Giovani & Lavoro, al quarto appuntamento della Scuola d’Imprenditorialità l’annuncio dei vincitori del “Premio Giovani Imprenditori 2024”

Giovani & Lavoro, al quarto appuntamento della Scuola d’Imprenditorialità l’annuncio dei vincitori del “Premio Giovani Imprenditori 2024”

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Per i vincitori previsto un premio in denaro e l’affiancamento da un’impresa del territorio.

E’ finalmente arrivato l’atteso momento della proclamazione dei vincitori del “Premio Giovani Imprenditori 2024”, promosso dalla Diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti in collaborazione con il Progetto Policoro della Diocesi (Caritas-Pastorale Sociale e del Lavoro-Pastorale Giovanile, con la Scuola d’Impegno Socio-Politico e con il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica e riservato ai giovani tra i 18 e i 30 anni, con lo scopo di premiare un’idea imprenditoriale originale e attuabile sul territorio.

Furono 16 le proposte giunte sul tavolo dell’Equipe del Progetto Policoro. Tre saranno le vincitrici che riceveranno un premio in denaro (finanziato dalla Diocesi, dagli imprenditori della rete di “Giovani & Lavoro” e da liberi cittadini) e che verranno affiancate da un’impresa del territorio afferente il settore scelto per elaborare l’idea progettuale. In questo modo sarà, per i progetti vincitori, un modo concreto per confrontarsi con competenze e abilità di imprenditori che già operano in quell’ambito.

I vincitori del premio verranno annunciati nel corso del quarto incontro della Scuola diocesana d’imprenditorialità 𝐯𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 28 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝐚 𝐂𝐞𝐫𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐒𝐚𝐧𝐧𝐢𝐭𝐚 presso 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐑𝐢𝐭𝐚. Incentrato su “𝐋𝐚 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐥𝐞 𝐯𝐚𝐫𝐢𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐝’𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚”, l’incontro sarà tenuto dalla prof.ssa 𝐕𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐄𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐔𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐚𝐧𝐧𝐢𝐨.

Si parlerà di cultura aziendale come concetto che racchiude l’insieme di valori, credenze, comportamenti e pratiche che caratterizzano un’organizzazione e delle diverse forme d’impresa come impresa individuale, società di persone, società di capitali, cooperativa, startup e multinazionale. Il programma della serata sarà, dunque, così strutturato: alle 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟴:𝟭𝟱 avverrà la premiazione del “𝗣𝗿𝗲𝗺𝗶𝗼 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗶 𝗜𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 𝟮𝟬𝟮𝟰” e, a seguire, alle 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟵 il quarto e penultimo incontro della II edizione della Scuola diocesana d’Imprenditorialità.

Il Premio Giovani Imprenditori nacque l’anno scorso con l’obiettivo di una maggiore diffusione della “cultura dell’impresa” nel mondo giovanile, facendo emergere e valorizzando nuovi talenti imprenditoriali, con una particolare attenzione al bene comune. Era possibile presentare la propria idea progettuale su quattro ambiti di riferimento (tessile, agro-alimentare, edilizia e turismo), attraverso l’aiuto del modello di business model canvas.

Scuola d’Imprenditorialità, primo pilastro con il racconto della biografia di Olivetti e del suo modello d’impresa e società

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Il secondo incontro sarà sulle aree interne, a cura dell’urbanista Luciano De Bonis dell’Università degli Studi del Molise.

Forse non è un antidoto definitivo alla “fuga”, che rallenterà fino a bloccarla, soprattutto giovanile degli ultimi 10 anni nel Sannio, ma una risposta per tracciare una strada, per dare un orientamento, per accompagnare e incoraggiare, sicuramente sì.

Una sala teatro, quella di Casa Santa Rita a Cerreto Sannita, gremita e affollata soprattutto di studenti delle Superiori e di imprenditori, quella che ha ospitato l’apertura della seconda edizione del percorso formativo della Scuola diocesana d’Imprenditorialità, nata l’anno scorso come segno concreto di speranza dell’Equipe del Progetto Policoro che si occupa di “Giovani & Lavoro”, per fornire le basi per operare nel mondo dell’imprenditoria, nell’ottica di dare uno slancio di speranza ad una realtà delle aree interne come quella del territorio diocesano, che soffre oggi in modo, purtroppo, molto rilevante proprio la problematica dello spopolamento e della disoccupazione giovanile. Dopo i saluti del vescovo diocesano mons. Giuseppe Mazzafaro, del segretario della Fondazione “Adriano Olivetti” Beniamino de’ Liguori Carino e dell’Animatore di Comunità del Progetto Policoro diocesano Raffaele Botte, il direttore della Scuola d’Impegno Socio-Politico don Matteo Prodi ha presentato quella che è stata la vita di Olivetti, approfondendone il pensiero e le azioni concrete compiute dall’imprenditore italiano, originario di Ivrea, indubbiamente uno dei grandi protagonisti del Novecento italiano.

La sua carriera è strettamente legata alla produzione di macchine per scrivere e calcolatrici, ma ciò che lo ha distinto non è stata solo la qualità dei suoi prodotti, ma l’approccio integrato che adottò per il benessere dei lavoratori e l’innovazione tecnologica. Fondatore dell’omonima azienda, la Olivetti, è ricordato soprattutto per aver saputo combinare l’efficienza industriale con una visione sociale e culturale unica, che teneva conto del prendersi cura della singola persona e dell’avere attenzione verso la comunità e verso il territorio. La sua visione andava ben oltre l’aspetto aziendale, abbracciando anche il design, l’architettura, l’urbanistica e la cultura, in generale.

Visionario, geniale, intuitivo, pragmatico, innovatore e sognatore, sposò, fin da subito, l’idea paterna secondo cui un imprenditore deve avere precisi doveri sociali verso la comunità. Olivetti intuì la necessità di un radicale cambiamento di mentalità, rispetto al mito del progresso e del profitto a tutti i costi sulla pelle dei lavoratori. Considerò l’azienda come uno strumento di crescita del territorio, per migliorare le condizioni di vita di tutti, con un welfare su misura dei lavoratori, tramite nuovi servizi e un nuovo senso di corresponsabilità basato su educazione e cultura. Su questa linea teorizzò, e nella sua azienda, appunto, lo concretizzò attuandolo, un modello ideale di società che partisse dal concetto di comunità. Fu anche alla base del programma della sua attività politica.

Il modello d’impresa realizzato da Adriano Olivetti rappresenta oggi un esempio ancora ineguagliato di identità tra efficienza produttiva e manageriale e dimensione etica.

Un modello indubbiamente da seguire e imitare soprattutto davanti alle sfide odierne sull’equità sociale, sulla qualità ambientale, sullo sviluppo economico e sulla giustizia sociale intergenerazionale. Il secondo incontro dell’itinerario della Scuola d’Imprenditorialità avrà luogo venerdì 7 febbraio alle ore 19 e avrà come tema “Le aree interne”, a cura del prof. Luciano De Bonis, docente universitario in “Tecnica e pianificazione urbanistica” presso l’Università degli Studi del Molise e membro del Consiglio Scientifico del “Centro di Ricerca per le Aree Interne e gli Appennini”.