Rogo Airola, i sindacati: “Non siano sempre i lavoratori a pagare”

Rogo Airola, i sindacati: “Non siano sempre i lavoratori a pagare”

Politica

Riceviamo e pubblichiamo la nota a firma dei sindacati FIM Irpinia Sannio, Fiom-Cgil e Uilm: “L’incendio divampato lo scorso 31 agosto ad Airola, all’interno di un’area sottoposta a sequestro e interessata dalla presenza di rifiuti, è un fatto gravissimo per le possibili conseguenze sull’ambiente, sulla salute e sulla sicurezza delle persone e dei lavoratori. Chiediamo che siano individuate rapidamente le responsabilità e adottate tutte le misure necessarie per evitare che episodi simili si ripetano.

Le ordinanze a tutela della salute pubblica devono tenere conto delle reali condizioni nei luoghi di lavoro. Non è accettabile spostare il rischio dall’esterno all’interno delle aziende, soprattutto con temperature elevate. Per questo chiediamo alle aziende, insieme a RSA e RLS, di verificare immediatamente le condizioni degli ambienti, aggiornare il DVR quando necessario e adottare un piano specifico di prevenzione.

Servono misure concrete: pulizia e bonifica delle aree e degli ambienti interessati dalle polveri, verifica e pulizia degli impianti di aerazione e climatizzazione, controllo e sostituzione dei filtri e, in base alla valutazione dei rischi, adeguati dispositivi di protezione delle vie respiratorie. La fine dell’emergenza non può significare la fine delle verifiche nei luoghi di lavoro.

I lavoratori hanno già pagato le conseguenze di queste inefficienze, anche attraverso il ricorso alla CIGO. Ambiente, salute e sicurezza vengono prima di tutto. Non siano ancora una volta i lavoratori a pagare”.

Benevento| Trotta Bus, i sindacati: “Subito pagamento delle spettanze ai lavoratori”

Benevento| Trotta Bus, i sindacati: “Subito pagamento delle spettanze ai lavoratori”

AttualitàBenevento Città

“Le Organizzazioni Sindacali provinciali Filt CGIL, Fit CISL, Uiltrasporti e UGL AF, in rappresentanza dei lavoratori della Trotta Bus di Benevento, chiedono e sollecitano con la massima urgenza il pagamento di tutte le spettanze maturate e non ancora corrisposte, con particolare riferimento alla mensilità di luglio, alla 14ª mensilità e a tutte le ulteriori somme contrattualmente dovute.

La situazione assume particolare rilevanza alla luce del fatto che, dal 1° agosto, Trotta Bus non svolge più il servizio di trasporto pubblico locale a Benevento, a seguito dell’avvicendamento con Air Campania. Il cambio di gestione non può e non deve trasformarsi, ancora una volta, in un problema scaricato sulle spalle dei lavoratori. Chi ha garantito quotidianamente il servizio pubblico deve poter ricevere quanto gli spetta, senza ulteriori ritardi o incertezze.

Per queste ragioni, le Organizzazioni Sindacali chiedono un intervento immediato e concreto dell’Amministrazione comunale di Benevento e della Prefettura, affinché, per quanto di propria competenza, si attivino per tutelare i lavoratori e sollecitino la società Trotta Bus a provvedere senza ulteriori indugi al pagamento di tutte le spettanze maturate.

Non è più accettabile che, dopo nove anni caratterizzati da criticità, disservizi, anomalie e continui ritardi nella corresponsione degli stipendi e dei versamenti dovuti, a pagare il prezzo più alto siano sempre e soltanto i lavoratori. I dipendenti hanno continuato a svolgere il proprio lavoro anche nei momenti più difficili, garantendo un servizio essenziale alla cittadinanza nonostante le numerose problematiche che si sono susseguite nel corso degli anni. Parallelamente, l’utenza ha dovuto fare i conti con disservizi e difficoltà, mentre le conseguenze delle inefficienze gestionali sono ricadute sistematicamente su chi, ogni giorno, ha assicurato il funzionamento del servizio.

Oggi, con la conclusione della gestione Trotta Bus, riteniamo non più procrastinabile la piena corresponsione di tutte le somme dovute ai lavoratori. Chiediamo pertanto alle istituzioni competenti di intervenire con la massima urgenza affinché siano garantiti i diritti dei lavoratori e il pieno rispetto degli obblighi contrattuali. I lavoratori hanno già fatto la propria parte. Ora è necessario che anche chi ne ha la responsabilità faccia la propria”.

La GE.P.O.S replica ai sindacati FP CGIL-UIL FP: “Rappresentazione dei fatti parziale e imprecisa”

La GE.P.O.S replica ai sindacati FP CGIL-UIL FP: “Rappresentazione dei fatti parziale e imprecisa”

AttualitàDalla Provincia

“La scrivente GE.P.O.S. S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, Dott. Aniello Sorice, riscontra la nota in oggetto, sottoscritta dalle sole Organizzazioni Sindacali FP CGIL e UIL FP, con la quale vengono formulate gravi affermazioni in ordine all’organizzazione del lavoro della Sala Operatoria e a presunte violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza dei lavoratori.

La Società respinge integralmente il contenuto della predetta nota, che si fonda su una rappresentazione dei fatti parziale, imprecisa e, in più punti, oggettivamente smentita dalla documentazione aziendale, come di seguito analiticamente illustrato.

L’episodio richiamato dalle Organizzazioni Sindacali costituisce un evento del tutto eccezionale e non prevedibile, determinato dal protrarsi dell’attività chirurgica programmata in conseguenza di una sopravvenuta urgenza clinica, che ha imposto – come è doveroso in qualunque struttura sanitaria – il completamento in sicurezza delle prestazioni in corso, nell’esclusivo interesse dei pazienti.

L’affermazione secondo cui il personale infermieristico sarebbe stato “costretto a prestare servizio dalle ore 7:30 fino alle ore 21:00”, ossia per oltre tredici ore consecutive, non corrisponde al vero ed è oggettivamente smentita dalle timbrature del sistema di rilevazione automatica delle presenze.

Dalla verifica analitica dei cartellini marcatempo relativi alla giornata del 9 luglio 2026 emerge, infatti, che una sola risorsa ha prestato servizio per una durata complessiva di 11 ore e 43 minuti, con timbratura di ingresso alle ore 7:47 e di uscita alle ore 20:20, in conseguenza del protrarsi dell’attività operatoria determinato da una sopravvenuta urgenza clinica. Per tutti gli altri dipendenti interessati non risultano prestazioni lavorative di analoga durata né, tantomeno, turni protrattisi dalle ore 7:30 alle ore 21:00 o comunque superiori a tredici ore consecutive.

Tale prestazione, pur eccedendo l’ordinaria articolazione del turno, è rimasta entro il limite massimo contrattuale, previsto dall’art. 18, comma 5, del CCNL Case di cura personale non medico, secondo cui la durata della prestazione lavorativa non può essere superiore a dodici ore continuative, a qualsiasi titolo prestate.

La Società dichiara sin d’ora la propria piena e immediata disponibilità a mettere a disposizione degli Organi competenti le risultanze integrali delle timbrature del personale interessato, affinché ogni valutazione possa fondarsi su dati oggettivi e documentali e non su ricostruzioni unilaterali prive di riscontro.

Anche la rappresentazione di una “cronica carenza di personale” imputabile a scelte della Direzione aziendale è destituita di fondamento. Le temporanee defezioni registrate nel team infermieristico di Sala Operatoria sono derivate esclusivamente dalle dimissioni volontarie rassegnate da unità di personale che hanno accettato l’assunzione presso strutture pubbliche all’esito dell’avviso pubblico relativo agli Ospedali di Comunità: circostanza notoria, documentabile ed estranea a qualsivoglia determinazione della proprietà o della Direzione aziendale.

La Società evidenzia altresì che il gruppo infermieristico di Sala Operatoria è stato ripristinato, con conseguente superamento delle temporanee criticità di organico determinate dalle predette cessazioni volontarie. Appare pertanto singolare che le Organizzazioni Sindacali imputino alla Società, quale asserita violazione datoriale, gli effetti di libere scelte professionali dei lavoratori, orientate verso il comparto pubblico.

Quanto al servizio di pronta disponibilità, occorre precisare definitivamente che il relativo trattamento economico non costituisce una voce fissa, generalizzata o automaticamente acquisita della retribuzione. Ai sensi dell’art. 60 del CCNL AIOP-ARIS, la pronta disponibilità è uno specifico istituto organizzativo, caratterizzato dall’immediata reperibilità del dipendente, dall’obbligo di raggiungere il presidio nel più breve tempo possibile in caso di chiamata e dalla preventiva assegnazione a un apposito turno. La relativa indennità remunera esclusivamente tale concreto vincolo di disponibilità ed è infatti determinata dal CCNL in rapporto alla durata del turno assegnato. Pertanto, il personale interessato non è più inserito nei turni di pronta disponibilità e non è pertanto soggetto né all’obbligo di reperibilità né all’obbligo di intervento in caso di chiamata. In assenza della prestazione e del corrispondente vincolo contrattuale, viene meno anche il presupposto per la corresponsione della relativa indennità

La Società respinge con fermezza l’addebito di violazione degli obblighi di cui al D.Lgs. 81/2008 e all’art. 2087 c.c. L’organizzazione del lavoro della struttura è improntata al rispetto della normativa vigente in materia di orario di lavoro, riposi e tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, e la gestione delle eccedenze orarie occasionali avviene nel rispetto della disciplina legale e contrattuale applicabile.

Proprio perché nulla vi è da occultare, la Società manifesta piena disponibilità e collaborazione rispetto a ogni verifica che l’U.O.C. PSAL dell’ASL di Benevento e ogni altro Organo competente ritenessero di effettuare, confidando che l’accertamento oggettivo dei fatti – a partire dalle rilevazioni delle presenze – consenta di ristabilire la verità e di sgombrare il campo da rappresentazioni allarmistiche prive di fondamento.

La nota sindacale omette, infine, di considerare il percorso di confronto istituzionale in atto. Come noto alle Autorità in indirizzo, a seguito della comunicazione di avvio della procedura ex artt. 4 e 24 L. 223/1991 del 3 giugno 2026 (resa necessaria dalla grave e perdurante crisi aziendale, con perdite complessive nell’ultimo quinquennio pari a circa euro 4.500.000, e inserita nel Piano di Risanamento Attestato ex art. 56 del D.Lgs. 14/2019, depositato al Registro delle Imprese in data 27 maggio 2026) la Società ha costantemente partecipato, con spirito collaborativo, a tutte le sedi di confronto, l’incontro sindacale dell’8 giugno 2026, il tavolo prefettizio del 17 giugno 2026 e saremo presenti sul tavolo tecnico inizialmente previsto per l’08 luglio presso Confindustria Benevento ed in corso di riconvocazione.

La Società ha inoltre già trasmesso al Dipartimento di Prevenzione dell’ASL di Benevento, la documentazione richiesta nel termine assegnato con nota prot. n. 20260079388 del 26 giugno 2026. Il quadro informativo a disposizione degli Organi di vigilanza è dunque completo e aggiornato.

Alla luce di quanto sopra possiamo concludere che le affermazioni contenute nella nota in riscontro, per la loro gravità e per la loro diffusione a una pluralità di Autorità, risultano oggettivamente idonee a ledere l’immagine, la reputazione e l’affidabilità della Casa di Cura, che da decenni costituisce un presidio sanitario essenziale per la Valle Telesina.

La Società si riserva di tutelare i propri diritti nelle sedi competenti qualora dovessero essere reiterate affermazioni non rispondenti ai fatti.

Nel ribadire la piena disponibilità al confronto costruttivo con tutte le Organizzazioni Sindacali e con le Istituzioni in indirizzo, nell’esclusivo interesse dei lavoratori, dei pazienti e della continuità dei servizi sanitari erogati al territorio, si porgono distinti saluti”.

Benevento, i sindacati dei Vigili del Fuoco: “Personale all’osso, risparmio anteposto a sicurezza”

Benevento, i sindacati dei Vigili del Fuoco: “Personale all’osso, risparmio anteposto a sicurezza”

AttualitàBenevento Città

Le organizzazioni sindacali dei Vigili del Fuoco di Benevento – CONAPO, UIL FP, CONFSAL, FP CGIL e USB – hanno lanciato un allarme gravissimo sulla tenuta del sistema di soccorso tecnico urgente in provincia. In una nota ufficiale indirizzata al Comandante Ing. Capolongo e per conoscenza al Prefetto di Benevento Dott.ssa Raffaela Moscarella e al Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco della Campania Ing. Michele Mazzaro, denunciano episodi che mettono a repentaglio la sicurezza degli operatori e dei cittadini: “La sicurezza del personale e della popolazione non è negoziabile” né tantomeno sacrificabile sull’altare di logiche di mera contabilità.

Al centro della protesta, una serie di episodi che i sindacati definiscono “oggettivamente irresponsabili e non più tollerabili”: il diniego sistematico dei richiami di personale, che comporta la riduzione delle squadre operative al di sotto del numero minimo di sicurezza, e disposizioni che, in piena emergenza estiva, impongono alle squadre AIB di rientrare in sede entro le ore 20:00, anche a costo di differire interventi di soccorso.

L’episodio simbolo della denuncia è quanto accaduto nella giornata del 28 giugno 2026. Durante il turno diurno, la Sede Centrale Vigili del Fuoco di Benevento si è trovata al di sotto del numero minimo di personale (11 unità) a causa di assenze improvvise. Richiami negati, squadre ridotte all’osso, mezzi di supporto partiti con un solo operatore a bordo: una situazione definita dai sindacati inaccettabile e in palese contrasto con le normative vigenti.

Al culmine del turno di servizio è avvenuto l’episodio più simbolico. Nel comune di Paduli, la squadra AIB dei Vigili del Fuoco di Benevento, impegnata su un incendio di colture di grano, è stata sostituita d’urgenza dalla squadra ordinaria – proveniente da un altro intervento – per evitare che la squadra AIB superasse le ore 20:00 e per non corrispondere qualche decina di euro di straordinari. Nel frattempo, un intervento di soccorso che vedeva interessata una persona diversamente abile è stato posticipato con grave ritardo, nonostante la squadra ordinaria si fosse già liberata dal precedente intervento e fosse pronta a intervenire. Una scelta che, secondo i sindacati, dimostra come “il risparmio economico venga anteposto alla sicurezza pubblica”.

Le sigle sindacali chiedono la rettifica immediata delle disposizioni che stanno causando tali problematiche e la cessazione della politica ostruzionistica relativa ai richiami di personale e hanno formalmente diffidato l’Amministrazione e annunciano che metteranno in campo ogni iniziativa utile di protesta e sensibilizzazione, anche presso i tavoli istituzionali competenti, affinché la vicenda venga portata con urgenza all’attenzione delle Autorità preposte.

Telese Terme| Casa di Cura GEPOS, proclamato lo stato di agitazione. Sindacati chiedono confronto in Prefettura

Telese Terme| Casa di Cura GEPOS, proclamato lo stato di agitazione. Sindacati chiedono confronto in Prefettura

AttualitàDalla Provincia

Le Organizzazioni Sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL FPL hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale della Casa di Cura GEPOS e richiesto formalmente al Prefetto di Benevento l’attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste dall’art. 2, comma 2, della Legge n. 146/1990 e successive modifiche e integrazioni (s.m.i.).

La decisione è maturata all’esito dell’ultimo incontro sindacale tenutosi in data 8 giugno 2026, nel corso del quale la Direzione aziendale ha confermato l’intenzione di procedere a una riorganizzazione complessiva della struttura e a una riduzione del personale infermieristico, senza tuttavia fornire alle Organizzazioni Sindacali gli elementi tecnici, organizzativi ed economici indispensabili a motivare e verificare la fondatezza delle scelte prospettate.

L’assenza di dati puntuali, analisi organizzative e riscontri oggettivi ha impedito un confronto serio e trasparente su una materia di estrema delicatezza, con evidenti ricadute sia sul piano occupazionale sia sulla qualità dell’assistenza sanitaria erogata. CGIL, CISL e UIL ribadiscono che non è accettabile affrontare processi di riorganizzazione che incidono sui livelli occupazionali e sui servizi sanitari senza un reale confronto preventivo e senza la piena condivisione delle informazioni necessarie a valutare soluzioni alternative.

La Casa di Cura GEPOS opera in regime di accreditamento definitivo con il Servizio Sanitario Regionale e dispone di 60 posti letto destinati ad attività sanitarie ad elevata intensità assistenziale. In tale contesto, ogni ipotesi di riduzione del personale infermieristico deve essere attentamente verificata alla luce dei requisiti regionali, degli standard assistenziali e della necessità di garantire sicurezza, continuità e qualità delle cure. Le Organizzazioni Sindacali esprimono forte preoccupazione per l’impatto delle
scelte aziendali e per la mancata attivazione di un confronto preventivo su possibili soluzioni alternative agli esuberi, quali la riqualificazione professionale, la riconversione del personale, la mobilità interna e la riorganizzazione dei servizi.

Ulteriore elemento di criticità è rappresentato dall’annunciata esternalizzazione del servizio cucina, anch’essa non preceduta da un adeguato confronto sindacale e potenzialmente foriera di ulteriori ricadute occupazionali e organizzative. Per tali ragioni, FP CGIL, CISL FP e UIL FPL hanno richiesto al Prefetto di Benevento la convocazione urgente del tavolo di raffreddamento e conciliazione, quale sede istituzionale deputata alla gestione della vertenza ai sensi della normativa vigente.

Il confronto in Prefettura dovrà consentire un approfondimento puntuale delle motivazioni aziendali, la verifica della reale sussistenza delle condizioni che giustificherebbero gli esuberi e l’individuazione di eventuali soluzioni alternative in grado di salvaguardare i livelli occupazionali e la qualità dell’assistenza. Le Organizzazioni Sindacali si presenteranno al tavolo con spirito responsabile e costruttivo, ma ribadiscono che non sarà possibile accettare decisioni unilaterali su materie che incidono in modo così rilevante sulla vita lavorativa dei dipendenti e sull’organizzazione dei servizi sanitari.

La vertenza GEPOS non riguarda soltanto i lavoratori direttamente coinvolti, ma investe il diritto dei cittadini a ricevere cure adeguate e la tenuta complessiva del sistema assistenziale della struttura. FP CGIL, CISL FP e UIL FPL continueranno a seguire con la massima attenzione l’evoluzione della situazione e, in caso di esito negativo della procedura di raffreddamento, si riservano ogni ulteriore iniziativa sindacale a tutela dei lavoratori, delle loro famiglie e della qualità dei servizi erogati.

VIDEO – Tpl, Trotta diserta incontro: la questione passa in Regione

VIDEO – Tpl, Trotta diserta incontro: la questione passa in Regione

Politica

Doveva essere il giorno delle risposte, si è trasformato nell’ennesimo passaggio a vuoto. A Palazzo Mosti, il confronto sul trasporto pubblico locale si è consumato senza uno dei protagonisti attesi: l’assenza di Trotta, pur preannunciata, ha di fatto svuotato il tavolo di ogni reale capacità decisionale.

Il vertice si è svolto comunque, alla presenza di Air e del sindaco Clemente Mastella, ma con margini d’azione estremamente ridotti. Più che un momento di confronto, è apparso come una tappa obbligata, utile solo a certificare lo stallo e a prendere atto di una distanza ormai evidente tra le parti.

Dietro la mancata partecipazione dell’azienda romana si intravede una frattura che va oltre il singolo appuntamento: un segnale politico e istituzionale che ridimensiona il ruolo del livello locale nella gestione della vertenza. Non a caso, l’unico sbocco individuato è stato quello di spostare tutto in Regione, dove la partita verrà ripresa nei prossimi giorni, probabilmente anche senza uno degli attori principali.

Intanto, il clima resta teso. I sindacati parlano apertamente di preoccupazione, mentre a Palazzo Mosti si alternano delusione e prudenza, con la speranza che il passaggio regionale possa rimettere in moto un dialogo fin qui inceppato.

Sul piano concreto, però, il tempo continua a scorrere senza soluzioni. Si fa strada l’ipotesi di una nuova proroga a maggio, che significherebbe prolungare un equilibrio precario: servizio incerto, organizzazione fragile e lavoratori sempre più insofferenti. Più che una trattativa, al momento, sembra una partita rinviata di settimana in settimana.

Emergenza Forestazione, i sindacati: “Siamo in prima linea, sempre”

Emergenza Forestazione, i sindacati: “Siamo in prima linea, sempre”

AttualitàDalla Regione

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma delle organizzazioni sindacali: “In riferimento alle notizie diffuse dalla stampa locale riguardo alla riunione tenutasi presso la Comunità Montana Titerno Alto Tammaro, riteniamo necessario fornire alcune precisazioni nel pieno rispetto della verità dei fatti e della dignità dei lavoratori idraulico‑forestali.

1. Nessun invito formale è pervenuto alle organizzazioni sindacali di FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL
Pur comprendendo la natura informale dell’iniziativa, precisiamo che non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione o convocazione, né ufficiale né ufficiosa, relativa all’incontro menzionato. Qualora fossimo stati invitati, come sempre, avremmo garantito la nostra presenza.

2. Il sindacato è da tempo impegnato nel denunciare la situazione. 
Da mesi segnaliamo con continuità, attraverso comunicati e interlocuzioni istituzionali, la gravissima condizione dei lavoratori idraulico‑forestali, costretti a fronteggiare un ritardo nei pagamenti che ha assunto dimensioni inaccettabili. Abbiamo più volte richiesto l’attivazione di tavoli di confronto e l’intervento degli enti competenti per individuare soluzioni concrete e immediate.

3. La crisi attuale è il risultato di criticità strutturali. 
La mancata corresponsione delle retribuzioni non può essere ricondotta a un singolo episodio, ma rappresenta l’esito di ritardi amministrativi, difficoltà gestionali e carenze organizzative che da tempo evidenziamo con senso di responsabilità e spirito costruttivo.

4. Il sindacato continuerà a garantire la propria presenza e il proprio supporto. 
Ribadiamo con fermezza che non abbiamo mai lasciato soli i lavoratori e non lo faremo ora. Siamo pronti a partecipare a ogni confronto istituzionale che possa contribuire a sbloccare la situazione e a definire un percorso stabile e duraturo per la tutela dei dipendenti e delle loro famiglie.

5. Necessaria una convocazione formale e urgente di tutte le parti coinvolte. 
Riteniamo indispensabile che venga convocato, con modalità ufficiali, un tavolo istituzionale che coinvolga tutti: – i sindaci delle Comunità Montane, – i Presidenti degli Enti Delegati, – l’Assessorato regionale all’Agricoltura, – il Prefetto di Benevento, – le organizzazioni sindacali (FAI-FLAI-UILA). Solo un confronto strutturato e responsabile potrà affrontare efficacemente una situazione che non è più soltanto amministrativa, ma rappresenta una vera emergenza sociale.

Le federazioni di FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL, confermano il proprio impegno costante nella difesa dei lavoratori e nella tutela di chi, ogni giorno, garantisce la salvaguardia del territorio e delle comunità”.

Trasporti, proroga Trotta. Sindacati in allarme: “Siamo preoccupati per servizio e lavoratori”

Trasporti, proroga Trotta. Sindacati in allarme: “Siamo preoccupati per servizio e lavoratori”

Politica

Riceviamo e pubblichiamo. “Le scriventi Segreterie Provinciali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl-Af apprendono dalla stampa locale la notizia secondo la quale la società Trotta, attuale gestore del servizio di Trasporto Pubblico Locale e dei parcheggi nella città di Benevento, non sarebbe intenzionata ad accettare la proroga proposta dal Comune di Benevento.

Come organizzazioni sindacali del settore trasporti, esprimiamo forte preoccupazione per le ricadute che tale decisione potrebbe avere sulla continuità del servizio e sulla tutela occupazionale dei lavoratori.

In vista dell’incontro previsto tra Comune e Società, riteniamo indispensabile avere chiarezza su:

  • chi sarà il soggetto affidatario del servizio di TPL a partire dal 1° gennaio;
  • le modalità di transizione del servizio di sosta e parcheggio, che – secondo quanto riportato dalla stampa – verrebbe affidato all’azienda TMP.

Ribadiamo che la priorità assoluta deve essere la salvaguardia dei posti di lavoro e la garanzia di un servizio pubblico efficiente e continuativo per la cittadinanza.

Infine, ricordiamo che entro il 20 dicembre devono essere corrisposte ai dipendenti le spettanze del mese di novembre e la tredicesima mensilità. Come parti sociali siamo stati fin troppo responsabili: ora è necessario che anche l’Amministrazione Comunale e l’Azienda si assumano le proprie responsabilità e facciano la loro parte.

Invitiamo pertanto l’Amministrazione Comunale e la Società a fornire risposte chiare e tempestive, evitando incertezze che rischiano di compromettere sia la qualità del servizio che la serenità dei lavoratori”. Così in una nota stampa le segreterie territoriali di Filt-Cgil – Fit-Cisl – Uiltrasporti – Ugl-Af.

L’Ordine dei Medici di Benevento incontra i sindacati: nasce un fronte compatto a tutela della professione medica e della salute dei cittadini

L’Ordine dei Medici di Benevento incontra i sindacati: nasce un fronte compatto a tutela della professione medica e della salute dei cittadini

AttualitàBenevento Città

Presso la sede dell’Ordine dei Medici di Benevento si è svolta una significativa serata unitaria, che ha visto riuniti consiglieri dell’Ordine, medici dipendenti, convenzionati, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, medici del territorio, specializzandi sotto lo slogan: “INSIEME PER LA PROFESSIONE E IL BISOGNO SALUTE DELLA POPOLAZIONE”.

L’iniziativa del nuovo Consiglio dell’Ordine dei Medici nasce come risposta a una situazione sempre più critica del Sistema Sanitario Nazionale, penalizzato da una governance che privilegia il bilancio rispetto alla qualità e alla sicurezza delle cure, avendo perso il Medico come interlocutore.

La crescente burocratizzazione, la mancanza di sicurezza e di tutele sono solo alcune delle cause che stanno allontanando i medici dal sistema pubblico. A forte rischio l’equo accesso alle cure che va garantito a tutti i cittadini senza distinzioni.

L’obiettivo dell’incontro è quello ricompattare la categoria medica per affrontare insieme le sfide della professione e la tutela del diritto alla salute dei cittadini. In particolare, si punta a recuperare il rapporto medico-paziente, ridare dignità al lavoro dei medici e instaurare un dialogo costruttivo con i sindacati e le istituzioni.

Erano presenti per l’Ordine dei Medici:

·       Dott. Luca Milano – Presidente

·       Dott.ssa Gabriella Festa – Vicepresidente

·       Dott. Federico Rosa – Tesoriere

·       Dott.ssa Giovanna Bardari – Presidente Commissione Albo Medici

·       Dott. Mario De Vita– Segretario Commissione Albo Medici

·       Dott. Luigi Abbate – Consigliere

·       Dott. Gaetano Beatrice – Consigliere

·       Dott.ssa Rossana De Masi – Consigliere

·       Dott. Pietro Rivellini – Consigliere

Per la Rappresentanza sindacale:

·       Dott. Vincenzo Caruso – FIMP

·       Dott.ssa Gabriella Festa – Federazione CIMO-FESMED

·       Dott. Carlo Iannotti – SMI

·       Dott. Vincenzo Luciani – FIMMG

·       Dott. Alessandro Martoni – FMT

·       Dott. Ermanno Mazza – AIO

·       Dott. Vincenzo Morante – FMT

·       Dott. Pasquale Speranza – CISL Medici

·       Dott. Emilio Tazza – Federazione CIMO-FESMED

·       Dott. Nunzio Varricchio – SUMAI

·       Dott. Enrico Zollo – AAROI

Ha aperto i lavori il dott. Luca Milano, Presidente dell’Ordine dei Medici: “Il nuovo Consiglio Direttivo vuole rappresentare la categoria in modo indipendente e inclusivo, rilanciare il ruolo sociale del medico centrato sull’autorevolezza professionale, inspirare nei giovani l’orgoglio di appartenenza, instaurare rapporti solidi con le istituzioni e i sindacati. La salute è un diritto costituzionale dell’individuo, pertanto la sanità pubblica è un bene comune da difendere a ogni costo, ripristinando un sistema che metta al centro le persone e non gli interessi di pochi. Noi medici chiediamo di essere ascoltati: no a riforme o modelli organizzativi calati dall’alto. L’intenzione dell’Ordine – prosegue – è proporsi quale interlocutore attivo delle Istituzioni aventi responsabilità sanitarie su alcune tematiche oggi particolarmente critiche, sollecitandole ad interventi legislativi e normativi congrui ed incisivi. Nel rigoroso rispetto dei diversi ruoli, il Consiglio considera un valore aggiunto il contributo derivante da un costante confronto con le Organizzazioni Sindacali, soprattutto per meglio recepire le criticità e i bisogni settoriali. La riunione di questa sera è solo il primo passo”.

La Dott.ssa Gabriella Festavicepresidente dell’Ordine e rappresentante ospedaliero della Federazione CIMO-FESMED: “Il ruolo del medico e la sicurezza delle cure sono tra i principali temi su cui concentrarci. Ce lo ricorda anche il codice deontologico. I tagli al SSN, la riduzione dei posti letto e la carenza di personale sono solo alcune delle problematiche che hanno causato una riduzione dell’offerta sanitaria negli Ospedali italiani. Le scelte strategiche della politica si ripercuotono sul nostro Ospedale, il “San Pio”, ove abbiamo già subito la perdita di punti di riferimento quali la stroke unit e il trauma center, nonostante l’assistenza sia comunque garantita. Drammatica appare, invece, l’attuale organizzazione del presidio di S. Agata de Goti, dove per anni l’offerta sanitaria ha subito drastici tagli che oggi minano la sicurezza delle cure e degli operatori stessi. E’ doveroso trovare prima possibile per questo presidio una soluzione che lo renda quanto più efficiente e decoroso per le necessità del territorio sannita. 

Va, inoltre, incentivata l’interazione tra medici al fine di una proficua collaborazione che migliori la presa in carico del paziente da più aspetti in un continuum tra ospedale e territorio. Il nostro Consiglio Direttivo ha recentemente istituito una Commissione ad hoc a supporto di questa integrazione.”

Il dott. Luigi (Gino) Abbate, consigliere dell’Ordine: “L’Ordine dei Medici deve avere un ruolo centrale nella tutela dell’articolo 32 della Costituzione, che sancisce il diritto alla salute. Propongo una denuncia pubblica della mortificazione del ruolo del medico, sempre più svilito da logiche burocratiche, e della condizione del cittadino, spesso privato di assistenza adeguata. Stiamo subendo una progressiva perdita dell’umanizzazione delle cure, a causa di un modello sanitario aziendalizzato che pone al centro il bilancio (DRG), piuttosto che il paziente. Pericolose sono le disuguaglianze assistenziali tra aree urbane e aree interne. Condanno, infine, la crescente presenza di figure tecniche, anziché mediche, nei ruoli decisionali, con effetti negativi sulla qualità dei servizi sanitari offerti.”

Il dott. Pietro Rivellini, consigliere dell’Ordine: “Ci tengo a ringraziare il Dott. Emilio Tazza per il suo impegno determinato contro la demedicalizzazione delle ambulanze nel territorio sannita. Persistono, comunque, criticità operative, soprattutto nella valle vitulanese, pertanto chiedo a tutti voi supporto per la migliore riorganizzazione possibile del servizio di emergenza in tutta la nostra provincia”.

I rappresentanti sindacali, nel ringraziare l’Ordine per l’iniziativa e il sostegno, hanno tutti dichiarato di fare fronte comuneEcco le dichiarazioni:

Dott. Vincenzo Morante (FMT): “Nessuna proposta del governo è credibile se ci si dimentica che la sanità medica tutta ha stipendi di fatto fermi da trent’anni. Un adeguamento salariale agli standard europei, di cui rileviamo il triste primato di essere ultimi, è premessa     per ogni forma contrattuale. Lo stipendio dei nostri parlamentari è il più alto in Europa, il nostro è il più basso. Altro punto importante è quello di ridare al medico l’autorevolezza del ruolo, mortificato da una burocrazia sanitaria che ci rende sempre meno empatici nel rapporto medico paziente”.

Dott. Vincenzo Luciani (FIMMG): “La Medicina Generale subisce il peso della digitalizzazione. L’informatizzazione di tutti i processi ha aumentato il carico burocratico, allontanando il medico dai bisogni reali del cittadino. L’Ordine fa molto bene a proporsi come collante tra professioni e sindacati.”

Dott. Nunzio Varricchio (SUMAI): “Le liste d’attesa, il numero elevato di sistemi operativi obbligatori alla prescrizione sia farmacologica che riabilitativa e la burocrazia sottraggono tempo da dedicare al paziente. È necessario, inoltre, coinvolgere i cittadini nelle sfide della sanità.”

Dott. Pasquale Speranza (CISL Medici): “Fondamentale in questo momento è cercare l’unione di tutte le aree mediche, cercare alleanze anche con tutti i cittadini al fine di evitare il depotenziamento e/o lo smantellamento del SSN in tutte le sue forme. Servono urgentemente investimenti reali ed una vera programmazione in tutti i settori; auspicabile l’istituzione a livello centrale di una cabina di regia comprendente tutte le aree mediche attualmente in grave sofferenza.” 

Dott. Vincenzo Caruso (FIMP): “La denatalità, soprattutto delle aree interne come il Fortore, e l’andamento demografico influiscono in negativo sull’organizzazione del lavoro dei pediatri. Rischiamo di avere nei prossimi anni un surplus di specialisti in pediatria rispetto ai pazienti da avere in carico. Manca un servizio di Neuropsichiatria infantile, che in regione Campania, ha come unico riferimento l’Ospedale Santobono, per cui propongo l’istituzione di un servizio di telemedicina per la refertazione degli EEG per i pazienti pediatrici”. 

Dott. Carlo Iannotti (SMI): “Denuncio la mancata programmazione sanitaria, la riforma del Titolo V, la gestione delle case di comunità e considero grave la rigidità nelle prescrizioni farmacologiche. Apprezzo, invece, l’AIR appena siglato in Puglia e credo possa essere un modello per le altre Regioni. Concordo con la proposta dell’Ordine di ristabilire la coesione tra le diverse categorie mediche.”

Il Dott. Emilio Tazza (Federazione CIMO-FESMED – ASL BN): “L’unità sindacale e la sinergia con l’Ordine sono stati determinanti per indurre la ASL a sospendere il progetto originario della totale demedicalizzazione delle ambulanze 118. Giudico molto positiva la decisione del direttore generale della ASL di ripristinare la presenza del medico in ambulanze precedentemente demedicalizzate. La nostra ASL non gestisce ospedali, quindi il 118 rappresenta il suo unico punto di riferimento per le emergenze territoriali. Auspico, pertanto, che il dialogo costruttivo tra le parti possa proseguire nel solo interesse della collettività, che richiede una riorganizzazione quanto più sicura ed efficiente dell’intero servizio di emergenza”. 

Dott. Ermanno Mazza (AIO): “Come odontoiatra apprezzo la sinergia tra medici e odontoiatri del nostro Ordine. Evidenzio il rischio dell’inserimento degli odontotecnici tra le professioni sanitarie e l’uso scorretto dei fondi pubblici per centri privati.”

Ha chiuso i lavori il Presidente dell’Ordine dei Medici, Luca Milano: “Una stimolante soddisfazione per il Consiglio Direttivo dell’Ordine la riuscita di questo incontro, per partecipazione e per obiettivo centrato: compattezza della categoria ed unicità di intenti. Ribadiamo il nostro sostegno e la nostra collaborazione alle sigle sindacali, nel rispetto dei ruoli e delle precipue competenze, ricordando che l’Ordine dei Medici è un organo sussidiario dello Stato. Tra le problematiche emerse questa sera, consideriamo prioritaria la necessità di coltivare un’alleanza strategica medici-cittadini per un obiettivo comune: garantire a tutti sicurezza e umanizzazione delle cure”.

Incentivi e regolamenti, la Delegazione di parte pubblica: “Nessuna imposizione, clima disteso nel dialogo con i sindacati”

Incentivi e regolamenti, la Delegazione di parte pubblica: “Nessuna imposizione, clima disteso nel dialogo con i sindacati”

Politica

In riferimento alla nota diramata dalla segreteria provinciale CGIL Funzione Pubblica, a seguito dell’assemblea dei lavoratori del Comune di Benevento, i rappresentanti della Delegazione di parte pubblica – Riccardo Feola (Segretario Generale e Presidente della delegazione di parte pubblica), Gennaro Santamaria (Dirigente del Settore Risorse Umane), Raffaele Ambrosio (Dirigente del Settore Gestione Economica) – comunicano quanto segue.

“Non è assolutamente rispondente al vero la descrizione del clima effettuata dalla segreteria provinciale della CGIL relativamente al confronto che si sta avendo in questi giorni tra la Delegazione di parte pubblica e le rappresentanze sindacali.

Il confronto, che ha avuto fino ad ora come oggetto gli incentivi relativi alle performance 2023 e i vari regolamenti che disciplineranno l’applicazione di diversi istituti contrattuali (verticalizzazioni, differenziali stipendiali, regolamento della disciplina delle Elevate Qualificazioni), si è svolto, pur nella naturale distinzione di posizione, nella massima serenità e distensione. I criteri per la liquidazione delle performance 2023 sono stati concordati in modo unanime tra la rappresentanza di parte pubblica e quella sindacale.

Sui regolamenti il confronto si è svolto in modo altrettanto sereno e il primo sul quale lo stesso si è concluso, regolamento per le verticalizzazioni, ha visto concorde parte pubblica e parte sindacale, ad eccezione della CGIL per il tema relativo al colloquio inserito per la valutazione delle competenze.

Affermare che tutto questo avviene in un clima in cui la parte pubblica impone le proprie posizioni è fuorviante e non corrispondente al vero. Anche la decisione di destinare parte delle risorse del salario straordinario (32mila euro) al finanziamento del fondo delle Elevate Qualificazioni, non è una decisione unilaterale della parte datoriale ma è frutto di un accordo, anche questo unanime, contenuta nel contratto integrativo 2023-2025, parte giuridica ed economica.

Come tutti sanno questo istituto, che gratifica una parte del personale che assume particolari responsabilità, ha valenza triennale e quindi l’accordo raggiunto nel contratto 2023 non può che avere il medesimo orizzonte temporale. Alla luce di quanto fin qui rappresentato, e con l’auspicio di ritrovare un clima collaborativo anche con la segreteria provinciale della CGIL, come rappresentati della parte datoriale ci sentiamo di rassicurare le lavoratrici e i lavoratori dell’Ente che gli accordi che saranno raggiunti sui vari istituti contrattuali vedranno sempre premiati e gratificati il merito e le competenze del nostro personale”.