Il Museo ARCOS di Benevento presenta il secondo step del progetto ARCOS OPEN ideato, curato e diretto da Giuliana Ippolito.
Venerdì 29 maggio 2026 dalle ore 18.30 un doppio appuntamento tra l’esterno e l’interno del museo ARCOS per esplorare il dialogo tra corpo, spazio storico e identità culturale. Il Museo ARCOS di Benevento presenta il secondo step del progetto ARCOS OPEN ideato, curato e diretto da Giuliana Ippolito, esperta di arti contemporanee del museo, affermando la scelta di posizionare il museo come spazio di comunitàsperimentando differenti linguaggi dell’arte contemporanea. Sarà questa la volta di un prestigioso doppio appuntamento con gli artisti/curatori coreani Jim Gwang Cheol e Park Kyeong Hwa, figure di rilievo della performance art internazionale, che per l’occasione presenteranno due interventisite-specific pensati per dialogare con l’anima della città.
Il progetto, che fa parte del ciclo “Sguardi altrove” ed è realizzato in collaborazione con il curatore indipendente Gianni Nappa nell’ambito della IX edizione dell’ ARTPERFORMINGFESTIVAL, si articola in due momenti distinti e complementari, volti a scardinare i confini tradizionali dello spazio museale:
La performance esternaDesperate ParadisediPark Kyeong Hwa.: Un intervento pubblico che abiterà lo spazio urbano antistante il museo: un’azione ad alto impatto visivo e relazionale, pensata per intercettare il ritmo della città e connettere la comunità locale con la ricerca estetica dei due artisti.
La performance interna Language Flower di Jim Gwang Cheol : Un’esperienza intima e immersiva che prenderà vita nelle sale ipogee del museo ARCOS. Qui, dove la storia antica incontra il contemporaneo, il gesto e la presenza di Jim e Park dialogheranno con la solennità degli spazi, creando un cortocircuito temporale ed emotivo di straordinaria intensità.
Con questa iniziativa, il Museo ARCOS, dopo l’inaugurazione del progetto ARCOS OPEN avvenuta l’11 aprile scorso con la mostra TERRA FUOCO FERRA opere di Antonio Cavaiuolo a cura di Giuliana Ippolito (in corso fino al 13 giugno 2026) a cui hanno partecipato oltre 500 persone venute da tutta Italia, ribadisce la sua vocazione di museo di comunità, spazio aperto, inclusivo e transnazionale, capace di portare nel cuore del Sannio le correnti più innovative della scena artistica globale.
La Corea del Sud è diventata uno dei motori culturali del pianeta: nessun paese al mondo come la Corea vive una tensione così fertile tra il futuro e il passato. Gli artisti coreani sono cresciuti in una società digitalizzata all’estremo ma mantengono un legame viscerale, quasi spirituale, con le loro tradizioni native, con la natura e con il concetto del tempo. Per il museo ARCOS di Benevento, una città che trasuda storia longobarda e romana, questo contrasto crea un cortocircuito straordinario. Le performance di GIM e PARK possono essere un “arco” perfetto tra la millenaria stratificazione locale e la modernità liquida coreana. La storia coreana del Novecento è fatta di frammentazione, confini, rinascite miracolose e ferite collettive ancora aperte. Questo ha sviluppato negli artisti Jim Gwang Cheol e Park Kyeong Hwa una capacità unica di raccontare la complessità politica, l’isolamento e l’identità attraverso il corpo e la performance. In un momento storico globale segnato da profonde divisioni e tensioni geopolitiche, la loro arte parla un linguaggio universale che arriva dritto allo spettatore. Per decenni il mondo dell’arte contemporanea ha guardato quasi esclusivamente all’asse Euro-Americano (New York, Londra, Parigi, Venezia). Oggi quel baricentro si è spostato: Seoul è diventata uno dei nodi cruciali dell’arte globale. Ospitare artisti coreani oggi significa posizionare il museo ARCOS di Benevento dentro la mappa della contemporaneità più viva, dimostrando che la periferia geografica può dialogare direttamente con i nuovi centri nevralgici del mondo. Il Museo ARCOS custodisce i reperti del Tempio di Iside, legando indissolubilmente Benevento al mito egizio, al culto della dea e alla successiva leggenda delle Janare. C’e’ unlegame culturale profondo: la Corea ha una tradizione millenaria legata allo sciamanesimo (Muism), dominato storicamente dalle figure delleMudang (sciamane donne). Entrambe le culture condividono la figura della donna come custode di rituali sacri, magici o considerati “esoterici” dalle culture successive. Queste performance che utilizzano il movimento del corpo e il suono nei sotterranei di ARCOS sapranno risvegliare la sacralità dei luoghi, creando un viatico tra i misteri di Iside e i rituali sciamanici coreani per consentire agli spettatori di vivere valori universali nel rispetto della terra.
Nota della curatrice
“La scelta di invitare a Benevento gli artisti coreani Jim Gwang Cheol e Park Kyeong Hwa nasce da una duplice necessità: da un lato, l’urgenza di aprire il Museo ARCOS ad una dimensione sempre più internazionale, intercettando la straordinaria vivacità culturale che la Corea del Sud sta esprimendo a livello globale, dall’altro, il desiderio di far compiere al nostro pubblico un’esperienza immersiva.
Ho voluto fortemente due performance distinte – una all’esterno e l’altra all’interno – perché credo che il museo non debba essere un guscio chiuso, ma un organismo vivo che dialoga con la strada, con la cittadinanza, e che accoglie “qualsiasi visitatore”, anche quello che “inciampa per caso” nell’opera d’arte. Il lavoro sulla corporalità, sul tempo e sullo spazio di questi due artisti si sposa perfettamente con l’identità dell’ARCOS, un luogo dove il passato archeologico è materia vibrante”.
GIULIANA IPPOLITO
Arte e senso civico tra i banchi: gli studenti del Liceo Scientifico di Morcone decorano l’Aula Magna (FOTO)
Cinquanta studenti e un obiettivo comune: i Licei di Morcone e di Colle Sannita si fanno più belli con l’arte.
L’educazione passa anche attraverso la bellezza e la cura degli spazi comuni. Ne è un esempio virtuoso il Liceo Scientifico di Morcone, autentico punto di riferimento per il territorio, che ha da poco avviato una stimolante iniziativa capace di coniugare arte, didattica e senso civico.
Il progetto “Decorazione Aula Magna” è un percorso artistico e formativo biennale che si appresta a vivere il suo primo importante traguardo: la fase iniziale si concluderà infatti martedì 26 maggio alle ore 19:00, con l’inaugurazione ufficiale presso la “Sala delle Avanguardie” dell’istituto. Un itinerario estetico destinato a espandersi, dato che il prossimo anno i lavori e l’estro creativo degli studenti si sposteranno nella sede del Liceo di Colle Sannita.
L’iniziativa coinvolge circa cinquanta alunni di entrambe le sedi, coordinati con passione dalla docente di arte, la professoressa Alfonsina Santa Paoletti, che racconta così l’emozione per questa prima tappa: “Vedere ogni singolo studente del liceo dare il proprio contributo alla realizzazione di queste tavole, anche solo con una singola pennellata, mi riempie di gioia. È il segno tangibile che hanno fatto davvero proprio questo progetto, riscoprendo la bellezza del lavorare insieme e di un fortissimo spirito di squadra che abbiamo voluto creare fin dall’inizio. Come loro insegnante, non potrei essere più fiera e soddisfatta di ciò che sono riuscita a trasmettere”.
Nata per offrire ai ragazzi un’esperienza inedita e stimolante, l’attività si sta dimostrando una straordinaria opportunità di maturazione collettiva, in grado di consolidare la solidarietà e il senso di appartenenza alla comunità scolastica. Attraverso l’espressione pittorica, gli studenti non solo affinano la manualità e la sensibilità estetica, ma sviluppano anche un profondo rispetto per i beni comuni e per i luoghi che abitano quotidianamente.
Il cammino verso l’opera compiuta è ancora lungo, ma lo spessore umano e qualitativo del progetto è già tangibile, come sottolineato con orgoglio dal Dirigente Scolastico, il dottor Nazzareno Miele: “Questo progetto rappresenta un esempio concreto di scuola viva, partecipata e capace di lasciare un segno positivo non solo negli ambienti scolastici ma soprattutto nella crescita personale degli studenti”.Quando i banchi di scuola diventano un laboratorio creativo, l’istituto smette di essere un semplice edificio e si trasforma in una casa comune. Questo progetto dimostra che il futuro si colora insieme, una pennellata alla volta.
Il Sannio che crea: arte e impresa nella nuova mostra di ‘ARTINDUSTRIA’
‘Il Dubbio è Senziente, l’Equilibrio è Arte’, venerdì 29 maggio, ore 18:00, palazzo Zamparelli.
Un territorio che si riconosce nell’opera che produce. Non un’esibizione di gusto, non un gesto di mecenatismo: una presa di coscienza. Eccellenze Sannite e Confindustria Benevento hanno scommesso su questo, che il fare impresa e il fare arte condividano una radice comune e chi lavora ogni giorno a costruire qualcosa ha capito di cosa si stava parlando.
La prima tappa, la mostra “Virtualità… tangibili” negli spazi del Gruppo Ferraro, ha lasciato il segno nel senso più concreto: molte di quelle tele, quelle sculture, quei lavori, hanno cambiato indirizzo. Sono finiti nelle case e negli uffici di chi li ha scelti, non per arredare, ma perché aveva riconosciuto in essi qualcosa di proprio. Difficile immaginare conferma più onesta.
Ora il percorso continua, con la mostra “Il Dubbio è Senziente, l’Equilibrio è Arte”. Venerdì 29 maggio, ore 18:00, gli artisti sanniti aprono un nuovo capitolo: questa volta lo spazio che li accoglie è lo Studio TMC Avvocati Associati, in Viale degli Atlantici, Palazzo Zamparelli, Benevento. Un atelier dentro una sede di giustizia. Il confronto non è casuale né decorativo. Chi esercita il diritto vive tra categorie che servono a ordinare il reale, fattispecie, precedenti, argomenti. Chi fa arte opera dove quelle categorie s’incrinano. Eppure entrambi conoscono lo stesso momento: quello in cui la lingua disponibile non basta più, in cui qualcosa sfugge alla definizione e chiede un’altra forma di attenzione. È lì che s’incontrano, in quel margine che né il codice né la sentenza riescono a coprire. Non una coabitazione simbolica. Una convergenza reale.
Le discipline rappresentate spaziano dalla pittura alla scultura, dalla ceramica alla fotografia. A coordinare il gruppo il maestro Alfredo Verdile, con Vincenzo Marsico, Salvatore Fiore, Mario Ferraro, Maurizio Iazeolla, Fausto Boniello, Guido Di Nunzio e Rossella Mazzitelli. Generare, coinvolgere, celebrare. Tre movimenti che si tengono: l’impulso che prende forma, la forma che trova chi la abita, l’incontro che diventa traguardo condiviso. È così che il Sannio Beneventano continua a raccontarsi attraverso ciò che sa fare. “ARTINDUSTRIA: Emozioni & Valori“: una comunità creativa, un patrimonio che cresce.
Arte, il sannita Antonio Del Donno in mostra al Museo Diocesano di Caserta
Il prossimo 24 aprile 2026 alle ore 19:00, il Museo Diocesano di Caserta inaugura una prestigiosa mostra dedicata all’artista Antonio Del Donno, figura di rilievo nel panorama artistico contemporaneo italiano, capace di coniugare spiritualità, materia e sperimentazione.
L’esposizione, curata dalla Dott.ssa Maria Carmela Masi, storica dell’arte, e dall’Avv. Maria Orlando, nasce in collaborazione con il Polo Museale e il Centro Studi Antonio Del Donno, nella persona del Dott. Alberto Molinari, e si sviluppa in un percorso articolato su due sedi espositive, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e diffusa nel tessuto storico e religioso della città.
La mostra è patrocinata dal FAI – Delegazione di Caserta, con il contributo di Art Partner Banca Generali Caserta e ArteOraTv di Roberto Porcelli, Roma.
Presso la Chiesa di Santa Elena saranno presentati i celebri Vangeli dell’artista, opere di intensa forza espressiva che traducono il messaggio sacro in un linguaggio visivo contemporaneo, mentre al Museo Diocesano di Caserta saranno esposte le sue opere pittoriche e scultoree, testimoni della continua ricerca tra segno, materia e simbolo.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 10 maggio 2026, rappresentando un’importante occasione per riscoprire il lavoro di un artista che ha saputo interpretare la dimensione spirituale attraverso una cifra stilistica unica e riconoscibile.
Un sentito ringraziamento va alla Diocesi di Caserta e a Don Domenico Pontillo per aver reso possibile la realizzazione di questo significativo evento culturale, che arricchisce il patrimonio artistico e spirituale del territorio.
Biografia dell’artista Antonio Del Donno (1937–2020) è stato un artista italiano noto per la sua ricerca profondamente radicata nel rapporto tra arte e spiritualità. La sua produzione si distingue per l’utilizzo di materiali poveri e simbolici, tra cui ferro, legno e oggetti di uso quotidiano, rielaborati in chiave espressiva e concettuale. Tra i cicli più celebri si annoverano i Vangeli, nei quali Del Donno reinterpreta i testi sacri attraverso una scrittura visiva fatta di segni, incisioni e stratificazioni materiche. Il suo linguaggio artistico si colloca tra l’Informale e l’Arte Povera, pur mantenendo una forte autonomia stilistica.
ARCOS OPEN inaugura con la mostra ‘Terra Fuoco Ferra’ di Antonio Cavaiuolo
Sabato 18 aprile 2026 dalle ore 17.00 alle 20.00 apertura del progetto ARCOS OPEN a cura di Giuliana Ippolito, esperta di arti contemporanee del museo ARCOS di Benevento, con la mostra dal titolo TERRA, FUOCO, FERRA opere di Antonio Cavaiuolo a cura di GiulianaIppolito.
Il Museo ARCOS di Benevento con questo progetto, secondo la visione della curatrice, si propone di ritrovare e rilanciare pienamente la vocazione insita nel suo acronimo: essere uno spazio di comunità, aperto al dialogo, alla partecipazione e alla condivisione: per spazio di comunità si intende che tutta la città di Benevento possa riappropriarsi del museo e che lo stesso torni ad essere un luogo vivo, dove l’arte diventa strumento di relazione tra persone, territori e storie di diversità.
Il progetto ARCOS OPEN ideato e diretto da Giuliana Ippolito, (da luglio 2025 nominata esperta di arti contemporanee per il museo ARCOS), giornalista, curatrice di mostre d’arte contemporanea sia in ambito pubblico e che privato, docente di Filosofia Morale, gallerista, nasce da questa tesi: ogni attività, ogni iniziativa è pensata per rafforzare il legame con la comunità, stimolare confronti, generare esperienze condivise e restituire ai cittadini di Benevento un “museo per tutti”.
Con l’apertura di questa mostra che inaugura sabato 18 aprile dalle ore 17 alle 20 dal titolo TERRA FUOCO FERRA, opere dell’artista Antonio Cavaiuolo, a cura dell’esperta Giuliana Ippolito, si dà il via al primo ciclo del progetto ARCOS OPEN, dal titolo Radici Contemporanee.
L’artista Antonio Cavaiuolo, classe ’74, originario di San Martino Valle Caudina, vive e lavora a Follonica, ha una formazione presso l’Accademia di belle arti di Napoli, forgia il ferro attraverso tecniche tradizionali (è figlio di un artigiano del ferro) e sperimentazioni nell’ambito della deformazione dei metalli.
Nelle sue opere, di grande impatto emotivo, Cavaiuolo indaga il paesaggio, l’identità, ma anche il recupero di quella autocoscienza e del suo forte legame con il territorio e lo fa attraverso la ripresa di elementi popolari antichi e di simboli dell’immaginario su cui è possibile esercitare il proprio autocontrollo, come il superamento delle proprie paure che attraverso il “ferrare” Cavaiuolo trasforma in sogni.
Le opere del “giardino ferroso” che aprono il percorso della mostra TERRA FUOCO FERRA ad ARCOS, sono state concepite dalla curatrice Giuliana Ippolito come una metafora tra la realtà e il mondo onirico dell’artista: ciascuna di esse è stata sonorizzata site specific dal M° Vanni Miele, sound artist, docente di composizione per la musica applicata alle immagini presso il conservatorio Nicola Sala di Benevento. Miele indaga l’esperienza artistica come fenomeno multisensoriale e integrato.
A dialogare con le opere di Antonio Cavaiuolo, nel “giardino ferroso” anche la performance del collettivo INTRASAT (Francesco Agretti, Alessia Barile, Jahseh Ciardiello, Chiara Giardiello, Martina Terranova, Giorgia Marotti) e le rifrazioni visive e le contaminazioni multimediali a cura di KINETTA APS, che hanno realizzato un reSportage nel laboratorio dell’artista Cavaiuolo, attraverso un’ esplorazione materica, anch’essa narrata durante l’opening di apertura, come strumento di osservazione, di ascolto e di racconto.
La mostra, che gode del patrocinio morale della Provincia di Benevento, di Sannio Europa, del Conservatorio di Benevento Nicola Sala sarà in corso al museo ARCOS fino al 13 giugno 2026.
Giovedì 9 aprile 2026 alle ore 15.30 presso il Museo ARCOS è indetta la Conferenza stampa del progetto ARCOS OPEN in occasione dell’apertura della mostra TERRA FUOCO FERRA alla presenza della curatrice Giuliana Ippolito, del sindaco della città di Benevento Clemente Mastella, del presidente della Provincia di Benevento Nino Lombardi, dell’amministratore di Sannio Europa Raffaele del Vecchio, degli artisti e di tutti coloro che hanno reso possibile la mostra.
L’arte oltre le barriere: ad Apollosa il dibattito su tecnologia e accessibilità culturale
Per persone che vivono disabilità visive, motorie, cognitive, un museo o una galleria, non sono un tempio dell’arte. Sono una ferita. Una promessa disattesa. Un diritto negato sulla soglia. È nel cuore di questa ′frattura′ che prende forma la tavola rotonda “Tecnologie intelligenti per favorire l’inclusione e avvicinare i disabili al patrimonio culturale”, promossa dalla piattaforma Web Eccellenze Sannite® per sensibilizzare amministratori, imprenditori e stakeholder sulle barriere che tuttora ostacolano l’accesso all’arte alle persone che vivono una disabilità. “Inclusione”, sarà la parola-chiave del confronto in programma mercoledì 8 aprile, ore 16:30, nell’aula multimediale del Centro Servizi Area PIP Apollosa, oggi sede di un gruppo di imprese operanti nell’IT – Informationtechnology – e nelle innovazioni applicate al costruire.
A portare i saluti istituzionali il Sindaco di Apollosa Danilo Parente, l’Assessore alle Politiche per la Disabilità del Comune di Benevento Carmen Coppola, il Consigliere CESVOlab Irpinia – Sannio Pasquale Orlando e Luca Mauriello CEO Projenia SCS; a seguire gli interventi di Mario Ferraro, amministratore unico di Matter Economy; Augusto Ozzella, CTO Cyclopes srl, start-up innovativa e le testimonianze di Renata Romano, Coop. Soc. ″Oltre L‘Orizzonte″ – Centro Aprea di Atripalda e Guido Bianchini, studioso di filosofia. A moderare il confronto Daniela Piesco, Direttore de L’Eco del Sannio e critico d’arte: “Negare l’accesso al patrimonio artistico a chi vive una disabilità, è una contraddizione che lacera il senso stesso della cultura. Perché l’arte, nel suo slancio primordiale, è innanzitutto comunicazione. È un ponte teso tra esseri umani. È il dono di un’emozione che chiede solo di essere ricevuta. E invece, troppo spesso, la rinchiudiamo in teche di vetro, in percorsi pensati per un corpo standard, in un’idea di fruizione costruita sull’esclusione silenziosa di chi non rientra nel ′modello′. Non un effetto collaterale: una responsabilità collettiva ancora irrisolta”.
La serata si concluderà con il Vernissage del progetto artistico “Arte & Impresa”, ideato da Eccellenze Sannite® per permettere ad Aziende del territorio di valorizzare Codice Etico e Bilancio Sociale (Corporate citizenship), rafforzare l’identità aziendale e le relazioni sociali, condividere progetti culturali, scambi di conoscenze e saperi con i portatori di interessi della Comunità sannita (Cittadinanza d’impresa). S’inizia con l’allestimento dei nuovi spazi del Centro Servizi oggi sede della Ferraro costruzioni, Matter Economy e Cronache del Sannio: costruire, innovare, comunicare. Protagonisti della mostra “Virtualità… tangibili, tra bellezza e costruire” con tele, sculture, ceramiche e fotografie, il maestro Alfredo Verdile, coordinatore del gruppo di artisti, Vincenzo Marsico, Salvatore Fiore, Mario Ferraro, Maurizio Iazeolla, Fausto Boniello e Rossella Mazzitelli.
‘Volti scomposti’: l’arte di Enza Izzo in mostra a Benevento tra identità e visioni interiori
Venerdì 27 marzo l’inaugurazionepresso gli ex locali John, in via Traiano.
Dal 27 marzo al 4 aprile 2026, la città di Benevento ospiterà la mostra di pittura contemporanea “Volti scomposti”, personale dell’artista Enza Izzo, a cura di Mario Tacinelli. L’esposizione, patrocinata dal Comune di Benevento, sarà allestita presso gli ex locali John, in via Traiano, con inaugurazione fissata per il 27 marzo alle ore 18:30 e ingresso libero.
L’evento rappresenta un nuovo e significativo capitolo nel percorso artistico di Enza Izzo, pittrice beneventana classe 1968, che proprio nella sua città natale vive e lavora, trasformando la propria abitazione in uno spazio creativo. Fin dagli anni della formazione al liceo artistico, conclusa nel 1986, Izzo ha mostrato una forte inclinazione per l’arte, sviluppando una ricerca personale influenzata dalle grandi correnti del Novecento: impressionismo, cubismo e surrealismo. Tra i suoi riferimenti figurano maestri come Pablo Picasso, Vincent van Gogh, Giorgio de Chirico e Joan Miró. La mostra “Volti scomposti” raccoglie opere realizzate principalmente con acrilico e carboncino, tecniche che l’artista ha eletto a strumenti privilegiati del proprio linguaggio espressivo.
Nei suoi lavori emergono figure frammentate, volti destrutturati e atmosfere sospese, dove il segno deciso del carboncino dialoga con il colore vibrante dell’acrilico. Il risultato è un racconto visivo che oscilla tra realtà e dimensione onirica, spesso accompagnato da suggestioni musicali: il flamenco e il jazz, passioni personali dell’artista, si riflettono nei soggetti rappresentati, tra strumenti musicali, volti femminili e composizioni cariche di movimento. Dopo un periodo di pausa dovuto a esigenze lavorative, Enza Izzo ha ripreso con determinazione il proprio cammino artistico, partecipando a numerose rassegne nazionali e internazionali. Tra queste, le esposizioni di Venezia, Roma, Firenze, Milano e Bratislava, fino alle più recenti esperienze in Austria e Spagna.
Un percorso costellato da riconoscimenti e selezioni per meriti artistici, che hanno contribuito a consolidare la sua presenza nel panorama contemporaneo. “Volti scomposti” si presenta dunque come una sintesi matura di questa evoluzione: una mostra che invita il pubblico a confrontarsi con l’identità frammentata dell’uomo moderno, attraverso uno stile ormai riconoscibile e personale.
Un appuntamento che conferma ancora una volta la vitalità artistica del territorio beneventano e la capacità di esprimere talenti capaci di dialogare con contesti più ampi, oltre i confini locali.
Fabbriche Riunite, l’arte celebra la donna: in mostra i “Coffee Portraits” di Daria Bollo
L’8 marzo le Fabbriche Riunite – Torrone di Benevento ospitano la mostra Coffee Portraits dell’artista Daria Bollo, una collezione di ritratti femminili realizzati con fondi di caffè e carta di giornale per rendere omaggio alla forza e alla bellezza delle donne in occasione della Festa della Donna.
In occasione della Festa della Donna dell’8 marzo 2026, le Fabbriche Riunite – Torrone di Benevento aprono le loro porte all’arte e alla creatività ospitando Coffee Portraits, la collezione di ritratti femminili dell’artista Daria Bollo. Un evento speciale che unisce arte, cultura e celebrazione del femminile all’interno di uno dei luoghi simbolo della tradizione dolciaria beneventana.
Le Fabbriche Riunite, storica realtà del territorio legata alla produzione del celebre torrone di Benevento, si confermano così non solo come punto di riferimento dell’eccellenza artigianale locale, ma anche come spazio aperto alla cultura e alle iniziative artistiche. In questo contesto suggestivo prenderà vita la mostra Coffee Portraits, un progetto creativo che trasforma materiali semplici e quotidiani in strumenti espressivi carichi di significato.
I ritratti realizzati da Daria Bollo nascono infatti dall’utilizzo di fondi di caffè e carta di giornale: elementi comuni che, attraverso la sensibilità dell’artista, diventano colore, texture e memoria. Da questi materiali prendono forma volti femminili intensi e profondi, capaci di raccontare storie di forza, identità e dignità. Ogni opera diventa così un tributo alla bellezza autentica e alla luce interiore delle donne.
L’evento rappresenta un momento di incontro e condivisione in cui arte e tradizione dialogano tra loro. All’interno delle Fabbriche Riunite, il pubblico potrà vivere una serata speciale dedicata alla donna, tra esposizione artistica, musica e momenti di convivialità, celebrando non solo la creatività ma anche il valore culturale di un luogo che da anni fa parte della storia della città.
Un appuntamento che unisce arte contemporanea e tradizione locale, rendendo omaggio all’universo femminile in un contesto capace di valorizzare tanto il talento artistico quanto l’identità del territorio.
FOTO E VIDEO – Colori, fantasia e tradizione: Il Carnevale arriva da Fabbriche Riunite
Un pomeriggio di Carnevale tra giochi, laboratori creativi e sorrisi dei bambini.
Tra colori, fantasia e tradizione, il Carnevale ha fatto tappa anche da Fabbriche Riunite Torrone di Benevento, dove nella sala Eventi ieri è andato in scena un pomeriggio speciale che ha trasformato la festa in un’esperienza di creatività e condivisione.
Protagonista dell’iniziativa anche l’artista Daria Bollo, che ha guidato i più piccoli in un laboratorio creativo coinvolgente e ricco di entusiasmo. Forbici, carta, decorazioni e tanta immaginazione: così i bambini hanno dato forma alle loro mascherine di Carnevale, diventando per un giorno piccoli artisti.
Un momento di gioco, ma anche di espressione e socialità, dove ogni creazione ha raccontato una storia fatta di colori e sorrisi.
E come in ogni festa che si rispetti, non è mancata la sorpresa finale, con la premiazione della mascherina più bella. Un’iniziativa che ha unito il clima del Carnevale al valore della manualità e della fantasia, regalando alle famiglie un’occasione di svago e partecipazione.
Fabbriche Riunite Torrone si conferma così non solo luogo di tradizione dolciaria, ma anche spazio di incontro e di eventi dedicati alla comunità.
L’Università del Sannio celebra Dario Mellone: convegno su arte, giornalismo e linguaggio visivo
Mercoledì 21 gennaio a Benevento studiosi e giornalisti a confronto sull’eredità culturale di Dario Mellone, tra infografica, informazione e accessibilità, negli spazi dell’Università degli Studi del Sannio.
L’Università degli Studi del Sannio ospita il convegno, promosso da Associazione Culturale Benevento Inside, Fondazione Dario Mellone e da FreeMedia, in programma mercoledì 21 gennaio 2026, dalle ore 10.00, presso la Sala dell’Assunta di Palazzo San Domenico (Piazza Guerrazzi 1, Benevento).
Al centro del convegno la figura e l’eredità culturale di Dario Mellone (Bologna 1929 – Milano 2000), illustratore, pittore e scultore, tra i principali innovatori del linguaggio visivo applicato al giornalismo. Precursore dell’infografica e della moviola, talento scoperto da Giò Ponti, Mellone è stato per oltre trent’anni, a partire dal 1967, disegnatore e illustratore del Corriere della Sera, dopo l’esperienza alla Domenica del Corriere, dove fu chiamato nel 1950 da Dino Buzzati.
La sua opera ha dato un contributo decisivo allo sviluppo del disegno e dell’illustrazione come strumenti di interpretazione dei fatti di cronaca, anticipando le terze avanguardie del Novecento e offrendo oggi spunti di riflessione particolarmente attuali sul rapporto tra informazione, immagini e progresso digitale.
Il convegno si aprirà con il saluto istituzionale della Rettrice dell’Università del Sannio, Maria Moreno. A introdurre e moderare i lavori sarà Paolo Pozzi, cronista e già portavoce del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia.
Sono previsti gli interventi di:
Saverio Paffumi, giornalista e scrittore, Presidente di FreeMedia e della Fondazione Dario Mellone, con una relazione dal titolo “Dario Mellone, fra giornalismo, infografica e arte”;
Andrea Covotta, giornalista quirinalista e scrittore, con l’intervento “Illustrazione, satira e giornalismo. Da Mellone a Forattini”;
Guido Migliaccio, docente di Economia aziendale dell’Università del Sannio, con un contributo su “Comunicazione, disabilità visiva e non solo: frammenti sparsi”.
Arricchiscono il programma le videotestimonianze di Ferruccio de Bortoli, ex Direttore del Corriere della Sera, e di Fabio Sironi, illustratore e artista.
Il convegno è anche un’occasione per visitare la mostra dedicata a Dario Mellone, allestita dall’Università degli Studi del Sannio nei prestigiosi spazi e nel porticato di Palazzo San Domenico. La mostra, curata da Dario D’Auria, presidente dell’Associazione Culturale Benevento Inside, dedica una particolare attenzione all’accessibilità, con descrizioni in Braille realizzate attraverso tecniche sperimentali di inchiostro tattile, pensate anche per le persone non vedenti.
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