“Accolgo con grande soddisfazione l’arrivo di 193 nuovi agenti di Polizia penitenziaria destinati alla Campania nell’ambito del piano di rafforzamento degli organici predisposto dal ministero della Giustizia e dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Si tratta di un segnale concreto e importante per il nostro territorio, che conferma l’attenzione del Governo verso la sicurezza, la legalità e il buon funzionamento degli istituti penitenziari”.
Lo dichiara in una nota Francesco Maria Rubano, capogruppo di Forza Italia in commissione Ecomafie.
“Il potenziamento del personale – prosegue – rappresenta una risposta attesa e necessaria per sostenere le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria, che ogni giorno svolgono un lavoro delicato e fondamentale al servizio dello Stato, spesso in condizioni complesse. L’arrivo di nuove unità in Campania contribuirà a migliorare l’efficienza degli istituti, rafforzare il presidio di legalità e garantire migliori condizioni operative al personale.
Il piano annunciato dal ministero, che proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori ingressi e nuove assegnazioni, dimostra una visione seria e strutturale. Forza Italia continuerà a sostenere ogni intervento utile a rafforzare gli organici, tutelare il personale e garantire standard sempre più elevati di sicurezza all’interno del sistema penitenziario”, conclude.
VIDEO – Concussione, il Riesame conferma: Santamaria resta in carcere
Niente arresti domiciliari per l’ormai ex dirigente del Comune di Benevento.
Resta in carcere Gennaro Santamaria. Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame di Napoli, confermando la custodia cautelare e respingendo la richiesta della difesa di attenuare la misura.
Per i giudici, infatti, permangono le esigenze cautelari già evidenziate dalla Procura, in particolare il rischio di inquinamento probatorio. I legali dell’indagato avevano chiesto gli arresti domiciliari, ma l’istanza non è stata accolta. Santamaria, 63 anni, dirigente dimissionario del Comune di Benevento, è accusato di concussione nell’ambito di un’inchiesta che resta ancora in fase di sviluppo.
L’indagine prende le mosse dall’arresto in flagranza eseguito lo scorso 31 marzo a Benevento dai Carabinieri, al termine di un’operazione coordinata dal Comando Provinciale. Secondo l’ipotesi accusatoria, Santamaria avrebbe chiesto denaro a un professionista per “sbloccare” alcune pratiche edilizie. La richiesta sarebbe stata quantificata in circa 70mila euro, e una prima tranche da 4mila euro sarebbe stata consegnata proprio in occasione dell’arresto in flagranza.
Nel corso delle successive perquisizioni, eseguite anche negli uffici di Palazzo Mosti e nell’abitazione dell’indagato, i militari avrebbero rinvenuto una cassaforte occultata in un mobile d’ufficio, contenente oltre 157mila euro in contanti suddivisi in mazzette, oltre a un assegno da 10mila euro e orologi per un valore di circa 100 mila euro. Un quadro ancora al vaglio della magistratura, duqnue, mentre Santamaria resta in carcere e l’inchiesta prosegue per chiarire eventuali ulteriori responsabilità.
Festa del Papà in carcere: a Benevento una giornata di emozioni, civiltà e affettività
Una giornata di spensieratezza, umanità e autentica emozione si è svolta presso la Casa circondariale di Benevento, in occasione della Festa del Papà, grazie a un’iniziativa promossa dall’AIGA – Sezione di Benevento, nella persona del suo Presidente, Avv. Francesco Capuozzo.
Protagonisti dell’evento sono stati i papà detenuti, che hanno potuto vivere un momento sereno e intenso con i propri figli, in un contesto diverso da quello quotidiano, fatto di rigore e distacco. Un’occasione, concreta e simbolica insieme, per restituire centralità alla dimensione affettiva e al ruolo genitoriale, nonostante la condizione detentiva.
Durante l’iniziativa, i padri hanno potuto farsi ritrarre in una foto ricordo accanto ai propri figli: un gesto semplice, ma capace di trasformarsi in memoria, presenza, continuità. A rendere ancora più speciale la giornata, la proiezione del film “Il Re Leone”, condivisa tra padri e figli: uno di quei momenti in cui lo schermo diventa pretesto per tornare a guardare insieme, a ridere, a emozionarsi, a sentirsi famiglia.
L’evento è stato coordinato dalla componente ONAC dell’AIGA Benevento, Avv. Antonella Mazzone, in sinergia con la Direzione dell’Istituto, nella persona della Dott.ssa Marianna Adanti, che ha contribuito alla riuscita dell’iniziativa con la collaborazione dell’organizzazione interna.
La giornata è stata ulteriormente “addolcita” – in tutti i sensi – da deliziose zeppole e bevande analcoliche, offerte dai detenuti della Casa circondariale: un dettaglio che racconta, più di molte parole, il valore di un clima costruito sulla dignità, sul rispetto e sulla possibilità di riconoscersi, almeno per qualche ora, oltre l’etichetta della detenzione.
È stata, in definitiva, una giornata di civiltà: perché una comunità si misura anche dalla capacità di non rinunciare ai legami essenziali, e dalla scelta di coltivare ciò che può ridare senso e futuro, anziché recidere ogni relazione.
Benevento, aggressione in carcere: detenuto finisce in ospedale
Violenta aggressione nel carcere di Benevento, dove un detenuto di 33 anni é stato colpito con due coltellate alla testa.
Il 33enne, deputato al servizio di consegna della mensa, è stato aggredito da un altro detenuto con un arma da taglio realizzata artigianalmente mediante l’utilizzo anche di una penna.
L’uomo, difeso dall’avvocato Antonio Leone é ora ricoverato presso il reparto di neurochirurgia dell’ospedale San Pio di Benevento.
Intanto, il 38enne ritenuto colpevole del fatto, è stato trasferito in carcere ed è accusato di omicidio preterintenzionale.
Nella giornata di ieri in relazione alla morte di Mario Capobianco, 68 anni di Benevento, si è tenuta l’udienza del conferimento dell’incarico autoptico dinanzi al pm Carmine Pignatiello presso il Tribunale di Benevento.
La Procura ha nominato come medici legali che svolgeranno l’esame autoptico il dottore Sica e il neurologo Pezzella. I familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Vittorio Fucci, hanno nominato come proprio consulenti tecnici di parte i dottori Teresa Suero e Pierluigi Vergineo, mentre l’indagato A. M. 38 anni di Benevento, assistito dall’avvocato Vincenzo Sguera, ha nominato come suoi consulenti tecnici di parte il professore Pietrantonio Ricci e il dottore Gennaro Beneduce.
Intanto l’indagato nella giornata di ieri è stato trasferito nel carcere di Benevento a seguito del mutamento della qualificazione giuridica del reato contestatogli in omicidio preterintenzionale e delle connesse esigenze cautelari, fermo restando che dalle indagini in corso potrebbero emergere nuovi elementi che determinerebbero un nuovo mutamento del capo di imputazione in una forma di omicidio più grave.
Nella giornata di ieri ha avuto inizio anche l’esame autoptico, il Pm ha dato 60 giorni di tempo per depositare la relazione autoptica.
Benevento, accoltellamento piazza Roma: identificato il responsabile
Dopo poco meno di 20 gironi è stato identificato il presunto autore dell’accoltellamento avvenuto nei primi giorni di gennaio a Benevento, in piazza Roma.
Si tratta di V. P., 24 anni, difeso dall’Avv. Pierluigi Pugliese che si trovava in detenzione domiciliare per una pena definitiva a causa della commissione di un reato analogo: il beneficio gli è stato revocato e l’uomo proprio in questi minuti sta per essere tradotto presso la Casa Circondariale di Benevento.
La vittima, 21 anni, è assistita invece dall’Avv. Fabio Ficedolo.
“Ho letto con molta attenzione le parole del Garante dei Detenuti della Campania, Samuele Ciambriello. Le sue considerazioni sono assolutamente condivisibili perché fotografano con lucidità una realtà che troppo spesso le Istituzioni scelgono di non guardare”.
Così in una nota stampa, Giovanni Cacciano, candidato per il Partito Democratico alle elezioni regionali della Campania.
“Tra tutti i dati snocciolati dal Garante – prosegue Cacciano -, mi preme evidenziare l’aumento significativo dei giovani adulti ristretti: oltre 4.100 in Italia, di cui 527 in Campania. Sono dati questi che debbono farci riflettere perché segno evidente di una crisi sociale che attraversa i nostri territori e alla quale non si può rispondere solo con logiche punitive, come vorrebbe fare la Destra”.
“Per questo – sottolinea il candidato Dem -, condivido pienamente l’appello del Garante: servono sezioni dedicate ai giovani, percorsi trattamentali specifici, figure professionali di ascolto, e una maggiore inclusione socio-lavorativa e culturale. Il sistema penitenziario, oggi, paga la carenza drammatica di personale: mancano fino a 18.000 agenti di Polizia Penitenziaria e migliaia tra educatori, psicologi, mediatori culturali e criminologi. È evidente che, senza investimenti seri, la rieducazione prevista dalla Costituzione resta solo una promessa incompiuta”.
“Accolgo e rilancio – conclude Cacciano – anche la riflessione del Garante rispetto al dibattito politico di queste ore: il carcere non può e non deve essere una “discarica sociale”, né un luogo in cui si accumulano povertà, fragilità e ingiustizie. Il ruolo del Garante è fondamentale proprio perché difende la dignità delle persone private della libertà e vigila affinché lo Stato rispetti i suoi stessi principi. E in questo senso il lavoro svolto dal dottor Ciambriello in questi anni è encomiabile”.
VIDEO – Usa la figlia 15enne per portare droga al marito detenuto: blitz nel carcere di Benevento
Una scena che lascia sgomenti: una donna quarantenne, il figlio ventenne e la figlia ragazzina di appena 15 anni. Tutti insieme in visita al marito e padre detenuto. Ma l’obiettivo non era un semplice colloquio familiare: i tre avrebbero tentato di introdurre tre panetti di hashish all’interno del carcere del capoluogo sannita.
La droga era stata occultata nelle parti intime di uno dei visitatori, nel tentativo di eludere i controlli. A scoprire il piano sono stati gli agenti della Polizia Penitenziaria del Reparto di Benevento, supportati dal loro Nucleo Cinofili Antidroga: durante i controlli di routine, il fiuto dei cani ha indirizzato gli operatori proprio verso il punto in cui lo stupefacente era nascosto. Per la donna e il giovane è scattato l’arresto immediato.
Con loro, però, anche una minorenne. Una ragazzina di soli 15 anni coinvolta in una vicenda che non avrebbe mai dovuto sfiorarla. Secondo una prima ricostruzione i due maggiorenni avrebbero coinvolto la minorenne per rendere meno probabili controlli approfonditi. Durante l’operazione sono stati sequestrati denaro contante, telefoni cellulari e l’automobile utilizzata per raggiungere l’istituto penitenziario.
Sul posto è intervenuta anche una radiomobile del Comando Provinciale dei Carabinieri di Benevento, che ha contestato alla donna arrestata numerose violazioni al Codice della Strada: secondo quanto riferito, le sanzioni amministrative elevate ammontano a circa seimila euro e avrebbero coinvolto anche soggetti estranei all’arresto, in quanto proprietari di alcuni beni o mezzi legati al controllo. Per la quindicenne, invece, la Procura sta valutando misure di tutela. La ragazza viene considerata una possibile vittima, da proteggere e tutelare nel modo più appropriato.
Una vicenda che lascia l’amaro in bocca e che riporta l’attenzione su due aspetti cruciali: da un lato, l’efficacia dei controlli e del lavoro congiunto tra Polizia Penitenziaria e Carabinieri; dall’altro, il dramma di una minorenne coinvolta in un contesto di criminalità che non le appartiene. Un episodio che richiama l’importanza della prevenzione, dell’educazione e del sostegno ai più giovani, per impedire che l’illegalità diventi, anche solo per un attimo, una possibile strada da percorrere.
Aggressione ad Airola, confermata per Giovanni Noviello condanna a 4 anni di carcere
Si è tenuto dinanzi alla Corte D’Appello di Napoli il processo a carico di Giovanni Noviello, 31 di Arpaia, difeso dall’ avvocato Mario Cecere, imputato di lesioni gravi e porto illegale di arma impropria (bastone), commessi a danno di Daniele Paolo, parte civile 37 anni di Airola, difeso dall’ avvocato Vittorio Fucci.
In primo grado il Giudice Monocratico, Dott.ssa Rotili, accogliendo le tesi dell’Avvocato Vittorio Fucci, aveva condannato Giovanni Noviello alla pena di 4 anni di carcere. La Corte D’Appello di Napoli ieri, accogliendo le richieste dell’avvocato Vittorio Fucci e della Procura Generale, ha confermato la condanna a 4 anni di reclusione per Giovanni Noviello, che era stata emanata in primo grado.
La condanna in primo grado, confermata in appello, è stata esemplare, avendo il Giudice disposto una pena superiore a quella richiesta dal Pm, che era di 3 anni e 8 mesi e una provvisionale immediatamente esecutiva di 30 mila euro a favore di Daniele Paolo, oltre al risarcimento ulteriore che sarà liquidato in separata sede. Il Noviello, inoltre, è stato condannato al pagamento delle spese processuali per la somma di 2 mila euro. Nel giudizio di Appello è stato condannato al pagamento delle spese anche di secondo grado.
I fatti risalgono al 13 maggio 2018, allorquando il Noviello, nella piazza centrale di Airola, aggradì Daniele Paolo, colpendo al volto e procurandogli una grave lesione all’occhio destro. Il fatto suscitò grande scalpore ad Airola, dove si tenne addirittura un consiglio comunale straordinario aperto sulla vicenda specifica e sulla sicurezza di Airola.
San Bartolomeo in Galdo, carcere per un uomo sottoposto all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria
In data odierna i Carabinieri della Compagnia di San Bartolomeo in Galdo hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di sottoposizione alla misura della custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Benevento su richiesta di questa Procura della Repubblica.
Il provvedimento restrittivo – costituente aggravamento di pregressa misura cautelare – è conseguenza di numerose e reiterate violazioni, rilevate dai militari e segnalate all’Autorità Giudiziaria, della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, a cui l’uomo era stato sottoposto in seguito al suo arresto in flagranza, operato dai Carabinieri di San Bartolomeo in Galdo nella prima metà di questo mese a causa di un’aggressione da lui commessa presso l’Ospedale di Comunità locale nei confronti di un Carabiniere fuori servizio e di una dipendente del Distretto Sanitario ”Alto Sannio Fortore“, circostanza in cui era stato anche trovato in possesso di una cesoia e di un coltello, che gli erano stati sequestrati.
Successivamente erano accertati ulteriori comportamenti minacciosi ed offensivi presso il Municipio di San Bartolomeo in Galdo e nell’Ospedale di Comunità del posto, condotte verificate nel periodo di applicazione dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
Il provvedimento odierno è una misura disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione ed il destinatario è persona sottoposte alle indagini e quindi presunto innocente fino a sentenza definitiva.
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