Autolesionismo, droga, smartphone: un trinomio che sconvolge l’IPM di Airola

Autolesionismo, droga, smartphone: un trinomio che sconvolge l’IPM di Airola

CronacaProvincia

L’IPM di Airola è fuori controllo. La grave denuncia arriva dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, per voce di Sabatino De Rosa e Miriana Fraenza, sindacalisti della Campania per il settore minorile.

Alcuni giorni, fa un detenuto di origini marocchine ha messo in atto gesti autolesionistici risolti per fortuna grazie alla presenza del medico dell’istituto; la motivazione a suo dire è stata la volontà di essere trasferito in altro istituto in quanto nell’attuale non si è trovato bene”, spiegano i sindacalisti. “Inoltre, nella giornata di ieri, 6 marzo 2025, è stata sequestrata sostanza stupefacente di tipo hashish in due celle di detenuti che già da tempo dovevano essere allontanati per motivi di ordine e sicurezza ma che purtroppo continuano a permanere ad Airola. Come ultimo ma non meno importante, questa notte è stato sequestrato uno smartphone di grandi dimensioni in una camera detentiva e solo grazie al personale della Polizia Penitenziaria che ha attentamente vigilato tutta la notte si è riusciti a rinvenire lo smartphone”.

Per i dirigenti del SAPPE, “si tratta di un risultato che non solo garantisce la sicurezza del carcere, ma conferma ancora una volta l’alto senso del dovere e la dedizione del personale in servizio che ha agito con professionalità e prontezza”. Netta la denuncia del primo Sindacato dei Baschi Azzurri, il SAPPE: “Oramai, nell’Istituto di Airola le unità cinofile sono un’utopia, non vengono chiamate da tempo e non vi è alcuna strumentazione tecnologica idonea ad intercettare cellulari. Il Sappe ha segnalato già da tempo queste enormi disfunzioni sia per la sicurezza sia per la gestione dei detenuti affinché i competenti uffici possano intervenire nel più breve tempo possibile. Tuttavia, è fondamentale che l’amministrazione riconosca concretamente i meriti al personale della Polizia Penitenziaria presente e che vengano adottati interventi risolutivi per migliorare le condizioni in cui i nostri agenti operano quotidianamente. Chiediamo, inoltre, la presenza di un comandante in pianta stabile in quanto il precedente era in distacco ed è stato riassegnato alla sede di appartenenza; l’Ipm di Airola ha bisogno di un comandante del ruolo dei commissari o dirigenti e non del ruolo degli ispettori”.

Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, sollecita urgenti e rapidi interventi a favore del personale in servizio nell’Istituto penale per minorenni di Airola. E tuona: “Nel triennio 2022/2024 sono stati sequestrati dalla Polizia Penitenziaria, nelle carceri italiane, circa 5.000 telefonini (4.931, per la precisione). Certo non c’è bisogno di qualche trasmissione scandalista in tv per scoprire che in carcere girano troppi telefoni: lo denunciamo da anni, ma tutti se ne fregano, compreso chi oggi si stupisce. Per questo, il SAPPE torna a sollecitare un intervento immediato da parte dell’Amministrazione della Giustizia minorile e di comunità e di quella penitenziaria di Napoli presso i competenti uffici del Ministero della Giustizia affinché vengano adottate misure straordinarie per garantire la sicurezza delle carceri campane, per adulti e minori, sensibilizzandoli con la richiesta di schermare tutte le carceri e di dotare i Reparti del Corpo di Polizia Penitenziaria di opportuni sistemi per rendere inattivi i sorvoli sulle strutture. Non possiamo più permetterci che episodi di questo tipo diventino la norma. La sicurezza degli operatori, dei detenuti e dell’intera comunità è a rischio”, conclude il leader nazionale del SAPPE.

Airola, telefono cellullare nel cortile passeggi: scovato dalla Polizia Penitenziaria

Airola, telefono cellullare nel cortile passeggi: scovato dalla Polizia Penitenziaria

CronacaDalla Provincia

Nella giornata di ieri, durante una bonifica eseguita dalla Polizia Penitenziaria nel cortile passeggi detenuti dell’Istituto Penale per Minorenni di Airola, veniva rinvenuto un telefono cellulare di piccolissime dimensioni. A dare la notizia è Sabatino De Rosa, sindacalista SAPPE della Campania per il settore minorile.

“Il micro cellulare era ben occultato all’interno di un pacchetto di sigarette nascosto nel cortile e solo grazie alla professionalità e all’intuizione degli Agenti della Polizia Penitenziaria, si è riusciti a rinvenire il telefono e a sottoporlo a sequestro. Ciò è la dimostrazione che ancora oggi, nonostante avessimo già fatto presente più volte che in istituto vengono introdotte sostanze stupefacenti ed ora anche cellulari, ci ritroviamo ad affrontare la solita problematica di non avere strumentazioni adeguate a poterne contrastare l’ingresso, come ad esempio per i colloqui la ruota pacchi”.

De Rosa non risparmia una frecciatina al Garante dei detenuti: “Il Sappe si dà speranza che questa volta il Garante dei detenuti, Dott. Ciambriello, con un pó di magia riesca a non rinnegare l’effettiva esistenza del microcellulare rinvenuto, in quanto a suo dire è nostro solito ingigantire gli eventi”.

“L’ingresso illecito di cellulari negli istituti è ormai un flusso continuo”, denuncia Donato Capece, segretario generale del SAPPE. E ricorda che non è la prima volta che il SAPPE chiede nuovi provvedimenti per inibire l’uso di strumentazioni tecnologiche nelle sezioni detentive. “Non si contano più i rinvenimenti e i sequestri di questi piccoli apparecchi. Le vie d’ingresso diventano molteplici, non ultima anche quella aerea a mezzo droni che sempre più spesso vengono avvistati e intercettati – ha aggiunto Capece.

La cosa grave è che denunciamo queste cose ormai da 10 anni e nessuno ha ancora fatto qualcosa”, aggiunge il leader del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria. “Le donne e gli uomini del Corpo sono quotidianamente impegnati nell’attività di contrasto all’introduzione di telefoni cellulari ed alla diffusione della droga nei penitenziari per adulti e minori. E nonostante la recente previsione di reato, nel Codice penale, per ingresso e detenzione illecita di telefonini nelle carceri, con pene severe che vanno da 1 a 4 anni, il fenomeno non sembra ancora attenuarsi. Vanno adottate soluzioni drastiche come la schermatura delle sezioni detentive, delle celle e degli spazi nei quali sono presenti detenuti, all’uso dei telefoni cellulari e degli smartphone”.

Airola, caos nel carcere minorile: poliziotto penitenziario contuso in una violenta rissa tra detenuti calabresi e campani

Airola, caos nel carcere minorile: poliziotto penitenziario contuso in una violenta rissa tra detenuti calabresi e campani

CronacaProvincia

Grave episodio di violenza nel carcere minorile di Airola, nel Beneventano, dove due gruppi di detenuti, uno di origine calabrese ese e l’altro campano, si sono scontrati creando il caos all’interno dell’istituto.

Una decina i detenuti coinvolti, mentre un poliziotto è rimasto ferito ad un ginocchio nelle azioni di contenimento degli esagitati. “Le sedie che volavano si equivalevano al numero dei partecipanti, tavoli ribaltati, porte danneggiate, ed un appartenente alla polizia penitenziaria che per sedare la rissa ha riportato dei traumi guaribili in sette giorni seppur non dovuti ad aggressione diretto ma all’azione di contenimento. Tutto questo avveniva mentre i detenuti si trovavano lei locali della mensa per la consumazione del pasto”, spiega Sabatino De Rosa, vicecoordinatore regionale campano per il settore minorile del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. 

“Tutto è partito da un detenuto che, con una sedia ne ha aggredito un altro, scatenando così la maxirissa dove sono poi intervenuti altri detenuti schierandosi in diverse fazioni. Non sono noti i motivi dell’accaduto ma pare che le fazioni contrapposte contassero nelle loro fila alcuni detenuti calabresi contro altri napoletani. Il personale di Polizia Penitenziaria presente sul posto ha cercato immediatamente di contenere i rissosi, riuscendo a placare il tutto evitando risvolti peggiori”.

Il sindacalista denuncia che “il clima di tensione all’interno dell’Istituto caudino è ormai consolidato e la Direzione pare aver perso il controllo sulla gestione dei detenuti, accondiscendendo e accontentandoli ad ogni richiesta. Spesso scintille tra detenuti vengono spente dagli uomini della polizia penitenziaria prima che possano portare ad eventi di questo tipo, ma è grave che il poliziotto che è stato colpito involontariamente durante la rissa, pur avendo riportato un forte trauma al ginocchio che gli impediva di deambulare correttamente, non sia stato accompagnato in ospedale ma vi è dovuto andare, con molte difficoltà, con il proprio mezzo ed in completa autonomia presso il più vicino nosocomio, a Sant’Agata De Goti,  configurandosi così, una grave omissione da parte del datore di lavoro che ha sottoposto ad ulteriori rischi il malcapitato. Il SAPPE segnalerà questa grave mancanza agli uffici della Procura di Benevento per i rilievi del caso”.

L’esponente del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria chiede infine “alla Direzione una presa di coscienza e un cambio repentino di gestione volto ad una organizzazione meno pericolosa e più efficace in grado di garantire uno standard di sicurezza adeguato ad una struttura penitenziaria, priva di scelte approssimative che diano il senso delle regole alla popolazione detenuta. Infine, si fa presente che nonostante fossero iniziati i lavori di ristrutturazione, dove gli spazi sono sempre più ristretti e meno sicuri , continuano ad arrivare detenuti , al contrario di quanto previsto da tempo dai vertici del DGCM , dove annunciarono un notevole taglio della popolazione detenuta in concomitanza dell’inizio dei lavori , cosa mai avvenuta , anzi sta accadendo l’esatto contrario”.

Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, esprime vicinanza ai poliziotti di Airola e torna a sollecitare interventi normativi per meglio regolamentare l’ordinamento penitenziario: “anche il settore della giustizia minorile può e deve essere rimodulato, a cominciare dalla eliminazione della previsione che i giovani adulti fino al compimento del 25° anno di età possano permanere negli IPM, condizione questa che è una delle ragioni principali dell’attuale ingovernabilità delle carceri minorili”. Pungente la conclusione di Capece: “Al collega ferito va la nostra vicinanza e solidarietà. Adesso vediamo se c’è ancora qualcuno che ci racconta la favoletta che nelle carceri minorili sono detenuti solo ‘bravi ragazzi che sono solo sfortunati’ e non invece anche delinquenti conclamati e criminali in erba, che non hanno alcun rispetto delle leggi dello Stato”.

Arresto latitante De Martino, Rubano (FI): “Una vittoria dello Stato”

Arresto latitante De Martino, Rubano (FI): “Una vittoria dello Stato”

Politica

“L’operazione condotta dalla Polizia di Stato, che ha portato all’arresto del latitante Gennaro De Martino, evaso dal Carcere di Airola, rappresenta un’importante vittoria per la giustizia e la sicurezza del nostro territorio. Un plauso alle forze dell’ordine e alla Procura della Repubblica per la determinazione con cui hanno assicurato alla giustizia un individuo con legami significativi con la criminalità organizzata”.

Lo dichiara Francesco Maria Rubano, capogruppo di Forza Italia nella Commissione Ecomafie.

“La lotta alla criminalità organizzata è una priorità che non conosce tregua, e questi risultati dimostrano che lo Stato c’è ed è presente sul territorio. Non ci sono zone d’ombra né impunità per chi sceglie di violare le leggi. Il coraggio e la dedizione dimostrati dagli operatori coinvolti in questa operazione meritano il nostro più profondo ringraziamento”, conclude Rubano

Airola, droga per il fidanzato detenuto nel carcere minorile: fermata giovane donna di etnia rom

Airola, droga per il fidanzato detenuto nel carcere minorile: fermata giovane donna di etnia rom

CronacaDalla Provincia

Ennesimo tentativo di introdurre droga nel carcere minorile di Airola, nel Beneventano, sventato dagli Agenti di Polizia Penitenziaria. Come racconta Sabatino De Rosa, vice coordinato regionale campano per il settore minorile del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, “nel giorno di San Silvestro la Polizia penitenziaria di Airola ha fermato una giovane di etnica rom che portava droga nascosta da consegnare al fidanzato detenuto in occasione del colloquio. La droga era stata abilmente occultata all’interno di alcuni capi di abbigliamento, che risultavano scuciti e ricuciti in modo professionale per non destare sospetti. Probabilmente, la sostanza stupefacente, di tipo hashish, avrebbe rallegrato la serata dell’ultimo giorno dell’anno se non fosse stato per l’attenzione, la professionalità e lo scrupolo dei poliziotti penitenziari preposti ai controlli sui pacchi in ingresso”. 

Il sindacalista informa inoltre che “ormai nel 2025, dove ogni cosa è automatizzata, i poliziotti penitenziari della struttura operano ancora come negli anni ’80, senza nessun aiuto tecnologico, affidandosi soltanto al proprio intuito e professionalità. Per intensificare i controlli sui beni in ingresso, basterebbe una ruota pacchi per scansionare in modo efficace tutto quanto autorizzato dalla Direzione, spesso, in contrasto con quanto autorizzato in altri istituti penitenziari. Tali prodotti risultano non controllabili efficacemente nonostante l’impegno profuso dal personale di polizia penitenziari. Un plauso, quindi, va fatto al personale in servizio che con la propria professionalità ha impedito l’introduzione della sostanza. Ci auguriamo una proposta di riconoscimento come giusta ricompensa per l’impegno profuso”.

Per Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, “il SAPPE, sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria, esprime piena soddisfazione per tutta l’operazione svoltasi”. E prosegue: “è un fenomeno sempre più in crescita di quello dei tentativi di introduzione di sostanze stupefacenti a livello nazionale negli Istituti di pena che di materiale atto alle comunicazioni. L’operazione è la testimonianza della professionalità della Polizia Penitenziaria, che oltre a partecipare attivamente all’opera di rieducazione e trattamento, svolge con abnegazione e competenza l’attività di Polizia”, aggiunge il leader nazionale del primo Sindacato del Corpo, che ricorda gli impegni assunti presso la sede del Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nella riunione che si tenne tempo fa tra il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, il Sottosegretario Alfredo Mantovano, il Sottosegretario al Ministero della Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove ed i rappresentanti delle Comunità Terapeutiche, dei Serd delle Regioni, del Gruppo Tossicologi Forensi e delle Comunità scientifiche.

Nell’incontro si era deciso di istituire un tavolo tecnico per approfondire e migliorare l’applicazione della legislazione esistente relativa alle dipendenze e trattamento penitenziario con particolare riferimento a una adeguata formazione del personale, una tendenziale omogeneità del modo di operare delle regioni ed anche della magistratura di sorveglianza, alla certificazione delle dipendenze già all’interno del carcere e alla raccolta dei dati più tempestivi”, prosegue.

Capece afferma che “si deve fare di più per dotazione la Polizia Penitenziaria degli strumenti tecnologici utili a contrastare l’indebito tentativo di introdurre droga e telefonini in carcere, anche potenziando formazione ed aggiornamento professionale dei poliziotti” ed evidenzia, come si rileva dalla Relazione Annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze 2024 (dati raccolti nel 2023) del Dipartimento per le politiche antidroga (DPA) della Presidenza del Consiglio dei Ministri: “le persone tossicodipendenti entrate in carcere nel corso del 2023 sono state complessivamente 15.492, che corrispondono al 38% degli ingressi totali (40.661). A livello regionale, questo valore scende sotto il 20% negli istituti penitenziari delle regioni Friuli-Venezia Giulia, Calabria e nella provincia di Trento ed è superiore al 50% negli istituti della regione Lombardia e della provincia di Bolzano. Rispetto al totale delle persone straniere entrate in carcere, più di un terzo (34%) è tossicodipendente, contro il 41% dell’incidenza registrata tra le persone di nazionalità italiana, quote che in entrambi i casi risultano in diminuzione rispetto all’anno precedente. Le persone detenute tossicodipendenti, che hanno ricevuto almeno una prestazione di assistenza nel corso del 2023 da parte dei Servizi per le Dipendenze23, sono state 26.268, delle quali il 97% è rappresentato da uomini, il 42% da nuovi utenti e il 34% da persone di nazionalità straniera”.

Capece conclude sottolineando che “più della metà dei detenuti tossicodipendenti risulta in carico ai servizi per uso primario di cocaina/crack (53%), percentuale che sale a 55% in riferimento alla nuova utenza. Il 24% è assistito per uso primario di oppioidi (quota che sale al 39% tra le detenute e al 27% tra gli assistiti già noti ai servizi) e il 12% per uso di cannabinoidi. L’uso primario di cocaina raggiunge valori sensibilmente superiori alla percentuale registrata a livello nazionale in Lombardia (64%), Campania (59%) e Sicilia (63%)”.

Airola  | Lite tra detenuti dell’IPM: il Sappe torna a denunciare le pessime condizioni della struttura sannita

Airola | Lite tra detenuti dell’IPM: il Sappe torna a denunciare le pessime condizioni della struttura sannita

CronacaProvincia

Giornata ad alta tensione, quella appena trascorsa, nell’Istituto penale per minorenni di Airola, nel Beneventano, dove un litigio interraziale tra detenuti avrebbe potuto avere nefaste conseguenze se l’intervento della Polizia Penitenziaria non fosse stato immediato, tempestivo e risolutivo.

Ne danno notizia Sabatino De Rosa e Vincenzo Pascale, rispettivamente vicecoordinatore regionale campano per il settore minorile e delegato provinciale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. 

“Nei locali dedicati alla consumazione del vitto, un minorenne napoletano, non nuovo a questi comportamenti, ha aggredito un detenuto straniero per futili motivi. Tutti gli altri ristretti presenti in sala sono balzati in piedi, pronti ad intervenire ed a schierarsi per l’uno o l’altro se fosse immediatamente intervenuta la Polizia Penitenziaria a sedare l’aggressione e allontanare immediatamente i promotori. Una situazione pericolosissima, stemperata grazie al pronto intervento dei Baschi Azzurri ai quali va il nostro plauso”, dichiarano De Rosa e Pascale.

“I sindacalisti tornano a segnalare “le gravi carenze strutturali che affliggono il carcere minorile, dove in una sola settimana si sono registrate numerose perdite di acqua dai solai in vari punti dell’istituto. In particolare, c’è stata segnalata quella presso l’area trattamentale, dove detenuti, agenti e docenti lavorano e trascorrono la maggior parte della giornata e dove viene messa continuamente a rischio la loro incolumità”, continuano.

“Proprio per questo una docente si è rifiutata di svolgere lezione in un’aula dove l’infiltrazione d’acqua attraversava il quadro elettrico”. Il SAPPE denuncia infine che, a seguito dei lavori, “l’I.P.M. di Airola si trova in una situazione di totale insicurezza dove, nonostante tutte le segnalazioni degli agenti, si continua a non prendere provvedimenti per garantire un livello minimo di sicurezza: praticamente, i detenuti, in un istituto con i lavori in corso e con i cancelli perimetrali abbattuti, si trovano “ad un passo dalla libertà”. E non è questa, purtroppo, solamente una metafora…”.

“Da qui – aggiungono – le richieste sindacali per la “predisposizione di un adeguato piano di sicurezza per i lavori, di concerto con i vigili del fuoco ed il sindacato, e l’allontanamento dei detenuti che, con il loro comportamento aggressivo, avrebbe potuto far degenerazione la già critica situazione in una maxi rissa”.

Per il segretario generale SAPPE Donato Capece, “la Polizia Penitenziaria è veramente stanca di subire quotidianamente gratuite violenze o di trovarsi in situazioni ad alto rischio per la reiterata indole criminale di certo soggetti detenuti”. Per questo, servono “interventi straordinari e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario miorile, intervenendo in primis sul regime custodiale aperto”. 

“Servono poliziotti e regole d’ingaggio chiare – continua Capece – tecnologia e formazione per chi sta in prima linea nelle Sezioni, strumenti di difesa e contrasto delle violenze. Bisogna applicare ai violenti l’arresto in flagranza di reato per i detenuti che aggrediscono poliziotti penitenziari o mettono in grave pericolo la sicurezza del carcere, il carcere duro con isolamento fino a 6 mesi (articolo 14 bis dell’Ordinamento penitenziario) ed il trasferimento immediato in particolari sezioni detentive a centinaia di chilometri dalla propria residenza, come prevede il successivo articolo 32 del Regolamento”.

Sicuramente – conclude il segretario generale SAPPE – a molti detenuti violenti la voglia di creare disordini mettendo a rischio la sicurezza delle carceri oppure aggredire il personale passerà”.

Carceri, Rubano (FI): “Servono interventi per ridurre criticità. Migliorare condizioni agenti, operatori e detenuti”

Carceri, Rubano (FI): “Servono interventi per ridurre criticità. Migliorare condizioni agenti, operatori e detenuti”

Politica

Con l’iniziativa Estate in carcere, Forza Italia vuole puntare i riflettori sulle condizioni spesso drammatiche in cui versano i nostri istituti penitenziari. In queste settimane stiamo visitando tutti gli istituti di pena sparsi sul territorio nazionale – io stesso pochi giorni fa mi sono recato in visita all’istituto minorile di Airola e al carcere di Benevento – incontrando il personale penitenziario, gli agenti, gli operatori sanitari, i detenuti.

Il sovraffollamento delle carceri, l’ormai allarmante numero dei suicidi tra i detenuti, le condizioni precarie in cui il personale e gli agenti penitenziari si trovano spesso ad operare, e la fatiscenza delle strutture richiedono interventi non più rinviabili. Forza Italia sarà in prima linea, alla ripresa dei lavori, per un intervento che affronti con serietà le criticità emerse, puntando a ridare dignità ai detenuti, e condizioni di lavoro migliori ad agenti e operatori”.

Così in una nota Francesco Rubano, deputato e capogruppo di Forza Italia in commissione Ecomafie.

Airola | Via libera al rifacimento della facciata dell’IPM

Airola | Via libera al rifacimento della facciata dell’IPM

Dalla ProvinciaPolitica
Matera annuncia l’ approvazione del progetto esecutivo

“Desidero ringraziare l’ingegnere Placido Migliorino, Provveditore interregionale per le opere pubbliche per la Campania, il Molise, la Puglia e la Basilicata presso il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili per avere nuovamente tenuto fede agli impegni presi”.

Lo fa presente il Senatore di Fratelli d’Italia Domenico Matera. “Solo alcuni giorni fa l’ingegnere Migliorino” – spiega il parlamentare – “ci aveva fatto presente che, nel momento in cui sarebbero state soddisfatte alcune prescrizioni tecniche prescritte dalla preposta Commissione, si sarebbe provveduto ad approvare in via definitiva il progetto esecutivo avente ad oggetto il rifacimento della facciata dell’Istituto penale minorile di Airola. Ebbene, pochi minuti fa, con Decreto 531, Il Provveditorato ha provveduto effettivamente a ratificare lo specifico stadio progettuale“.

Matera afferma che si tratta di un passo in avanti importantissimo, “l’attuazione di un intervento che sto seguendo con attenzione sin dal momento del mio insediamento, grazie anche alle indicazioni all’epoca fornite dall’onorevole Pasquale Maglione“.

“Desidero ringraziare l’ingegnere Migliorino”, conclude, “nonché il Rup Eugenio Di Luise per l’attenzione e la sensibilità. Ho chiesto loro di accelerare le attività nelle procedure di gara affinché già alla fine del mese di Settembre si possa avere l’inizio dei lavori. È chiaro come, ovviamente, solo nel momento in cui sarà portato a termine questo intervento, con la necessaria azione di messa in sicurezza, si potrà provvedere a rimuovere le transenne che ormai stazionano da ben sei anni sul corso Montella, diventandone quasi un simbolo, nella indifferenza più totale, con il rischio di sostituirsi al vero simbolo di Airola che è la facciata vanvitelliana della chiesa dell’Annunziata.

Quanto alla tempistica, non si sarebbe certo potuto rimuovere dette transenne prima della realizzazione dell’intervento, per ovvi motivi. Ma credevo che non fosse necessario precisarlo. L’importante, in ogni caso, è che si restituisca sicurezza e decoro ai luoghi”.

Carceri, Rubano visita istituti di pena di Airola e Benevento

Carceri, Rubano visita istituti di pena di Airola e Benevento

Politica

Nell’ambito dell’iniziativa “Estate in carcere”, promossa dal nostro Segretario Nazionale Antonio Tajani per verificare le reali condizioni dei detenuti e confrontarsi con dirigenti, operatori, agenti di Polizia penitenziaria e magistrati di sorveglianza, oggi mi sono recato in visita all’istituto minorile di Airola e al carcere di Benevento”. Così il deputato di Forza Italia Francesco Maria Rubano.

Ho visitato diverse volte questi istituti di pena: ad Airola sono stato sette volte, l’ultima con il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. Lì sto seguendo personalmente un importante progetto di riqualificazione dell’istituto. Ho visitato dieci volte anche il carcere di Benevento, una comunità a cui sono particolarmente legato, interfacciandomi con Samuele Ciambriello, garante dei detenuti in Campania.

Voglio esprimere tutta la mia vicinanza e apprezzamento alle direzioni dei due istituti di pena, alla polizia penitenziaria, ai volontari, agli educatori e al personale sanitario, di cui apprezzo il lavoro e l’impegno. Quello delle carceri è un tema delicato e importante, una vera e propria emergenza che Forza Italia ha deciso di affrontare con determinazione. L’obiettivo delle nostre visite è accendere i riflettori sulle condizioni allarmanti dei nostri istituti di pena”, conclude.

Rubano annuncia: “Lunedì in visita ufficiale il vice Ministro della Giustizia Sisto”

Rubano annuncia: “Lunedì in visita ufficiale il vice Ministro della Giustizia Sisto”

Politica

“Lunedì prossimo, 8 aprile, il vice Ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto sarà nella nostra provincia”.

Così in una nota a sua firma l’onorevole Francesco Maria Rubano, segretario provinciale di Forza Italia. “Al mattino il senatore Sisto sarà in visita presso l’Istituto Penale per i Minorenni di Airola e poi farà visita alla Casa Comunale. A seguire nel pomeriggio verrà effettuata una visita presso la Casa Circondariale di Benevento.

“Nel ringraziare anticipatamente il vice Ministro Sisto – continua Rubano- è opportuno evidenziare quanto Benevento ed il Sannio siano al centro delle attenzioni del nostro Governo e dei rappresentanti di Forza Italia” ha concluso Rubano.