltre che sanitaria. Le responsabilità, in particolare del Partito Democratico alla guida della Regione, non possono essere ignorate.

Con la chiusura del piano finiscono però anche gli alibi: è il momento delle scelte e dei risultati concreti. Le priorità sono chiare e non più rinviabili: assunzioni stabili di personale sanitario, riduzione reale delle liste d’attesa e piena operatività delle strutture territoriali.

Particolare attenzione va data al Sannio, con il rilancio dell’ospedale “San Alfonso” e la piena funzionalità dei presìdi come Cerreto Sannita, che devono diventare realtà operative e non restare progetti sulla carta.
La sanità non può essere terreno di propaganda, ma banco di prova della credibilità politica. Dopo anni di sacrifici, i cittadini attendono risposte concrete. Non servono annunci: servono fatti”.

Sanità, Errico (FI): “Fuori dal Piano di rientro, ora nuove opportunità per il Sannio”

Sanità, Errico (FI): “Fuori dal Piano di rientro, ora nuove opportunità per il Sannio”

Politica

Il consigliere regionale di Forza Italia Fernando Errico, componente della Commissione Sanità della Regione Campania, esprime piena soddisfazione per l’uscita della Regione dal Piano di rientro e rivolge un sentito ringraziamento al Ministro della Salute Orazio Schillaci. “L’uscita dal Piano di rientro – afferma Fernando Errico – apre finalmente nuovi scenari per la sanità del Sannio e dell’intera Campania.

È una notizia importante per i cittadini, per gli operatori sanitari, per il personale medico e paramedico e per tutto il comparto. La decisione adottata dal Ministero della Salute – continua Errico – consente all’amministrazione regionale di tornare ad una gestione ordinaria della sanità: significa poter programmare investimenti, assumere personale, ammodernare strutture e tecnologie e rafforzare in modo concreto l’intero sistema sanitario. Un traguardo reso possibile grazie al lavoro puntuale e intensivo della Direzione Generale per la Tutela della Salute. Quando c’è una leale collaborazione istituzionale, nell’interesse dei cittadini, i risultati arrivano. Per questo rivolgo il mio ringraziamento al Ministro, agli uffici del dicastero e a quelli regionali per l’attenzione e la cooperazione dimostrate. L’uscita dal Piano di rientro non rappresenta un punto di arrivo, – continua il consigliere regionale – ma l’inizio di una nuova fase che richiede responsabilità, visione e impegno costante. Continuerò a lavorare con determinazione per risolvere le criticità ancora presenti nella sanità sannita, potenziare la medicina territoriale e garantire servizi sempre più efficienti e vicini ai bisogni delle persone.

Resta prioritaria l’apertura del pronto soccorso h24 a Sant’Agata de’ Goti, insieme a tutte le azioni necessarie per assicurare un’assistenza sanitaria adeguata e di qualità ai cittadini sanniti. Perché la sanità non è solo organizzazione e numeri: – conclude Errico – ma è un diritto fondamentale, e su questo non arretreremo di un solo passo”.

Piano di rientro sanitario, per Pellegrino Mastella è un risultato storico

Piano di rientro sanitario, per Pellegrino Mastella è un risultato storico

Politica

Il consigliere regionale della Campania, Pellegrino Mastella, esprime soddisfazione per l’uscita della Regione dal Piano di rientro sanitario, definendola “una tappa importante che restituisce alla Campania una piena capacità di programmazione e intervento in un settore fondamentale come quello della sanità”.

“Si tratta – dichiara Mastella – di un risultato significativo, frutto di un lavoro serio e costante portato avanti negli anni e completato grazie all’impegno dell’attuale amministrazione regionale, in sinergia con il Governo e il Ministero della Salute. È un passaggio che consente finalmente di tornare a una gestione ordinaria, con maggiori possibilità di investimento, di assunzione di personale e di potenziamento dei servizi”.

Il consigliere sottolinea come questo traguardo rappresenti “un segnale positivo per cittadini e operatori sanitari, che da tempo attendono risposte concrete”, ma allo stesso tempo invita a mantenere alta l’attenzione: “L’uscita dal commissariamento non è un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza. Restano criticità, soprattutto nei territori e nelle aree interne, in particolare nel nostro Sannio, dove è necessario intervenire in maniera risolutiva sul potenziamento degli Ospedali, rafforzare la medicina territoriale, ridurre le liste d’attesa e garantire servizi più efficienti e capillari”.

“Come maggioranza – conclude Mastella – continueremo a lavorare con senso di responsabilità per consolidare questo risultato e costruire una sanità sempre più vicina ai bisogni delle comunità, senza lasciare indietro nessuno”.

Sanità, Civitillo (FI) replica a Parisi: “Su Sant’Agata atti concreti, non polemiche”

Sanità, Civitillo (FI) replica a Parisi: “Su Sant’Agata atti concreti, non polemiche”

Politica

Antonella Civitillo, Dirigente Provinciale di Forza Italia replica con fermezza alle dichiarazioni di Domenico Parisi sulla vicenda dell’ospedale di Sant’Agata de’ Goti.

“Le parole del sindaco di Limatola, nonché commissario provinciale della Lega – Sannio Insieme, dimostrano chiaramente che non ha seguito – o ha fatto finta di non seguire – i lavori del Consiglio regionale. Diversamente, saprebbe che sul tema dell’ospedale di Sant’Agata de’ Goti non ci sono state chiacchiere, ma atti concreti e votati all’unanimità”, afferma Civitillo.

“È stato infatti presentato un ordine del giorno, a firma del consigliere regionale Fernando Errico, che ha ottenuto il parere favorevole della Giunta e il voto unanime di tutte le forze politiche presenti in Consiglio, compreso il consigliere Mastella. Un atto che impegna la Giunta regionale a rafforzare il personale medico, attivare procedure straordinarie di reclutamento, dare priorità ai presidi delle aree interne e ai servizi di emergenza-urgenza (tra questi Sant’ Agata de Goti), nonché ad adottare tutti gli atti amministrativi necessari”.

Civitillo prosegue: “Parallelamente, è stato presentato anche un emendamento che chiedeva uno stanziamento previsto di un milione di euro per il 2026, destinato al potenziamento della rete dell’emergenza-urgenza e alla creazione di una struttura dedicata alla stabilizzazione dei pazienti.

Purtroppo – aggiunge – questo emendamento non è stato possibile approvarlo solo ed esclusivamente per la momentanea assenza di copertura finanziaria nel bilancio di previsione, considerato anche che la Regione Campania non è ancora uscita dal piano di rientro. La questione sarà infatti affrontata già nei prossimi mesi con l’assestamento di bilancio”.

Infine, l’affondo politico: “Colpisce che chi oggi invoca “atti concreti” ignori quelli già messi in campo. È un modo di fare politica che punta più alla visibilità che alla verità. Noi non abbiamo bisogno di lezioni da chi arriva tardi e male informato. Continueremo a lavorare con serietà, – conclude la Civitillo – senza inseguire polemiche sterili e senza trasformare un tema delicato come la sanità in uno strumento di propaganda”.

Sanità, Parisi (Lega) “Basta riflessioni sul de’ Liguori, Errico e Mastella passino ai fatti”

Sanità, Parisi (Lega) “Basta riflessioni sul de’ Liguori, Errico e Mastella passino ai fatti”

Politica

Sulla delicata questione dell’ospedale Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di Sant’Agata de’ Goti, il Commissario provinciale della Lega Benevento, Domenico Parisi, interviene con fermezza chiedendo un cambio di passo immediato ai rappresentanti del territorio in Consiglio regionale.

“Ho preso atto degli interventi degli onorevoli regionali Fernando Errico e Pellegrino Mastella che hanno affidato alla stampa le loro riflessioni sulla sanità e sul nosocomio santagatese,” esordisce Parisi. “Tuttavia, credo che il tempo delle riflessioni sia ormai abbondantemente scaduto. Quello di cui abbiamo bisogno oggi non sono analisi, ma soluzioni concrete e non più rinviabili.”

Il riferimento di Parisi è alla situazione di stallo che vede l’ospedale di Sant’Agata de’ Goti operare in condizioni ridotte ormai da quasi due anni, con orari paragonabili a quelli di un ufficio piuttosto che a un presidio d’emergenza.

Il Commissario della Lega punta il dito sulla responsabilità diretta dell’Ente regionale: “Errico e Mastella siedono oggi in Consiglio regionale, l’Istituzione che ha la competenza primaria sulla sanità. Hanno il potere e il dovere di promuovere iniziative concrete. Invece di muoversi isolatamente o limitarsi a dichiarazioni d’intenti, uniscano le loro forze.”

La richiesta di Parisi è chiara e si traduce in un impegno formale verso Palazzo Santa Lucia: “Presentino una proposta congiunta all’indirizzo della Giunta Fico, chiedendo un provvedimento urgente di stanziamento di fondi dedicato specificamente all’ospedale Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Solo così si potrà garantire il pieno funzionamento della struttura e restituire dignità al diritto alla salute dei cittadini.”

In conclusione, il vertice provinciale della Lega avverte sui rischi di una politica fatta solo di annunci: “È il momento di passare al concreto. Se non seguiranno atti amministrativi tangibili, il rischio è che queste riflessioni rimangano solo dei semplici spot a uso della stampa. I cittadini di Sant’Agata e dell’intera provincia non possono più aspettare.”

Sanità, FdI Sannio incontra la direzione ASL: focus su servizi territoriali e prevenzione

Sanità, FdI Sannio incontra la direzione ASL: focus su servizi territoriali e prevenzione

Politica

“Si è svolto nella giornata di ieri, presso la sede della Direzione generale della ASL di Benevento, un incontro tra una delegazione di Fratelli d’Italia e il Direttore generale dell’azienda sanitaria sannita, dott.ssa Tiziana Spinosa. Alla riunione hanno partecipato il senatore Domenico Matera, il responsabile provinciale Sanità di Fratelli d’Italia Sannio Sergio Ferrara e il consigliere comunale di San Giorgio del Sannio Maurizio Bocchino”

È quanto diffuso in una nota stampa dal Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia Sannio.

“Nel corso dell’incontro – prosegue la nota – è stato fatto il punto sul rafforzamento dell’assistenza sanitaria territoriale nel Sannio, con particolare attenzione alla valorizzazione del personale sanitario, all’attivazione delle Case di comunità e degli Ospedali di comunità (tra cui le strutture di Cerreto Sannita, San Bartolomeo in Galdo e la Casa di comunità di Pietrelcina) e al miglioramento dei servizi sanitari nel distretto di San Giorgio del Sannio. Il confronto ha riguardato anche il potenziamento delle attività di prevenzione, in particolare degli screening oncologici sul territorio, che stanno registrando una crescente adesione da parte dei cittadini, con percentuali ormai superiori al 35%, oltre alle misure necessarie per affrontare le carenze di personale, soprattutto nel comparto infermieristico”.

“Quanto emerso durante il confronto – spiega il responsabile provinciale Sanità di Fratelli d’Italia Sannio, Sergio Ferrara – non riguarda soltanto interventi da programmare, ma azioni concrete già in fase di attuazione sul territorio.

Abbiamo riscontrato con piacere – aggiunge Ferrara – un approccio improntato al pragmatismo e alla collaborazione istituzionale. La sanità deve essere un terreno di confronto costruttivo e non di contrapposizione politica e, proprio per questo, è fondamentale lavorare con l’obiettivo comune di migliorare i servizi sanitari sul territorio.

Nel corso dell’incontro – conclude – Fratelli d’Italia ha portato all’attenzione della direzione generale le istanze più urgenti provenienti dalle comunità locali, offrendo il proprio contributo di analisi e di proposta sulle priorità da affrontare. Continueremo a seguire con attenzione questo percorso, affinché le scelte intraprese possano tradursi in un rafforzamento concreto dell’assistenza sanitaria per il territorio sannita”.

Mobilità sanitaria, Errico (FI): “Campania tra le regioni con maggiori esborsi”

Mobilità sanitaria, Errico (FI): “Campania tra le regioni con maggiori esborsi”

Politica
Il consigliere: “Dati che impongono interventi concreti anche a livello locale”

“Il report della Fondazione Gimbe sulla mobilità sanitaria conferma una criticità che da tempo segnaliamo: troppi cittadini sono ancora costretti a lasciare la propria regione per curarsi. Un fenomeno che rappresenta uno degli indicatori più evidenti delle disuguaglianze presenti nel sistema sanitario nazionale”.

Così il consigliere regionale di Forza Italia Fernando Errico, componente della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Campania, commenta i dati diffusi dalla Fondazione Gimbe sulla mobilità sanitaria interregionale.

“Nel 2023 – sottolinea Errico – la spesa complessiva per la mobilità sanitaria ha raggiunto i 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre. All’interno di questo quadro la Campania risulta tra le regioni con i maggiori esborsi per cure fuori regione, con un peso pari al 9,4% del totale nazionale e con un saldo negativo di oltre 300 milioni di euro. Si tratta di risorse ingenti che ogni anno lasciano il nostro territorio insieme ai pazienti che sono costretti a rivolgersi ad altre realtà sanitarie”.

“Questi numeri – prosegue il consigliere regionale – dimostrano quanto sia necessario continuare a investire sul rafforzamento della sanità campana, migliorando la qualità dei servizi, riducendo le liste d’attesa e potenziando le eccellenze presenti sul territorio. L’obiettivo deve essere duplice: da un lato garantire ai cittadini cure tempestive e di qualità nella propria regione, dall’altro ridurre un’emorragia economica che pesa sul sistema sanitario regionale”. Errico evidenzia inoltre come il fenomeno riguardi in particolare le regioni del Mezzogiorno: “Il report conferma che gran parte dei flussi si muove dal Sud verso il Nord, con regioni come Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto che intercettano una quota significativa dei pazienti provenienti da altre aree del Paese”.

Il consigliere regionale richiama poi l’attenzione anche sulla situazione del territorio sannita. “I dati relativi al Sannio – osserva Errico – mostrano con chiarezza quanto il fenomeno incida anche a livello locale. Parliamo di circa 18 milioni di euro legati ai ricoveri in mobilità sanitaria dei pazienti sanniti. Di questi, 7 milioni riguardano la mobilità interregionale, con 1.978 pazienti che scelgono strutture ospedaliere dal Lazio in su, mentre quasi 11 milioni di euro sono riferiti a 2.330 cittadini che si rivolgono agli ospedali di altre province campane, in particolare Napoli, Avellino e Caserta”.

“Si tratta – aggiunge – di cifre rilevanti che testimoniano come molti pazienti continuino a cercare risposte altrove, soprattutto per patologie complesse. In particolare incidono i ricoveri legati alle patologie oncologiche, con pazienti che affrontano interventi importanti e spesso scelgono centri fuori provincia o fuori regione, nonostante oggi i protocolli terapeutici siano uniformi su tutto il territorio nazionale e offrano standard di cura comparabili”.

Errico richiama infine l’importanza della prevenzione: “Un altro elemento su cui è necessario intervenire con decisione riguarda l’adesione agli screening oncologici, che nel Sannio, come nel resto della Campania, non ha ancora raggiunto livelli ottimali, sebbene si registrino segnali di ripresa rispetto agli anni passati. Rafforzare la prevenzione significa individuare le patologie nelle fasi iniziali, quando le possibilità di cura sono maggiori e l’impatto sul sistema sanitario è più sostenibile”.

“Come componente della Commissione Sanità – conclude Errico – ritengo fondamentale affrontare con decisione questo tema, rafforzando la nostra rete ospedaliera e valorizzando il lavoro dei nostri professionisti. La Campania deve diventare sempre più una regione capace di curare i propri cittadini e, nel tempo, anche di attrarre pazienti da altre realtà e non il contrario”.

Sanità, Errico (FI): “Al San Pio carenza di personale e criticità nei servizi di emergenza”

Sanità, Errico (FI): “Al San Pio carenza di personale e criticità nei servizi di emergenza”

Politica

“La situazione dell’Ospedale San Pio di Benevento impone una riflessione seria e immediata sullo stato della sanità nelle aree interne della Campania”. Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia Fernando Errico, componente della Commissione Sanità in Regione, che interviene sulle criticità legate alla carenza di personale e al funzionamento dei servizi di emergenza presso il presidio ospedaliero sannita.

Il consigliere regionale evidenzia inoltre come siano in via di completamento lavori importanti presso la struttura ospedaliera, con un investimento di circa quattro milioni di euro destinati al potenziamento delle sale operatorie e dei padiglioni. “Si tratta di interventi significativi sul piano infrastrutturale – osserva – ma il vero problema resta la carenza di personale medico. Il punto è evidente: si rinnovano le strutture, ma mancano i medici. Questo ridimensiona inevitabilmente l’efficacia degli interventi e riporta al centro il tema della gestione e della programmazione sanitaria”.

“A fronte di un fabbisogno ben più ampio – sottolinea Errico – sono stati reclutati soltanto pochi medici. Restano scoperti reparti fondamentali e permangono vuoti significativi nella continuità assistenziale. Una condizione che mette sotto pressione il pronto soccorso e l’intera rete dell’emergenza-urgenza, con ripercussioni dirette sui cittadini e sul personale sanitario, costretto a operare in condizioni sempre più difficili”.

Per il consigliere regionale sannita si tratta di un tema non solo organizzativo, ma profondamente politico. “Il caso del San Pio è emblematico di una criticità più ampia che riguarda le aree interne. Non possiamo consentire che la programmazione sanitaria continui a privilegiare i grandi centri urbani, lasciando i territori periferici in una condizione di fragilità strutturale. Il diritto alla salute deve essere garantito ovunque, senza distinzione geografica”.

Il consigliere Errico chiede quindi un intervento strutturale da parte del Presidente della Giunta Regionale che incontrerà nei prossimi giorni: “Serve un piano straordinario di reclutamento del personale medico e sanitario, accompagnato da misure concrete per rendere attrattivi gli ospedali delle aree interne. È indispensabile e necessario, inoltre, come ben sta facendo il Direttore Generale dell’Asl di Benevento, rafforzare la sanità territoriale, potenziare la medicina di prossimità e garantire una reale integrazione tra ospedale e territorio, così da alleggerire la pressione sui servizi di emergenza.

La vicenda del San Pio – conclude Errico – deve riportare al centro dell’agenda politica regionale il tema del diritto alla salute nelle aree interne. Non esistono territori di serie B: la dignità delle comunità passa anche dalla qualità e dall’efficienza dei servizi sanitari che siamo in grado di garantire”.

FOTO E VIDEO – Benevento, svolta al San Pio: Neurologia raddoppia, nasce la Medicina Nucleare

FOTO E VIDEO – Benevento, svolta al San Pio: Neurologia raddoppia, nasce la Medicina Nucleare

AttualitàBenevento Città
Raddoppiano i posti letto e si rafforza la Stroke Unit in Neurologia. Posata la prima pietra del nuovo edificio da 12 milioni di euro per la Medicina Nucleare.

Momento significativo per l’Ospedale San Pio di Benevento, protagonista di un importante intervento di rafforzamento dei servizi sanitari grazie all’ampliamento della Neurologia e all’avvio del nuovo polo di Medicina Nucleare. Due iniziative diverse ma guidate dalla stessa finalità: migliorare l’assistenza e rispondere in modo più efficace alle esigenze del territorio.

Il reparto di Neurologia, ora collocato al terzo piano del Padiglione Santa Teresa, vede raddoppiare la propria capacità ricettiva, passando da 10 a 20 posti letto. La distribuzione interna comprende 14 posti per degenze ordinarie, 2 per Day Hospital e 4 riservati alla Stroke Unit, elemento centrale nella gestione dell’ictus e delle emergenze neurologiche tempo-dipendenti. L’adeguamento consente alla struttura di allinearsi pienamente agli standard previsti dalla rete regionale.

Tra le novità più rilevanti spicca l’introduzione di monitor multiparametrici e sistemi di sorveglianza continua, tecnologie fondamentali per il controllo dei pazienti più complessi. Secondo la direzione generale, il potenziamento avrà ricadute positive anche sull’equilibrio complessivo dell’ospedale, contribuendo ad alleggerire il Pronto Soccorso e favorendo una gestione più efficiente dei ricoveri, con benefici anche per reparti come la Medicina Interna.

L’intervento non riguarda soltanto gli aspetti tecnologici. Il reparto rinnovato include una palestra riabilitativa interna, pensata per avviare precocemente il percorso di recupero durante la degenza. Sono inoltre operativi ambulatori specialistici dedicati a epilessia, cefalee, Parkinson, demenze e sclerosi multipla, insieme al servizio di elettroencefalografia.

Parallelamente è stato compiuto un passo decisivo verso la realizzazione della nuova Medicina Nucleare, con la posa della prima pietra del futuro edificio. L’opera, sostenuta da un investimento di circa 12 milioni di euro, prevede 26 mesi di lavori e la costruzione di una struttura su due livelli per una superficie complessiva di circa 2.000 metri quadrati.

Il polo sarà equipaggiato con strumentazioni diagnostiche avanzate, tra cui PET e Gamma Camera SPECT, oltre a un ambulatorio cardiologico. L’obiettivo è ampliare le possibilità diagnostiche e garantire percorsi di cura sempre più accurati e integrati, rafforzando ulteriormente la qualità dell’offerta sanitaria provinciale.

“Credevo di essermi addormentato, invece stavo morendo: il 118 mi ha salvato la vita”: la storia di Vincenzo

“Credevo di essermi addormentato, invece stavo morendo: il 118 mi ha salvato la vita”: la storia di Vincenzo

AttualitàDalla Provincia
“Defibrillatore sul torace, cannula in bocca e il medico che urlava il mio nome”.

“Rendo pubblica la mia esperienza – scrive Vincenzo Di Lauro – per ringraziare dal profondo del cuore gli operatori del 118 che mi hanno salvato la vita, sabato 24 gennaio scorso.

La buona sanità esiste, anche se troppo spesso resta lontana dai riflettori. La mia non vuole essere solo una storia di salvezza personale, ma una testimonianza di valore collettivo, per riconoscere, senza retorica e senza enfasi artificiale, il lavoro quotidiano degli operatori del 118. Professionisti con una responsabilità enorme sulle spalle che, nel silenzio operativo e senza clamori, agiscono con tempestività e competenza, affrontando situazioni in cui ogni secondo può fare la differenza tra la vita e la morte.

Oggi, avverto il dovere civico di dire chiaramente che sintomi apparentemente banali, non vanno mai sottovalutati. Quando mi sono recato alla sede del 118 di Cerreto Sannita per un dolore al petto che inizialmente mi era sembrato lieve, sono stato immediatamente sottoposto a visita medica, elettrocardiogramma e prelievi ematici. Poco dopo è arrivata la temuta diagnosi d’infarto che mi ha raggelato. Nel giro di pochi minuti, però, mani esperte, gesti sicuri e terapie avviate senza esitazione mi hanno fatto sentire fisicamente meglio. A contenere l’inevitabile ansia non sono state solo le cure, ma soprattutto la calma degli operatori, il tono pacato e la sicurezza con cui ogni azione veniva compiuta. In quel momento ho capito come la competenza, quella vera, sappia anche rassicurare.

Quando è stato disposto l’immediato trasferimento all’ospedale di Benevento ho compreso (sulla mia pelle) quanto sia importante fruire di un servizio di emergenza tempestivo. A Cerreto Sannita l’ambulanza disponibile è demedicalizzata e, in quel momento, i medici che mi assistevano hanno ritenuto che non fosse sicuro trasferirmi con un mezzo senza il medico a bordo. È stato quindi necessario attendere l’arrivo dell’ambulanza medicalizzata da San Salvatore Telesino e, anche se l’attesa è stata breve, ho vissuto momenti di preoccupazione per l’inevitabile allungamento dei tempi. Una volta sistemato sull’ambulanza, sentivo il tono del mio battito cardiaco costantemente controllato dal monitor, la terapia scorreva dalla flebo, il medico mi rincuorava registrando condizioni stabili. Mi sentivo tranquillo e sicuro (si fa per dire).

Poi è accaduto qualcosa che, per me, non ha rumore né memoria. Credo di essermi appisolato, ma al risveglio ho subito compreso che qualcosa non stava andando per il giusto verso. Sul torace avevo cerotti collegati a un defibrillatore, dalla bocca mi viene tolta una cannula; il medico e l’infermiere erano praticamente addosso a controllare reazioni e parametri vitali. Per la verità, il medico “gridava” il mio nome e, conoscendomi sin da ragazzino, “sollecitava” un mio risveglio. A questo punto, “risvegliatomi” ho chiesto per quanto tempo abbia dormito: mi hanno spiegano, con calma e naturalezza, che quello che avevo percepito come un semplice sonno era in realtà il momento in cui stavo morendo. Il cuore aveva assunto il ritmo caotico di 400–500 battiti al minuto con immediata perdita di coscienza, pressione arteriosa crollata a zero, respirazione ferma. Il cuore era elettricamente attivo ma meccanicamente morto.

Nessun dolore, nessuna sensazione di morte: in un attimo non c’ero più. Io, però, non sentivo nulla: nessun dolore, nessuna paura. Solo il vuoto. E in quel vuoto però, qualcuno ha agito.

Il medico ha riconosciuto immediatamente il dramma e senza esitazione ha defibrillato il mio cuore con un gesto secco, deciso, vitale che ha interrotto il caos e ha restituito ordine, battito, vita. In pochi secondi, sono tornato indietro da un punto in cui spesso non si torna. Non ho visto né sentito nulla.

Oggi so che in quel momento, il confine tra la vita e la morte era sottilissimo e che è stato superato nella direzione giusta grazie alla competenza, alla lucidità e al sangue freddo di chi mi era accanto. Io credevo di essermi addormentato. In realtà, qualcuno mi ha riportato alla vita.”