Preso il 23enne evaso da carcere minorile di Airola

Preso il 23enne evaso da carcere minorile di Airola

CronacaProvincia

E’ stato rintracciato nel Casertano, dalla Polizia di Stato, il detenuto evaso circa tre mesi fa dal carcere minorile di Airola, in provincia di Benevento. Il giovane, che a breve compirà 23 anni, è stato trasferito nel carcere minorile di Nisida.

“Basta detenuti maggiorenni nel circuito penale minorile – denuncia l’Uspp con il presidente Giuseppe Moretti e il segretario regionale campano Ciro Auricchio – specie quelli con elevato spessore criminale che inquinano la progettualità della giustizia minorile”.

I due sindacalisti chiedono al Governo “una modifica legislativa che consenta di far scontare la pena ai detenuti maggiorenni fino a 21 anni negli istituti penali minorili e di prevedere, nel contempo, il loro trasferimento nelle carceri per adulti quando superano quel limite di età”.

Carcere Airola, giovane detenuto tenta suicidio ingerendo detersivo

Carcere Airola, giovane detenuto tenta suicidio ingerendo detersivo

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Determinante l’intervento della Polizia Penitenziaria.

Sabato sera un giovane ha tentato il suicidio nel carcere di Airola bevendo il detersivo.

La notizia arriva dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE per voce di Sabatino De Rosa, vice Coordinatore regionale campano per il settore minorile: “Sabato sera, un detenuto già noto per le sue intemperanze – qualche giorno fa si era infatti auto lesionato il corpo, procurandosi dei tagli alle braccia, mentre in altre detenzioni precedenti a quella di Airola si era segnalato per comportamenti aggressivi finalizzati ad alterare l’ordine e della sicurezza della strutture – ha pensato bene di tentare il suicidio, ingerendo del detersivo.

I poliziotti penitenziari, nel giro di controllo, sono tempestivamente intervenuti ed hanno per fortuna cambiato il corso del destino del detenuto, sottraendolo alla morte. Un intervento immediato e decisivo per le sorti del ragazzo, se si considera che il carcere minorile di Airola non ha un servizio interno medico sulle 24 ore. Portato in Ospedale tramite il 118, il detenuto è poi stato dimesso dopo una lavanda gastrica.  Restano ignote le motivazioni che hanno portato il detenuto a porre in essere il gesto estremo.  In ogni caso, il dato certo è che la scelta di tentare di togliersi la vita è originata evidentemente da uno stato psicologico di disagio. E’ un dato oggettivo che chi è finito nelle maglie della devianza spesse volte è portatore di problematiche personali sociali e familiari“.

Per il segretario del SAPPE. “questa è la Polizia Penitenziaria, pronta ad agire con gli altri operatori e con gli stessi detenuti, come in tale evento critico al carcere minorile di AIROLA, per tutelare la vita dei ristretti. Questa è comunità, ma nel rispetto dei difficili ruoli che ognuno viene chiamato a svolgere per la propria parte di competenza. Ma la struttura di Airola non può continuare ad ospitare quei detenuti che hanno creato problemi di ordine e sicurezza negli altri istituti: ed invece vengono traferiti qui nonostante le oggettive criticità logistiche, organizzative e strutturali. Il SAPPE chiede l’immediato allontanamento del detenuto presso strutture sanitaria adatte a curarlo nel migliore dei modi: è inutile fargli fare il giro di tutti gli istituti minorili pensando di risolvere i problemi.

Airola| Due detenuti sono evasi dal carcere minorile

Airola| Due detenuti sono evasi dal carcere minorile

CronacaProvincia

Due detenuti campani, entrambi 21enni, sono evasi alle prime luci dell’alba dal carcere minorile di Airola, nel Beneventano.

Secondo quanto si è appreso si tratta di due detenuti comuni, finiti in cella per reati contro il patrimonio.

Avrebbero raggiunto a piedi il vicino comune di Forchia dove hanno rubato un mezzo della raccolta rifiuti con cui si sono poi diretti verso il Casertano.

“Sono anni – ribadiscono Ciro Auriccio e Eugenio Ferrandino, segretari regionali rispettivamente dell’Uspp e dell’UIL P.A.PP – che denunciamo le carenze e le criticità del sistema penale minorile. In particolar modo, nell’ultimo anno, abbiamo denunciato le carenze strutturali dell’istituto airolese per le quali è stata deliberata la completa ristrutturazione. Ancora una volta chiediamo che i detenuti maggiorenni scontino la pena non nel circuito penale minorile ma in quello ordinario per adulti”.

“Nelle more della ristrutturazione – aggiungono i due sindacalisti – abbiamo chiesto lo sfollamento dell’utenza detentiva e la chiusura totale dell’istituto prima del piano ferie estivo del personale: non è un caso che negli ultimi mesi si sono succeduti svariati eventi critici anche gravi”.

Airola | Carcere minorile: attivazione di un percorso formativo ad indirizzo alberghiero

Airola | Carcere minorile: attivazione di un percorso formativo ad indirizzo alberghiero

AttualitàDalla Provincia

Nella giornata di oggi, il Garante campano delle persone private della libertà personale ha incontrato la direttrice dell’Istituto minorile di Airola, Marianna Adante, il comandante, Alessandra Iandiorio, il dirigente CPIA, Antonella Gramazio, il coordinatore dell’area tecnica del carcere, Enza Comune per un confronto programmato finalizzato ad ampliare l’offerta formativa per i giovani ristretti.

In particolare, è emersa l’importanza di attivare un indirizzo alberghiero all’interno dell’istituto di pena, con i due percorsi di enogastronomia e sala. Ancora, l’incontro è stato orientato verso una riflessione che mette al centro gli stranieri ristretti, sempre più in aumento e che, all’arrivo in Istituto, si mostrano con gravi carenze linguistiche, quindi una incapacità comunicativa, che rende complesso il trattamento.

A loro, si aggiungono i giovani italiani che, provenendo La proposta, quindi, è stata quella di potenziare l’offerta di istruzione di base.

Così il Garante Ciambriello: “Con l’incontro di oggi abbiamo raggiunto un importante obiettivo. Il carcere minorile di Airola ha buone prassi, specie riguardo il lavoro esterno dei detenuti; buone esperienze che devono essere potenziate e, soprattutto, rinnovate alla luce di una serie di scadenze, che potrebbero far rallentare questa bella realtà.

Mi dispiace che non si possa parlare solo di buone prassi: oggi, al mio arrivo in Istituto, ho saputo dagli stessi ristretti, che ho incontrato a colloquio individualmente, che manca da mesi l’acqua calda.

La direzione, immediatamente dopo la mia segnalazione, mi ha già comunicato che, nelle prossime ore, il problema sarà risolto. Investire sui minori resta una priorità, in quanto incamminarli verso una concreta rieducazione e risocializzazione equivale ad abbassare recidive e, al contempo, offrire possibilità di un riscatto sociale, che deve passare necessariamente attraverso l’istruzione e il lavoro“.

Carcere minorile di Airola, detenuto aggredisce tre agenti con una scopa

Carcere minorile di Airola, detenuto aggredisce tre agenti con una scopa

CronacaProvincia

Ha aggredito tre agenti della polizia penitenziaria col manico di una scopa ed ha danneggiato alcune suppellettili. Protagonista dell’episodio un giovane detenuto ristretto nel carcere minorile di Airola. L’episodio, avvenuto nella giornata di ieri, è stato denunciato dal Sappe, il sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria. A dare la notizia è Sabatino De Rosa, vicecoordinatore regionale per la Campania del Sappe: “un detenuto di origini albanesi, già responsabile nel passato di gravi eventi critici tesi ad alterare l’ordine e la sicurezza interna, ha aggredito tre agenti di polizia penitenziaria violentemente, anche avvalendosi di un manico di scopa con cui ha pure distrutto molte suppellettili dell’istituto. Nella concitazione, ha anche dato un pugno ad un vetro, ferendosi e ferendo a sua volta un agente con una scheggia”.

Momenti di tensione terminati grazie all’intervento degli agenti ai quali va il plauso del sindacato: “Stremati ormai da turni massacranti e continui per garantire un piantonamento esterno da oltre 15 giorni e in grave carenza di personale, hanno gestito egregiamente l’evento critico evitando sempre che accadesse il peggio. Queste problematiche, facendo alcune piccole statistiche, si stanno verificando da quando puntualmente vengono assegnati detenuti dal nord Italia, soprattutto stranieri, quindi lontani dalla famiglia provenienti da Milano, Torino e Bologna che stanno minando l’equilibrio che più o meno si era raggiunto presso l’Ipm di Airola”.

Sull’ennesimo episodio denunciato dal sindacato, interviene anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “Da molto, troppo tempo arrivano segnali preoccupanti dall’universo penitenziario minorile. Abbiamo registrato e registriamo, infatti, con preoccupante frequenza e cadenza, il ripetersi di gravi eventi critici negli istituti penitenziari per minorenni d’Italia e di Airola in particolare. È da sottolineare, infatti, che nell’ultimo periodo diversi detenuti dell’IPM di Airola provocano con strafottenza modi inurbani e arroganza i poliziotti penitenziari, creando sempre situazioni di grande tensione. Ed è per questo che ci stupiamo di chi ‘si meraviglia’ se chiediamo una revisione della legge che consente la detenzione di ristretti adulti fino ai 25 anni di età nelle strutture per minori”.

“I vari Governi che si sono alternati negli anni – denuncia Capece – attraverso l’Amministrazione della Giustizia minorile e di Comunità ed il Ministero della Giustizia, anziché adottare provvedimenti che garantiscono ordine e sicurezza nelle carceri hanno dato corso ad una riforma penitenziaria che hanno minato proprio la natura stessa di pena e carcere, affidando il carcere ai detenuti e depotenziando anche il ruolo della Polizia Penitenziaria. E questo è grave e inaccettabile”.

Una serie di situazioni insostenibili che hanno spinto il numero uno nazionale del Sappe a rivolgersi direttamente a Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei Ministri e a Carlo Nordio, neo ministro della Giustizia: “Non si può continuare così: la tensione che si vive nelle carceri è costante e lo sanno bene gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria che ogni giorno, nelle galere d’Italia, sono le vittime di aggressioni, umiliazioni, improperi, ferimenti, risse e colluttazioni da parte della frangia violenta dei detenuti. Servono con urgenza provvedimenti. La via più netta e radicale per eliminare tutti questi disagi sarebbe quella di un ripensamento complessivo della funzione della pena e, al suo interno, del ruolo del carcere, prevedendo che gli adulti non siano più ristretti nei penitenziari per minorenni e che il DAP assorba tutte le competenze della Giustizia minorile”.

“Permessi premio”: ad Airola, un detenuto del carcere minorile non fa rientro

“Permessi premio”: ad Airola, un detenuto del carcere minorile non fa rientro

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Un fatto gravissimo, che non potrà che avere per lui gravi ripercussioni se non si costituisce al più presto”.

Questo il commento di Sabatino De Rosa, vice coordinatore regionale del settore minorile del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, in merito alla vicenda relativa ad un ventunenne di origini marocchine che, dopo aver ottenuto un permesso premio, non ha fatto rientro nel carcere minorile di Airola dove era detenuto. 

In particolare De Rosa pone l’accento su una più rigida valutazione dei permessi premio invocando l’urgente istituzione di un tavolo tecnico: “Verrebbe da porsi l’interrogativo: ma i permessi premio vengono concessi previa preventiva adeguata valutazione del soggetto da parte di chi è preposto a tale compito? Viene davvero valutata la pericolosità del soggetto, l’appartenenza, i contatti che lo stesso può o potrebbe avere con famiglie malavitose?

È necessario operare una decisa inversione di rotta nella concessione dei permessi premio a taluni soggetti detenuti; occorre una stretta, in termini di rigidità, soprattutto verso coloro che provengono da determinate zone ad alto tasso camorristico, o nei confronti di quei soggetti che si sono macchiati di reati di grave pericolosità sociale!

A nostro avviso, occorre un urgente “tavolo tecnico” di tutti gli attori in causa, Magistratura, Autorità penitenziarie, Polizia Penitenziaria per mettere in campo, con la competenza e il contributo di tutti, una strategia comune, capace di rispondere in maniera più incisiva alle esigenze di sicurezza delle strutture e anche del territorio, dal momento che taluni detenuti che non rientrano dal permesso, di sicuro rientrano nel loro territorio a delinquere!! E questo, per una società civile, non è ammissibile, tollerabile!”.

Dello stesso avviso il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, che in merito sottolinea l’importanza di un nuovo e rafforzato assetto dei presidi sul territorio:

Si deve arrivare ad una riorganizzazione del Corpo di Polizia Penitenziaria che sia più funzionale al sistema della sicurezza del Paese, considerato proprio che il nostro Corpo di Polizia è espressione di una specializzazione nel panorama del Comparto Sicurezza e del sistema giustizia del Paese.

Servirebbe, piuttosto, un potenziamento dell’impiego di personale di Polizia Penitenziaria nell’ambito dell’area penale esterna.

A nostro avviso è fondamentale potenziare i presidi di polizia sul territorio – anche negli Uffici per l’Esecuzione Penale esterna -, potenziamento assolutamente indispensabile per farsi carico dei controlli sull’esecuzione delle misure alternative alla detenzione, delle ammissioni al lavoro all’esterno, degli arresti domiciliari, dei permessi premio, sui trasporti dei detenuti e sul loro piantonamento in ospedale.

E per farlo, servono nuove assunzioni nel Corpo di Polizia Penitenziaria.

La sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di tagli e non può essere messa in condizione di difficoltà se non si assumono gli Agenti di Polizia Penitenziaria”.

Per il SAPPE, spiega Capece: “E’ fondamentale che la Polizia Penitenziaria venga tenuta al centro di ogni riforma strutturale nonché assicurare uno sviluppo qualificato del personale verso i ruoli apicali della dirigenza, dei direttivi, degli ispettori e dei sovrintendenti, nell’interesse dello stesso sistema penitenziario che è incentrato sullo sviluppo degli elementi del trattamento, sulla sua individualizzazione, sul rispetto della dignità e dei diritti fondamentali nell’esecuzione penale”

In conclusione, il segretario generale del citato sindacato esprime tutta la sua solidarietà al Corpo della Polizia Penitenziaria: “La situazione resta allarmante, anche se gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria garantiscono ordine e sicurezza pur a fronte di condizioni di lavoro particolarmente stressanti e gravose: a loro, e a tutti i colleghi, va la vicinanza del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria per l’abnegazione che dimostrano quotidianamente”. 

Airola, grave episodio nel carcere minorile. Sappe: ” E’ allarme detenuti con problemi psichiatrici”

Airola, grave episodio nel carcere minorile. Sappe: ” E’ allarme detenuti con problemi psichiatrici”

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Grave evento critico, ieri nel pomeriggio, nel carcere minorile di Airola.

“Quel che è successo ieri conferma quel che avevamo detto per spiegare la nostra scelta di disertare la Cerimonia regionale della Polizia Penitenziaria di Secondigliano: per la Polizia Penitenziaria non c’è nulla da festeggiare e la situazione delle carceri per minori sta tornando a livelli allarmanti senza vedere gli auspicati provvedimenti correttivi”, spiega il vice coordinatore regionale del settore minorile del SAPPE Sabatino De Rosa.

“Ieri pomeriggio, un detenuto albanese che pretendeva di cambiare cella e che si è già reso protagonista di altri eventi critici in carcere si è autolesionato il corpo: solo il deciso intervento dei poliziotti lo ha salvato da peggiori conseguenze. Qui ogni giorno c’è un evento critico ed il personale di Polizia Penitenziaria svolge il servizio con grande professionalità, ma la situazione è grave. Continuiamo ad essere con un direttore ed un comandante ‘ad intermittenza’, alcune ore a settimana, mentre qui devono essere i vertici dell’istituto in pianta stabile. Cosa si aspetta ad assumere quei provvedimenti urgenti e non più rinviabili per l’IPM di Airola?”.

Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, torna a denunciare “come la consistente presenza di detenuti con problemi psichiatrici è causa da tempo di gravi criticità per quanto attiene l’ordine e la sicurezza delle carceri del Paese. Il personale di Polizia Penitenziaria è stremato dai logoranti ritmi di lavoro a causa delle violente e continue aggressioni.

Ed è grave che, pur essendo a conoscenza delle problematiche connesse alla folta presenza di detenuti psichiatrici, le Autorità competenti non sia ancora state in grado di trovare una soluzione. Ogni giorno nelle carceri italiane succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre. Così non si può andare più avanti: è uno stillicidio continuo e quotidiano. Anche la gestione dei detenuti con problemi psichiatrici, che hanno invaso le carceri dopo la chiusura degli O.P.G., merita attenzione ed una urgente e compiuta risoluzione. Certo è che la loro presenza ha fatto aumentare il numero degli eventi critici nelle carceri”.

“A nostro avviso sarebbe importante rivedere il modello custodiale in atto”, conclude Capece. “Fondamentale sarebbe eliminare l’ozio nelle celle. Altro che vigilanza dinamica. L’Amministrazione Penitenziaria non ha affatto migliorato le condizioni di vivibilità nelle celle, perché ad esempio il numero dei detenuti che lavorano è irrisorio rispetto ai presenti, quasi tutti alle dipendenze del Dap in lavori di pulizia o comunque interni al carcere, poche ore a settimana”. Il SAPPE si rivolge quindi “al Guardasigilli Marta Cartabia di trovare una soluzione urgente ai problemi penitenziari di Airola, di tutta la Campania e dell’intero Paese”.

Dal carcere minorile di Airola messaggi di umanità e di pace

Dal carcere minorile di Airola messaggi di umanità e di pace

AttualitàDalla Provincia
I 29 ragazzi detenuti presso l’Istituto penitenziario, alla presenza di Osservatorio carcere Regione Campania e Camera penale di Benevento, hanno ripercorso il doloroso cammino delle loro vite nel corso della Via Crucis svoltasi ieri, lanciando un messaggio di Pace affinché si ponga fine al conflitto in Ucraina.

AIROLA. Un messaggio di speranza e di pace, affinché abbia fine la Guerra in Ucraina, quello lanciato da 29 ragazzi detenuti presso il carcere minorile di Airola.

Un momento di preghiera, di riflessione e di cammino penitenziale, con la partecipazione di tutti i ragazzi, di tutto il personale (docenti, educatori etc.) con la guida spirituale del Parroco, Don Liberato Magliano, la costante presenza del direttore dell’istituto, dott.ssa Marianna Adanti e la partecipazione dell’avvocato Giovanna Perna, dell’Osservatorio Carcere Regione Campania e dell’avvocato Nico Salomone, segretario della Camera Penale di Benevento, quello svoltosi ieri nell’ambito della Via Crucis tenutasi all’interno dell’Istituto penitenziario.

I ragazzi hanno ripercorso il doloroso cammino delle loro vite segnate dal momento dell’arresto vissuto con grande dolore, dalla lunga meditazione avvenuta in carcere, dalla voglia di vendetta e dai momenti di scoraggiamento, dai ripensamenti, dalla riscoperta dei valori dell’amicizia e della condivisione degli spazi, della gioia e dei dolori, dal desiderio di essere una persona migliore, dalla privazione dei diritti civili, dal coraggio necessario per credere in se stessi e per rialzarsi dopo essere caduti, dalla negazione delle libertà, dal percorso di rinascita dopo gli errori, dal valore della vita che va amata pensando alle sofferenze quotidiane delle madri, proprio come le 14 Stazioni che hanno ripercorso il doloroso cammino di Gesù, culminato con la Crocifissione sul Golgota.

Emozionante il messaggio da parte della direttrice dell’Istituto, la quale ha rivolto un augurio speciale di una Pasqua di Resurrezione alle famiglie, ai figli ed ai nipoti dei 29 ragazzi giovanissimi, i cui volti, dichiara, non sono “anonimi”, ma sono lo specchio di una Resurrezione che insegna a valorizzare tutto ciò che si ha ed in particolare la libertà.

Significativo il momento conclusivo della cerimonia, rappresentato dal lancio dei palloncini dai colori della Nazione ucraina nel cortile dell’istituto, affinché l’umanità continui e regnare nel mondo, l’Osservatorio Carcere Regione Campania e la delegazione della Camera penale di Benevento erano presenti.

Carcere minorile di Airola, presentato il progetto di musicoterapia

Carcere minorile di Airola, presentato il progetto di musicoterapia

AttualitàDalla Provincia

Nella giornata di ieri, martedì 8 marzo, è stato presentato, nell’Istituto di pena minorile di Airola, il progetto di musicoterapia, promosso dall’associazione culturale e musicale “Ad alta voce” del maestro Carlo Morelli del teatro San Carlo di Napoli e di cui fanno parte diverse decine di musicisti e cantanti. All’incontro era presente la Direttrice Marianna Adanti, il Garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello, lo stesso maestro Carlo Morelli, il musicista Alessandro Carpentieri e la criminologa Erica Gigante, dello staff del Garante. Il progetto, voluto dal Garante campano Ciambriello, si concluderà con uno spettacolo canoro.

“La giornata è stata organizzata per incontrare i ragazzi dell’Istituto di Airola e spiegare loro il senso del progetto di musicoterapia, che può essere concepito solo all’interno di un contesto relazionale che abbia come fine ultimo l’uomo, le sue sensazioni, il suo disagio. L’arte crea e rigenera emozioni. La musica, in particolare, è un importantissimo veicolo di socializzazione, fondamentale per ricucire lo strappo tra sé e sé, ma anche tra sé e il mondo. Questo progetto rappresenterà un momento di esplorazione delle proprie emozioni, di progettualità del futuro. È importante che la musica entra in carcere, perché aiuta a risvegliare la sensibilità emotiva di questi giovani“, ha dichiarato il Garante campano Ciambriello, all’uscita dal carcere di Airola. Nell’Istituto penale minorile sono presenti 25 giovani ristretti, di cui 7 immigrati.