Ludopatia, domani il convegno promosso dalla Caritas diocesana di Benevento

Ludopatia, domani il convegno promosso dalla Caritas diocesana di Benevento

AttualitàBenevento CittàEventi

La Caritas diocesana di Benevento da tempo ha osservato che dietro le luci accattivanti delle piattaforme digitali si nascondono rischi concreti: dipendenze silenziose, isolamento, disillusione, povertà educativa.

Il fenomeno del gioco d’azzardo negli ultimi anni ha raggiunto dimensioni oltremodo preoccupanti e le conseguenze fisiche, economiche e sociali sono sotto gli occhi di tutti.

La ludopatia si insinua tra le dipendenze comportamentali, concentrando la presa sull’ossessione per il gioco d’azzardo patologico.

Per discutere di queste tematiche il direttore della Caritas diocesana, Pasquale Zagarese, ha organizzato un convegno dal titolo: “No alle nuove dipendenze. La libertà è un valore”.

Il convegno è in programma il 18 settembre, alle ore 17, al Centro la Pace “Don Emilio Matarazzo” in Benevento.

‘No alle nuove dipendenze. La libertà è un valore’: il 18 settembre il convegno promosso dalla Caritas diocesana sulle dipendenze e i pericoli della rete

‘No alle nuove dipendenze. La libertà è un valore’: il 18 settembre il convegno promosso dalla Caritas diocesana sulle dipendenze e i pericoli della rete

AttualitàBenevento Città

La Caritas diocesana di Benevento da tempo ha osservato che dietro le luci accattivanti delle piattaforme digitali si nascondono rischi concreti: dipendenze silenziose, isolamento, disillusione, povertà educativa.

Il fenomeno del gioco d’azzardo negli ultimi anni ha raggiunto dimensioni oltremodo preoccupanti e le conseguenze fisiche, economiche e sociali sono sotto gli occhi di tutti.

La ludopatia si insinua tra le dipendenze comportamentali, concentrando la presa sull’ossessione per il gioco d’azzardo patologico.

Per discutere di queste tematiche il direttore della Caritas diocesana, Pasquale Zagarese,  ha organizzato un convegno dal titolo: “No alle nuove dipendenze. La libertà è un valore”. Il convegno è in programma il 18 settembre, alle ore 17, al Centro la Pace “Don Emilio Matarazzo” in Benevento.

Sospensione servizi Caritas Benevento, Zagarese: “E’ opportuno fare chiarezza”

Sospensione servizi Caritas Benevento, Zagarese: “E’ opportuno fare chiarezza”

AttualitàBenevento Città

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma del Dott. Pasquale Zagarese, direttore Caritas di Benevento, in merito alla momentanea sospensione dei servizi svolti dalla Caritas diocesana di Benevento in seguito all’imminente inizio dei lavori di ristrutturazione di un’ampia zona del complesso di via san Pasquale.

“Poiché diversi articoli sono usciti sulla stampa con notizie non sempre precise, e altrettanto sui social, ritengo doveroso, senza alcun spirito di polemica, ma in ossequio alla verità dei fatti, chiarire quale sia stato il succedersi degli eventi che hanno portato alla momentanea sospensione di servizi svolti dalla Caritas diocesana di Benevento nel corso degli anni.

C’è da premettere, anzitutto, che, quando si parla di servizi essenziali alla persona, ogni decisone dovrebbe essere guidata da ascolto, coordinamento e rispetto tra tutti gli attori che intervengono a vario titolo e secondo le proprie mission istituzionali. Purtroppo, quanto accaduto nelle scorse settimane presso la Cittadella della Carità di Benevento racconta tutt’altro.

Con un preavviso minimo il Comune effettuava infatti un sopralluogo annunciando l’imminente inizio di lavori di ristrutturazione che avrebbero interessato una già ampia zona del complesso di via san Pasquale, concesso dal Comune in comodato d’uso alla Caritas Diocesana nell’ambito dell’accordo di collaborazione in sede di progetto Stazione di Posta, per l’espletamento delle sue attività caritatevoli a servizio di persone bisognose afferenti al territorio sannita. La Caritas, da parte sua avrebbe (come da sempre ha fatto), offerto i servizi previsti anche nell’ambito dello specifico progetto, sostenendone in modo esclusivo le spese. Dopo poco il sopralluogo, una formale comunicazione del Comune alla Caritas confermava e ampliava la zona oggetto di ristrutturazione.

Si è trattato di un intervento che ha colto tutti di sorpresa, costringendo la Caritas a sospendere immediatamente diversi servizi fondamentali per liberare i locali nel rispetto dei termini strettissimi indicati dal Comune; la conseguenza, inevitabile, e che alcuni servizi difficilmente potranno essere ripristinati in tempi brevi e parliamo di attività che ogni giorno garantivano accoglienza, orientamento e sostegno concreto a decine di persone in difficoltà. La decisione ha avuto pertanto un impatto immediato su una realtà che da anni – con continuità e spirito di servizio, sempre aperta alla collaborazione reciproca con altre istituzioni e forze dell’ordine – è punto di riferimento per la fragilità sociale del nostro territorio.

Da tempo come Caritas abbiamo richiesto formalmente ai Servizi Sociali del Comune di Benevento – capofila del Piano Sociale di Zona – di inserire nel nuovo Piano di Zona il servizio di mensa per i poveri, riconoscendolo come essenziale e strutturale per il contrasto alla povertà. Non si può continuare a dare per scontato che certi compiti debbano essere svolti sempre e solo dalla Caritas e quindi dalla Chiesa. Le istituzioni pubbliche hanno una responsabilità diretta nel garantire questi servizi primari.

A tal proposito, la Caritas riconosce gli sforzi dell’Amministrazione comunale nell’averle elargito, lo scorso anno, un contributo economico per le attività della mensa che hanno costi considerevoli. A tal proposito, nei diversi incontri avuti con i Servizi Sociali del Comune, era emersa la volontà di includere lo specifico servizio mensa nel Piano di Zona attualmente in fase di revisione. Tuttavia, in quegli stessi incontri, mai ci è stata comunicata in modo chiaro e definitivo la destinazione della Cittadella, né tantomeno le tempistiche dei lavori attualmente annunciati.

La Caritas, pur essendo partner del Progetto Stazione di Posta, non ha mai conosciuto, e tantomeno condiviso in fase programmatica e di sottoscrizione dell’accordo di partenariato, il cronoprogramma dei lavori di ristrutturazione riguardanti l’immobile di via San Pasquale.

Personalmente, come direttore della Caritas, posso dire di avere sempre mantenuto un rapporto costruttivo e dialogico con il Sindaco e con la Giunta comunale, che ringrazio per la loro disponibilità e sensibilità all’ascolto. Alla luce di ciò, suscita naturale perplessità non la scelta di ristrutturare la Cittadella di via San Pasquale, ma la modalità e le tempistiche con cui è stato unilateralmente gestito l’intervento, che ha di fatto interrotto servizi vitali senza alcuna pianificazione condivisa.

Con questa nota non s’intende affatto alzare i toni, ma porre una questione di metodo e responsabilità. Restiamo disponibili a collaborare con l’Amministrazione per trovare insieme soluzioni efficaci e sostenibili. Riteniamo però che decisioni che hanno ricadute sociali rilevanti non possono essere prese in assenza di preventivi e reali confronti con chi quelle ricadute le vive e le gestisce sul territorio. Resta inoltre necessario che le Istituzioni riconoscano e valorizzino il ruolo delle realtà sociali, non come vicarianti del pubblico, ma come partner attivi ad ogni livello, operativo e programmatico, in un percorso condiviso di cura delle fragilità.”

Azione Cattolica, pace, giustizia e uguaglianza al centro degli ultimi incontri parrocchiali e diocesani

Azione Cattolica, pace, giustizia e uguaglianza al centro degli ultimi incontri parrocchiali e diocesani

AttualitàDalla Provincia
A Castelvenere la testimonianza di due ucraini accolti dalla Caritas diocesana.

Dopo aver interamente dedicato alla pace la Festa dell’Adesione diocesana e approfondito il messaggio di papa Francesco nei due incontri della Scuola d’Impegno Socio-Politico, è sempre alta l’attenzione dell’Azione Cattolica diocesana e delle Azioni Cattoliche parrocchiali su questo valore irrinunciabile e necessario, ancora di più con un conflitto così violento e brutale che non accenna a terminare in Ucraina, alle porte dell’Italia e nel cuore dell’Europa. Senza dimenticare le numerose guerre ancora presenti in tutto il resto del mondo, che ci ricordano che se pace vuol dire somma di punti di vista diversi che convivono civilmente, che arricchiscono e creano ponti e non muri a partire proprio da quelle diversità, significa che non potrà mai esserci pace laddove le povertà e le disuguaglianze aumentano invece di diminuire, e laddove vengono sistematicamente calpestati i diritti umani. Ecco perché non bisogna mai smettere di pregare, invocare, riflettere e battersi per la pace. Non è solo doveroso, ma è giusto e necessario nella responsabilità di esseri umani e di credenti di costruire la pace. “Una preghiera che si fa gesto concreto e gesti concreti che sono, già di per sé, una salda preghiera”, affermano dal Centro Diocesano di AC. “Una preghiera, la nostra, sicuramente povera, ma molto insistente e sentita con la speranza nel cuore che, dappertutto, in ogni cuore, possa sempre abitare la pace, a partire dalla pace dentro di noi, nelle nostre comunità, nelle nostre famiglie, nei luoghi che viviamo”.

A Durazzano l’AC ha approfondito il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2023 di papa Francesco, che, con la franchezza di sempre, ci chiede soprattutto di interrogarci sul nostro futuro e sulle nostre responsabilità, con la consapevolezza che abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri, che «il nostro tesoro più grande, seppure anche più fragile, è la fratellanza umana, fondata sulla comune figliolanza divina, e che nessuno può salvarsi da solo».

A Castelvenere nell’annuale Festa della Pace, quest’anno intitolata “Allenati alla Pace”, è stato rimarcato proprio il primo anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina e il drammatico e orribile conflitto armato che ne è seguito. A raccontare un pezzo di questa triste storia, al termine di una marcia per le strade del paese, la testimonianza di due ucraini, Viktor e Volodymyr, accolti da qualche settimana per motivi di salute dalla Caritas diocesana, tramite un corridoio umanitario. “La pace necessita degli sforzi di tutti – ha sottolineato il presidente dell’AC Castelvenere Grazia Carlo – perché possa essere vissuta e realizzata. È una partita in cui nessuno può restare ai margini del campo, indifferente alla sofferenza….tutti siamo chiamati a giocare da titolari, a prenderci cura della pace nel nostro quotidiano, e quindi a prenderci cura di ogni persona”.

A Faicchio, nell’ultimo week-end, s’è evidenziata la necessità di non dimenticare e di ricordare l’orrore della seconda guerra mondiale, lo sterminio dei campi di concentramento nazisti, le carneficine e persecuzioni fasciste e i massacri delle foibe. Con “Nonno, raccontami della guerra!”, i giovani dell’AC hanno raccolto testimonianze dei propri concittadini di Faicchio nati tra il 1921 e il 1931, che si sono resi disponibili a raccontare quei terribili anni. Una serata molto toccante, donata con parole semplici ma ricche di significato, da chi la ferocia di quegli anni l’ha vissuta sulla propria pelle. E auspica di non riviverla e rivederla mai più, per credere e costruire sempre più il bene possibile in un mondo più equo e giusto. E’ la riflessione che hanno fatto gli Adulti, in un incontro diocesano tenutosi a Frasso Telesino che, partito dalla parabola del grano e della zizzania, ha visto poi vari laboratori di confronto sulle tante possibilità di bene possibile nelle persone, nella Chiesa e nell’AC. Avere uno sguardo altro e d’oltre, rinnovato e mai abitudinario o scontato, è stata la conclusione dell’incontro per non smettere mai di custodire tutti i segni e di piantare e diffondere, quotidianamente, tutti i semi di bene nella nostra vita. E non potrà mai esserci un bene possibile, e di questo bene fa parte certamente la pace, se non c’è dialogo, ascolto, solidarietà e cooperazione in nome della famiglia umana. Una famiglia umana che, per noi credenti, ha proprio in Cristo l’uomo nuovo a cui guardare, a cui ispirarsi. Ed ecco, quindi, che pensarsi alla luce del bene comune, con un senso comunitario, diventa, richiamando ancora una volta papa Francesco, «un noi aperto alla fraternità universale”.

Dal Comune di Cerreto Sannita solidarietà alla comunità ucraina: piena collaborazione con Caritas diocesana

Dal Comune di Cerreto Sannita solidarietà alla comunità ucraina: piena collaborazione con Caritas diocesana

Politica

CERRETO SANNITA. In merito alla triste e drammatica situazione in Ucraina, l’amministrazione comunale di Cerreto Sannita ha comunicato ai propri concittadini di essersi messa in contatto fin da subito con le istituzioni competenti e con la Caritas della Diocesi di Cerreto SannitaTelese-Sant’Agata de’ Goti, sottolineando come, in questo momento, sia importante stare vicino alla comunità ucraina, dando il massimo supporto possibile in particolare alle famiglie cerretesi di origine ucraina, presenti nel nostro territorio che stanno soffrendo soprattutto per parenti ed amici che vivono e lavorano in Ucraina. Inoltre, per chi sta scappando dalla guerra è possibile conseguire lo status di rifugiato qui in Italia. Una possibilità per restare sul territorio e una nuova opportunità.

Per approfondimenti e informazioni, è possibile possono contattare il Comune di Cerreto Sannita (tel. 0824 815211; whatsapp 3271545691; mail segreteria2@comune.cerretosannita.bn.it) oppure la Caritas diocesana (tel. 0824 860176; whatsapp 3714343566; mail segreteriacaritas@diocesicerreto.it). La guerra si è riaffacciata nel cuore dell’Europa, portando con sé morte e distruzione. No alla guerra “senza e senza ma” e piena solidarietà a tutti coloro che stanno soffrendo spaventati, nascosti o in fuga dai bombardamenti.