I consiglieri di opposizione chiedono la convocazione straordinaria del Consiglio Comunale a seguito della vicenda giudiziaria che ha coinvolto il dirigente e responsabile del gabinetto del Sindaco, Gennaro Santamaria.
“Il Sindaco e il delegato alla Prevenzione della Corruzione e alla Trasparenza riferiscano dettagliatamente in aula attraverso un’informativa specifica – dichiarano i consiglieri comunali dei gruppi Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Civico 22, Città Aperta, Civici e Riformisti – Non è compito del Consiglio Comunale sostituirsi alla giustizia che farà il suo corso, ma è nostro dovere primario garantire ai cittadini che l’amministrazione attivi tutti gli anticorpi necessari per tutelare l’integrità dell’Istituzione.
La richiesta mira, nello specifico, a conoscere quali azioni concrete si intendono adottare per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza all’interno dell’Ente dopo l’arresto del dirigente.
Se si intende disporre un monitoraggio sistematico dei provvedimenti amministrativi per individuare eventuali anomalie o irregolarità.
Chiediamo che si relazioni anche sulla programmazione di verifiche interne per valutare il rischio di interferenze in altri settori. Così come sulle modalità di aggiornamento del Piano per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, alla luce dei nuovi fatti emersi.
Il nostro non è un processo alle intenzioni ma un atto di vigilanza democratica che trova la sede naturale nel Consiglio Comunale. Il Sindaco ha il dovere di spiegare al Consiglio e alla Città quali azioni intende attivare per garantire che la macchina amministrativa sia impermeabile a ogni condizionamento esterno.
Auspichiamo – concludono i gruppi di opposizione di Pd, Avs, Civico 22, Città Aperta, Civici e Riformisti – che il Presidente del Consiglio Comunale, in una logica di massima trasparenza, proceda celermente alla convocazione richiesta nella conferenza capigruppo di questa mattina”.
Arresto Santamaria, Potere al Popolo: “La classe politica reagisce con debolezza e ambiguità“
Riceviamo e pubblichiamo una nota del gruppo ‘Potere al Popolo’, che commenta l’arresto del dirigente comunale Gennaro Santamaria, mettendo in luce soprattutto ciò che la classe politica non ha detto né fatto:
”L’arresto in flagranza per concussione di Gennaro Santamaria, dirigente del Settore Servizi al Cittadino del Comune di Benevento e capo di gabinetto del sindaco Clemente Mastella, rappresenta un fatto di eccezionale gravità che scuote profondamente la vita pubblica cittadina.
Secondo le prime ricostruzioni, Santamaria sarebbe stato fermato mentre intascava una tangente, prima tranche di una richiesta complessiva di decine di migliaia di euro, in cambio dello sblocco di pratiche amministrative, ottenuto attraverso pressioni e ritardi pilotati. Ancora più grave è il fatto che intervenisse su ambiti, come pratiche urbanistiche, che non rientravano nemmeno nelle sue competenze dirette.
Un elemento che lascia emergere non un episodio isolato, ma il possibile funzionamento di un sistema opaco di gestione amministrativa, fondato su interferenze indebite, sconfinamenti di competenze e pratiche clientelari nella trattazione delle procedure.
Di fronte a un arresto in flagranza, ciò che colpisce non è l’assenza di reazioni, ma la loro debolezza e ambiguità all’interno della classe politica cittadina. I consiglieri di opposizione si limitano a “chiedere chiarimenti”, senza avere il coraggio di pretendere le dimissioni immediate, che sarebbero un atto minimo e dovuto. Un atteggiamento ancora più grave se si considera che gli stessi avevano già sollevato, in passato, dubbi sull’incompatibilità della carica ricoperta da Santamaria.
Questa postura “garantista” appare difficilmente giustificabile sul piano politico. Essa sembra piuttosto riflettere equilibri e trattative in corso in vista delle prossime elezioni amministrative, che vedrebbero parti dell’opposizione disponibili a convergere con l’attuale maggioranza. Nemmeno un fatto così grave e inequivocabile sembra sufficiente a mettere in discussione tali dinamiche, confermando quanto poco il buon governo della città pesi rispetto alla conservazione di posizioni e interessi.
Ancora più sconcertanti risultano alcune dichiarazioni provenienti dalla maggioranza. Un esponente di Noi di Centro ha affermato: “No allo sciacallaggio sulla vicenda, nessuno può scagliare la prima pietra”. Parole che, da un lato, sembrano implicitamente confermare la gravità dei fatti, e dall’altro introducono un’insinuazione generalizzata che dovrebbe suscitare una reazione ferma e indignata da parte di tutte le forze politiche.
Reazione che, invece, non arriva.
Di fronte a tutto questo, ribadiamo con forza: le dimissioni immediate di Santamaria sono indispensabili, ma non sufficienti. La questione è profondamente politica. Chi ha scelto, nominato e difeso una figura così centrale, il braccio destro del sindaco, deve assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie decisioni.
Non si tratta di una “deviazione individuale”, ma del possibile sintomo di un sistema più ampio, fondato su relazioni personali, opacità amministrativa e assenza di controlli efficaci.Continuare a ridurre tutto a un caso isolato significa contribuire a coprire queste dinamiche.
Per questo è necessario aprire immediatamente una discussione pubblica sulla trasparenza amministrativa, sui criteri di nomina e sui meccanismi di controllo all’interno del Comune di Benevento.Questa vicenda mostra, ancora una volta, come un certo modo di esercitare il potere produca privilegi per pochi e abusi ai danni della collettività.
Mentre cittadini e lavoratori affrontano quotidianamente precarietà e disservizi, c’è chi utilizza le istituzioni come strumenti di rendita e ricatto.
È necessaria una rottura netta con queste pratiche e con il sistema che le ha rese possibili.
È necessario restituire controllo democratico ai cittadini, spezzare i meccanismi opachi di gestione del potere e costruire un’amministrazione realmente al servizio della collettività.
È tempo di liberarsi, insieme a chi ogni giorno subisce le ingiustizie di questo sistema, da una cappa che soffoca il territorio da troppo tempo, e di pretendere con forza trasparenza, giustizia e dignità.”
Arresto Santamaria, Mazzone (GD Sannio): “Ennesima coltellata al rapporto amministrazione-cittadini”
Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa di Davide Mazzone, segretario provinciale dei giovani democratici del Sannio: “Questa mattina ci siamo svegliati con una notizia che non avremmo voluto sentire, il Dirigente comunale Santamaria è stato arrestato con l’accusa di concussione. Non avremmo voluto leggere di questa notizia che risulta essere l’ennesima coltellata che ferisce al cuore il rapporto di fiducia tra l’amministrazione e i cittadini.
La concussione è uno dei reati più odiosi per chi ricopre un ruolo pubblico: significa utilizzare l’autorità conferita dallo Stato per sopraffare il prossimo invece di servirlo. È una dinamica che avvelena il tessuto economico e sociale della nostra città, alimentando l’idea che per ottenere ciò che spetta di diritto serva piegarsi a logiche di potere distorte.
Non vogliamo credere che questo sistema fosse una prassi consolidata, ma il dubbio che non si tratti di un caso isolato è legittimo e inquietante. Come si suol dire, a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina: chiediamo che venga fatta luce totale su ogni atto firmato e gestito dal dirigente in questione. Il nostro territorio non può permettersi ombre sulla gestione della cosa pubblica.
Per questo motivo, come Giovani Democratici del Sannio chiediamo la massima collaborazione dell’Amministrazione Comunale con gli organi inquirenti e la garanzia di un segnale forte di discontinuità politica e amministrativa che rimetta al centro il merito e la legalità.
Questi devono essere atti dovuti dell’amministrazione per evitare un ulteriore allontanamento dei cittadini, soprattutto i più giovani, dalla partecipazione civile. Quella della legalità non può essere solo una bandiera da sventolare a proprio piacimento. Noi come Giovani Democratici del Sannio continueremo a batterci ed a presidiare per una politica di valori e senza compromessi”.
Benevento, arrestato Gennaro Santamaria: avrebbe chiesto 70mila € per favori edilizi
In una cassaforte nascosta trovati oltre 157mila euro in contanti, suddivisi in diverse mazzette. E’ accusato di concussione.
È Gennaro Santamaria, 63 anni, il dirigente del Comune di Benevento arrestato nella mattinata di oggi a Benevento. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri, al termine di un’indagine coordinata dal Comando Provinciale (leggi QUI).
Santamaria si trova attualmente in carcere ed è indagato con l’accusa di concussione. Secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe chiesto il pagamento di denaro a un cittadino, prospettando in cambio un intervento favorevole per la definizione di alcune pratiche edilizie.
Gli investigatori parlano di un accordo illecito per una somma complessiva di circa 70mila euro, di cui una prima tranche pari a 4mila euro sarebbe già stata corrisposta. La richiesta, secondo l’accusa, sarebbe stata finalizzata a sfruttare il ruolo ricoperto all’interno dell’amministrazione per orientare l’esito delle procedure.
L’arresto è scattato poi in seguito a una perquisizione eseguita dai militari, la quale ha portato alla scoperta di una cassaforte nascosta all’interno di un mobile d’ufficio, occultata dietro faldoni e documenti. Al suo interno sono stati rinvenuti 157.400 euro in contanti, suddivisi in mazzette, oltre a un assegno bancario dell’importo di 10mila euro.
Alcune delle buste riportavano intestazioni riconducibili a enti e istituzioni, tra cui lo stesso Comune di Benevento. Proprio gli uffici Palazzo Mosti, oltre che l’abitazione dell’indagato, poi, è stata una delle sedi delle perquisizioni effettuate.
Vicenda servizio civile, Coppola: “Istanza in autotutela prodotta con Anci, salvi attestati di idoneità”
Stamane l’assessore alle Politiche sociali Carmen Coppola e il dirigente del Settore Gennaro Santamaria sono stati ascoltati in Commissione Politiche sociali, al fine di chiarire gli aspetti amministrativi della vicenda che ha riguardato l’espletamento del Servizio civile annualità annualità 2024/2025 e riguardo cui il Comune è stato oggetto di ispezione ministeriale.
“Ho spiegato – afferma l’assessore Carmen Coppola – ai consiglieri comunali che è stata prodotta, insieme ad Anci con cui c’è piena sintonia, un’istanza in autotutela per l’annullamento del Decreto numero 21/2026 inerente la revoca di 2 progetti. Questa istanza sarà sottoscritta tanto dal dirigente Santamaria quanto dal segretario generale Anci Campania Aniello D’Auria e questo è un segnale positivo di collaborazione istituzionale e trasparenza.
Abbiamo comunicato inoltre ai consiglieri un’ulteriore notizia positiva che riguarda proprio i giovani volontari: il Dipartimento delle Politiche giovanili ha chiarito che questa vicenda non influirà sull’attestato idoneo per la riserva dei posti che ha – come è noto – una importante utilità per le procedure concorsuali pubbliche.
Siamo fiduciosi che la vicenda possa risolversi per il meglio attraverso le forme del dialogo tra istituzioni che il Comune e il nostro Settore stanno esperendo con serietà”.
Benevento | Concorsi pubblici, Fragassi (FI): “Ombre su procedura permangono, Santamaria si faccia da parte”
“A seguito della nota del Comune di Benevento del 3 ottobre 2024, si rendono necessari chiarimenti urgenti sulle gravi incongruenze che, a nostro avviso, starebbero compromettendo la regolarità delle procedure concorsuali in corso. Richiamando gli articoli 107 del TUEL e 19 del Regolamento Comunale, approvato con Deliberazione di Giunta n. 108 del 30 maggio 2019, si evidenzia che la presidenza delle Commissioni giudicatrici dei concorsi è tassativamente riservata ai dirigenti in servizio presso l’Ente.” Dichiara Dino Fragassi, responsabile regionale Legalità di Forza Italia.
E continua: “La norma è chiara e inderogabile: la figura del presidente della commissione deve essere scelta esclusivamente tra i dirigenti del Comune di Benevento. Tuttavia, sembrerebbe emergere, a nostro avviso, un grave abuso di potere: su sette procedure concorsuali attualmente in corso (e non otto, come erroneamente comunicato dall’Amministrazione), due di queste commissioni sono presiedute da figure non appartenenti alla dirigenza del Comune, ovvero Giuseppe Vecchio, Comandante della Polizia Municipale, e Gianluca Basile, Direttore dell’Università degli Studi del Sannio. La violazione della normativa è evidente: Vecchio e Basile non possono assumere la funzione di presidenti delle commissioni, come prevede appunto la normativa vigente.
La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che Gennaro Santamaria, attualmente presidente di tre commissioni concorsuali, ha recentemente dichiarato di essere in condizione di incompatibilità per una delle procedure. Tale dichiarazione implica non solo la sua esclusione da quella specifica procedura, ma travolge l’intera legittimità delle sue azioni precedenti, inclusa la nomina delle Commissioni, la scelta della Società che si occupa della somministrazione dei questionari e l’approvazione delle graduatorie finali. Ricordiamo che, secondo la normativa, qualsiasi dirigente che si ritrovi in una situazione di conflitto di interesse, come avere parenti entro il quarto grado tra i candidati, è obbligato ad astenersi da qualsiasi attività legata al concorso. Santamaria, rendendosi conto di tale incompatibilità, avrebbe dovuto sollevarsi immediatamente dall’incarico, pena la nullità delle procedure già avviate.
Non possiamo ignorare l’anomalia di aver escluso dalla presidenza delle commissioni dirigenti comunali di elevato livello professionale, come Alessandro Verdicchio, Raffaele Ambrosio, Maurizio Perlingieri e Antonella Moretti. Ci sembra quantomeno anomala la loro mancata partecipazione. Inoltre, sarebbe necessario rivedere l’incarico conferito alla Fondazione privata che sta gestendo le procedure concorsuali. L’assegnazione di tali compiti va rivalutata da un altro dirigente comunale, per garantire che la selezione sia avvenuta in piena regolarità e trasparenza, senza ombre di conflitto d’interesse.
Alla luce di tutto ciò, sarebbe opportuno che Gennaro Santamaria si facesse da parte, lasciando tutte le Commissioni di cui si è autonominato presidente, garantendo così la correttezza e la legittimità delle procedure concorsuali. L’attuale amministrazione comunale ha il dovere di ripristinare la legalità e il rispetto delle norme, dimostrando di operare nell’interesse della collettività”, conclude Fragassi.
Concorso Istruttori vigilanza al Comune di Benevento, Fragassi (FI): ” Va annullato, troppi dubbi. Santamaria si dimetta”
“Il concorso in atto al Comune di Benevento per l’assunzione a tempo indeterminato di 3 Istruttori di Vigilanza è, a nostro avviso, viziato da gravi incongruenze che potrebbero comprometterne la trasparenza”. Lo dichiara Dino Fragassi, responsabile regionale per la Legalità e la Sicurezza di Forza Italia.
“L’intero iter del concorso – dalla stesura del bando, alla nomina della Commissione giudicatrice alla sostituzione del presidente della stessa fino alla scelta della società somministratrice dei test e responsabile dell’intera procedura – è stato seguito direttamente da Gennaro Santamaria, dirigente del Settore risorse umane e servizi al cittadino – spiega Fragassi -. Successivamente, Santamaria si è dichiarato incompatibile per la sussistenza di un legame di parentela con una candidata al concorso. Con decreto sindacale (prot. n. 59768) del 27/06/2019, Santamaria era stato nominato alla direzione del Gabinetto del Sindaco e per dare supporto alla Segreteria Generale e agli Affari Generali, un incarico di natura fiduciaria ai sensi dell’art. 110 del TUEL n. 267/2000. Dopo tale nomina, Santamaria ha assunto ruoli in contrasto con gli incarichi ricoperti fino al giorno prima del suo ingresso a Palazzo Mosti, poiché aveva svolto funzioni politiche nel partito che fa capo al sindaco di Benevento, e – prima ancora – aveva accettato la nomina di presidente dell’Ente Geopaleontologico di Pietraroja. Le commissioni di concorso (secondo l’art. 107, comma 3, lett. a) devono essere presiedute da dirigenti, e non da funzionari “neofiti” – aggiunge -. Un obbligo ribadito dall’art. 19, comma 2, lett. a), del Regolamento disciplinante le procedure di accesso all’impiego, approvato con deliberazione di Giunta Comunale n. 108 del 30/05/2019. All’atto del ricevimento delle domande di partecipazione al concorso, il dirigente delle Risorse umane, Gennaro Santamaria, avendo preso cognizione che tra i partecipanti vi fosse un parente, doveva dichiarare la sua incompatibilità, passando il testimone al Segretario generale Riccardo Feola, che attualmente riveste la carica di dirigente amministrativo del Corpo di Polizia municipale”.
“Il ritardo con cui ha lasciato la presidenza della commissione esaminatrice dimostra anche la sua inidoneità a dirigere il delicatissimo Settore Risorse umane – dichiara Fragassi -. Il nuovo articolo 35-quater, inserito dall’art. 3 del decreto legge n. 36/2022, all’interno del D.Lgs. n. 165/2001, unitamente al D.P.R. n. 82 del 2023 hanno introdotto una riforma della riorganizzazione e dell’ammodernamento delle procedure di reclutamento del personale di più ampio respiro per armonizzare l’intero sistema dei concorsi e delle altre forme di assunzione nella Pubblica amministrazione. Il DPR n. 82/2023 si muove su diverse linee di indirizzo, tra le quali si possono indicare, oltre al tema della semplificazione e celerità, quello della digitalizzazione delle procedure concorsuali, della parità di genere e della modifica della disciplina sulla riserva e sui titoli di preferenza. Tutto ciò per evitare il ricorso a procedure che possano inficiarne l’integrità e la regolarità”.
“Pertanto – aggiunge il responsabile regionale per la Legalità e la Sicurezza di Forza Italia– se per questo concorso il Comune di Benevento, per le procedure selettive ha deciso di affidarsi ad una società esterna – spendendo risorse pubbliche – non si capisce per quale motivo, invece di utilizzare la procedura informatica con i tablet, si è preferito somministrare i questionari a risposta multipla in modalità cartacea, con la conseguente perdita di credibilità della selezione. Tra l’altro il codice a barre è stato incollato sui questionari somministrati, e il verbale tecnico della Società non è stato pubblicato sull’albo on line, unitamente a ciò che doveva decidere, valutare e controllare la Commissione giudicatrice del concorso, la quale, seppur presente ai lavori, si è limitata a una muta “passerella”. Inoltre, la società incaricata dal Comune a gestire le prove selettive non ha reso accessibile a tutti i candidati la propria banca dati. Peraltro, le Commissioni giudicatrici dei concorsi pubblici proprio perché sono composte da dirigenti e funzionari, rispondono in via amministrativa, contabile, civile, disciplinare e penale delle proprie azioni sono garanzia di legalità e trasparenza, principi che non può garantire la migliore Società privata scelta. Per giunta la società incaricata per questo concorso è stata selezionata dal dirigente nominato illegittimamente “ab origine” nel ruolo di responsabile delle risorse umane e dei servizi sociali, attività quest’ultima – spiega Fragassi – che non può svolgere non essendo inserito nell’apposito Albo regionale, ove peraltro sono iscritti un dirigente e due funzionari del comune di Benevento, a dimostrazione che Gennaro Santamaria non può essere direttore dell’Ambito B1 nemmeno in via temporanea”.
“Dubbi – aggiunge – riguardano anche il contenuto dei quesiti inseriti nei questionari somministrati. Difatti, invece di valutare i candidati sulle materie oggetto del posto messo a concorso, sono stati previsti quesiti su materie complesse e pressoché inaccessibile a candidati diplomati, tra cui il codice degli appalti che non è tra gli argomenti studiati per questo tipo di assunzioni. Il risultato che ne è conseguito è il superamento del test da parte di soltanto 40 candidati che potranno accedere alla successiva prova scritta, che verrebbe svolta sempre con quiz preconfezionati dalla Società incaricata. Inoltre non risultano esserci ex-equo con punti 20,25 superiori a 5. Una casualità quantomeno sospetta”, sottolinea Fragassi. Che aggiunge: “Peraltro, i primi due della graduatoria concorsuale avrebbero sbagliato solo una risposta dei 60 quiz somministrati, il che appare assolutamente improbabile, tenuto conto dell’enorme difficoltà rappresentata dai quesiti proposti. L’aver sostituito la Società che aveva coadiuvato il precedente dirigente alle Risorse umane Alessandro Verdicchio nella gestione dei concorsi espletati sino all’anno 2022, con quella scelta da Santamaria ha comportato sostanzialmente una minore trasparenza delle procedure concorsuali in atto. Difatti, i risultati della prova preselettiva del concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 3 (tre) Istruttori di vigilanza sono stati pubblicati solo nel tardo pomeriggio del giorno successivo, sebbene nel capitolato la
Società avesse dichiarato che intendeva utilizzare la lettura ottica degli elaborati. Ma dei nominativi di coloro che hanno superato la prova preselettiva neanche l’ombra – evidenzia -: sull’albo pretorio on line si possono leggere solo codici criptici. Di contro, sullo stesso albo on line, ancora oggi, si possono leggere i nominativi degli ammessi alle prove successive e dei vincitori dei singoli concorsi espletati prima del 2023, quando le procedure concorsuali della polizia municipale venivano svolte dal dr. Alessandro Verdicchio e dal dr. Fioravante Bosco, comandante pro-tempore. La legge vieta che vengano pubblicati i nominativi di chi
non supera le prove, ma non vieta che i cittadini possano conoscere i nominativi dei candidati vincitori e degli idonei. Peraltro, la stessa procedura, a nostro avviso illegittima, si sta utilizzando pure per altri concorsi in atto presso il Comune di Benevento”.
“Considerate tutte le incongruenze che caratterizzano la procedura per l’assunzione a tempo indeterminato di 3 Istruttori di vigilanza – conclude Fragassi – riteniamo che il concorso vada annullato e che si debba procedere a un nuovo procedimento concorsuale. Riteniamo altresì opportuno che, per i fatti riportati, il dirigente Gennaro Santamaria si debba dimettere ad horas dall’incarico di dirigente delle Risorse umane e dei servizi sociali del Comune di Benevento, lasciando ad altri dirigenti la presidenza delle commissioni concorsuali che ancora conserva”.
Delibera atto d’indirizzo per parere giuridico su figura Coordinatore d’Ambito, il Segretario generale: “Necessario parere tecnico, non quello contabile”
In merito alla richiesta, proveniente da alcuni consiglieri della minoranza consiliare, di annullamento in autotutela della Deliberazione con la quale la Giunta Comunale ha stabilito di acquisire una consulenza altamente specialistica di un esperto di diritto amministrativo, al fine di valutare l’ambito di applicazione della disposizione regionale di cui all’art. 23, comma 4 bis della legge regionale n. 11/2007, l’efficacia temporale della stessa e la relativa disciplina transitoria, allo scopo di dirimere ogni eventuale incertezza sulla piena validità della designazione del dirigente Gennaro Santamaria, quale Coordinatore d’Ambito, il segretario generale Riccardo Feola ha trasmesso la seguente nota di chiarimento:
“Sulla proposta di deliberazione è stato apposto, dal sottoscritto Segretario Generale, il parere preventivo ai sensi dell’art.49 del TUEL. Alcuni consiglieri di minoranza lamentano l’illegittimità della Deliberazione, in quanto mancante del parere contabile ai sensi dell’art. 49 del TUEL, previsto per legge, quando la proposta di Deliberazione comporti riflessi diretti ed indiretti sul bilancio di previsione. Nel caso di specie, la Giunta Comunale ha espresso un mero atto di indirizzo sulla necessità di acquisire un parere legale ‘pro veritate’ per dirimere un contrasto interpretativo fra l’orientamento della Regione Campania in merito all’art. 23, comma 4 bis della legge regionale n. 11/2007 e l’applicazione della disciplina transitoria, sulla quale anche la stessa Avvocatura dell’Ente si è espressa in senso opposto all’orientamento della Regione Campania. Con la Deliberazione, la Giunta ha dato ampia autonomia all’Avvocato dell’Ente sulle modalità di scelta della figura da incaricare e ha demandato allo stesso tutti gli atti di natura gestionale”.
“Il sottoscritto Segretario generale non ha ritenuto di dover richiedere il parere contabile ai sensi dell’art.49 Tuel sulla proposta di Deliberazione, in quanto la stessa rappresenta un mero atto di indirizzo, nel quale non è indicato alcun importo specifico e non è nemmeno individuato il soggetto da incaricare e, pertanto, non sussistono elementi di natura finanziaria valutabili attraverso il parere contabile ex art. 49 anche con riferimento agli rilievi diretti o indiretti. Tanto è vero che il parere, in assenza di quantificazione della spesa ed indicazione del capitolo di spesa, non può di certo essere espresso nè tanto meno è possibile valutare gli effetti sugli equilibri di bilancio. Giova evidenziare che ‘hanno natura di indirizzo gli atti che, senza condizionare direttamente la gestione di una concreta vicenda amministrativa, impartiscono agli organi all’uopo competenti le direttive necessarie per orientare l’esercizio delle funzioni ad essi attribuite in vista del raggiungimento di obiettivi predefiniti’ (così TAR Campania, Salerno, sez. II, sent. 12.4.2005, n. 531). Il giudice amministrativo, nel valutare la fondatezza di motivi di ricorso incentrati sulla violazione dell’art. 49 del TUEL, ha affermato che nel concetto di ‘mero atto di indirizzo’ rientrano le scelte di programmazione della futura attività, che ‘necessitano di ulteriori atti di attuazione e di recepimento da adottarsi da parte dei dirigenti preposti ai vari servizi, secondo le proprie competenze’ (cfr. TAR Piemonte, sez. II, sent. 14.3.2013, n. 326). Solo con la formalizzazione degli atti amministrativi conseguenti da parte dell’Avvocato, il Dirigente del Settore Finanze e Tributi potrà verificare la copertura finanziaria attraverso l’apposizione del visto contabile sul provvedimento d’incarico del soggetto individuato.
“Si precisa che sulla base della consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato emessa sul punto la mancata acquisizione dei pareri di regolarità tecnica e contabile non comporta l’invalidità delle deliberazioni di Giunta o Consiglio ma la loro mera irregolarità, in quanto l’articolo 49 del Tuel ha l’unico scopo di individuare i responsabili in via amministrativa e contabile delle deliberazioni (cfr. Sentenza della V sezione n. 8108 del 2020). L’appello è stato dichiarato infondato dalla quinta sezione, in quanto: ‘i pareri non costituiscono requisiti di legittimità delle deliberazioni cui si riferiscono, essendo preordinati all’individuazione sul piano formale, nei funzionari che li formulano, della responsabilità eventualmente in solido con i componenti degli organi politici in via amministrativa e contabile, così che la loro eventuale mancanza costituisce una mera irregolarità che non incide sulla legittimità e la validità delle deliberazioni stesse ‘ (cfr anche Cons. Stato IV sez. 2018 n.1838 ed altre di seguito citate in sentenza). Nel caso di specie la Delibera di Giunta Comunale n. 248/2024 è un atto d’indirizzo di natura tecnica che necessità del parere tecnico ex art.49, ma non necessita del parere contabile, in quanto nel momento in cui è adottato non produce alcun rilievo di natura contabile. Pertanto, come ampiamente innanzi espresso, solo con gli atti conseguenti all’adozione della delibera, si procederà ad assumere l’impegno di spesa sui competenti capitoli di spesa del bilancio dell’Ente e sui quali sarà apposto il visto contabile che ne determinerà, ai sensi di legge, la relativa efficacia giuridica”.
Delibera consulenza legale su Santamaria, l’opposizione: “Illegittima, stop allo sperpero di risorse pubbliche”
“La delibera con cui la Giunta chiede di acquisire una consulenza legale esterna sul caso Santamaria coordinatore dell’Ambito Sociale è priva del parere di regolarità contabile e pertanto illegittima.
Abbiamo chiesto quindi al Sindaco di annullare l’atto, segnalando la questione anche all’Autorità Nazionale Anticorruzione ed alla Corte dei Conti.
Non si comprende comunque la necessità di acquisire un parere legale in ordine all’interpretazione di una normativa regionale per la quale la Direzione Generale per le Politiche Sociali e Socio Sanitarie della stessa Regione Campania si è già espressa in maniera univoca. Per quale ragione la Giunta Mastella decide di porre a carico delle risorse pubbliche un incarico legale esterno resta quindi un mistero.
Questo deliberato arriva, infatti, dopo la nostra richiesta di annullare la nomina di Gennaro Santamaria a coordinatore dell’Ambito B1 per assenza dei requisiti previsti dalla norma regionale.
Tale violazione è emersa a seguito della risposta trasmessa dall’Ufficio Legislativo del Presidente della Regione Campania all’interrogazione sul tema del consigliere regionale Luigi Abbate.
Se ad esprimersi è stato l’Ente che ha legiferato sulla materia, la Regione, quale incertezza interpretativa intende dirimere ora la Giunta Mastella con un parere legale pagato dai beneventani? Come se non bastasse, sempre per restare in tema di record che il Sindaco vanta costantemente, la delibera è anche priva della regolarità contabile.
Si ponga fine a questo sperpero di risorse pubbliche e si ripristini la legittimità degli atti amministrativi”, così i consiglieri comunali di opposizione Giovanni De Lorenzo, Francesco Farese, Floriana Fioretti, Giovanna Megna, Angelo Miceli, Vincenzo Sguera e Maria Letizia Varricchio.
Santamaria: “Nessuna irregolarità nel concorso per istruttori di vigilanza”
“Commissione non aveva prodotto nulla: ho incaricato i miei legali di tutelare mia onorabilità e immagine dell’Ente”, dichiara il dirigente.
In merito ad un comunicato stampa, a firma di un esponente di Forza Italia, il dirigente alle Risorse Umane del Comune di Benevento Gennaro Santamaria comunica quanto segue: “Non è rispondente al vero che nel concorso per tre istruttori di vigilanza al Comune di Benevento siano emerse ‘gravi irregolarità’. Si tratta pertanto di una falsità. Al momento delle dimissioni, all’esito della consueta procedura di verifica dell’incompatibilità per presenza tra i concorrenti di una persona avente affinità parentale con il sottoscritto, la Commissione non aveva prodotto nessun atto. Pertanto è tautologico ed elementare che nulla d’irregolare vi può essere, se nulla da quell’organo è stato prodotto. Al contrario, è stato pienamente rispettata la legge che impone le dimissioni e il subentro del commissario sostituto, in presenza di ragioni di carattere ostativo.
Devo annunciare, pur avendo il rispetto che si deve per la libertà d’espressione e per il libero dispiegarsi del dibattito politico che è elemento centrale di una società democratica anche quando aspro, che ho incaricato i miei legali di valutare gli estremi di una querela per diffamazione per questo e altri articoli, apparsi sulla stampa in queste settimane.
Ho dovuto registrare, con personale rammarico, una serie di insinuazioni allusive e acrimoniose su un argomento di centrale importanza, quali le procedure concorsuali. Pertanto ho il dovere di tutelare l’onorabilità di una lunga carriera nella PA e soprattutto di impedire che sia compromessa l’immagine e l’integrità dell’Ente, presso cui svolgo funzioni dirigenziali”.
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