In Questura la commemorazione a 34 anni dalla strage del 19 luglio 1992. Deposto un omaggio floreale alla lapide dei caduti della Polizia di Stato insieme a una rappresentanza dell’associazione Libera.
A 34 anni dalla strage di via D’Amelio, la Questura di Benevento ha ricordato il sacrificio del giudice Paolo Borsellino e dei cinque agenti della scorta uccisi nell’attentato mafioso del 19 luglio 1992.
Quel tragico giorno, a soli due mesi dalla strage di Capaci, persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti della Polizia di Stato Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Nella mattinata odierna, il Questore della provincia di Benevento, dott. Leuci, ha accolto una rappresentanza del Coordinamento Provinciale dell’associazione Libera, che anche quest’anno ha voluto rendere omaggio agli agenti caduti in servizio in quella drammatica circostanza.
Al termine della commemorazione, è stato deposto un omaggio floreale alla lapide dedicata ai caduti della Polizia di Stato, in ricordo di quanti hanno perso la vita nell’adempimento del proprio dovere.
La cerimonia ha rappresentato un momento di riflessione e di memoria, con l’obiettivo di mantenere vivo il ricordo delle vittime della strage di via D’Amelio e, più in generale, di tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato che hanno sacrificato la propria vita al servizio delle istituzioni e della collettività.
Digitalizzazione nelle isole italiane: il Sud corre, ma resta il nodo della velocità
La digitalizzazione nelle isole italiane, in particolare in Sicilia e Sardegna, procede in modo visibile ma ancora disomogeneo. Il quadro non è fermo: famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni usano sempre più servizi online, la rete mobile è più capillare rispetto al passato e la banda ultra-larga sta sostituendo gradualmente le vecchie connessioni. Tuttavia, rispetto a molte aree della penisola, soprattutto del Centro-Nord, il percorso rimane più lento e meno uniforme.
Il problema non riguarda soltanto la presenza fisica della connessione. La questione decisiva è la qualità dell’accesso: velocità reale, stabilità del segnale, copertura nei piccoli comuni, competenze digitali dei cittadini e capacità delle imprese di usare la tecnologia per crescere. Secondo Istat, nel 2025 l’uso di Internet resta più alto nel Centro-Nord, sopra l’85%, mentre nel Mezzogiorno si ferma al 78,5%. Il divario territoriale, quindi, non è scomparso, anche se alcune regioni meridionali mostrano segnali di recupero.
Sicilia e Sardegna tra progresso e ritardi strutturali
Le isole pagano una doppia distanza: geografica e infrastrutturale. Portare fibra, potenziare reti mobili e garantire servizi digitali efficienti è più complesso nei territori montani, interni o poco popolati. In Sicilia, la differenza tra grandi città e piccoli centri resta evidente. Palermo, Catania e Messina hanno livelli di accesso e offerta digitale più avanzati, mentre molti comuni interni dipendono ancora da collegamenti meno performanti. In Sardegna il tema è simile: Cagliari e Sassari hanno una dinamica più vicina alla penisola, mentre le aree rurali e interne soffrono maggiormente.
La situazione, però, non va letta solo in negativo. I piani pubblici per la banda ultra-larga e gli investimenti privati degli operatori hanno accelerato la transizione dalle reti in rame a fibra e FWA, cioè connessioni wireless fisse. L’Agcom segnala che nel 2025 la rete fissa italiana continua a cambiare composizione, con una riduzione delle linee in rame e una crescita delle tecnologie più moderne.
Imprese, servizi pubblici e competenze
La digitalizzazione delle isole non si misura soltanto con la fibra installata. Si misura anche nella capacità di prenotare una visita sanitaria online, accedere ai servizi comunali senza sportelli fisici, vendere prodotti locali attraverso e-commerce, promuovere turismo e cultura con strumenti digitali. Qui il Sud può migliorare molto.
Le imprese italiane stanno crescendo nell’uso delle tecnologie digitali, ma il divario resta. Istat rileva che nel 2024 l’88,8% delle imprese con almeno 10 addetti usava banda larga fissa ad almeno 30 Mbit/s, ma la soddisfazione sulla velocità della connessione risulta sotto la media nel Sud e nelle Isole. Questo dato racconta bene il problema: non basta essere connessi, bisogna esserlo in modo adeguato.
Anche le competenze digitali pesano. Nel 2025 la quota di persone tra 16 e 74 anni con competenze digitali almeno di base è salita al 54,3%, ma resta lontana dall’obiettivo europeo dell’80% entro il 2030. Per le isole, investire in formazione è cruciale quanto investire nei cavi.
Intrattenimento e nuove abitudini digitali
Un segnale della trasformazione arriva anche dall’intrattenimento online. Streaming, social media, videogiochi, piattaforme sportive e contenuti interattivi sono ormai parte della quotidianità anche nei territori insulari. La diffusione di questi servizi mostra che la domanda digitale esiste ed è forte. Anche prodotti di intrattenimento come crazy time rientrano in un ecosistema più ampio in cui velocità della rete, pagamenti digitali e alfabetizzazione informatica diventano condizioni essenziali per un uso consapevole e sicuro.
Si può migliorare, ma serve continuità
La digitalizzazione nelle isole italiane sta andando avanti, ma non ancora alla velocità necessaria per colmare davvero il ritardo con la penisola. Il rischio è creare un’Italia a due velocità: da una parte città connesse, servizi efficienti e imprese digitali; dall’altra territori periferici che restano dipendenti da infrastrutture fragili.
La soluzione passa da tre priorità: completare le reti, formare cittadini e imprese, rendere davvero digitali i servizi pubblici locali. Sicilia, Sardegna e isole minori non partono da zero, ma hanno bisogno di continuità negli investimenti. La digitalizzazione può diventare una leva per turismo, lavoro da remoto, sanità, scuola e impresa. Senza un’accelerazione concreta, però, resterà una promessa più che una svolta.
“Coloriamo il nostro futuro”| Gli studenti di Limatola, Dugenta, Frasso e Melizzano in Sicilia
C’erano anche i ragazzi dell’Istituto Comprensivo “Leonardo Da Vinci” di Limatola tra le centinaia di giovani che, dal 14 al 17 Maggio, hanno pacificamente “invaso” lo splendido scenario del Parco delle Madonie, in provincia di Palermo. I mini Sindaci e i mini Presidenti dei Consigli comunali dei Ragazzi dei Comuni di Limatola, Dugenta, Frasso Telesino e Melizzano hanno partecipato da assoluti protagonisti al 23esimo Convegno nazionale di “Coloriamo il nostro futuro”, la Rete nazionale che da oltre vent’anni unisce le scuole e le istituzioni delle aree protette d’Italia.
La delegazione in questione, guidata in questa importante trasferta siciliana dalla Dirigente Scolastica, Rosalia Manasseri, e dalla Referente del progetto, professoressa Patrizia Duraccio, ha vissuto un’esperienza educativa e civica unica nel suo genere, fondata sull’educazione alla tutela ambientale e sulla cittadinanza attiva.
Durante le intense giornate del convegno, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di stringere nuove e significative amicizie, confrontandosi direttamente con altri mini Sindaci e mini Presidenti provenienti da ogni parte d’Italia. Insieme ai ragazzi del territorio, hanno preso parte alle votazioni per eleggere il Presidente Junior della Federparchi, sperimentando sul campo cosa significhi “fare istituzione”. Una tappa importante ed emozionante del viaggio è stata quella vissuta all’interno di Palazzo Jung, sede del museo dedicato a Giovanni Falcone, dove le varie delegazioni hanno incontrato la professoressa Maria Falcone, partecipando ad un momento di legalità e memoria viva irripetibile.
Spinti da questa forte carica emotiva, gli studenti del nostro istituto hanno apprezzato l’iniziativa Blu Falcone, promettendo di proporla ai rispettivi CCRR, facendo fruttare questo prezioso bagaglio civico nei propri territori. La partecipazione della delegazione campana a questo importante appuntamento è stata resa possibile grazie al fondamentale contributo economico e organizzativo dei quattro Comuni coinvolti. In virtù del grande valore formativo dell’iniziativa, per il futuro ci si auspica una partecipazione ancora più attiva e un coinvolgimento sempre maggiore da parte delle amministrazioni comunali, così da sostenere con forza la continuità del progetto.
Il viaggio ha avuto anche un forte valore simbolico: il progetto “Coloriamo il Nostro Futuro” è nato infatti nel 2000 proprio nel Parco delle Madonie (per volontà di Francesca Albanese) con lo scopo di far comprendere alle nuove generazioni le potenzialità culturali, di sviluppo e persino occupazionali dei parchi e delle riserve naturali. I ragazzi campani hanno così potuto toccare con mano il luogo in cui questa grande intuizione ha avuto inizio. La straordinaria valenza dell’esperienza vissuta dagli studenti è stata rimarcata con orgoglio dai vertici dell’istituto.
La Dirigente scolastica, Rosalia Manasseri, ha evidenziato il valore formativo della presenza dei ragazzi: “Questa iniziativa ha il grande merito di esaltare la partecipazione diretta degli studenti alla vita attiva della società. Essere presenti in un contesto simile permette ai ragazzi di confrontarsi in prima persona su tematiche di assoluta rilevanza e urgenza, come quella della sostenibilità e della tutela ambientale.”
La professoressa Patrizia Duraccio ha, da parte sua, espresso profonda commozione per l’atteggiamento degli alunni: “I nostri ragazzi hanno affrontato questa esperienza con un entusiasmo travolgente, ma al tempo stesso con una maturità e un senso di responsabilità sorprendenti. Per il loro percorso di crescita è stata un’avventura profondamente edificante, un bagaglio di partecipazione che ora riporteranno nelle loro scuole e nei loro Comuni.”
La partecipazione dell’IC “Leonardo Da Vinci” di Limatola al Convegno Nazionale dimostra ancora una volta come la scuola campana sia in prima linea nel formare quelli che saranno, a tutti gli effetti, i cittadini e i custodi del territorio di domani.
Incidente sul lavoro, Antonio cade da 4 metri e muore: lutto a Montesarchio
Era originario di Montesarchio e aveva 69 anni, Antonio Formato, l’operaio rimasto vittima di un incidente sul lavoro avvenuto in provincia di Messina.
Il fatto è accaduto a Fondachello Valdina, sulla costa tirrenica messinese. Formato stava lavorando all’interno dei capannoni di un’azienda operante nel settore dei laterizi quando, per cause ancora in corso di accertamento, è precipitato nel vuoto da un’altezza di circa quattro metri.
La caduta gli ha provocato gravi ferite alla testa. I soccorsi sono scattati immediatamente: i titolari dell’azienda hanno allertato il numero unico delle emergenze e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118. Le condizioni del lavoratore sono apparse subito disperate e, purtroppo, per lui non c’è stato nulla da fare.
Sull’accaduto stanno ora indagando le forze dell’ordine, impegnate nella ricostruzione dell’esatta dinamica dell’incidente. Nelle prossime ore sarà disposta l’autopsia. Antonio Formato era molto conosciuto a Montesarchio. Vedovo, lascia due figlie.
Tra le vittime anche il titolare di un bed & breakfast e delle persone alla ricerca di auto a noleggio.
L’Arma dei Carabinieri sempre in prima linea nella lotta alle truffe e frodi digitali: denunciate cinque persone in distinte operazioni.
Ancora una volta l’Arma dei Carabinieri si conferma presidio efficace di legalità e sicurezza per il territorio. La Stazione dei Carabinieri di Ponte ha recentemente concluso una serie di indagini che hanno portato alla denuncia di cinque soggetti, tutti responsabili di truffe ai danni di ignari cittadini.
Nel primo caso, due persone di origini toscane sono state denunciate per aver messo in atto un ingegnoso raggiro utilizzando una nota piattaforma social, molto utilizzata dai giovani. I due, approfittando della visibilità del social network, pubblicizzavano un servizio di noleggio auto a condizioni vantaggiose. Dopo aver attirato l’attenzione di una vittima, questa veniva convinta a versare un acconto per bloccare la vettura desiderata. Tuttavia, dopo il pagamento, l’auto non veniva mai consegnata e i contatti con i sedicenti noleggiatori si interrompevano. Grazie all’accurato lavoro investigativo dei militari, supportato da tecnologie informatiche e analisi dei flussi finanziari, è stato possibile identificare e deferire i responsabili all’Autorità giudiziaria.
In un altro episodio, i Carabinieri hanno denunciato un 49enne siciliano che aveva prenotato una camera presso un bed & breakfast del territorio. Al momento del pagamento, l’uomo inviava al titolare della struttura un SMS contenente un link apparentemente collegato al bonifico della somma pattuita. In realtà, cliccando sul link, il gestore autorizzava inconsapevolmente una transazione tramite sistema P2P (person-to-person), subendo così l’addebito di denaro sulla propria carta prepagata. Le indagini dei Carabinieri di Ponte hanno permesso di risalire al responsabile attraverso la tracciabilità digitale dell’operazione fraudolenta.
Infine, è stato denunciato un uomo di origini napoletane che aveva messo in vendita online il motore di un’autovettura. Dopo aver concordato il prezzo con un potenziale acquirente, quest’ultimo ha provveduto al pagamento tramite bonifico bancario, ma non ha mai ricevuto la merce acquistata. Anche in questo caso, l’immediato intervento dei militari ha consentito di individuare il truffatore e ricostruire con precisione il meccanismo fraudolento utilizzato.
Le operazioni condotte dai militari della Compagnia Carabinieri di Benevento confermano ancora una volta l’impegno dell’Arma nella tutela delle vittime di reati informatici, sempre più diffusi e insidiosi. Grazie alla professionalità e alla dedizione dei militari, il territorio può contare su un presidio di giustizia attento e pronto a intervenire in difesa dei cittadini.
Le persone denunciate, sono allo stato indagate e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
Incidente sul lavoro, operaio morto schiacciato da un Tir: coinvolto 36enne di Airola
Ancora morti sul lavoro. A Comiso, nel ragusano, un operaio di 53 anni sarebbe rimasto travolto da un mezzo pesante, un autoarticolato, nel piazzale ad uso di una azienda vitivinicola ubicata lungo la strada provinciale tra Comiso e Chiaramonte.
Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe rimasto schiacciato da un autoarticolato durante una manovra nel piazzale di pertinenza dell’azienda.
Alla guida del Tir vi era un 36enne della Provincia di Benevento, precisamente di Airola.
A nulla è servito l’intervento dell’ambulanza del 118 e l’attivazione dell’elisoccorso. L’operaio infatti è morto sul luogo dell’incidente. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della stazione di Comiso e i Vigili urbani.
Precipita da 30 metri: operaio sannita perde la vita in Sicilia
Un altro tragico incidente sul lavoro in un cantiere per la realizzazione di pale eoliche.
Così ha perso la vita Giovanni Carpinelli, 33 anni originario di Benevento.
Il sannita stava lavorando su una delle strutture quando è precipitato nel vuoto, per cause ancora da accertare.
Sarebbe caduto da una altezza di circa trenta metri. L’impatto con il suolo non gli ha lasciato scampo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i sanitari del 118, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare.
Secondo una prima ricostruzione l’operaio stava effettuando dei lavori di manutenzione a una pala eolica in contrada San Nicola, lungo la strada provinciale 29. Sarebbe caduto all’interno della struttura. I soccorritori stanno tentando di recuperare il corpo.
Domenica 14 aprile via al “Motor Sannio Tour”: oltre 100 adesioni per la prima tappa del Vesuvio
“Libertà su due ruote” ovvero aggregazione, turismo e cultura: questo il filo conduttore del Motor Sannio tour, giunto al decimo anno, che avrà inizio il prossimo 14 aprile.
La prima tappa, per la quale sono già state raccolte ben 100 adesioni, vedrà protagonista il Vesuvio. Poi sarà il turno di Sicilia, Abruzzo, Basilicata sino alla Puglia, con la tappa conclusiva del Gargano.
“Lo scopo di questi tour – spiegano gli organizzatori – è principalmente quello di socializzare, stare insieme e fare nuove esperienze anche culturali, dato che saranno visitate diverse città. Insomma, un turismo in moto senza corse”.
A capo di tutto c’è Vincenzo Gnerre, di Motor Sannio, con la figlia Marta, e poi dietro le quinte per organizzazione percorsi e punti di interesse: Roberto Mauta, Enrico Valente, Giuseppe Bocchino, Antonio Nardone, Bruno Minocchia e Rolando Seneca.
In programma ci sarà la Tunisia – Marocco e se forse con un grande impegno la mitica ruote 66 Sognare su due ruote.
Tour che da sempre riscuote un grande successo, come dimostrato dal fatto che la tappa siciliana del 24-28 aprile è già sold out.
Fortore, ritrovato trattore rubato oltre 30 anni fa
I carabinieri della stazione di Castelfranco in Miscano, durante un controllo effettuato con i militari della stazione di Montefalcone di Val Fortore, del nucleo forestale di Castelfranco in Miscano e con personale del servizio veterinario delle ASL di Benevento e Napoli presso un’azienda agricola gestita da un uomo della Val Fortore, hanno rinvenuto, all’interno di un deposito, un trattore agricolo privo di targhe e documenti di circolazione, della cui provenienza l’uomo non ha saputo fornire plausibili giustificazioni.
Dagli immediati accertamenti eseguiti sul telaio del mezzo agricolo è risultato che era stato rubato più di trent’anni fa in Sicilia. I carabinieri sono quindi riusciti a contattare il figlio del proprietario del trattore, ormai non più in vita, il quale, commosso, li ha ringraziati per aver ritrovato quel mezzo che rappresenta per lui un caro ricordo del padre.
Al termine delle operazioni il trattore è stato sequestrato ed affidato in custodia ad un’idonea ditta e l’uomo che ne era in possesso – persona sottoposta alle indagini e, pertanto, presunta innocente fino a sentenza definitiva – è stato denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria per il reato di ricettazione.
Il controllo del territorio e delle attività produttive di ogni tipo viene effettuato dai carabinieri del comando provinciale di Benevento ponendo la massima attenzione su ogni aspetto ed in ogni settore, sempre in stretta sinergia con i reparti specializzati dell’Arma.
Il Benevento 5 espugna Regalbuto e torna dalla Sicilia con altri tre punti in tasca
Il GG Team Wear Benevento 5 dimentica subito la Coppa Italia e continua la sua corsa in campionato. La squadra di Andrea Centonze espugna il parquet del Regalbuto e mantiene i cinque punti di vantaggio sul Manfredonia (i pugliesi, però, hanno una gara in meno, ndr).
Il tecnico partenopeo deve rinunciare a Mario Imparato e Nicola Arvonio per squalifica e si affida allo starting five composto da Matheus, Botta, Lolo Suazo, Guerra e Bobadilla. Pronti-via ed occasione per il Regalbuto: attento Matheus su Bruno. Al 4′ si rompe il ghiaccio: lancio perfetto di Lolo Suazo per Guerra, il numero venti sterza e batte Leotta per il vantaggio giallorosso. Gli ospiti hanno anche la palla dello 0-2 con Lolo Suazo, che non riesce a battere Leotta. Gol fallito, gol subito: Matheus si oppone due volte alla punizione di Capuano, Vitali però trova l’angolo giusto e riequilibra il match. Trenta secondi più tardi, il Benevento 5 torna in vantaggio: Lolo Suazo innesca De Crescenzo in area di rigore, assist al bacio per Guerra che griffa la sua doppietta personale. Ma al 13′ la Sicurlube Regalbuto impatta nuovamente il punteggio con la rete di Martines sugli sviluppi di un corner. Poco prima del duplice fischio occasioni d’oro per Bobadilla e De Crescenzo ma si va al riposo sul 2-2.
Ad inizio ripresa il Benevento 5 torna in vantaggio con una punizione di Milucci. La squadra di Centonze vuole chiudere la partita: un lob morbido di Milucci sfiora il gol, Bobadilla non riesce a trovare la via delle rete. Matheus è attento su Capuano e miracoloso su Vitale, con i locali che avevano schierato il power-play. Nel finale De Crescenzo approfitta della porta sguarnita avversaria e chiude i giochi con il punto del 2-4 a meno di un minuto dal termine. Il Benevento vince in Sicilia e trova tre punti importantissimi su un campo ostico.
“Era difficile questa gara, anche perché l’eliminazione dalla Coppa è stato un brutto colpo perché era un obiettivo stagionale – le parole del capitano Vincenzo Botta.- Era importante vincere e dimenticare il kappaò di martedì scorso: ci siamo riusciti e siamo felici. Con il Regalbuto è stata una vittoria di gruppo, perché siamo davvero una squadra unita. Ora testa alla prossima partita”.
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