
Benevento, Floro Flores: “Ad Arezzo ho il cuore, ma voglio vincere”. Poi sulle rotazioni
Benevento CalcioCalcioL’allenatore del Benevento, dopo l’allenamento odierno e prima di diramare l’elenco dei convocati, ha preso parte alla consueta conferenza stampa alla vigilia dell’ottava giornata della Serie B 2026-27 contro l’Arezzo.
Antonio Floro Flores ha presentato così il match esterno tra giallorossi e amaranto, analizzando anche la condizione di alcuni singoli e delle tattiche della squadra in generale in vista delle tre gare in sette giorni.
Di seguito, quindi, le parole del tecnico della Strega in merito all’incontro valido per l’ottavo turno di campionato contro i toscani, in programma al Comunale domani, sabato 24 ottobre, con fischio d’inizio alle ore 19:30:
SULLA SETTIMANA DI LAVORO: “L’organico è tutto a disposizione. La reazione dopo il Vicenza? Il giorno dopo si sono allenati da Dio, ancora più forte dei giorni prima. Non eravamo contenti per come è avvenuto, ma bisogna saper sbollire subito la rabbia e tornare a pedalare. Si sono allenati benissimo, come sempre, e per un tecnico questa è una cosa bella“.
SUI TRE IMPEGNI IN SETTE GIORNI: “Ho solo piacere, ho la possibilità di poter far giocare più giocatori. E’ normale che i viaggi e altro portano via energie, ma a noi come agli altri. Sono contento, in questa squadra c’è più di qualcuno che merita di giocare e ho la possibilità di poter cambiare qualcosa sia a gara in corso sia durante la settimana. Ho una rosa ampia e spero di poter gestire i miei giocatori nel miglior modo possibile“.
SUI CAMBIAMENTI IPOTIZZATI E SU SAIO: “Ho detto ai ragazzi di stare sereni, che ci sarà spazio per tanti. Mi piace poter dare la possibilità ai ragazzi di giocare. Non so se domani o più avanti. Domattina faremo la rifinitura e scioglierò qualche dubbio. Ho bisogno di tutti, mi piace cercare di coinvolgere tutti. Poi qualcuno può giocare e altri no. Ma domenica, ancora arrabbiato della partita, venire al campo e vederli così mi ha fatto molto piacere. Hanno sempre voglia di migliorare. Che sia domani, martedì o sabato prossimo lo vedremo. Sicuramente domani non sarà della partita Saio, che si è allenato solo oggi a causa di un affaticamento. E’ un giocatore straordinario, ma per rispetto degli altri e per quanto si è allenato non è corretto nei confronti degli altri“.
SU MODULI E ASSETTI: “Per me è importante che un giocatore sta bene, se sta bene è più facile collocarlo in qualche posizione. Devo cercare di rendere e far rendere i miei giocatori nel migliore dei modi“.
SULLA TRASFERTA AD AREZZO: “Per fortuna non gioco… Un pezzo di cuore è lì, per me è stata una tappa fondamentale della mia carriera e mi hanno lanciato nel calcio che conta. C’è un grande rispetto con la gente di Arezzo, reciproco. Non è una partita come le altre, ma voglio comunque vincere. Lì sono nati e cresciuti i miei figli, ma non devo andare in campo e questo mi dà un po’ di sollievo. Mi capitava anche contro il Napoli: quando ti prende l’emozione, è difficile nasconderla“.
SULLA PARTITA DI DOMANI: “Parlando con Cutolo, gli stimoli non sono gli stessi della Supercoppa. Vengono dalla vittoria importante a Genova contro la Sampdoria, non ho mai pensato che l’Arezzo fosse in difficoltà. Lo era pure il Vicenza, lo abbiamo rianimato noi. Non ci sono squadre in difficoltà, è una follia pensarlo. Non ci sono partite facili. Anche il Catanzaro era in difficoltà ma a Verona ha rischiato di vincere. Sottovalutare l’Arezzo sarebbe da stupidi e la mia squadra non sottovaluta nessuno, ha sempre voglia di fare la partita e imporre il proprio modo di giocare. L’Arezzo ha entusiasmo e ha voglia di vincere la prima in casa, noi vogliamo continuare il nostro percorso e dare continuità ai risultati“.
SULL’IMPORTANZA DEL 2-2 CONTRO IL VICENZA: “E’ stato difficile analizzarlo, come dicevo sabato abbiamo anche rischiato di perderla. Ci sta soffrire dopo 70′ così, ma è stata una partita nella partita. Se avessimo pareggiato col Cesena mi sarei fatto delle domande, ci ha messo in difficoltà a tratti, mentre col Vicenza non ho mai avuto questa sensazione. Ci deve insegnare che non ci sono partite da sottovalutare né gare che finiscono prima del 90′. Dobbiamo capire la lezione, come accaduto dopo Ascoli. Se dobbiamo perdere, dobbiamo farlo contro squadre che ci mettono in difficoltà e non per demerito nostro. Compreso il mio“.
SU OKEREKE: “La sostituzione è stata istantanea, non era prevista e non volevo cambiare. Sono stati solo crampi, ora sta bene e si è allenato bene. Sta crescendo di partita in partita e sarà fondamentale per noi. Crediamo tanto in lui e lo aspettiamo, dopo un anno di quasi inattività“.
SU SALVEMINI E SULLA SUA ALTERNATIVA IN ROSA: “La mia scelta di lasciarlo in campo è perché in determinati momenti ci stava dando una grande mano a tenere palla. Salvemini fa un lavoro che Tumminello e Mignani non fanno, lavorando spalle alla porta per il compagno. Dobbiamo giocare per divertirci e per far divertire la gente. Le alternative sono Tumminello e Mignani, che possono fare bene. Ma a volte le scelte di non sostituirlo è anche per caratteristiche e per momenti di gara. Ci sarà spazio sicuramente per gli altri, abbiamo tre partite per una settimana e tutti devono farsi trovare pronti per quello che siamo e per quello che si meritano i ragazzi“.
SUI GOL DEI CENTROCAMPISTI: “Sono orgoglioso per quello che facciamo e creiamo, sono contento per loro. Quando hai gente di 21-22 anni in campo è come fossero miei figli, vederli giocare bene è un motivo di vanto. Il mio lavoro lo amo perché in futuro potrà dire di aver migliorato un giocatore. Il calcio mi ha dato tanto, vivo per vivere le emozioni dei miei giocatori, mie, di un popolo e di una città che viene da 5 anni difficili. Vedere Siatounis che viene dalla C, Kouan, Romano che abbiamo perso due mesi, Pierozzi… vivo per questo, quando vedi i giocatori muoversi come piace a te e li vedi felici sei l’uomo più felice del mondo“.
SU SAIO: “Viene, ma non gioca per lui e per rispetto agli altri. Chi gioca al suo posto? Ho un’idea e se lo merita pure. Se lo meritano entrambi, ma purtroppo ne devo mettere in campo uno. Sarà mancino, per forza. Romano ha fatto il terzo e potrebbe farlo, anche Beruatto… ma non sarà nessuno dei due. Penso di essere l’allenatore più fortunato al mondo nel poter allenare una squadra che ogni mattina arriva al campo ed è orgogliosa di allenarsi. Domani ne devo mandare tre in tribuna, le regole sono queste… sbagliate, ma vanno rispettate. L’anno scorso ne portavo 13 in panchina, quest’anno solo 10. So come si sente un ragazzo quando resta a casa, ma non ho altre scelte“.