“L’Associazione Nazionale ForumAmbientalista Sez. di Benevento, attraverso il referente provinciale Maurizio Vetrone, chiede all’Ente Provincia di Benevento e quindi al “Comitato Venatorio Provinciale” di vietare l’attività venatoria sul territorio comunale di Pietrelcina, magari destinando interamente lo stesso a zona di ripopolamento faunistico.
Infatti dall’Associazione si chiede come sia possibile conciliare la presenza dell’intenso turismo religioso sul territorio comunale di Pietrelcina, (che in particolar modo nelle domeniche e nei giorni festivi affolla gli agriturismi della zona), con il rumore sinistro delle doppiette dei cacciatori, che fanno scempio della fauna della zona.
Riteniamo che i turisti in questa amena e bellissima zona della provincia di Benevento, (peraltro candidata a Capitale della cultura 2028), ricerchino pace, silenzio e comunione con la bellezza del creato, proprio come indicato più volte dallo stesso Santo di Pietrelcina, che amava la sua terra proprio per queste prerogative.
Riteniamo ancora che gli stessi turisti abbiano il diritto di non essere spettatori delle cruenti attività venatorie che assolutamente non si conciliano, ma anzi confliggono, con gli intenti di un turismo pacifico, pio e religioso.
Per questo L’Associazione chiede formalmente all’Ente Provincia di mettere in atto, attraverso il Comitato Faunistico Venatorio, l’esclusione dell’attività venatoria sul del faunistico territorio comunale di Pietrelcina, destinando lo stesso ad esclusiva zona di ripopolamento faunistico.
Questa iniziativa sarebbe un segnale importante a tutela del turismo religioso della zona e soprattutto potrebbe essere una prima significativa azione a supporto della nobilissima iniziativa di candidare la Città di Pietrelcina a Capitale della Cultura 2028, contribuendo al tentativo di lasciare alle future generazioni un mondo migliore sotto il profilo ambientale”.
Benevento, cacciatore sorpreso a sparare in area residenziale: denunciato
La Polizia di Stato ha deferito un cacciatore della provincia di Benevento che non ha rispettato il divieto di sparare con armi da fuoco in luoghi abitati.
Ieri mattina, a seguito di una segnalazione alla Sala Operativa della Questura, il personale della Squadra Volante si portava in via Piano Cappelle ove pochi minuti prima un residente aveva udito colpi d’arma da fuoco. L’uomo riferiva di aver udito spari di arma da fuoco nei pressi della sua abitazione e nel verificare cosa fosse accaduto notava, sul pianerottolo della propria abitazione, la presenza di alcune macchie di sangue e penne di volatile. Mentre erano sul posto per raccogliere la testimonianza, gli operatori di polizia udivano altri colpi di arma da fuoco e notavano ad una distanza di circa sessanta metri dall’abitazione, in un terreno adiacente, la presenza di un cacciatore il quale, sorpreso sul posto, veniva immediatamente identificato.
L’uomo, che risultava munito di porto di fucile in corso di validità veniva deferito per il reato di utilizzo di arma da fuoco nei pressi di un centro abitato.
Si rappresenta che le persone sottoposte alle indagini preliminari sono presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
Foto di repertorio
Calendario Venatorio Campania: Europa Verde Benevento segnala incongruenze e criticità
Riceviamo e pubblichiamo una nota di Europa Verde – Verdi della provincia di Benevento, in cui vengono esposte osservazioni e critiche al Calendario Venatorio della Regione Campania per l’annata 2025-2026, evidenziando incongruenze normative, possibili rischi per la biodiversità e per la corretta gestione faunistica del territorio:
L’attività venatoria non è un diritto incondizionato ma una concessione dello Stato italiano, soggetta a norme e regolamenti, sovranazionali, nazionali e locali.
Lo strumento di regolamentazione della Concessione è il Calendario Venatorio che ciascuna Regione approva autonomamente per la propria area di competenza, tenendo conto delle normative nazionali (Legge 11 febbraio 1992, n. 157; Legge 6 dicembre 1991, n. 394) e delle peculiarità ambientali e faunistiche locali [Piani Faunistico Venatori; Piani dei Parchi; con le relative Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA)].
In attesa dei disastri che provocherà l’eventuale approvazione del Disegno di legge S. 1552, la legge quadro sulla caccia (Legge 157/1992) affida alle regioni la potestà di definire i periodi di apertura e chiusura della caccia, le specie cacciabili, le giornate di caccia settimanali e altre disposizioni specifiche relative agli Istituti Faunistici ricadenti nel territorio regionale e gestibili secondo la Pianificazione Faunistico Venatoria. La Regione Campania ha approvato il Piano Faunistico Venatorio 2024-2029 (DGR n. 378 del 25/07/2024) nel quale si riporta il Territorio Agro-Silvo-Pastorale (TASP) regionale in ettari 1.198.508 superficie che consentirebbe un numero massimo di cacciatori ammissibile sul Territorio Agro-Silvo-Pastorale regionale in 63.046. Tale numero viene notevolmente ridimensionato a 43.166 se alla TASP vengono sottratte le superfici nelle quali è vietata la caccia (DD n. 183 del 18/06/2025, ribadito con DD n. 184 del 19/06/2025 e DD n. 218 del 18/07/2025). Ne deriva una apprezzata diminuzione di 19.880 cacciatori sul territorio della regione Campania. Europa Verde evidenzia però che con Delibera di Giunta Regionale n. 328 del 10/06/2025 “Art. 24, comma 1 L.R. 26/2012 e ss.mm.ii. -Approvazione Calendario Venatorio Regionale per l’annata venatoria 2025/2026” la Regione Campania ha reso ufficiale la regolamentazione della caccia sul proprio territorio e autorizza una preapertura dell’attività venatoria a settembre 2025 nella forma di appostamento temporaneo al colombaccio (1-3-7-10-14), ghiandaia, cornacchia grigia e gazza (1-3-7-10-14-17). È curioso come gli organi deputati alla gestione venatoria campani ritengano che “l’appostamento temporaneo” possa essere una forma di caccia che “non arreca disturbo, alle specie, indicate da ISPRA come prelevabili in settembre 2025”. Nella loro concezione una forma di pressione venatoria specifica nei confronti di specie target non disturba queste specie né, tantomeno le altre specie non cacciabili prima di una certa data. È come se la rapina di un passeggero in un vagone della metropolitana non arrecasse danno a chi la subisce né, tantomeno, agli altri passeggeri che resterebbero indifferenti all’accaduto.
Europa verde della provincia di Benevento osserva, inoltre, che il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 22 aprile 2025 (G.U. n. 106 del 09/05/2025) regolamenta e approva la “Perimetrazione e zonizzazione provvisorie del Parco Nazionale del Matese” della qual cosa non viene tenuta in nessuna considerazione nel calendario venatorio (CV Campania) di cui sopra. Infatti, vengono riportate, in maniera antitetica, sia la dicitura Parco Regionale del Matese, sia Parco Nazionale del Matese, lasciando presumere che il redattore conoscesse la situazione transitoria senza specificarla. (pag. 69 CV Campania); vengono riportati i divieti in Aree Natura 2000 (pag. 71 CV Campania) e si fa riferimento all’attuazione dei Piani di Gestione (pagg. 87-90 CV Campania) ma non viene fatto riferimento alla Delibera di Giunta Regionale n 617 del 14/11/2024 pubblicata sul BURC n. 83 del 02/12/2024 nella quale si approvano i Piani di Gestione e le Misure di conservazione di 57 siti regionali della Rete Natura 2000 della Campania. In particolare, quelli di interesse dell’area Beneventana (IT8020001 – Alta Valle del Fiume Tammaro; IT8020004 – Bosco di Castelfranco in Miscano; IT8020006 – Bosco di Castelvetere in Val Fortore; IT8020007 – Camposauro; IT8020008 – Massiccio del Taburno; IT8020009 – Pendici meridionali del Monte Mutria; IT8020014 – Bosco di Castelpagano e Torrente Tammarecchia; IT8020015 – Invaso del Fiume Tammaro; IT8020016 – Sorgenti e alta Valle del Fiume Fortore); tra gli ulteriori divieti (pag. 72 CV Campania) si rimanda agli allegati cartografici i quali, però, non tengono conto della cartografia gerarchicamente superiore prodotta e approvata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, relativamente al Parco Nazionale del Matese (D.M. 22 aprile 2025).
Europa Verde – Verdi, fermamente contrari alle inutili pratiche operate dall’uomo per sottrarre vita agli esseri viventi del pianeta, con le osservazioni al Calendario Venatorio della Regione Campania 2025-2026, evidenzia una gran confusione tra gli atti normativi che dovrebbero sempre agire su base gerarchica sia e principalmente a beneficio della conservazione e della tutela biodiversità ma, paradossalmente, anche per evitare che i cacciatori possano andare incontro a controversie e a sanzioni dovute a uno strumento di azione che può indurre al caos attuativo.
Foto di pixabay
Rubano: “La Regione umilia e mortifica i cacciatori, sarò al fianco delle istanze del mondo venatorio”
“Nei giorni scorsi con decreto il Tar Campania ha disposto la sospensione del calendario venatorio precedentemente approvato con delibera di Giunta Regionale, salvo poi quest’ultima dover correre ai ripari e con un Decreto dirigenziale regionale dare esecuzione al provvedimento del tribunale amministrativo.
E’ l’ennesimo episodio che palesa l’inadeguatezza della guida politico-amministrativa a firma Vincenzo De Luca. E’ stato scritto un altro capitolo increscioso, se non addirittura ‘comico’ della stagione del governatore salernitano che si spera finisca quanto prima.
La frettolosa chiusura della caccia, sotto il dettato giudiziario, è il segno dell’assoluta mancanza di programmazione e di una visione per quanto concerne l’attività venatoria da parte della Regione Campania. Si registra solo approssimazione e improvvisazione. Eppure la caccia è una cosa seria e un mondo, anche economico, che muove interessi personali e finanziari non di poco conto. I circa 40.000 cacciatori in Campania vengono usati dalla Regione come un ‘bancomat’ nel momento dell’incasso della tassazione, ma verso di loro manca ogni forma di rispetto da parte di De Luca e dei suoi consulenti. Si usano i cacciatori per risolvere le varie problematiche che emergono dal mondo degli animali selvatici e nocivi, ma poi non li si rispetta quando essi vogliono mettere in pratica l’attività venatoria.
E’ giunto il momento che la Regione trovi tempi e modalità per concordare con tutti i soggetti del ‘mondo venatorio’ le soluzione ai problemi.
Mi impegno formalmente e senza alcuna remora a farmi portavoce delle istanze dei cacciatori sanniti e non solo nei confronti del solito ‘sistema De Luca’ che li umilia e mortifica ingiustamente” così in una nota a sua firma l’onorevole Francesco Maria Rubano, commissario provinciale nel Sannio di Forza Italia.
Questione cinghiali, Cia Benevento al tavolo della Regione Campania
Si è tenuto ieri presso l’ATC di Benevento (Ambito Territoriale di Caccia) su convocazione della Regione Campania un tavolo tecnico, per Cia Benevento ha partecipato Vincenzo Lepore, per discutere dell’annosa questione cinghiali che sempre più rappresentano un pericolo per intere partite agricole.
Una questione non più rinviabile poiché oltre ai danni al comparto agricolo sannita la presenza incontrollata di cinghiali mette in serio pericolo l’incolumità pubblica recando, inoltre, particolari problemi alla viabilità nel Sannio.
Dal tavolo è emersa la volontà di affrontare il problema coinvolgendo tutte le autorità presenti sul territorio, da quelle sanitarie a quelle istituzionali e ambientali come le comunità montane e i parchi.
“Riteniamo molto utile – ha dichiarato Carmine Fusco di Cia Benevento – il tavolo di confronto con Regione Campania sul tema dell’emergenza cinghiali. Noi di Cia non potevamo mancare e non potevano mancare le nostre riflessioni e proposte su come porre rimedio a una vera invasione che è ormai arrivata addirittura dentro il perimetro della città di Benevento, auspichiamo che a questo confronto ne seguano altri. La proposta di Cia Benevento – ha concluso Fusco – è la valorizzazione di una filiera che partendo dalla soluzione dell’emergenza possa tradursi in reddito per il comparto della lavorazione delle carni”.
Accolta l’istanza degli animalisti: il Tar Campania sospende l’apertura della caccia fissata per il 18 settembre
Con Decreto cautelare emesso il 15 settembre, il Presidente del TAR Campania, Sezione Terza Dott.ssa Anna Pappalardo, ha accolto l’istanza presentata dalle Associazioni Lipu BirdLife Itala e WWF Italia, difese dall’Avv. Maurizio Balletta e ha sospeso l’apertura della caccia, che la Regione aveva fissato al 18 settembre, per le specie Alzavola, Canapiglia, Codone, Folaga, Porciglione, Germano reale, Gallinella d’acqua, Marzaiola, Fischione, Mestolone, Beccaccino e Frullino e al 21 settembre per le specie Fagiano e Quaglia. Il TAR ha inoltre fissato l’udienza collegiale all’ 11 ottobre.
Il ricorso è stato presentato a seguito della pubblicazione, da parte della Regione, di una delibera che ha modificato il Calendario venatorio precedentemente pubblicato, non al fine di aumentare le misure a tutela della biodiversità ma per anticipare la caccia ad alcune specie di uccelli, così cedendo alle richieste delle associazioni venatorie che dopo avere pubblicato comunicati e trasmesso lettere ai vari organi regionali, erano giunte addirittura ad impugnare al TAR il calendario venatorio, salvo poi ritirare il ricorso a seguito della modifica adottata dalla Regione.
Il TAR ha motivato la sua decisione proprio sulla base della “estrema gravità ed urgenza” consistenti nella “concreta ed imminente esposizione a pericolo delle specie faunistiche prima dei termini naturali fissati nel calendario venatorio originario”.
“Esprimiamo la nostra soddisfazione – dichiarano le associazioni ricorrenti, WWF Italia e Lipu BirdLife Italia– per questo importante risultato e biasimiamo l’atteggiamento tenuto dalla Regione Campania che testimonia quanto la politica non sia in grado di resistere alle pressioni di certi ambienti, anche se queste si pongono in contrasto con i principi costituzionalmente protetti di tutela della biodiversità e dell’ambiente. Non possiamo che stigmatizzare il comportamento prepotente arrogante tenuto dalle associazioni venatorie che partendo dall’assunto secondo cui la fauna selvatica, che è patrimonio di tutti, sia un bene di esclusiva proprietà dei cacciatori, hanno dato vita a una campagna di pressione fortissima. Richiamiamo le istituzioni al ruolo che a loro compete che è quello di difendere e tutelare il patrimonio comune e non di utilizzarlo come merce di scambio elettorale – concludono le associazioni”.
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