Rubano annuncia: “Lunedì in visita ufficiale il vice Ministro della Giustizia Sisto”

Rubano annuncia: “Lunedì in visita ufficiale il vice Ministro della Giustizia Sisto”

Politica

“Lunedì prossimo, 8 aprile, il vice Ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto sarà nella nostra provincia”.

Così in una nota a sua firma l’onorevole Francesco Maria Rubano, segretario provinciale di Forza Italia. “Al mattino il senatore Sisto sarà in visita presso l’Istituto Penale per i Minorenni di Airola e poi farà visita alla Casa Comunale. A seguire nel pomeriggio verrà effettuata una visita presso la Casa Circondariale di Benevento.

“Nel ringraziare anticipatamente il vice Ministro Sisto – continua Rubano- è opportuno evidenziare quanto Benevento ed il Sannio siano al centro delle attenzioni del nostro Governo e dei rappresentanti di Forza Italia” ha concluso Rubano.

Di carcere si muore, la Camera Penale di Benevento favorevole all’iniziativa proveniente da Cosenza

Di carcere si muore, la Camera Penale di Benevento favorevole all’iniziativa proveniente da Cosenza

AttualitàBenevento Città

La Camera Penale di Benevento ha accolto favorevolmente l’iniziativa della Camera Penale di Cosenza dal titolo “Un macabro contatore in ogni Tribunale”, con la quale, attraverso l’esposizione nel Palazzo di Giustizia della nuda e cruda conta dei suicidi in carcere nei primi mesi dell’anno, si ricorda a tutti, tra cui difensori e magistrati, che di carcere si muore.

Da anni la Camera Penale di Benevento è impegnata per far comprendere, dentro e fuori i luoghi istituzionalmente deputati all’amministrazione della Giustizia, quanto drammatica sia l’emergenza umanitaria negli istituti penitenziari, certa che la forza delle immagini funga da catalizzatore alle proposte dell’UCPI affinché si adottino, in tempi brevi, tutti i rimedi necessari a rimuoverla.

Il numero dei suicidi in carcere dall’inizio dell’anno è salito a 25, con la morte il 14 marzo u.s., nell’istituto penitenziario di Parma, di un giovane nordafricano di soli 29 anni, naturalizzato italiano, con problemi di tossicodipendenza, trovato impiccato in cella.

La Giunta della Camera Penale di Benevento ritiene che l’iniziativa abbia un forte valore simbolico, nella consapevolezza che occorre sensibilizzare tutti coloro che hanno il dovere di intervenire per arginare l’inconcepibile e sistematica violazione del diritto degli individui detenuti ad un trattamento rispettoso della persona, della dignità e dell’integrità fisica, nella prospettiva del percorso rieducativo delle pene voluto dalla Costituzione repubblicana.

La grave emergenza umanitaria che si registra nei nostri penitenziari giustifica oggi la giornata di astensione nazionale dei penalisti italiani deliberata dall’Unione delle Camere Penali Italiane che si riuniranno a Roma alle 14:00 in Piazza dei Santi Apostoli per la manifestazione dal titolo “Non c’è più tempo. Fermare i suicidi in carcere”.

Airola, ancora caos e tensione nel carcere minorile

Airola, ancora caos e tensione nel carcere minorile

AttualitàProvincia
De Rosa, vicecoordinatore regionale per la Campania del SAPPE: “E’ come l’inferno dantesco: non lasciate sola la Polizia Penitenziaria”.

Ancora tensione in un carcere della Campania, ancora al centro delle cronache quello l’Istituto penale per minorenni di Airola, nel Beneventano.

Sabatino De Rosa, vicecoordinatore regionale per la Campania del settore minorile del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, racconta quanto è avvenuto negli ultimi giorni nel carcere per minori: “Nelle ultime ore si è vissuta una notte di tensione quando un detenuto minorenne, tunisino ha tentato il suicidio. A salvarlo, come spesso accade negli istituti di pena per minori ed adulti, è stata la prontezza, la professionalità e la tempestività dell’intervento della Polizia Penitenziaria che, sempre attenta e vigile, anche stavolta ha evitato il peggio. A seguito di ciò, si è dovuto richiedere l’intervento del 118, che ha trasportato il minore al Nosocomio più vicino, ovvero all’ospedale San Pio di Benevento. Oltre al danno la beffa, verrebbe da dire, perché va rimarcato che è stata particolarmente lunga l’attesa da parte della scorta di Polizia Penitenziaria – circa 15 ore! – per attendere l’arrivo del neuropsichiatra infantile dalla lontana Foggia questo perché il San Pio di Benevento non aveva lo specialista disponibile in sede (!) per cui si è reso necessario chiederlo alla Regione limitrofa”. Il sindacalista evidenzia che “quanto accaduto deve fare riflettere molto, perché’ nell’ultimo periodo la gestione dei detenuti stranieri nell’Ipm sannita è fuori controllo. Qualche settimana fa, un detenuto egiziano minorenne ha aggredito due Agenti di Polizia Penitenziaria, i quali solo grazie al tempestivo intervento di colleghi di supporto non hanno avuto la peggio e, nonostante questo grave per il quale si dovrebbe disporre un trasferimento in altra sede per ordine e sicurezza, l’arabo continua a permanere ad Airola. Non solo: chiediamo che a tutti gli stranieri venga fatta una misurazione dell’età ossea , ovvero un esame radiografico del polso e della mano sinistra, dal quale si evinca l’età reale di questi ragazzi perché è successo che la Polizia Penitenziaria si sia ritrovava a gestire anche ultra venticinquenni”. De Rosa denuncia infine che “la Polizia Penitenziaria di Airola sta svolgendo turni massacranti, anche di 12 ore, pur di garantire la sicurezza all’interno dell’istituto detentivo. Per questo torniamo a sollecitare il trasferimento dei detenuti stranieri che si rendono responsabili di atti violenti e chiediamo che il ristretto che ha tentato il suicidio venga seguito in strutture specializzate su questi tipi di gesti estremi”. 

Alla Polizia Penitenziaria di Airola giungono espressioni di “vicinanze e solidarietà” da parte del Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece: “Il carcere è diventato come l’inferno dantesco e questo non è accettabile e men che meno tollerabile. La denuncia del SAPPe è la urgente necessità di trovare soluzioni concrete a questa spirale di violenza e di situazioni limite. Per questo, il primo Sindacato del Corpo, il SAPPE, torna a chiedere urgenti provvedimenti per assicurare tutti gli elementi necessari a garantire la sicurezza degli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria”. Capece ribadisce ancora una volta che “il SAPPE denuncia ormai da tempo la situazione insostenibile delle carceri per minori, così come quelle per adulti: ma il dato oggettivo è che chi dovrebbe intervenire e tutelare i nostri Agenti continua a tacere ed a restare inerme. Mai udito un silenzio così assordante da parte di questa Amministrazione della Giustizia minorile e di comunità e di quella Penitenziaria!”

“Sono decenni che chiediamo l’espulsione dei detenuti stranieri, un terzo degli attuali presenti in Italia, per fare scontare loro, nelle loro carceri, le pene come anche prevedere la riapertura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari dove mettere i detenuti con problemi psichiatrici, sempre più numerosi, oggi presenti nel circuito detentivo ordinario. Ma servono anche più tecnologia e più investimenti: la situazione resta allarmante, anche se gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria garantiscono ordine e sicurezza pur a fronte di condizioni di lavoro particolarmente stressanti e gravose”, conclude il leader del SAPPE.

Dramma nel Carcere di Ariano Irpino: poliziotto si toglie la vita

Dramma nel Carcere di Ariano Irpino: poliziotto si toglie la vita

CronacaRegione

Un appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Ariano Irpino si è tolto la vita questa mattina nella sua abitazione. mentre era libero dal servizio. “E’ una notizia che sconvolge tutti noi.

L’uomo, un Assistente capo coordinatore del Corpo di polizia penitenziaria sembra non avere lasciato e motivazioni del gesto estremo al momento e sono ovviamente in corso i doverosi accertamenti”, commentano, appresa la notizia, Donato Capece e Tiziana Guacci, rispettivamente segretario generale e segretario regionale del SAPPE.

Il leader nazionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria ricorda come quello dei poliziotti penitenziari suicidi è un dramma che va avanti da troppo tempo senza segnali concreti di attenzione da parte del Ministero della Giustizia, e, pur evidenziando che allo stato sono in corso accertamenti sulle ragioni del tragico gesto, rileva: “i poliziotti penitenziari sono lasciati abbandonati a loro stessi, mentre invece avrebbe bisogno evidentemente di uno strumento di aiuto e di sostegno. Servono soluzioni concrete per il contrasto del disagio lavorativo del Personale di Polizia Penitenziaria.

Come anche hanno evidenziato autorevoli esperti del settore, è necessario strutturare quanto prima un’apposita direzione medica della Polizia Penitenziaria, composta da medici e da psicologi impegnati a tutelare e promuovere la salute di tutti i dipendenti dell’Amministrazione Penitenziaria”, conclude Capece. “Qui servono azioni concrete sui temi dello stress psico-fisico degli appartenenti al Corpo!”

Foto di repertorio (AvellinoToday)

Viola la misura cautelare: 24enne in carcere

Viola la misura cautelare: 24enne in carcere

CronacaRegione
L’uomo è accusato di atti persecutori e altri reati, commessi ai danni di un 24enne domiciliato in Ariano Irpino.

Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Ariano Irpino hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere in sostituzione delle misure cautelari in atto di divieto di avvicinamento alla p.o. e  a tutti i luoghi abitualmente frequentati dalla stessa e dell’obbligo di dimora nel Comune di Ariano Irpino, emessa dalla Corte di Appello di Bologna, IV Sezione Penale, nell’ambito di un procedimento per atti persecutori e altri reati, su richiesta di quel Procuratore Generale, nei confronti di un 24enne domiciliato in Ariano Irpino.

L’uomo, violando le precedenti misure, era stato sorpreso dalla Polizia ferroviaria di Caserta su un treno regionale nei pressi della Stazione di Maddaloni (CE) e segnalato in stato di libertà alla competente Procura dai Carabinieri di Forlì per concorso in furto con strappo all’interno di una discoteca.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e il destinatario della stessa è presunto innocente fino a sentenza definitiva.

Aggredisce la ex con una cesoia: non gli aveva portato il pranzo. Ora è in carcere

Aggredisce la ex con una cesoia: non gli aveva portato il pranzo. Ora è in carcere

CronacaRegione
Un uomo è stato arrestato a Napoli per aver aggredito l’ex compagna davanti ai figli: è successo a Cercola, in provincia di Napoli, e secondo i Carabinieri il motivo scatenante della lite è stato il fatto che la donna non gli avesse fatto avere il pranzo

Benché fossero separati, lei aveva continuato a preparare anche per lui pranzo e cena, e a portarglielo pure a domicilio. Ma ieri no. E per questa mancata consegna, stando a quanto riferiscono i Carabinieri, l’uomo ha perso il controllo e l’ha aggredita. Ha infatti provato a sfondare la porta di casa della donna, impugnando una cesoia da giardinaggio.

L’episodio è accaduto nella notte a Cercola, in provincia di Napoli, ed ha avuto come testimoni i tre figli della coppia che hanno 14, 12 e 6 anni.

Come ricostruito dai Carabinieri, allertati dalla segnalazione al 112 per una lite in un appartamento, dove episodi di questo tipo erano frequenti. Le vessazioni erano quotidiane da anni e motivate dall’astinenza da droga e da una gelosia morbosa mai sopita anche dopo la rottura. L’uomo, completamente fuori di sè, è stato disarmato con molta difficoltà dai militari: ora è in carcere in attesa di giudizio.

Droga e cellulari con droni nelle carceri: 4 arresti

Droga e cellulari con droni nelle carceri: 4 arresti

CronacaItalia

Recapitavano droga e telefoni cellulari nelle carceri usando droni. Per questa accusa la squadra mobile della polizia della Questura di Asti, coordinata dalla Procura della stessa città, ha eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip di Asti, nei confronti di persone in diverse province italiane.

Sono indiziate di aver partecipato a vario titolo a un’associazione per delinquere finalizzata alla consegna di materiale vietato all’interno di alcune strutture carcerarie delle regioni Piemonte, Sicilia, Marche, Campania e Abruzzo.

Quattro persone sono state arrestate con l’accusa di aver recapitato droga e telefoni cellulari nelle carceri usando droni

Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite in diverse province italiane dalla Squadra Mobile della Questura di Asti, coordinata dalla procura della città. I quattro dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla consegna di materiale vietato all’interno di alcune strutture carcerarie delle Regioni Piemonte, Sicilia, Marche, Campania e Abruzzo. In 3 mesi erano riusciti a creare un giro d’affari da 100mila euro.

I cellulari venivano consegnati nelle carceri di Asti, Saluzzo, Agrigento, Catania, Ascoli Piceno, Benevento, Teramo, Ariano Irpino. In manette sono finiti Simone Iacomino (già in carcere ad Agrigento), Veronica Virgilio e Salvatore Sbrescia (residenti a Napoli), Vasil Dziatko (a Viterbo), che riuscivano a consegnare cellulari, schede sim e caricabatterie utilizzando droni, dietro la direzione dei detenuti che indirizzavano le manovre del velivolo dall’interno del carcere.

I dispositivi venivano poi rivenduti ai detenuti a 1.000 euro gli smartphone e 300 euro i microtelefoni. “Contestualmente – spiega la polizia di Asti – è stata eseguita un’ulteriore perquisizione al carcere di Saluzzo. A carico di un detenuto che è stato indagato per avere partecipato all’organizzazione come specifico riferimento del carcere di Saluzzo”.

L’indagine è stata portata a termine tramite l’intercettazione di ventuno utenze, l’ascolto di oltre diecimila telefonate e ha portato al sequestro di due droni e più’ di sessanta tra sim, telefoni, microtelefoni e strumenti. Nel novembre scorso l’associazione aveva consegnato al carcere di Benevento anche 488.10 grammi di hashish, 7,8 grammi di cocaina, 1,9 grammi di eroina e 8 grammi di marijuana, tutto sequestrato.

A dicembre sono stati effettuati due arresti in flagranza per una consegna al carcere di Asti, col sequestro di otto microtelefoni. All’interno dell’istituto e all’esterno sono stati fermati e arrestati Sbrescia e Dziatko, trovati in possesso di ulteriori quindici microtelefoni, un drone e un cellulare sul quale erano presenti i video delle consegne effettuate poco prima nei carceri di Asti e di Saluzzo. 

San Giorgio del Sannio, un arresto e un divieto di dimora per due residenti

San Giorgio del Sannio, un arresto e un divieto di dimora per due residenti

CronacaProvincia

Nella mattinata odierna, all’esito dell’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, militari della Compagnia Carabinieri del capoluogo hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere e del divieto di dimora nel Comune di San Giorgio del Sannio nei confronti di due persone residenti in San Giorgio del Sannio, gravemente indiziate in concorso tra loro per i reati di atti persecutori, tentato incendio di autovettura e di occupazione abusiva di immobile, nonché del sequestro preventivo dell’alloggio di proprietà dell’ACER e ubicato nel predetto centro.

Le attività svolte dai militari della Stazione Carabinieri di San Giorgio del Sannio sono partite nell’ottobre 2023, a seguito dell’intervento presso lo stabile di proprietà dell’ACER per l’occupazione abusiva di un appartamento all’interno di uno stabile composto da complessivi 6 alloggi di cui 5 assegnati ai legittimi proprietari.

I due indagati, dopo essersi introdotti nell’immobile, avevano intrapreso, secondo la ricostruzione accusatoria riconosciuta dal Giudice, per finalità connesse alla stessa occupazione, una serie reiterata, costante e ormai abituale di condotte vessatorie, offensive e minatorie nei confronti dei residenti dello stabile, cagionando loro un grave stato d’ansia e paura. Tali condotte sostanzialmente rendevano la vita impossibile ai condomini nei confronti dei quali gli indagati rivolgevano reiterate e gravi minacce ed offese che si estrinsecavano non solo attraverso condotte verbali ingiuriose e intimidatorie, ma anche attraverso plurimi danneggiamenti tra i quali il portone d’ingresso del palazzo, mediante l’inserimento di colla all’interno del cilindro della serratura.  Inoltre, gli stessi indagati la sera di Capodanno, tentavano di incendiare l’autovettura intestata ad uno dei condomini, evento che non si verificava soltanto grazie all’ intervento tempestivo di una persona residente in zona.

Le conseguenti e puntuali indagini, svolte attraverso l’esame e l’analisi delle immagini registrate dai sistemi di video sorveglianza installati dalle stesse persone offese al fine di tutelarsi, nonché le numerose dichiarazioni rese in sede di denuncia e delle dichiarazioni testimoniali rese dagli abitanti della zona, unitamente ad ulteriori accertamenti documentali, permettevano di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due soggetti. 

Sulla scorta degli elementi raccolti, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento emetteva il provvedimento cautelare della misura cautelare in carcere a carico di uno dei due indagati che peraltro era già ristretto per fatti analoghi presso la Casa Circondariale di Benevento e la misura cautelare del divieto di dimora nel comune di San Giorgio del Sannio a carico del secondo indagato, nonché disponeva il sequestro preventivo dell’alloggio di proprietà dell’ACER.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, ed i destinatari dello stesso sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

Accusato di estorsione alla madre e maltrattamenti sulla convivente: scarcerato 36enne

Accusato di estorsione alla madre e maltrattamenti sulla convivente: scarcerato 36enne

BeneventoCronaca

L’uomo ora è sottoposto agli arresti domiciliari.

Tratto in arresto il 12.1223 a seguito di tentata estorsione a carico della madre e maltrattamenti sulla convivente in data odierna il GIP del Tribunale di Benevento ha provveduto alla modifica della misura con quella degli arresti domiciliari in sostituzione della detenzione in carcere .il 36 enne C. A.

Lascia il carcere a seguito di istanza dell’avvocato Giorgione avendo lo stesso prospettato una modificazione importante del quadro accusatorio e ritenendo maturata la convinzione dell’indagato di astenersi in futuro da tali atteggiamenti.

Ora si attende la fissazione del Giudizio immediato per il quale già si anticipa la volontà della difesa di voler definire lo stesso giudizio con un rito alternativo.

Nasconde droga nelle parti intime per portarla al figlio detenuto: arrestata

Nasconde droga nelle parti intime per portarla al figlio detenuto: arrestata

CronacaRegione
E’ accaduto ieri mattina presso la Casa Circondariale di Ariano Irpino.

Ore di tensione nel carcere di Ariano Irpino, dove il personale di Polizia Penitenziaria ha sequestrato droga ben occultata nelle parti intime di un familiare ammesso in carcere per un colloquio con il figlio detenuto ed altri ristretti si barricano in cella per ostacolare una perquisizione in cella da parte degli Agenti.

Ricostruisce i fatti Tiziana Guacci, segretario regionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: “Nella tarda mattinata di ieri, la madre di un detenuto faceva ingresso presso l’accettazione colloqui del carcere di Ariano Irpino al fine di poter effettuare colloquio visivo con il figlio detenuto.

Successivamente, espletate le formalità di rito, nel corso di un’operazione di servizio finalizzata alla prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, organizzata dall’ispettore responsabile del reparto colloqui con il supporto delle Unità Cinofile di Benevento, la donna nella sala di attesa veniva segnalata dal cane antidroga di nome “Susy”.

Veniva sottoposta ad un accurato controllo da parte del personale femminile di Polizia Penitenziaria, il cui esito è stato positivo. La donna, messa alle strette dal personale femminile e dall’Ispettore, estraeva dalle parti intime tre involucri a forma cilindrica avvolti in cellophane trasparente contenente sostanza solida di colore marrone, risultata sostanza stupefacente del tipo “hashish”.

Alla luce dei fatti, ravvisando gli estremi di reato di cui all’ art. 73 D.P.R. 309/90 ed articolo 80, su disposizione, avvenuta da parte dell’A.G., la donna è stata tratta in arresto”. Ma non è questo l’unico evento critico accaduto nella struttura detentiva irpina: “Sempre nella mattinata di ieri”, aggiunge la sindacalista, “durante una perquisizione in una cella i detenuti si sono barricati in cella per impedire le operazioni. È stato necessario l’intervento con scudi e caschi per riportare l’ordine e la sicurezza. I detenuti in questione sono stati posti in isolamento. Si confida nell’immediato trasferimento dei detenuti resisi responsabili di questi gravi e violenti episodi”.

Per Donato Capece, segretario generale del SAPPE, “sono stati momenti di grande tensione, gestiti con grande coraggio e professionalità dai poliziotti penitenziari. Quanto accaduto nel carcere di Ariano Irpino evidenzia come le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. Particolarmente allarmante la situazione è per la Polizia Penitenziaria, che paga pesantemente in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici.

L’attuale allucinante situazione nella quale sono costretti a lavorare i poliziotti penitenziari della Nazione è assurda e incredibile e merita urgenti provvedimenti da parte dei vertici del Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, prevedendo di adottare adeguati provvedimenti per garantire la sicurezza e la stessa incolumità fisica degli Agenti che lavorano in carcere, sempre più spesso al centro di gravi, violente e inaccettabili aggressioni”.