Giovedì 8 ottobre 2026, dalle ore 17:00 alle 19:00, l’Aula Consiliare del Comune di Venticano ospiterà l’incontro culturale “La via Appia tra Sannio e Irpinia: storia, paesaggi e memorie di un’antica strada”. L’appuntamento rappresenta la tappa conclusiva di un percorso itinerante promosso nell’ambito del progetto “L’Appia Antica. Una via per l’impero”, che da marzo ad oggi ha visto svolgersi ben sei incontri nei comuni legati al patrimonio UNESCO.
L’evento di Venticano chiude un ciclo virtuoso che ha unito l’Università del Sannio, gli IIS Fermi di Montesarchio e di Airola, i comuni di Bisaccia e Apollosa. L’incontro di Venticano è sostenuto anche da un forte interesse scientifico, storico e archeologico dei comuni di Apice, Bonito, Calvi, Mirabella Eclano, insieme al Club per l’UNESCO di Caserta, alle istituzioni scolastiche e al mondo dell’associazionismo. Attraverso il contributo di studiosi, esperti, archeologi, letterati, umanisti e geologi che si sono avvicendati lungo il tracciato, l’Appia Antica è stata raccontata al di là della tradizionale narrazione ingegneristica, valorizzandone la dimensione culturale, storica, paesaggistica e comunitaria.
L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali dei rappresentanti dei comuni e del mondo della scuola e della cultura, e sarà introdotto e coordinato da Giusy Iachetta, sociologa e pubblicista. Tra i relatori figurano Italo Abate, Giampiero Galasso, Alfonso Santoriello, Daniela Musmeci, Flavio Castaldo, Rosaria Picozzi, Pasquale Pisaniello, Antonio Mesisca e Jolanda Capriglione.
Questo sesto appuntamento costituisce anche il ponte ideale verso l’evento conclusivo del progetto: il grande convegno finale in programma a Roma il prossimo 12 novembre 2026, durante il quale si terrà la solenne cerimonia di assegnazione del Premio di Cultura Mediterranea “Fernand Braudel” 2026.
A Santa Croce del Sannio apre ‘Spazio Mefite’: cultura, territorio e dialogo con l’UNESCO
Promosso dall’associazione ‘Paese dell’Acqua’ e da ‘WAMU+NET’, il Centro entra nella rete UNESCO-IHP con oltre 120 istituzioni in 40 Paesi.
Ha aperto ufficialmente i battenti il 26 giugno 2026 a Santa Croce del Sannio lo “Spazio Mefite – Atlante delle Acque dell’Alto Tammaro”, il nuovo ed innovativo Centro di Interpretazione dedicato alla salvaguardia, studio e valorizzazione del patrimonio idrico del territorio gestito attivamente dall’associazione Paese dell’Acqua e scaturito grazie alla proficua co-progettazione avviata con la Rete Mondiale dei Musei dell’Acqua (WAMU+NET), di cui la stessa associazione fa parte, che sancisce la prima iniziativa ufficiale sul campo di questo network in quanto “progetto faro” di UNESCO-IHP dedicato per la prima volta alla creazione di un centro visitatori incentrato sul patrimonio idrico locale che ad oggi unisce più di 120 membri in oltre 40 paesi al mondo. Radicato solidamente nel territorio locale, il Centro di interpretazione esplora il fiume Tammaro attraverso il suo contesto storico, geografico e idrogeologico, mettendo in risalto la biodiversità e le infrastrutture idrauliche storiche per poi volgersi nella parte finale a esplorare il mondo acqua a livello globale, ben oltre i confini locali.
Il percorso espositivo è suddiviso in otto sezioni e presenta per la prima volta uno spazio interamente dedicato alla rete WAMU+NET e ai suoi membri, mettendo in mostra i progetti più prestigiosi realizzati dalla rete stessa a livello internazionale, partendo dalle prime cinque sezioni volte all’esplorazione degli ecosistemi e dei fiumi e all’interazione con le comunità locali, analizzando il contesto storico e ambientale dell’Alta Valle del Tammaro e il ricco patrimonio idraulico con fontane monumentali e lavatoi di paese, per poi illustrare l’ecosistema fluviale nella sua ricca multi-funzionalità, ponendo particolare enfasi sui preziosi e insostituibili servizi ecosistemici che ogni corso d’acqua offre gratuitamente, oltre a presentare i Diritti della natura e i fiumi come veri e propri soggetti giuridici insieme alle buone pratiche di gestione comunitaria dell’acqua che partono dalle esperienze della cittadinanza locale senza dimenticare quelle internazionali per la difesa dell’acqua come bene comune.
Il cammino dei visitatori si chiude infine con le tre sezioni dedicate alla rete WAMU+NET, a partire da “The Voices of Water”, con i cortometraggi dedicati alle idro-tecnologie ancestrali sviluppati per il 10th WWF di Bali oggi inclusi nel Museo Virtuale della Scienza dell’UNESCO, passando poi per l’esposizione di una selezione delle opere vincitrici delle prime sei edizioni del concorso internazionale a premi “The Water We Want” e culminando con un grande schermo touch screen che consente di esplorare interattivamente tutti gli oltre 120 membri della rete globale. Il centro è stato interamente realizzato grazie al sostegno del programma nazionale italiano “Bando Borghi PNRR”, volto a rivitalizzare i piccoli centri attraverso la cultura e il turismo sostenibile, operando in stretta collaborazione con il Comunedi Santa Croce del Sannio(capofila), il Comune di Circello e con l’ALDA – Associazione Europea per la Democrazia Locale.
La Canzone Classica Napoletana verso l’UNESCO: vittoria della cultura, della ricerca e della visione
Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma di Giuseppe Ilario, Direttore del Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento: “L’annuncio ufficiale giunto l’altro ieri sera dall’Arena di Verona, nel corso della trasmissione Rai Uno “Campioni del Mondo – Italia Loves UNESCO”, rappresenta una pagina storica per la cultura italiana: la Canzone Classica Napoletana è stata ufficialmente candidata a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO. Per chi, come noi, ha dedicato anni di studio, ricerca e passione a questo straordinario patrimonio artistico, si tratta di un momento di profonda emozione.
Quando nel 2017 il Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento presentò al Ministero dell’Università il progetto del primo corso accademico dedicato alla Canzone Classica Napoletana, l’iniziativa fu accolta da molti con scetticismo. Non mancò chi riteneva impensabile che un Conservatorio di Musica potesse dedicare un percorso universitario a quella che veniva ancora considerata soltanto una tradizione popolare o una forma espressiva minore. Noi, invece, eravamo convinti del contrario.
Avevamo compreso che dietro quelle melodie viveva una delle più alte espressioni della cultura italiana. Un patrimonio costruito nei secoli dall’incontro tra musica, poesia, teatro, letteratura e identità popolare. Un repertorio che ha visto operare giganti della cultura come Salvatore Di Giacomo, Libero Bovio, Ernesto Murolo, Ferdinando Russo, E.A. Mario, Eduardo Di Capua, Francesco Paolo Tosti e tanti altri protagonisti che hanno saputo raccontare l’anima di un popolo.
La Canzone Classica Napoletana non è semplicemente musica. È memoria collettiva. È lingua. È letteratura. È identità. È ricerca. È storia sociale del Mezzogiorno d’Italia. Quando ascoltiamo versi immortali come: “Che bella cosa na jurnata ‘e sole…” oppure “Te voglio bene assaje e tu nun pienze a me…” o ancora “I’ te vurria vasà…” non ascoltiamo soltanto una canzone. Ascoltiamo la voce di generazioni che hanno trasformato sentimenti universali in patrimonio artistico.
Ricordo ancora con emozione il primo giorno di lezione del corso. Entrai personalmente in aula per salutare i primi iscritti. Alcuni studenti avevano qualche anno più di me. Uno di loro mi si avvicinò e mi disse: “Direttore, grazie. Per la prima volta ciò che faccio da una vita potrà avere una dignità accademica.” In quel momento compresi definitivamente che avevamo intrapreso la strada giusta. Oggi quel percorso trova una straordinaria conferma.
La candidatura UNESCO non nasce per caso. È il risultato di decenni di lavoro di musicisti, studiosi, interpreti e istituzioni che hanno continuato a credere nel valore universale di questo patrimonio. Il Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento è orgoglioso di aver contribuito a questo processo attraverso l’istituzione dell’unica cattedra accademica al mondo dedicata alla Canzone Classica Napoletana e attraverso un articolato percorso di studi che ha consentito la formazione di interpreti, ricercatori e professionisti del settore. Siamo pronti a mettere a disposizione del Comitato promotore della candidatura, coordinato dal Maestro Renzo Arbore, tutto il patrimonio scientifico, artistico e didattico maturato in questi anni. Il Conservatorio di Benevento sarà in prima linea per sostenere questo percorso. Non per rivendicare primati, ma per contribuire ad un progetto che appartiene all’Italia intera.
“Questa candidatura rappresenta il riconoscimento di una visione culturale che il Conservatorio di Benevento ha avuto il coraggio di sostenere quando ancora pochi ne comprendevano la portata. La Canzone Classica Napoletana possiede una straordinaria complessità musicale, letteraria e storica. In questi anni abbiamo costruito un percorso accademico fondato sulla ricerca, sulla didattica e sulla produzione artistica. Oggi vediamo riconosciuto il valore di quel lavoro. Siamo pronti a mettere le nostre competenze al servizio della candidatura UNESCO.” Dichiara il coordinatore del corso M° Luigi Ottaiano.
Invece il Presidente del Conservatorio dott. Nazzareno Orlando, ha detto che: “Il Conservatorio Nicola Sala ha dimostrato che le istituzioni dell’Alta Formazione Artistica e Musicale possono essere protagoniste nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. La candidatura UNESCO della Canzone Classica Napoletana rappresenta un’opportunità straordinaria per il Paese e per il Mezzogiorno. Il nostro Conservatorio offrirà piena collaborazione istituzionale affinché questo percorso possa concludersi con il meritato riconoscimento internazionale.”
Oggi possiamo affermarlo con orgoglio. Quella che qualcuno considerava una scommessa impossibile è diventata una realtà accademica consolidata. E quella stessa realtà guarda ora ad un traguardo ancora più grande. Se l’iter si concluderà positivamente, la Canzone Classica Napoletana entrerà ufficialmente nel patrimonio culturale dell’umanità. Sarà un riconoscimento non soltanto per Napoli, ma per l’Italia intera. Perché nelle note di “‘O Sole Mio”, di “Torna a Surriento”, di “I’ te vurria vasà”, di “Te voglio bene assaje” e di centinaia di altre opere vive una parte dell’anima culturale del nostro Paese. E quell’anima merita di essere custodita, studiata e tramandata alle future generazioni”.
Unesco e Via Appia, si è insediato il coordinamento: presidenza al sindaco di Benevento Mastella
La vicepresidenza va all’assessore di Mirabella Eclano D’Ambrosio.
Nell’ambito delle azioni strategiche e concrete per la piena attuazione a livello territoriale del piano di gestione del sito UNESCO della “Via Appia – Regina Viarum”, oggi, 26 gennaio 2026, nella sala consiliare di Palazzo Mosti a Benevento, si è insediato il Coordinamento “Campania 2 – Territori dei Sannio e dell’Irpinia”, costituito lo scorso 9 dicembre 2025, con la firma del protocollo sottoscritto dai 14 Comuni delle Province di Benevento e di Avellino, inseriti nell’atto formale di iscrizione del sito nel patrimonio mondiale dell’umanità.
I Comuni in questione sono Apice, Ariano Irpino, Benevento, Bonito, Buonalbergo, Calvi, Casalbore, Mirabella Eclano, Montecalvo Irpino, Paduli, San Giorgio del Sannio, San Nicola Manfredi, Sant’Arcangelo Trimonte, Venticano. Come previsto dall’art. 5 del protocollo d’intesa, alla presenza di una nutrita rappresentanza dei Sindaci dei Comuni richiamati, delle Istituzioni e delle Associazioni e organizzazioni regionali e locali, che hanno partecipato sin dall’inizio attivamente al progetto e all’iter di candidatura avviato dal Ministero della Cultura, la presidenza del Coordinamento territoriale sannita-irpino è stata attribuita pro tempore, per il primo triennio 2026/2029, al Sindaco di Benevento, Clemente Mastella, e la vicepresidenza, per lo stesso periodo, all’Assessore di Mirabella Eclano, Raffaella D’Ambrosio, delegata a tal fine dal Sindaco Ruggiero.
“Responsabilità, identità culturale condivisa, sussidiarietà e leale cooperazione” sono state le parole chiave che hanno animato l’ampio e partecipato confronto costruttivo, introdotto e moderato dall’Assessore alla Cultura e al Patrimonio UNESCO del Comune di Benevento, Antonella Tartaglia Polcini, che ha visto, tra gli altri, gli illuminati interventi dell’Arcivescovo di Benevento, S.E. Mons. Felice Accrocca, della Rettrice Maria Moreno dell’Università del Sannio, del delegato del Rettore dell’Università telematica Giustino Fortunato, del Direttore Mario Cesarano del Parco Archeologico di Aeclanum, dei Delegati regionali di Legambiente (Anna Savarese) e di FIAB (Carlo Scatozza), dei Referenti territoriali di Archeoclub (Giuseppe Patrevita), Touring Club (Lorenzo Piombo), del Presidente del Club Unesco di Benevento (Achille Mottola) e dei Gruppi Archeologici d’Italia (Petronilla Liucci), oltre a numerosi rappresentanti delle due Province e dei Comuni coinvolti nella costituzione di questo importante organismo, che nasce sotto i migliori auspici, all’insegna del messaggio dall’alto valore simbolico “Concordes in Unum”, che campeggia sulla parete della sala dove si è riunita l’Assemblea.
Il Coordinamento è già a lavoro, per aprirsi ad accogliere a pieno titolo anche altri Comuni sanniti e irpini, presenti sul tracciato della Via Appia, ma non ufficialmente inseriti nella lista dell’UNESCO. Questi ultimi saranno coinvolti negli organi dell’ente, anche grazie alle progettualità attivate su impulso della Regione Campania – Direzione Generale delle Politiche Culturali e del Turismo che, con l’istituzione dei Cammini, ha incluso nei percorsi gli interi tracciati regionali della Via Appia e della Via Traiana.
Ai Comuni si affiancheranno le associazioni e gli ETS del territorio che, oltre a comporre gli organi del Coordinamento, costituiranno anche un Tavolo permanente di concertazione, istituito ufficialmente con l’insediamento di questa mattina, per la co-programmazione, la co-progettazione e il controllo dell’andamento delle azioni promozionali, in applicazione delle norme del Codice del Terzo Settore.
Cucina italiana Patrimonio culturale immateriale UNESCO, Fusco (CIA Campania): “Nostra regione protagonista”
La cucina italiana è ufficialmente parte del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO. Un riconoscimento storico, annunciato poche ore fa a New Delhi alla presenza del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, con l’approvazione della candidatura: “Cucina italiana fra sostenibilità e diversità bio-culturale”.
Un risultato che valorizza i principi più autentici della nostra tradizione: sostenibilità, lotta allo spreco, rispetto della biodiversità, trasmissione dei saperi culinari come elemento identitario. La Cia Agricoltori Italiani Campania esprime grande soddisfazione per questo traguardo, che conferma il ruolo centrale dell’agricoltura e dei territori nella definizione dell’identità gastronomica italiana.
”Questo riconoscimento”, dichiara Carmine Fusco, Commissario regionale CIA Campania, “è anche la vittoria dei territori che ogni giorno custodiscono e rinnovano l’identità agroalimentare del nostro Paese. La Campania ha un ruolo centrale: la pizza, simbolo globale della cucina italiana, nasce dalla qualità dei nostri ingredienti, dalla mozzarella campana, dal grano campano, dal pomodoro campano, dall’olio campano, frutto del lavoro di migliaia di agricoltori che garantiscono filiere sane, sostenibili e riconoscibili. La nostra regione non offre solo prodotti, ma cultura, saperi, tradizioni ed un modello produttivo che unisce storia e innovazione”.
Fusco aggiunge: “Il riconoscimento UNESCO dà forza alle nostre produzioni e rende ancora più efficace la lotta contro l’Italian Sounding. Valorizza il legame unico tra piatti, territori e comunità: ogni ricetta racconta una storia, un luogo, una tradizione. Per la Campania è una straordinaria occasione di crescita, di turismo enogastronomico e di promozione internazionale delle nostre eccellenze”.
Il ministro Masaf Francesco Lollobrigida ha ricordato come questo risultato sia frutto di un lavoro lungo e condiviso, reso possibile dall’impegno delle filiere agricole, delle scuole alberghiere, dei ristoratori e da una forte azione diplomatica che ha portato la cucina italiana in tutto il mondo, valorizzandone qualità, identità e radici. Ha inoltre sottolineato che il riconoscimento UNESCO rafforzerà la tutela delle produzioni autentiche, favorirà la crescita economica e contribuirà allo sviluppo del turismo legato all’enogastronomia.
Fusco dal canto suo conclude: “come CIA Agricoltori Italiani Campania continueremo a difendere e a promuovere le nostre eccellenze. Dietro ogni piatto della tradizione c’è il lavoro quotidiano delle imprese agricole, delle famiglie e delle comunità che fanno grande la nostra regione. Oggi l’UNESCO conferma che questo patrimonio appartiene non solo all’Italia, ma all’intera umanità e noi né siamo fieri ed orgogliosi”.
Benevento, cultura al centro: l’onorevole Rubano incontra Orlando
Al centro del confronto il rilancio del patrimonio UNESCO e nuove proposte e per la valorizzazione dell’identità storica e artistica di Benevento.
Lunedì 21 luglio, in mattinata, presso la segreteria dell’on. Francesco Maria Rubano in Viale Mellusi 36, si terrà un incontro con Nazareno Orlando, storico riferimento culturale della Città di Benevento. Al centro del confronto, il rilancio del patrimonio UNESCO, per l’ideazione di un progetto di medio-lungo termine che unisca enti, associazioni e cittadini e nuove proposte e per la valorizzazione dell’identità storica e artistica di Benevento.
“La mia attività istituzionale ha mostrato sempre grande attenzione alle problematiche culturali del Sannio – spiega Rubano -. Mi avvarrò della esperienza di Nazzareno Orlando, già assessore alla Cultura della Città di Benevento, con la certezza che apporterà un valore aggiunto alla mia azione di valorizzazione del territorio”.
“L’onorevole Francesco Maria Rubano si sta rivelando un riferimento istituzionale molto presente ed attento – dichiara Nazzareno Orlando -. Ne apprezzo l’impegno e la concreta capacità politica di coinvolgere su temi di importanza strategica per il territorio .Metterò a disposizione della sua attività parlamentare,come ho fatto in altre occasioni con serietà e passione , la mia esperienza essendo la cultura elemento fondamentale per la nostra città “.
Benevento “Strega” l’Italia: il Sannio conquista il primato turistico nazionale
Nel cuore della Campania, dove le antiche leggende si mescolano alla bellezza incontaminata dei paesaggi, il Sannio sta vivendo una straordinaria rinascita turistica. La provincia di Benevento emerge come la grande protagonista del turismo italiano, conquistando il primato nazionale con un incremento del 23% delle presenze negli esercizi ricettivi nel 2024.
Benevento non è solo una destinazione turistica, è un viaggio nel tempo dove ogni pietra racconta una storia millenaria. Le sue bellezze architettoniche, dalla Chiesa di Santa Sofia, già inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO, al suggestivo Arco di Traiano, si fondono con un patrimonio naturalistico che toglie il fiato. Ma c’è qualcosa di più profondo che sta attirando visitatori da tutta Italia e dall’estero: il fascino misterioso delle sue leggende.
La “Città delle Streghe”, così come è conosciuta Benevento nel mondo, sta vivendo una vera e propria riscoperta. Le antiche tradizioni legate alle “Janare” – le streghe beneventane che secondo la leggenda si riunivano attorno al noce di Benevento – stanno catturando l’immaginazione di un pubblico sempre più vasto. Questo patrimonio immateriale, fatto di racconti tramandati di generazione in generazione, rappresenta oggi uno dei motori principali dell’attrattiva turistica del territorio.
I numeri parlano chiaro, i dati Istat per il 2024 certificano quello che gli operatori del settore già percepivano: il Sannio è diventato la meta turistica più dinamica d’Italia. Con 130.273 presenze negli esercizi ricettivi, la provincia ha registrato un balzo del 23% rispetto alle 106.197 del 2023, staccando di gran lunga la concorrenza nazionale.
Secondo quanto riporta “Il Mattino”, questo straordinario risultato colloca Benevento al vertice della classifica italiana per crescita turistica, superando realtà consolidate come Pescara (18%), Roma, Sondrio e Caltanissetta (15%). Un risultato ancora più significativo se confrontato con la media nazionale del 4% e considerando che ben 23 province italiane hanno registrato un calo rispetto all’anno precedente.
Tra le scoperte più interessanti emerge il fenomeno di Telese Terme, che nel 2024 ha registrato 32.287 pernottamenti contro i 24.493 di Benevento città. La cittadina termale, con i suoi 20.336 arrivi, sta dimostrando come il turismo del benessere possa integrarsi perfettamente con l’offerta culturale del territorio. Un dato che, per dare un’idea della dimensione del fenomeno, supera persino quello di destinazioni blasonate come Procida o Ercolano.
Esplode, poi, la domanda per strutture a tre stelle e residenze turistico-alberghiere, passate da 22.753 a 36.242 pernottamenti. Un segnale chiaro di come il turismo sannita stia diventando più accessibile e democratico.
Particolarmente significativo è il raddoppio degli alloggi in affitto (da 10.431 a 21.901 pernottamenti) e la crescita dei bed & breakfast (da 9.887 a 13.398), che testimonia una richiesta crescente di esperienze autentiche e personalizzate. Solo gli agriturismi mostrano una leggera flessione, calando da 9.384 a 8.451 pernottamenti. L’Osservatorio economico di Unioncamere Campania ha censito nel Sannio ben 2.872 localizzazioni turistiche su un totale regionale di 70.000, spaziando dagli edifici sacri a quelli culturali, dai paesaggi naturali ai siti archeologici. A supporto di questa offerta operano oltre 2.000 strutture ricettive e 222 agenzie di viaggio, creando un ecosistema turistico completo e diversificato.
Oltre a Telese Terme e Benevento, emergono altre destinazioni, i “gioelli” nascosti del Sannio che stanno conquistando i turisti. Ceppaloni, con i suoi 17.586 pernottamenti, si conferma una meta apprezzata, mentre comuni come Colle Sannita, Cusano Mutri, Dugenta, Faicchio, Limatola, Melizzano, San Marco dei Cavoti e Sant’Agata de’ Goti registrano tutti presenze significative a tre cifre.
La crescita del turismo sannita non è solo quantitativa ma anche qualitativa. L’aumento degli arrivi totali da 50.584 a 57.259 (+13%) indica un territorio che sta imparando ad attrarre non solo visitatori di passaggio, ma anche turisti interessati a scoprire le autentiche bellezze locali.
Il fascino delle leggende sulle streghe, unito alle bellezze naturali e architettoniche, alle tradizioni enogastronomiche e all’ospitalità genuina della gente sannita, sta creando un’offerta turistica unica nel panorama italiano. Un territorio che, pur mantenendo le sue radici più profonde, guarda al futuro con la consapevolezza di possedere un patrimonio culturale e naturale di inestimabile valore.
Il Sannio magico delle streghe si sta trasformando nella destinazione turistica più dinamica d’Italia, dimostrando che quando tradizione e innovazione si incontrano, nascono opportunità straordinarie per la crescita economica e culturale del territorio.
Non è un caso che Benevento si sia candidata a Capitale Italiana della Cultura per il 2028. Una candidatura che arriva nel momento di massimo splendore turistico della città, quando il territorio sta dimostrando di saper valorizzare al meglio il proprio patrimonio storico, culturale e leggendario. La città delle streghe guarda al futuro con l’ambizione di diventare un punto di riferimento culturale nazionale, forte di una tradizione millenaria e di un’attrattiva turistica in continua crescita che ne fa già oggi una delle mete più dinamiche e affascinanti d’Italia.
Il Rotary Benevento vince il bando UNESCO: premiato il video-progetto sulla Via Appia Traiana
“Il Rotary Club Benevento in collaborazione con l’Associazione RibellArci di Apice ha partecipato al bando “Città Patrimonio UNESCO”, lanciato dal Distretto 2101, con un video-progetto sulla Via Appia Traiana. La Commissione ha assegnato al nostro progetto il primo premio.
La valorizzazione dell’importante arteria, finalmente patrimonio Unesco, passa attraverso la sinergia territorio-istituzioni. L’idea è quella di coniugare storia e natura e di immaginare un cammino dall’Arco di Traiano a Ponte Rotto o Ponte Appiano. Oggi il percorso è stato virtualizzato nel video; la promessa è di realizzarlo promuovendo un’antica nuova via verso le Puglie. Oggi il lancio dell’idea camminerà nel mondo grazie ai canali del Rotary International.
Domani, mi auguro, possa essere adottata dal tavolo nazionale istituito dal Ministero della Cultura per la valorizzazione dell’Appia Regina Viarum, al quale siedono amministrazioni locali e rete di attori sociali del territorio. Una bella esperienza cooperativa conclusa con un successo gratificante. Un premio che lascio in eredità al nuovo presidente Rotary, Raffaele Pilla, con la speranza che prosegua nel solco tracciato fino a Monopoli, dove, grazie al gemellaggio sottoscritto un mese fa, troverà ad accoglierlo i club Rotary di Monopoli, Fasano, Putignano e Brindisi.
E chissà che, ancora una volta, non sia la storia a ricordarci che le infrastrutture devono essere curate e manutenute perché la comunità possa evolvere. Un monito per le condizioni della Via Appia in area Sannio”. Così Erminia Mazzoni, presidente Rotary Club Benevento.
Via Appia – Regina Viarum nel Patrimonio Unesco, il commento del Presidente della Provincia Lombardi
«La Via Appia, Regina viarum” è nel Patrimonio Mondiale Unesco. Ne siamo orgogliosi e lieti: la straordinaria opera di ingegneria civile di Appio Claudio Cieco di duemilatrecento anni or sono da Roma a Brindisi è infatti, oltre ad essere per l’ideatore un asse politico-strategico fondamentale, è stato nel corso dei secoli anche uno straordinario contenitore e giacimento culturale.
Per il Sannio, che è attraversato trasversalmente per decine di chilometri da questa strada sulla via più breve tra il Terreno e l’Adriatico, ebbene si può dire che la Via Appia è il Sannio e il Sannio è la Via Appia. E’ infatti lungo quel tracciato, con il quale Appio Claudio Cieco voleva avvicinare Roma alla Magna Grecia attraversando la Valle Caudina, come canta Quinto Orazio Flacco nel suo meraviglioso resoconto di viaggio, si sono svolti e determinati eventi epocali. E’ lungo quel percorso che, a Benevento, l’Imperatore romano Domiziano volle ampliare il Tempio della Dea Iside e che si combattè la battaglia di Manfredi di Svevia contro Carlo d’Angiò del 1266 cantata da Dante nel “Purgatorio”.
La Via Appia costituisce il tratto fondante della identità storica, artistica culturale del nostro territorio e, pertanto, partecipammo con entusiasmo e piena condivisione all’iniziativa del Ministero dei Beni Culturali per conseguire questo risultato: il 10 gennaio 2023 firmammo il Protocollo d’intesa denominato «Appia Regina Viarum» con i rappresentanti dello steso Ministero, delle Regioni e di tutti gli enti locali territoriali attraversati dal tracciato originario.
Va riconosciuto il merito del Ministero dei Beni Culturali e dello stesso Ministro Gennaro Sangiuliano e delle strutture da lui dirette, così come quello degli insigni studiosi, intellettuali, uomini di cultura, giornalisti e dei tanti semplici, ma splendidi cittadini, animati da alto senso civico, che hanno voluto e sostenuto questa Candidatura nel corso degli anni: a tutti loro il grazie sentito e convinto da parte mia e della Provincia di Benevento tutta.
Celebreremo lunedì prossimo alle ore 11, questo splendido riconoscimento al Museo del Sannio nel Chiostro di Santa di Benevento – Patrimonio Unesco del sito seriale dei Longobardi con la mostra fotografica già programmata sulla “Via Appia Regina viarum” d’intesa con il Comune di Benevento e la nostra Società Sannio Europa, e curata dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero della Cultura.
Lavoreremo ancora di più e con più convinzione per cogliere un altro straordinario traguardo, che abbiamo da tempo programmato per il nostro patrimonio culturale la Fondazione del Museo Egizia di Benevento con lo stesso Ministro Sangiuliano, la Regione Campania con il Presidente Vincenzo De Luca, il Comune di Benevento con il Sindaco Clemente Mastella e la Fondazione Museo Egizio di Torino con la presidente Evelina Christillin e il direttore Christian Greco».
Dall’Onu la seconda stella Unesco per Benevento. Mastella: “Grande giorno per la Città”
“E’ un grande giorno per la Città. Benevento rivive il suo antico splendore di crocevia di popoli e istituzioni, quale porta terrestre del Mediterraneo, grazie all’iscrizione nella lista del patrimonio dell’UNESCO della Via Appia – Regina Viarum, avvenuta oggi in India, a Nuova Delhi. E’la seconda stella Unesco per Benevento”, lo annunciano il Sindaco di Benevento Clemente Mastella e l’assessore alla Cultura e all’Unesco Antonella Tartaglia Polcini a margine della 46ma sessione del World Heritage Committee dell’Agenzia delle Nazioni Unite.
“Il prestigioso riconoscimento dell’eccezionale valore universale del sito, che congiunge Roma a Brindisi e che ha avuto da sempre nel capoluogo un plurisecolare crocevia strategico, per diramarsi da qui nel duplice tratto della via Appia, con la variante della Via Traiana, porta nuovamente alla ribalta mondiale Benevento, dopo l’iscrizione del complesso monumentale di Santa Sofia, nel sito Unesco seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere. 568-774 d.C. ”, avvenuta nel giugno del 2011. La storia del capoluogo del Sannio si incrocia per la seconda volta con la World Heritage List, l’elenco di tutti i siti mondiali che, per il loro Eccezionale Valore Universale (OUV –Outstanding Universal Value) culturale o naturale, sono stati riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità, in applicazione della Convenzione di Parigi del 1972”.
“È questo l’approdo di un itinerario impegnativo, che ha visto protagonista il Comune di Benevento, insieme agli altri Comuni del Sannio coinvolti, e ha fatto crescere la coesione territoriale e la consapevolezza del valore dei luoghi che abitiamo e che dobbiamo tutelare e valorizzare senza risparmiare alcuna forza”, proseguono il Sindaco e l’Assessore.
“Ringraziamo il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano per l’efficace, leale e intelligente collabirazione istituzionale e Angela Maria Ferroni che è stata instancabile coordinatrice scientifica di entrambe le candidature, sia quella del sito longobardo sia questa della Via Appia”.
“Lunedì celebreremo questo successo di livello planetario con un viaggio ideale e visivo lungo le bellezze eterne della Regina Viarum. Alle 11,00, il Chiostro di Santa Sofia e il Museo del Sannio accoglieranno la mostra integrale delle 180 immagini fotografiche, tra passato e presente, dei principali luoghi della Via Appia, raccolte in un unico simbolico abbraccio tra i due siti Unesco. Ora al lavoro per fare fruttare questo splendido riconoscimento mediante un Associazione dei Comuni della Via Appia che insieme organizzino iniziative turistico-culturali: food ed enologia, sentirisitica, arte e archeologia, sport e concerti: potremo far nascere i Giochi dell’Appia, Regina Viarum “, concludono Mastella e Tartaglia Polcini.
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