Benevento, aiutavano in furti ad abitazioni e tabacchi: in otto agli arresti (VIDEO)

Benevento, aiutavano in furti ad abitazioni e tabacchi: in otto agli arresti (VIDEO)

Cronaca

Nella mattinata odierna, all’esito di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Benevento hanno dato esecuzione ad una misura cautelare personale, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Benevento su richiesta della locale Procura, nei confronti di otto soggetti, sottoposti rispettivamente sei alla “custodia cautelare in carcere” e due agli “arresti domiciliari”, poiché gravemente indiziati a vario titolo dei reati di “associazione a delinquere dedita alla commissione più delitti di furto pluriaggravato e furto in abitazione”, “ricettazione”, “simulazione di reato” e “falsità materiale”.

La complessa attività di indagine, coordinata dalla Procura di Benevento, condotta mediante l’assunzione di sommarie informazioni conseguenti alle querele sporte dalle persone offese, l’acquisizione di copiosa documentazione, l’esecuzione di attività di osservazione controllo e pedinamento, l’esecuzione di intercettazioni telefoniche e ambientali, l’esame di tabulati telefonici, installazione di telecamere, consentiva di acquisire significativi e convergenti elementi indiziari nei confronti di un sodalizio criminale, composto da soggetti stranieri provenienti dai campi rom di Giugliano in Campania e Napoli Secondigliano che commettevano materialmente i delitti, introducendosi furtivamente in bar/tabacchi, esercizi commerciali ed abitazioni, utilizzando per l’occasione veicoli intestati fittiziamente a terzi sui quali venivano collocate targhe alterate o precedentemente asportate da altri veicoli.

Gravi indizi di colpevolezza sono stati acquisiti in ordine alla circostanza che del sodalizio facevano parte anche soggetti italiani, gestori di concessionarie auto, che rifornivano il gruppo nomade di autovetture da impiegare per la commissione dei reati fine, impegnandosi anche per trovare intestatari fittizi. Altri sodali, oggi arrestati, si prestavano dietro compenso all’intestazione delle autovetture poi impiegate dai membri del sodalizio. L’organizzazione poteva contare anche sulla collaborazione di un meccanico compiacente che si prestava ad effettuare lavori di potenziamento delle vetture, poi impiegate per la commissione dei reati nonché si adoperava per fornire agli stessi assistenza in caso di guasti delle medesime auto; le vetture preparate dal meccanico – su richiesta del gruppo – dovevano essere veloci per resistere ad eventuali inseguimenti dei Carabinieri e robuste all’occorrenza per poter speronare i veicoli delle forze dell’ordine in caso di tentativi di arresto.

Le indagini, coordinate dalla Procura, traevano origine da un’attività di analisi avviata nel mese di Ottobre 2022 e condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Benevento, attraverso la quale veniva intrapresa un’attività di monitoraggio del fenomeno dei furti nelle rivendite di generi di monopolio (bar tabacchi e tabaccherie). Gravi indizi in ordine alla responsabilità degli arrestati venivano raccolti in relazione ai furti di generi di monopolio avvenuti il 24 dicembre 2022, rispettivamente presso il distributore Repsol posto sulla strada statale 372 Telesina nel Comune di Paupisi e presso il Distributore Tamoil posto sulla medesima arteria stradale del comune di Puglianello. In particolare i Carabinieri esaminando una serie di episodi criminali analoghi, individuavano compiutamente il veicolo Audi A4 utilizzato dal gruppo criminale e mediante l’analisi dei sistemi di video-sorveglianza, pubblici e privati, accertavano che nella quasi totalità dei casi ogni azione criminosa era composta da quattro/cinque persone travisate; l’arco temporale in cui gli autori commettevano i furti rientrava principalmente nell’arco notturno; in tutti i reati consumati veniva riscontrata effrazione delle inferriate o porte d’ingresso ed in alcuni la realizzazione di veri e propri buchi per accedere negli ambienti dell’esercizio commerciale; gli obiettivi scelti dal gruppo criminale erano quasi sempre vicini a strade di scorrimento veloce che garantivano la fuga dei colpevoli.  

Il 14 Gennaio 2023, il furto di 500 kg. di rame avvenuto presso un’azienda di Limatola, consentiva una svolta nell’attività investigativa, consentendo di concentrare le indagini sugli odierni arrestati. Nella circostanza, immediatamente dopo il furto di rame, i Carabinieri intercettavano sul posto un carro attrezzi, il cui conducente riferiva di essere stato contattato da un suo amico meccanico con la richiesta di prelevare un’auto in panne. All’interno del veicolo di grossa cilindrata i Carabinieri rinvenivano i suddetti cavi di rame nonché oggetti vari ed arnesi atto allo scasso. I successivi accertamenti consentivano di appurare che il veicolo Audi A4 trasportato sul carro attrezzi era il medesimo utilizzato per i citati furti nei bar tabacchi e che in quell’occasione precisa occasione i ladri ne avevano alterato la targa.

Le ulteriori attività d’indagine permettevano di raccogliere gravi indizi in ordine al furto in abitazione avvenuto il 19 febbraio 2023 in Campoli del Monte Taburno, ove i ladri, nel tardo  pomeriggio, dopo aver forzato e distrutto lo sportello della cassaforte a muro della camera da letto, asportavano la somma in contanti di euro 20mila e diversi monili in oro.

Il 10 Marzo 2023 i Carabinieri del Nucleo Investigativo organizzavano un servizio di pedinamento del veicolo in uso alla banda, accertando che lo stesso si trovava nel comune di Baia e Latina della Provincia di Caserta, ove nel pomeriggio era avvenuto un furto ai danni di un’anziana donna, all’interno della cui abitazione i ladri avevano asportato monili in oro. Al fine di identificare i componenti della banda i Carabinieri, dopo aver individuato il veicolo fuggire a grande velocità dal luogo del furto, iniziavano un lungo e infruttuoso inseguimento decidendo di desistere attesa la velocità con cui si procedeva, al fine di tutelare la sicurezza degli altri automobilisti. Le successive attività di appostamento permettevano di identificare uno dei componenti della banda, nonché accertare che dopo la commissione del furto, il veicolo era entrato nel campo Rom di Napoli Secondigliano per poi essere nascosto in un vicino parcheggio privato.

Nell’ambito del medesimo procedimento in sede di esecuzione della misura cautelare sono state effettuate perquisizioni presso i campi nomadi di Giugliano in Campania e Napoli Secondigliano.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione ed i destinatari dello stesso sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

Valle Caudina, tre arresti nel week-end

Valle Caudina, tre arresti nel week-end

CronacaProvincia

Una vasta e diversificata operazione di controllo del territorio condotta durante il fine settimana dai carabinieri della Compagnia di Montesarchio, finalizzata al contrasto della criminalità comune, dello spaccio di sostanza stupefacente nonchè al controllo della circolazione stradale.

Il servizio ha interessato tanto le vie cittadine quanto le aree più periferiche delle varie contrade dei comuni di Montesarchio, San Leucio del Sannio, Pannarano e Apollosa. L’attività, che ha visto l’impiego di 31 equipaggi automontati composti da 62 militari dipendenti della Compagnia ha consentito di controllare 187 persone di interesse operativo e 138 veicoli, effettuare 7 perquisizioni, elevare 5 contravventori al codice della strada, effettuare 1 sequestro amm.vo, contribuendo così ad innalzare il senso di sicurezza e fiducia nelle Istituzioni da parte della cittadinanza.

Nel corso di attività info-investigativa, un quarantenne di Pannarano (BN) veniva tratto in arresto perché trovato in possesso di armi con matricole abrase e/o mancante e munizioni detenute illegalmente presso la sua abitazione e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria veniva sottoposto al regime degli arresti domiciliari.

In questo contesto, nelle prime ore dell’alba di domenica mattina, è stato tratto in arresto un giovane beneventano ma residente a San Leucio del Sannio (BN) perché sorpreso ad effettuare un attentato incendiario alla saracinesca di un punto scommesse nel predetto comune, mettendo a rischio la pubblica e privata incolumità. L’attività investigativa consentiva di identificare senza ombra di dubbio il reo, che su disposizione dell’Autorità Giudiziaria veniva sottoposto al regime degli arresti domiciliari.

Durante il controllo del territorio nel Comune di Apollosa (BN), è stato fermato un uomo che per il suo atteggiamento ha insospettito i militari operanti i quali hanno esteso il controllo anche presso la sua abitazione, dove sono state rinvenuti un bilancino di precisione e diverse dosi di sostanza stupefacente del tipo “hashish” pronte per essere cedute. Condotto presso gli Uffici della Compagnia è stato tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria sottoposto al regime degli arresti domiciliari.

In conclusione, sono stati segnalati alla Prefettura di Benevento, quali assuntori di sostanze stupefacenti, 4 persone tra i 20 ed i 32 anni. Sequestrate diverse dosi di hashish e crack.

Le misure eseguite sono misure cautelari disposte in sede di indagine preliminare, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari delle stesse sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Truffa falso addetto caldaie, sannita rintracciato e arrestato ad Avellino

Truffa falso addetto caldaie, sannita rintracciato e arrestato ad Avellino

BeneventoCronaca

In seguito dell’emissione da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento – Ufficio Esecuzioni Penali – dell’ordine di esecuzione per la carcerazione a carico di un residente nella provincia di Benevento, gli investigatori della Squadra Mobile si mettevano alla ricerca del predetto, che veniva rintracciato nella mattinata odierna in Avellino e tratto in arresto in esecuzione del provvedimento in argomento.

L’uomo, dovrà scontare 3 anni e 4 mesi di reclusione perché riconosciuto colpevole di furto aggravato in concorso con altri soggetti.

Inoltre, l’organo giudicante lo ha, altresì, condannato alla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per anni 5.

La vicenda, sfociata nella summenzionata condanna, trae origine da un’indagine svolta agli inizi del 2017 dagli investigatori della terza sezione della Squadra Mobile che hanno svolto meticolose indagini, supportate anche da attività tecnica, per una serie di eventi criminali relativi all’arco temporale che parte dai mesi finali del 2016 sino ad arrivare ai primi mesi dell’anno 2017, nel corso del quale si è verificato un incremento di reati perpetrati in Benevento e provincia, lesivi della sfera patrimoniale di persone anziane, facilmente raggirabili.

Attività info-investigativa posta in essere al fine di contrastare il fenomeno ha consentito di apprendere che una serie di persone, pluripregiudicate, utilizzavano quale mezzo per carpire la fiducia delle vittime – affinché consentissero loro l’ingresso nelle rispettive abitazioni – quello della spendita della qualifica di rappresentanti di società fornitrici di energia (gas ed elettricità).

In particolare, presentandosi solitamente in coppia, i correi dichiaravano di essere dei tecnici che, gratuitamente, effettuavano il controllo delle caldaie del metano, in maniera tale che il proprietario dell’unità immobiliare potesse essere in regola con le norme vigenti sulla manutenzione degli impianti di riscaldamento. Poi, una volta introdottisi all’interno delle abitazioni, mentre un soggetto distraeva la malcapitata vittima, il complice ne approfittava per rubare il portafoglio ed alcuni oggetti in oro.

L’analisi dei dati acquisiti e le informazioni ricevute hanno circoscritto l’attenzione su un gruppo di persone, tra i quali l’odierno arrestato, le quali si sono rese responsabili dei delitti in epigrafe indicati.

Dopo gli adempimenti di rito l’arrestato è stato associato alla Casa Circondariale di Bellizzi Irpino (AV).

Appalti, in manette politico e imprenditore

Appalti, in manette politico e imprenditore

CronacaProvincia
Obbligo di firma, invece, per un agente della polizia municipale membro della commissione di gara, ritenuto colluso con il sistema.

Nella mattinata odierna, all’esito di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Benevento e della Compagnia Carabinieri di Montesarchio hanno dato esecuzione ad una misura cautelare personale e reale, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Benevento su richiesta della locale Procura, nei confronti di tre soggetti, sottoposti rispettivamente alla “custodia cautelare in carcere”, agli “arresti domiciliari” ed all’“obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria”, poiché gravemente indiziati dei reati di turbata libertà degli incanti e trasferimento fraudolento di valori.

Si tratta di Nicola Panella, 59enne di Montesarchio, finito in carcere e di Gennaro Caporaso, 47 anni, sindaco di Tocco Caudio, per il quale sono scattati gli arresti domiciliari. Obbligo di firma, invece, per un agente della polizia municipale. 

La complessa attività di indagine, coordinata dalla Procura di Benevento, condotta mediante l’assunzione di sommarie informazioni, l’acquisizione di copiosa documentazione, l’esecuzione di attività di osservazione controllo e pedinamento, l’esecuzione di intercettazioni telefoniche e ambientali, l’esame di tabulati telefonici e telecamere, consentiva di acquisire significativi e convergenti elementi indiziari nei confronti del sindaco di un comune della provincia di Benevento, al quale è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari, in ordine alla sistematica attuazione di un personale modus operandi volto a turbare la regolarità di alcune procedure pubbliche del relativo Comune.

In primo luogo, l’indagine consentiva di acquisire gravi indizi in ordine all’avvenuta turbativa della gara d’appalto relativa ai lavori di messa in sicurezza e di sistemazione idraulico – forestale di una strada, resa possibile grazie alla ritenuta collusione tra il Sindaco ed un Vigile Urbano – quale membro della commissione di gara, al quale è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G. – che permetteva di individuare a monte l’impresa aggiudicataria, il cui titolare era legato al Sindaco da un rapporto di asservimento, tanto che durante il periodo di pubblicazione del bando e prima dell’aggiudicazione, il primo cittadino commissionava informalmente all’imprenditore piccoli lavori di manutenzione stradale per accontentare il proprio elettorato e che l’imprenditore eseguiva a titolo di favore.

In secondo luogo, il prosieguo delle indagini consentiva di acquisire gravi indizi in ordine all’avvenuta turbativa della procedura di gara “per l’affidamento del servizio di accoglienza integrata per i minori stranieri non accompagnati” attraverso la costituzione di una ATI (associazione temporanea di imprese) promossa in prima persona dal Sindaco, che si adoperava per la formazione, la costituzione e la partecipazione della stessa ATI alla gara. Nella circostanza il medesimo primo cittadino, prima ancora della pubblicazione del bando, individuava l’immobile da destinare all’accoglienza dei minori, nella consapevolezza che i locali non fossero ancora idonei alla ricezione degli ospiti, ed aveva altresì scelto la cooperativa sociale che avrebbe dovuto vincere la citata gara d’appalto, promuovendo la costituzione della stessa in una ATI di cui sceglieva personalmente i partecipanti. Tuttavia non si giungeva alla prevista aggiudicazione unicamente per una difficoltà tecnica riscontrata dall’ATI promossa dal Sindaco nell’inserimento della domanda al sistema MEPA.

Gravi indizi venivano raccolti anche in ordine alla turbativa della procedura di “affidamento del servizio di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti urbani ed assimilati” del medesimo Comune, affidata a marzo 2022 all’impresa che risultava già affidataria del servizio, in violazione del principio di rotazione, attuando una effettiva alterazione concorrenziale dell’affidamento, in quanto l’impresa aggiudicataria risultava l’unico operatore economico a rispondere alla richiesta di negoziazione del Comune e venendo aggiudicata la gara alla stessa per un periodo di due anni, coincidenti con il termine del mandato del Sindaco ed inferiore al termine inizialmente ipotizzato dallo stesso, abbassando di fatto l’importo posto a base della gara e quindi consentendo di svolgere una procedura negoziata con invito di almeno 5 operatori. Inoltre, per ottenere l’aggiudicazione, il legale rappresentante dell’impresa aggiudicataria, notoriamente già sottoposta a sequestro preventivo e amministrazione giudiziaria in altro procedimento, ometteva di indicare tale condizione della società nella domanda di partecipazione alla gara; il reale dominus della predetta società aggiudicataria veniva sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere.

Le ulteriori attività d’indagine permettevano di raccogliere gravi indizi in ordine al trasferimento fraudolento di valori posto in essere dal citato indagato, già destinatario di analoghe misure per fatti della stessa specie, in relazione alla fittizia attribuzione della titolarità formale delle quote societarie di un’impresa a due soggetti prestanome, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali. All’indagato veniva applicata dal GIP la misura della custodia cautelare in carcere.

Veniva altresì eseguito il sequestro preventivo, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Benevento su richiesta della locale Procura, della predetta società, compresi gli asset aziendali, i beni strumentali, i beni mobili e immobili alla stessa intestati.

Nell’ambito del medesimo procedimento sono state effettuate numerose perquisizioni e risultano indagati per i medesimi reati anche altri 10 soggetti che saranno interrogati nei prossimi giorni.

Benevento, scoperta banda di furti: sei arresti

Benevento, scoperta banda di furti: sei arresti

BeneventoCronaca

All’esito di attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento. nella mattinata odierna, i Carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere hanno dato esecuzione nelle province di Caserta ed Alessandria ad un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Benevento, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 6 persone (2 cittadini romeni e 4 cittadini albanesi), raggiunti da gravi indizi di colpevolezza per numerosi furti aggravati commessi tra il 2020 e il 2021 in varie località delle province di Benevento, Caserta, Isernia, Salerno, Potenza e Matera.

Tre misure sono stati eseguite mentre tre indagati risultano irreperibili.

L’adozione del provvedimento cautelare costituisce l’esito di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura di Benevento e condotta dalla Stazione Carabinieri di Grazzanise tra il mese di novembre 2020 ed il mese di gennaio 2021, attraverso intercettazioni telefoniche, acquisizione di tabulati telefonici, analisi di filmati registrati da sistemi di videosorveglianza e servizi di osservazione e pedinamento, che ha consentito di acquisire gravi indizi in ordine:

  • all’esistenza di un gruppo di cittadini rumeni ed albanesi dediti alla commissione di furti, perpetrati nella fascia oraria notturna nelle province di Benevento, Caserta, Isernia, Salerno, Potenza e Matera, principalmente ai danni di stabilimenti industriali, attività commerciali ed impianti di produzione di energia elettrica, previa forzatura degli accessi;
  • alle responsabilità, a vario titolo, degli indagati nei confronti dei quali sono stati contestati n. 9 furti, e alle dinamiche di consegna del materiale di provenienza delittuosa (prodotti commerciali, attrezzatura ad uso industriale, veicoli, supporti elettronici ed informatici, ingenti quantitativi di rame) a soggetti originari della provincia di Caserta, pur essi indagati, che provvedevano alla ricettazione.
  • Il provvedimento oggi eseguito è una misura cautelare, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono allo stato indagati e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
Agenti chiedono prestazioni sessuali per far introdurre droga e cellulari nel carcere di Trapani, arresti anche a Benevento

Agenti chiedono prestazioni sessuali per far introdurre droga e cellulari nel carcere di Trapani, arresti anche a Benevento

BeneventoCronaca
Alcuni agenti della polizia penitenziaria, dietro dazione di denaro o altre utilità (comprese prestazioni sessuali da parte della convivente di un detenuto), avrebbero consentito l’introduzione in carcere di sostanze stupefacenti, telefonini. Ventiquattro le misure cautelari emesse.

Alle prime ore di questa mattina, in Trapani (TP), Palermo (PA), Benevento (BN), Bari (BA), Porto Empedocle (AG), Mazara del Vallo (TP) e Avola (SR), i Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani e il personale del Nucleo Investigativo Regionale Sicilia della Polizia Penitenziaria, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal GIP del Tribunale di Trapani, su richiesta locale Procura della Repubblica, nei confronti di 24 persone (17 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 2 obblighi di dimora) indagate, a vario titolo, per corruzione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, abuso d’ufficio, truffa aggravata, falsità materiale commessa da P.U. in atti pubblici, falsità ideologica, omessa denuncia di reato, evasione e accesso indebito di dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, nonché ulteriori violazioni del codice dell’Ordinamento Penitenziario.

Il provvedimento compendia le risultanze scaturite dalle indagini dei reparti operanti, coordinati dalla locale Procura, che dopo la denuncia di alcuni detenuti transitati dal penitenziario trapanese, hanno documentato (da ottobre 2019 ad oggi) presunti episodi di corruzione di alcuni agenti della polizia penitenziaria, già in servizio presso la casa circondariale “Pietro Cerulli di Trapani” che, dietro dazione di denaro o altre utilità (comprese prestazioni sessuali da parte della convivente di un detenuto), avrebbero consentito l’introduzione in carcere di sostanze stupefacenti, telefonini (oltre 50 quelli sequestrati) e altri beni (armi improprie, sigarette, profumi,…) in favore di soggetti reclusi, anche appartenenti alla criminalità organizzata e ristretti presso i reparti di Alta Sicurezza.

Dalle indagini sarebbe, quindi, emerso uno spaccato inquietante della realtà carceraria trapanese, ove per la popolazione detenuta, la possibilità di utilizzare i telefoni, come strumento di comunicazione con l’esterno, sembrerebbe essere divenuta indispensabile per la quotidianità all’interno degli istituti penitenziari.

Gli investigatori avrebbero accertato le diverse modalità delle consegne in carcere. Quando queste non erano possibili mediante l’aiuto degli agenti infedeli, gli espedienti utilizzati erano i più disparati: alcuni detenuti optavano per l’occultazione del materiale in scarpe o finanche nelle cavità corporee, altri si avvalevano di tecniche “innovative” come il lancio all’interno dell’istituto penitenziario di un pallone da calcio, preventivamente “farcito” con telefoni cellulari, oppure mediante “droni” che persone specializzate mettevano a disposizione come un vero e proprio servizio di “delivery”.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alcuni agenti infedeli avrebbero anche utilizzato certificazioni mediche attestanti falsi stati di malattia per poter svolgere lavori extra quali, ad esempio, il servizio di sicurezza presso locali notturni, oppure altre attività personali durante l’orario di lavoro.

Nel corso dell’attività investigativa (denominata convenzionalmente “Alcatraz”) sono state complessivamente sottoposte ad indagini 30 persone, tra cui quattro agenti di polizia penitenziaria, tutti non più in servizio (di cui due non destinatari di provvedimenti cautelari). Uno degli ex agenti è indagato perché avrebbe omesso di denunciare all’autorità giudiziaria il presunto pestaggio di un detenuto ad opera di alcuni agenti penitenziari.

Scontri Curva B durante Napoli-Milan, coinvolto anche un 37enne sannita

Scontri Curva B durante Napoli-Milan, coinvolto anche un 37enne sannita

CronacaRegione

Un 32enne napoletano e un 37enne della provincia di Benevento sono stati arrestati perchè ritenuti coinvolti negli scontri scoppiati nella curva B dello stadio Maradona durante Napoli-Milan.

Gli arresti in differita sono stati emessi dopo le indagini della Digos che ha anche visionato le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza.

Ai due tifosi del gruppo “Ultras 72” è contestato il possesso di oggetti contundenti e son accusati anche di rissa aggravata.

Contestualmente sono stati emessi anche due provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive (Daspo) della durata di 5 anni.

San Giorgio del Sannio, rubano 47 uova di Pasqua dai supermercati della zona: arrestate due donne

San Giorgio del Sannio, rubano 47 uova di Pasqua dai supermercati della zona: arrestate due donne

CronacaProvincia

Due donne di nazionalità romena sono state arrestate dai Carabinieri di San Giorgio del Sannio per aver trafugato ben 47 uova di pasqua dagli scaffali di diversi supermercati della zona. Le due, dopo essere state segnalate da alcuni clienti che avevano notato il loro comportamento sospetto sono state rintracciate all’interno di un altro supermercato poco distante, dove avevano tentato di nascondersi dopo aver notato l’arrivo della pattuglia.

Durante il controllo una delle due donne veniva trovata in possesso di una chiave di accensione di una Lancia Ypsilon che veniva rintracciata dai militari, in sosta nell’area di parcheggio del primo supermercato.

La conseguente perquisizione consentiva di rinvenire nell’auto le confezioni di cioccolato di diverse case produttrici, il cui valore complessivo ammonta a circa 700 euro, nonché qualche capo d’abbigliamento anch’esso trafugato; il tutto restituito al gestore del supermercato.

A seguito dell’arresto le due donne, presunte innocenti fino a sentenza definitiva, sono state tradotte in giudizio per via direttissima, nel corso del quale il Giudice nelle more del termine a difesa richiesto dal legale di fiducia ha disposto per entrambe la misura dell’obbligo di presentazione alla P.G.

Valle Telesina, due arresti per spaccio

Valle Telesina, due arresti per spaccio

CronacaProvincia

Non conosce sosta il lavoro della Polizia di Stato nell’attività di prevenzione e repressione dei reati predatori e, in particolare, dello spaccio di sostanza stupefacente.

L’attività di repressione di tale fattispecie di reato, inquadrata in un più ampio progetto di contrasto alla microcriminalità nell’intera Valle Telesina disposto dal Questore della provincia di Benevento, ha consentito agli Agenti della Squadra Volante del Commissariato di P. S. di Telese Terme di procedere all’arresto di due giovani.

L’attenzione degli operanti veniva attirata dai movimenti sospetti dei due uomini e, a seguito di un attento controllo, nelle tasche dei pantaloni indossati da uno dei due, proveniente da Napoli, già tratto in arresto in provincia di Roma perché trovato in possesso di un kg di marijuana, si rinveniva una cospicua somma di denaro, poi sottoposta a sequestro.

L’altro giovane, residente in Telese Terme, veniva trovato in possesso di una tavoletta di sostanza stupefacente del tipo hashish, per un peso complessivo di gr.100; nel corso di una successiva perquisizione domiciliare a carico dello stesso venivano rinvenuti due bilancini di precisione.

A termine delle operazioni di rito, su disposizione della competente A.G., l’uomo proveniente da Napoli veniva condotto presso la Casa Circondariale di Benevento mentre il giovane di Telese veniva accompagnato presso la propria abitazione, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

La misura precautelare è soggetta a convalida dell’A.G., può essere impugnata e le persone raggiunte dalla stessa sono indagate e presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Montesarchio, detenzione ai fini di spaccio: ai domiciliari in tre

Montesarchio, detenzione ai fini di spaccio: ai domiciliari in tre

CronacaProvincia

Sono stati sottoposti ai domiciliari i tre uomini arrestati dai Carabinieri di Montesarchio: detenzione ai fini di spaccio, è questa l’ipotesi di reato contestata ai tre.

Ai tre, tutti di Montesarchio e segnatamente: Sergio Uliva, 55 anni, Vincenzo Avella, 59 anni, e Giuseppe Taddeo, 30 anni, sono stati sequestrati 27 grammi di hashish mentre erano in piazza La Garde. Sono tutti difesi dall’Avv. Mario Cecere.