Carcere di Ariano Irpino, sequestrati telefoni, droga e armi artigianali

Carcere di Ariano Irpino, sequestrati telefoni, droga e armi artigianali

CronacaRegione

Cinque telefoni cellulari, quattro caricabatterie, cinque cavi USB, 169 grammi di sostanza stupefacente rinvenuta in diverse celle, due punteruoli e un ulteriore telefono recuperato nonostante il tentativo di distruzione da parte di un detenuto sottoposto al regime di sorveglianza particolare del 14-bis. È il bilancio dell’importante operazione di perquisizione straordinaria conclusa presso la terza sezione del vecchio padiglione della Casa Circondariale di Ariano Irpino, condotta dalla Polizia Penitenziaria con il supporto operativo delle unità cinofile.

A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che evidenzia come l’operazione rappresenti l’ennesima conferma dell’insostituibile attività di vigilanza, controllo e contrasto all’illegalità svolta quotidianamente dal Corpo all’interno degli istituti penitenziari.

«L’esito della perquisizione dimostra ancora una volta l’elevata professionalità, la preparazione e il senso del dovere del personale di Polizia Penitenziaria di Ariano Irpino», dichiara Marcello Bosco, segretario SAPPE della struttura. «L’introduzione e la detenzione illecita di telefoni cellulari, droga e oggetti atti ad offendere costituiscono una grave minaccia per la sicurezza interna ed esterna del carcere. Grazie alla costante attenzione del personale e all’efficace attività di controllo è stato possibile individuare e sequestrare materiale che avrebbe potuto alimentare traffici illeciti, violenze e collegamenti non autorizzati con l’esterno».

Particolarmente significativo il rinvenimento di un telefono cellulare nella cella di un detenuto sottoposto al regime previsto dall’articolo 14-bis dell’Ordinamento Penitenziario. L’uomo ha tentato di disfarsi dell’apparecchio gettandolo nel water, ma gli agenti sono riusciti a recuperarlo. Il dispositivo era munito di scheda SIM e sarà ora oggetto degli ulteriori accertamenti investigativi del caso.

Il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece esprime il proprio plauso agli operatori impegnati nell’attività: «Questa brillante operazione conferma, se mai ce ne fosse bisogno, quanto sia fondamentale il ruolo della Polizia Penitenziaria nella tutela della legalità all’interno delle carceri italiane. Gli uomini e le donne del Corpo operano quotidianamente in condizioni spesso difficili e con organici non sempre adeguati, ma continuano a garantire sicurezza, ordine e rispetto delle regole con professionalità e straordinario spirito di servizio».

«I continui rinvenimenti di telefoni cellulari, sostanze stupefacenti e oggetti pericolosi – prosegue Capece – dimostrano come il fenomeno dei traffici illeciti negli istituti penitenziari richieda massima attenzione e strumenti sempre più efficaci di contrasto. Per questo il SAPPE rinnova la richiesta di investimenti in tecnologia, sicurezza e risorse umane, affinché il lavoro della Polizia Penitenziaria possa essere ulteriormente valorizzato e sostenuto».

Il SAPPE sottolinea infine che operazioni come quella portata a termine ad Ariano Irpino rappresentano un presidio fondamentale di legalità e testimoniano concretamente l’efficacia dell’azione di vigilanza e controllo svolta dalla Polizia Penitenziaria a tutela della sicurezza degli istituti, del personale e dell’intera collettività.

Ariano Irpino, aggressione in carcere: due agenti feriti da un detenuto straniero

Ariano Irpino, aggressione in carcere: due agenti feriti da un detenuto straniero

AttualitàCronacaDalla Regione
Un agente sarebbe stato colpito con un pugno, mentre l’altro avrebbe riportato escoriazioni al collo. Il Sappe: “Preoccupa l’ escalation di violenza contro la Polizia Penitenziaria”.

“Ancora violenza contro il personale della Polizia Penitenziaria nel carcere di Ariano Irpino. Un episodio grave ed inaccettabile che testimonia, ancora una volta, le difficili condizioni operative nelle quali sono costretti a lavorare quotidianamente le donne e gli uomini del Corpo”.

A denunciarlo sono Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, e Marcello Bosco, segretario del SAPPE di Ariano Irpino, dopo l’aggressione avvenuta nella sezione ex articolo 32 dell’istituto penitenziario irpino.

“Un detenuto di origine straniera – spiegano i sindacalisti – al rientro dal passeggio e senza alcun apparente motivo, mentre faceva ritorno nella propria sezione di appartenenza, si è improvvisamente scagliato contro i due poliziotti penitenziari addetti alla vigilanza e all’osservazione della sezione. Per entrambi i colleghi si è reso necessario il trasporto presso il pronto soccorso dell’ospedale di Ariano Irpino per le cure del caso: uno sarebbe stato colpito con un pugno, mentre l’altro avrebbe riportato escoriazioni al collo”.

Capece e Bosco esprimono “piena solidarietà e vicinanza ai colleghi feriti”, sottolineando “la straordinaria professionalità, il senso dello Stato e lo spirito di sacrificio che quotidianamente caratterizzano il lavoro della Polizia Penitenziaria, chiamata ad operare in contesti sempre più difficili e pericolosi”.

“È ormai evidente – proseguono – che una frangia sempre più violenta della popolazione detenuta continua a colpire impunemente il personale del Corpo, mettendo seriamente a rischio la sicurezza degli istituti penitenziari e l’incolumità degli agenti. Non è più tollerabile assistere a continue aggressioni fisiche e verbali contro chi garantisce legalità, sicurezza e ordine all’interno delle carceri italiane”.

Il SAPPE evidenzia inoltre le criticità strutturali e organizzative dell’istituto arianese. “La casa circondariale di Ariano Irpino vive una situazione di forte sovraffollamento e non dispone di condizioni adeguate alla gestione di detenuti sottoposti al regime disciplinare del 14 bis. Questi soggetti, infatti, vengono collocati nelle sezioni ordinarie, con inevitabili ripercussioni sulla sicurezza e sulla gestione delle attività quotidiane”.

Per il SAPPE “si rende necessario ed urgente il trasferimento del detenuto responsabile dell’aggressione in un istituto adeguato, oltre a provvedimenti concreti da parte dell’Amministrazione Penitenziaria per garantire maggiore sicurezza al personale”.

“Non lasceremo soli i poliziotti penitenziari – concludono Capece e Bosco – e continueremo a denunciare ogni episodio di violenza, chiedendo interventi immediati e risolutivi per tutelare chi ogni giorno serve lo Stato dietro le sbarre”.

Casa Circondariale di Avellino, sequestro di smartphone e droga

Casa Circondariale di Avellino, sequestro di smartphone e droga

CronacaRegione
SAPPE: “Grazie all’elevata professionalità della Polizia Penitenziaria”.

Nella giornata di ieri, nel corso di una mirata e complessa operazione di controllo, il personale della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Avellino “Antimo Graziano” ha portato a termine un blitz all’interno di una cella occupata da sei detenuti, tutti originari del Napoletano, procedendo al sequestro di quattro smartphone di ultima generazione e circa 35 grammi di hashish.

A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. Marianna Argenio, vicesegretario regionale SAPPE, evidenzia che “il materiale illecito era abilmente occultato in una intercapedine ricavata nel bagno della cella, individuata esclusivamente grazie all’elevata professionalità, all’esperienza e al senso del dovere del personale operante, che continua a garantire sicurezza e legalità pur essendo costretto a operare in un contesto reso critico dalle persistenti carenze gestionali e organizzative della direzione.

Il SAPPE rileva che l’operazione rappresenta l’ennesima testimonianza della volontà delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria di riportare e mantenere la legalità all’interno dell’istituto penitenziario del capoluogo irpino, nonostante una gestione interna che costringe il personale a supplire con sacrificio personale, turnazioni pesanti e carichi di lavoro eccessivi alle inefficienze organizzative della stessa Amministrazione. Per la sindacalista, “il rinvenimento rientra in una più ampia attività di controllo e risanamento dell’istituto, ma tali risultati non possono continuare a poggiare esclusivamente sull’abnegazione del personale, mentre la direzione tarda ad attuare una reale e funzionale organizzazione del lavoro, determinando un continuo e crescente stress operativo”. Per questo, conclude Argenio, “Il SAPPE ribadisce la non più procrastinabile necessità di addivenire in tempi brevi ad una nuova organizzazione del lavoro, indispensabile per garantire la sicurezza dell’istituto e restituire dignità, equilibrio e benessere al personale di Polizia Penitenziaria, che non può continuare a essere lasciato solo a colmare le gravi mancanze gestionali dell’attuale direzione”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, denuncia che l’ingresso illegale di cellulari nelle carceri è continuo. Ricorda che il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria chiede da anni nuovi provvedimenti per bloccare l’uso di dispositivi tecnologici nei reparti detentivi, ma il problema persiste: i sequestri sono all’ordine del giorno e i telefoni arrivano anche tramite droni. Capece sottolinea che, nonostante dal Codice penale sia stato introdotto un reato specifico con pene dai 1 ai 4 anni, la situazione non migliora. Propone quindi soluzioni drastiche, come la schermatura degli spazi dove sono presenti detenuti, per impedire l’uso di telefoni cellulari e smartphone.

Benevento, c’è preoccupazione in carcere. SAPPE: “Ci sono detenuti con scabbia”

Benevento, c’è preoccupazione in carcere. SAPPE: “Ci sono detenuti con scabbia”

BeneventoCronaca

C’è preoccupazione tra il personale di Polizia Penitenziaria in servizio nella Casa circondariale di BENEVENTO per la possibile presenza di detenuti affetti da scabbia. Raccoglie gli allarmi il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. ”Nessun allarmismo, ma sarebbero stati riscontrati dei casi di scabbia tra i detenuti”, segnala Giuseppe Cimino, segretario nazionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. 

“Al momento”, prosegue, “la situazione è sotto controllo, ma chiediamo comunque all’amministrazione penitenziaria e alle istituzioni che siano attivate tutte le procedure sanitarie previste a tutela dei lavoratori e delle persone private della libertà personale affinché si limiti l’eventuale contagio”.

Sul rischio di contagi da scabbia Donato Capece, segretario generale del SAPPE, denuncia: “A Benevento, come in tutte le carceri italiane, la Polizia Penitenziaria è l’unica rappresentante dello Stato che sta fronteggiando l’emergenza sovraffollamento: oltre al danno c’è però la beffa di essere gli unici esposti a malattie come l’HIV, la tubercolosi, la meningite, la scabbia e altre malattie che si ritenevano debellate in Italia”.

Per questo invita con urgenza i vertici nazionali, regionali e locali del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria “a disporre con urgenza ogni accertamento e, se del caso, avviare tutte le procedure per la profilassi al personale di Polizia Penitenziaria ed anche agli altri detenuti. Quella sanitaria”, conclude, “è una situazione assai problematica per le carceri, per minori e adulti, che espone il personale di Polizia Penitenziaria a rischi costanti e continui per la propria incolumità e sicurezza”.

Airola, ancora telefonini e droga trovati nell’IPM 

Airola, ancora telefonini e droga trovati nell’IPM 

CronacaProvincia

Sembra quasi un discorso rotto: telefonini e droga trovati dalla Polizia Penitenziaria all’interno dell’IPM di Airola.

Ennesima denuncia del SAPPE, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che, per voce di Sabatino De Rosa, viceresponsabile della Campania per il settore minorile, offre anche una nuova chiave di lettura di questi rinvenimenti: “In circa un mese, è già il quarto ritrovamento di strumenti atti alla comunicazione con l’esterno nell’Istituto, illegalmente in possesso dalla popolazione detenuta. Come si evince dalla fattispecie, i protagonisti della vicenda non sono nuovi a comportamenti turbativi dell’ordine e della sicurezza nell’Istituto sannita, in quanto già precedentemente coinvolti in una rissa (già denunciata dal Sindacato) che ha visto coinvolte diverse fazioni all’interno dell’I.P.M. con cui fu chiesto l’allontanamento dei suddetti ristretti. Pertanto, il SAPPE torna a sollecitare, nuovamente, che il provvedimento venga preso in modo concreto, evitando che gli stessi possano rendersi nuovamente protagonisti di comportamenti turbativi dell’ordine e della sicurezza”. 

De Rosa aggiunge che “il SAPPE mette ancora una volta in evidenza, come peraltro già ampiamente segnalato in precedenza alla Direzione, la difficoltà nel contrastare l’ingresso di oggetti non consentiti all’interno dell’I.P.M. di Airola, data la mancanza di strumenti in grado di intercettare tali apparecchiature, che possano fungere da filtro rispetto ai pacchi provenienti dall’esterno ed indirizzati alla popolazione detenuta”.

Il sindacalista, che da anche notizia del nuovo rinvenimento di sostanza stupefacente sequestrata nei confronti di un arrestato all’atto dell’ingresso nell’I.P.M. di Airola, fa giungere “i più sentiti e sinceri complimenti al Personale di Polizia Penitenziaria in forza all’I.P.M. di Airola, il quale, nonostante le innumerevoli difficoltà strutturali e logistiche di cui è vittima, svolge in modo impeccabile e diligente il suo compito, salvaguardando a 360 gradi l’ordine e la sicurezza all’interno dell’Istituto sannita. Per tale motivo, il personale va elogiato in modo opportuno, a differenza di quanto avvenuto fino ad ora: tale plauso deve manifestarsi in modo fattivo, meritando di essere proposto per il conseguimento di riconoscimenti cui è suscettibile”

Anche Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, sollecita urgenti e rapidi interventi a favore del personale in servizio nell’Istituto penale per minorenni di Airola, ricordando che “nel triennio 2022/2024 sono stati sequestrati dalla Polizia Penitenziaria, nelle carceri italiane, circa 5.000 telefonini (4.931, per la precisione). Servono fatti concreti, nello specifico, senza però dimenticare che sulla questione detentiva minorile va fatta una riflessione più approfondita, che porti a non avere più maggiorenni tra i detenuti. Non possiamo più permetterci che episodi di questo tipo diventino la norma. La sicurezza degli operatori, dei detenuti e dell’intera comunità è a rischio”,conclude il leader nazionale del SAPPE.

Airola| Allarme blatte in carcere, De Rosa (Sappe): “Il Garante dei detenuti non le ha viste o pensa che stiano realizzando un insettario?”

Airola| Allarme blatte in carcere, De Rosa (Sappe): “Il Garante dei detenuti non le ha viste o pensa che stiano realizzando un insettario?”

CronacaProvincia

È sempre più frequente, per gli operatori penitenziari e i detenuti dell’Istituto penale dei minorenni di Airola, nel Beneventano, la presenza di blatte, sia nel refettorio Agenti che in quello dei ristretti.

“E’ un problema segnalato numerose volte, informalmente e con le relazioni di servizio del personale Polizia Penitenziaria operante, ma la problematica persiste e gli interventi messe in atto dalla direzione non sono stati efficaci”, spiega Sabatino De Rosa, vicecoordinatore regionale campano per il settore minorile del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

“Peraltro, a nostro parere, prima di effettuare un’adeguata disinfestazione, bisogna eliminare il deposito rifiuti adiacente alla cucina (cosa igienicamente non adeguata), delimitare un’apposita area distante dai refettori e dalla cucina per il deposito rifiuti, disinfestare prima l’area esterna e a seguire quella interna”, prosegue il sindacalista, che annuncia, qualora non si provveda tempestivamente alla risoluzione del problema, la presentazione di un esposto “al Dipartimento di prevenzione dell’ASL territorialmente competente, all’Ispettorato del lavoro ed al Visag, che è il Servizio di Vigilanza sull’Igiene e Sicurezza dell’Amministrazione della Giustizia”. 

“Mi aspetto che anche il garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, assuma iniziative. Anche di recente è stato in visita ad Airola”, conclude De Rosa: “possibile che non si sia mai accorto dell’accumulo dei rifiuti e della poca igiene dell’intera struttura? O forse le blatte sono una delle specie di un insettario che stanno realizzando, a nostra insaputa, all’Ipm di Airola?”.  

Avellino, tensione in carcere: sequestrati telefoni cellulari. Detenuto aggredisce personale di Polizia Penitenziaria

Avellino, tensione in carcere: sequestrati telefoni cellulari. Detenuto aggredisce personale di Polizia Penitenziaria

CronacaRegione

“Nella giornata di ieri il personale di polizia penitenziaria della Casa Circondariale di Avellino ha effettuato un sequestro di oggetti non consentiti ben occultati nei cancelli di ferro delle celle. Solo grazie al pronto istinto del personale di Polizia Penitenziaria, – riferisce il vice segretario regionale per la Campania del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, Marianna Argenio, – sono stati scoperti e sequestrati tre smartphone, un micro cellulare e 7 schede telefoniche.

Il SAPPe, Primo Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, esprime il proprio compiacimento al Personale che ha effettuato tale rinvenimento e scoperto questa nuova modalità di occultamento di oggetti non consentiti richiedendo sin da subito un monitoraggio per tutte le camere detentive della Casa Circondariale di Avellino.

Sempre nella giornata di ieri un detenuto, pare lo stesso che nella giornata di sabato 04 gennaio allontanandosi dalla sala colloqui ha attuato un’azione verosimilmente riconducibile ad una tentata evasione – episodio poi ridimensionato e smentito dal Dipartimento – ha aggredito il personale di polizia penitenziaria. Sebbene la situazione all’interno dell’istituto Irpino appare meno esplosiva, anche grazie all’invio di Personale da parte del DAP,  ci vuole ancora tempo per migliorare le condizioni di lavoro del Personale ivi in servizio. E’ ancora presente una grave carenza di organico nel ruolo dei sottoufficiali che oltre ad incidere sulla sicurezza interna del reparto comporta ripercussioni sul ruolo degli agenti/assistenti che continuano a lavorare senza punti di riferimento ed a vivere una situazione di disorientamento.”

Per Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria che esprime solidarietà e vicinanza a tutto il Reparto operativo di Avellino, servono “interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto. Servono poliziotti e regole d’ingaggio chiare, tecnologia e formazione per chi sta in prima linea nelle Sezioni, strumenti di difesa e contrasto delle violenze”. Il riferimento del leader nazionale del SAPPE è alla necessità di “prevedere l’espulsione dei detenuti stranieri, un terzo degli attuali presenti in Italia, per fare scontare loro, nelle loro carceri, le pene e la riapertura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari dove mettere i detenuti con problemi psichiatrici, sempre più numerosi, oggi presenti nel circuito detentivo ordinario”. Ma Capece torna anche a sollecitare, per la Polizia Penitenziaria, “la dotazione del taser, che potrebbe essere lo strumento utile per eccellenza in chiave anti aggressione (anche perché di ogni detenuto è possibile sapere le condizioni fisiche e mediche prima di poter usare la pistola ad impulsi elettrici)”. 

Airola, ancora violenze nel carcere minorile: ennesima lite tra detenuti

Airola, ancora violenze nel carcere minorile: ennesima lite tra detenuti

CronacaDalla Provincia

Momenti di panico e tensione, ancora una volta, nella struttura detentiva minorile di Airola, nel Beneventano. 

Sabatino De Rosa, vice coordinato regionale campano per il settore minorile del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, spiega: “non si placano gli eventi critici ad Airola. Nonostante il SAPPE avesse già previsto quanto sarebbe potuto succedere a seguito degli eventi dei giorni scorsi, nella giornata di ieri si è registrata una nuova lite tra due detenuti, un italiano ed uno di origine straniera: uno dei due già protagonista della lite precedente che, in modo inspiegabile, è ancora presente in struttura a minare l’ordine e la sicurezza. Un detenuto napoletano ha portato a termine una vera e propria spedizione punitiva ai danni di un detenuto di origine afghana, per “vendicare” gli amici che nei giorni scorsi subirono l’aggressione da quest’ultimo. 

Si è dovuto addirittura ricorrere al pronto soccorso più vicino per le cure del caso e, come sempre, si è evitato il peggio grazie al tempestivo intervento degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria”. Il sindacalista evidenzia come “la gestione delle utenze nella struttura sannita è fuori controllo, soprattutto se si pensa che i detenuti che si rendono protagonisti di tali vicende, turbative dell’ordine e della sicurezza, siano ancora presenti in istituto, nonostante gli allontanamenti cui sono stati destinatari in precedenza. A questo punto, il SAPPE si chiede cosa stiano aspettando la Direzione e gli organi preposti alle assegnazioni a trasferire, come già richiesto, tali soggetti problematici prima che si possa arrivare a conseguenze peggiori ed irreversibili”. De Rosa “si riserva, a breve, di richiedere un incontro con il Prefetto della Provincia di Benevento qualora i soggetti promotori di tali eventi non saranno allontanati dalla struttura sannita, ripristinando quanto prima la legalità, l’ordine e la sicurezza all’interno dell’I.P.M.”.

Per Donato Capece, segretario generale del SAPPE, “è ora di rivedere completamente le politiche di gestione e di trattamento dei detenuti minorenni, tra i quali vi sono soggetti con profili criminali di rilievo già dai 15/16 anni di età e persino da adulti, fino a 25 anni di età, che continuano ad essere ristretti! La realtà detentiva minorile italiana, come denuncia sistematicamente il SAPPE, è più complessa e problematica di quello che si immagina o si rappresenta in fortunate serie Tv. E servono, per questo, figure professionali adeguate per la gestione dei Centri per la Giustizia minorile, provenienti anche dalle fila della Polizia Penitenziaria: non servono psicologici o esterni delle Asl che delle carceri sanno ben poco”.

Casa Circondariale di Avellino, detenuto tenta di evadere

Casa Circondariale di Avellino, detenuto tenta di evadere

CronacaRegione
SAPPE: “Nelle carceri campane nuovo anno ma stessi eventi critici. Riformare il sistema dopo le sollecitazioni del Capo dello Stato”.

Ancora eventi critici nelle carceri campane. “Cambia l’anno ma non i problemi operatici e gestionali per il personale di Polizia Penitenziaria”, denuncia Tiziana Guacci, segretario per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Nella Casa Circondariale di Avellino, ieri mattina, un detenuto ha scavalcato un muretto del Reparto Colloqui ed è quasi riuscito a raggiungere l’esterno confondendosi tra i propri familiari. L’uomo per fortuna è stato immediatamente individuato dal personale Di Polizia Penitenziaria in servizio presso il carcere di Bellizzi Irpino e dunque solamente grazie al pronto intervento del personale in servizio si è riusciti ad evitare quello che sarebbe stato un “ennesimo” grave evento”. 

Per la sindacalista, “la vicenda porta alla luce ancora una volta quelle che sono le priorità della sicurezza con cui giornalmente combattono gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria. Personale che con grande professionalità svolge ogni giorno un lavoro encomiabile” ed informa che “nella giornata di venerdì, gli uomini della Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Salerno sono riusciti ad intercettare e sequestrare un ingente quantitativo di sostanza stupefacente che era pronto per essere smistato all’interno. Il Sappe plaude al lavoro svolto dalla polizia penitenziaria e chiede a tutti i vertici dell’amministrazione Penitenziaria, per questo nuovo anno, segnali significativi che possano contrastare il disagio lavorativo che vive quotidianamente il personale di Polizia Penitenziaria”, conclude Guacci. 

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, richiama il discorso di fine anno dal Capo dello Stato Sergio Mattarella e le sue indicazioni per superare l’emergenza penitenziaria: “È vero: sono inaccettabili anche le condizioni di lavoro del personale di Polizia penitenziaria, impegnato “H24” nelle sezioni detentive e i cui appartenenti sono sempre più vittime di aggressioni e atti violenti dalla parte minoritaria della popolazione detenuta più refrattaria a rispettare l’ordine e la sicurezza anche durante la carcerazione. Ma nei nostri istituti di pena, anche per minori, si può e si deve “potere respirare un’aria diversa da quella che li ha condotti alla illegalità e al crimine”. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo”. 

La proposta operativa del SAPPE è “prevedere un sistema penitenziario basato su tre “gradini”: il primo, per i reati meno gravi con una condanna non superiore ai 3 anni, caratterizzato da pene alternative al carcere, quale l’istituto della “messa alla prova”; il secondo riguarda le pene superiori ai 3 anni, che inevitabilmente dovranno essere espiate in carcere, ma in istituti molto meno affollati per lo sgravio conseguente all’operatività del primo livello e per una notevole riduzione dell’utilizzo della custodia cautelare; il terzo livello, infine, è quello della massima sicurezza, in cui il contenimento in carcere è l’obiettivo prioritario”. 

Quello del sovraffollamento, secondo il SAPPE, “è certamente un problema storico e comune a molti Paesi europei, che hanno risolto il problema in maniera diversa – sottolinea Capece – L’osservazione della tipologia dei detenuti e dei reati consente di affermare che il sistema della repressione penale colpisce prevalentemente la criminalità organizzata e le fasce deboli della popolazione In effetti, il carcere è lo strumento che si usa per affrontare problemi che la società non è in grado di risolvere altrimenti”. Il leader del SAPPE conclude evidenziando che “i peculiari compiti istituzionali del Corpo di Polizia Penitenziaria sono richiamati nel motto del nostro Stemma araldico: “Despondere spem munus nostrum (garantire la speranza è il nostro compito)iscritto nella lista d’oro alla base dello stemma. Proprio garantire la speranza è un nostro dovere istituzionale, che le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio, nelle carceri per adulti e minori della Nazione, con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità in un contesto assai complicato”.

Airola, turbolenza continua nel carcere minorile. SAPPE: “Ripartire da appello Capo dello Stato Mattarella”

Airola, turbolenza continua nel carcere minorile. SAPPE: “Ripartire da appello Capo dello Stato Mattarella”

CronacaProvincia

Persiste la turbolenza nell’Istituto Penale per Minorenni di Airola che torna al centro delle cronache per gravi episodi accaduti all’interno della struttura del Beneventano. Lo denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, per voce di Sabatino De Rosa, vice coordinato regionale campano per il settore minorile. 

“Ieri la Polizia Penitenziaria, nel corso di una perquisizione nell’IPM, ha rivenuto diversi grammi di sostanze stupefacenti del tipo hashish, occultata all’interno di un armadietto in dotazione alla popolazione detenuta”. Fatto questo che assume una rilevanza particolare, considerato che il rinvenimento è avvenuto a seguito della professionalità, dell’accuratezza dei poliziotti e “nonostante da tempo non venga richiesto l’ausilio delle unità cinofile”.

Il sindacalista aggiunge che “poco dopo, si è verificato un altro evento critico, ovvero un litigio tra due detenuti, uno di origine afghana e l’altro del Napoletano. Il tempestivo intervento dei poliziotti ha scongiurato il peggio, ma lo stesso detenuto afghano ha tentato, inoltre, di sottrarre le chiavi del reparto all’addetto alla sicurezza, che con destrezza e fermezza riusciva a evitare che la condotta del detenuto fosse portata a termine”. 

De Rosa si domanda “come sia possibile che il detenuto, di origine straniera e precedentemente già allontanato dall’istituto sannita per problemi di ordine e sicurezza, aggiunto ad un allertamento di tentata evasione, la stessa verificatasi durante la sua permanenza in comunità, sia stato riassegnato senza criteri e senza logica nuovamente all’I.P.M. di Airola dove sono iniziati i lavori di ristrutturazione e dove il livello di sicurezza si è abbassato notevolmente, come già segnalato”. Ed è netta la sua denuncia: “Queste assegnazioni scellerate mettono seriamente a repentaglio non solo i poliziotti penitenziari ma anche il personale civile presente in istituto a vario titolo. Per questo il SAPPE torna a chiedere l’allontanamento immediato del detenuto per evitare che tale evento possa avere ripercussioni nei prossimi giorni, capaci di turbare l’ordine e la sicurezza, data la situazione di astio che si è creata tra le varie “fazioni” formatesi tra la popolazione detenuta, napoletani e stranieri”.

Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, esprime vicinanza ai poliziotti di Airola ed indica la linea tracciata per superare l’emergenza penitenziaria nel discorso di fine anno del Capo dello Stato, dichiara“Esprimiamo, ancora una volta, la nostra gratitudine al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha voluto volgere lo sguardo alla realtà penitenziaria delle nostre carceri in occasione del suo apprezzato discorso di fine anno. È vero: sono inaccettabili anche le condizioni di lavoro del personale di Polizia penitenziaria, impegnato “H24” nelle sezioni detentive e i cui appartenenti sono sempre più vittime di aggressioni e atti violenti dalla parte minoritaria della popolazione detenuta più refrattaria a rispettare l’ordine e la sicurezza anche durante la carcerazione. Ma nei nostri istituti di pena, anche per minori, si può e si deve “potere respirare un’aria diversa da quella che li ha condotti alla illegalità e al crimine”. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo”. 

La proposta operativa del SAPPEè “prevedere un sistema penitenziario basato su tre “gradini”: il primo, per i reati meno gravi con una condanna non superiore ai 3 anni, caratterizzato da pene alternative al carcere, quale l’istituto della “messa alla prova”; il secondo riguarda le pene superiori ai 3 anni, che inevitabilmente dovranno essere espiate in carcere, ma in istituti molto meno affollati per lo sgravio conseguente all’operatività del primo livello e per una notevole riduzione dell’utilizzo della custodia cautelare; il terzo livello, infine, è quello della massima sicurezza, in cui il contenimento in carcere è l’obiettivo prioritario”. 

Quello del sovraffollamento, secondo il SAPPE, “è certamente un problema storico e comune a molti Paesi europei, che hanno risolto il problema in maniera diversa – sottolinea Capece – L’osservazione della tipologia dei detenuti e dei reati consente di affermare che il sistema della repressione penale colpisce prevalentemente la criminalità organizzata e le fasce deboli della popolazione In effetti, il carcere è lo strumento che si usa per affrontare problemi che la società non è in grado di risolvere altrimenti”. Per il SAPPE, “anche il settore della giustizia minorile può e deve essere rimodulato, a cominciare dalla eliminazione della previsione che i giovani adulti fino al compimento del 25° anno di età possano permanere negli IPM, condizione questa che è una delle ragioni principali dell’attuale ingovernabilità delle carceri minorili”. Capece conclude evidenziando che “i peculiari compiti istituzionali del Corpo di Polizia Penitenziaria sono richiamati nel motto del nostro Stemma araldico: “Despondere spem munus nostrum (garantire la speranza è il nostro compito)iscritto nella lista d’oro alla base dello stemma. Proprio garantire la speranza è un nostro dovere istituzionale, che le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio, nelle carceri per adulti e minori della Nazione, con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità in un contesto assai com