
Il cuore di Floro, l’unione del gruppo e la fame di Mignani: scatti di Arezzo-Benevento
Benevento CalcioCalcioA meno di ventiquattro ore dal fischio finale al Comunale-Città di Arezzo, la netta vittoria per 0-3 ottenuta dal Benevento a discapito dell’Arezzo dell’ex Bucchi lascia in eredità molto più di tre punti pesantissimi per la classifica. La squadra di mister Antonio Floro Flores ha calato il tris, tornando alla vittoria con il quinto risultato utile consecutivo e confermando una crescita esponenziale sul piano della mentalità e della gestione della gara, necessarie nel campionato di Serie B. Anche alla luce dell’amaro pari contro il Vicenza e del tour-de-force che vedrà la Strega tornare in campo già martedì contro il Catanzaro. Oltre alle super prestazioni di Siatounis, di Okereke e di un reparto difensivo impeccabile, la sfida in Toscana consegna tre scatti emblematici.
Il cuore diviso a metà e l’abbraccio di Arezzo per Floro Flores
Non era una partita come le altre per Floro Flores. Il tecnico giallorosso, accolto con grande affetto e stima dalla società e dai tifosi amaranto nel pre-partita con tanto di targa sotto la Curva e cori a lui dedicati, ha vissuto 90′ di pura intensità emotiva in uno stadio che ha segnato tappe fondamentali della sua carriera da calciatore e in una città dove sono nati i suoi figli. Un legame viscerale che non ha scalfito, però, la sua fame di vittoria: la Strega ha approcciato il match aggredendo l’avversario fin dal 1′, dimostrando carattere e ferocia agonistica. “Ho solo ricordi positivi e l’accoglienza di oggi non era scontata” – ha dichiarato a fine gara Floro. “Essere rimasto nel cuore dei tifosi è qualcosa di fantastico, di cui sarò grato a vita. Quando passo per Arezzo prendo una boccata d’ossigeno importante. Avevo il cuore a metà, ma in campo volevo vincere e la squadra ha fatto una prestazione fantastica”.
L’unione di squadra: la spinta dei 325, l’esordio di Dalle Mura e il sacrificio di Cherubini
È l’immagine speculare di un gruppo vero, coeso e guidato da sani valori umani, dove chi gioca meno ma si mette a completa disposizione della causa è in grado di fare la differenza e, spesso e volentieri, la fa. A ogni marcatura, la panchina e i calciatori in campo si sono fusi in un unico abbraccio collettivo sotto il settore ospiti occupato dai 325 tifosi giallorossi. Una simbiosi esaltata anche dalle scelte coraggiose di Floro Flores: l’impatto perfetto di Dalle Mura, promosso titolare al centro della difesa in virtù del forfait di Saio e autore di una prova di grande personalità, e l’enorme spirito di abnegazione di Cherubini, sacrificato a destra per favorire la compresenza con Okereke e prezioso in entrambe le fasi, a cui è mancato solo il gol. A far da contraltare l’amarezza del tecnico amaranto Bucchi, costretto a recriminare così: “Abbiamo disputato una brutta prestazione, senza cattiveria. Non abbiamo vinto un contrasto né una seconda palla. Il Benevento per me non lotterà per la salvezza, ha dimostrato di avere un altro passo”.
La fame di Mignani: primo a esultare e bomber di razza
Se c’è un volto che incarna alla perfezione lo spirito di questa bellissima e sanissima squadra, quello è Guglielmo Mignani. Nelle scorse settimane lo si è visto costantemente scattare dalla panchina per primo per festeggiare i gol dei compagni, incarnando lo spirito del perfetto uomo squadra. Ad Arezzo, però, si è preso la scena principale: subentrato con il piglio giusto e con la classica ferocia agonistica con cui si è fatto sempre apprezzare nel Sannio, all’87’ ha seminato il panico saltando tre avversari prima di fulminare Nunziante per lo 0-3 definitivo. Una gioia incontenibile e la corsa a perdifiato per festeggiare insieme a tutta la squadra. “Il lavoro ripaga sempre” – ha raccontato entusiasta il numero 32 nel post-gara – “Provo quotidianamente a mettere in difficoltà il mister e a farmi trovare pronto quando vengo chiamato in causa. Questa vittoria è il frutto del sacrificio di tutti noi in settimana“.
Foto: Screen Profilo Facebook S.S. Arezzo/Screen BeneventoNews24.it/Screen Dazn