VIDEO – Cortincarcere, presentata la V edizione: il cinema entra in carcere

VIDEO – Cortincarcere, presentata la V edizione: il cinema entra in carcere

AttualitàBenevento Città

Tutto pronto per la V edizione di Cortincarcere, l’iniziativa promossa dalla Camera Penale di Benevento insieme all’associazione Libero Teatro e realizzata con l’apporto e la collaborazione di tutto il personale della Casa Circondariale di Benevento, diretta dalla dottoressa Marianna Adanti. Ieri mattina, moderata dal giornalista Gerardo De Ioanni, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della manifestazione che porta il cinema in carcere, come percorso di formazione e di riabilitazione socio-educativa. 

La Direzione artistica di “Cortincarcere” è affidata all’Associazione Libero Teatro, organizzatrice del Benevento Social Film Festival ArTelesia e rappresentata dall’avvocato Mario Tomasiello. Il percorso – che si svilupperà nell’arco dei mesi di giugno e luglio e riguarderà il reparto (maschile e femminile) comuni, alta sicurezza e sex offender – è strutturato in due parti: una destinata a fornire le conoscenze di base dell’analisi del film, privilegiando un punto di vista tecnico, l’altra finalizzata al dibattito sulle tematiche sociali oggetto dei corti proiettati.

Dal 28 maggio al 9 luglio 2026, nelle sale predisposte dalla Casa Circondariale, i migliori cortometraggi in concorso saranno proiettati e valutati da una giuria formata da detenuti e presieduta da un professionista. Si tratta, dunque, di una manifestazione di grande apertura del carcere verso il mondo del cinema e la società civile, in un progetto comune di elevata contaminazione reciproca e di notevole qualità artistica che ha già mostrato, nelle sue precedenti edizioni, le sue ricadute positive.

“Questo è un evento molto importante – sottolinea il presidente della Camera Penale di Benevento, Nico Salomone – soprattutto per i detenuti visto che c’è sempre una grandissima difficoltà ad organizzare attività trattamentali per le persone detenute in carcere. Quest’anno Cortincarcere giunge alla sua V edizione e devo dire che siamo molto soddisfatti di quanto fatto sinora, soprattutto della partecipazione dei detenuti stessi. È un progetto che secondo me non serve solo ai detenuti ma anche alla società civile per conoscere meglio il carcere e accogliere meglio poi i detenuti nella fase della reintegrazione che è l’aspetto fondamentale di questa attività”.

“Le difficoltà sono connesse al sovraffollamento carcerario, oggi parliamo di 64.400 detenuti a fronte di 43 mila posti circa nelle carceri italiane. Il progetto – spiega Simona Barbone, componente Giunta Camere Penali Italiane e già presidente della Camera Penale di Benevento – ha avuto una tale risonanza che l’Unione delle Camere Penali auspica che si possa estendere la platea della giuria qualificata dei detenuti che ricordiamo partecipano attivamente con i loro voti ai cortometraggi, tanto è che la serata conclusiva del Benevento Social Film ArTelesia premia proprio il cortometraggio che è stato più votato dai detenuti con il premio Cortincarcere”.

“Sono davvero contenta della collaborazione sia con la Camera Penale di Benevento che con l’associazione Libero Teatro. Questa è una edizione molto importante, da tempo anche gli utenti mi chiedevano quando si facesse l’edizione 2026. Il linguaggio del teatro è uno strumento importante al fine della rieducazione ma anche della libertà dell’anima. Per questo ringrazio la Camera Penale, Libero Teatro e tutti gli avvocati che danno il loro contributo all’iniziativa”, le parole della direttrice della Casa Circondariale di Benevento, Marianna Adanti.

L’AIGA di Benevento visita la Casa Circondariale in occasione delle festività Pasquali

L’AIGA di Benevento visita la Casa Circondariale in occasione delle festività Pasquali

AttualitàBenevento Città

In occasione delle imminenti festività pasquali, una delegazione dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA) – Sezione di Benevento, ha effettuato una visita istituzionale presso la Casa Circondariale di Benevento.

La delegazione, guidata dal Presidente di Sezione, Avv. Francesco Capuozzo, e dalla Responsabile locale dell’ONAC, Avv. Antonella Mazzone, è stata accolta dalla Direttrice dell’istituto penitenziario, Dott.ssa Marianna Adanti, la quale ha accompagnato i rappresentanti dell’avvocatura beneventana in un percorso conoscitivo all’interno della struttura.

Nel corso della visita, la delegazione ha avuto modo di osservare direttamente le condizioni di vita della popolazione detenuta e le attività trattamentali volte al reinserimento sociale. In particolare, sono stati visitati i luoghi di aggregazione e socialità, fondamentali per il mantenimento di relazioni umane all’interno dell’istituto.

Grande interesse ha suscitato la visita alle aule dedicate alle attività didattiche, dove si svolgono le lezioni tenute dall’Istituto Professionale di Stato per i Servizi dell’Enogastronomia e dell’Ospitalità Alberghiera (IPSAR) “Le Streghe” di Benevento. Tale collaborazione offre ai detenuti la possibilità di acquisire competenze professionali qualificanti, ponendo le basi per un futuro reinserimento nel mondo del lavoro.

La delegazione ha poi visitato la cucina della Casa Circondariale. In tale contesto, è stato possibile apprezzare l’impegno e la professionalità di alcuni detenuti che, sotto la supervisione del personale, si occupano della preparazione del vitto per l’intera popolazione carceraria. In vista della Santa Pasqua, gli stessi si stavano cimentando nella preparazione di “manicaretti” tipici della festività, a dimostrazione non solo delle abilità acquisite, ma anche di un clima di partecipazione e impegno.

Infine, la visita si è estesa ad alcune sezioni di media sicurezza, consentendo alla delegazione di avere un quadro più completo della realtà detentiva dell’istituto sannita.

L’iniziativa si inserisce nel solco delle attività che l’AIGA svolge a tutela dei diritti e per la promozione di una giustizia che sia anche strumento di rieducazione e recupero sociale.

Benevento, arrestato noto dentista dei vip: portava droga in carcere

Benevento, arrestato noto dentista dei vip: portava droga in carcere

BeneventoCronaca
L’odontoiatra, 59 anni, è stato fermato giovedì 19 marzo nel carcere di Benevento dall’unità cinofila.

Novantatré grammi di hashish diviso in cinque pezzi avvolti in dei profilattici e messi all’interno di una confezione di collutorio: questo è ciò che è stato trovato nel trolley di un noto dentista della Capitale, C. R. (difeso dall’Avvocato Fabio Ficedolo), il quale giovedì 19 marzo faceva ingresso nella Casa Circondariale di Benevento per visitare un detenuto.

L’odontoiatra romano, 59 anni, noto per essere il “dentista dei vip”, avrebbe dovuto visitare il detenuto G. D., un uomo legato ai clan camorristi, condannato nel maggio 2025 a vent’anni di reclusione. Tuttavia, all’ingresso del carcere campano, il suo trolley è stato puntato da un cane dell’unità cinofila della polizia penitenziaria. Il successivo controllo degli agenti permetteva di scoprire che all’interno di esso non vi era attrezzatura medica, ma un quantitativo di stupefacenti ben nascosto, di cui sono ancora ignoti i destinatari.

Il medico odontoiatra, infatti, avrebbe affermato di non sapere come quella droga fosse finita nel suo bagaglio; una versione che, chiaramente, non ha convito gli agenti della penitenziaria e neanche il gip, il quale ha disposto l’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria.

Al momento, tra le tesi più plausibili vi è quella secondo cui il 59enne fosse stato incaricato da qualcuno per portare l’hashish a G. D., in cambio di denaro.

Benevento, ASIA e casa circondariale: sì a collaborazione istituzionale

Benevento, ASIA e casa circondariale: sì a collaborazione istituzionale

AttualitàBenevento Città

Questa mattina il management dell’Asia ha incontrato la direzione della casa circondariale di Benevento per un confronto teso a instaurare forme future di collaborazione.

L’amministratore unico aziendale, Donato Madaro, e la direttrice del carcere Marianna Adanti, hanno concordato sulla realizzazione di un progetto volto alla formazione dei detenuti nel campo del settore dell’igiene ambientale, che contemperi allo stesso tempo il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti (con la possibilità di creare opportunità di lavoro nel pieno rispetto della normativa vigente e dei principi di legalità, sicurezza e dignità della persona) con la possibilità di Asia di migliorare le proprie performance.

L’incontro rappresenta un primo passo verso la costruzione di una collaborazione orientata a coniugare l’efficienza del servizio pubblico con la responsabilità sociale, valorizzando il ruolo dell’impresa pubblica come strumento di inclusione e crescita per il territorio. I dettagli del progetto saranno oggetto di confronti futuri per definire nel dettaglio contenuti e modalità operative.

Per la casa circondariale hanno partecipato oltre alla direttrice, Gabriella Polcino, capo Area educativa, e Gianni Natale, assistente capo coordinatore della polizia penitenziaria. Per Asia, oltre all’amministratore unico, Rosa Francesca, responsabile dell’Area impianti, Nicolino Cardone, responsabile Area amministrativa e il responsabile controllo del territorio, Umberto Panunzio.

Benevento, scarcerato per fine pena: 45enne nigeriano trasferito nel CPR

Benevento, scarcerato per fine pena: 45enne nigeriano trasferito nel CPR

BeneventoCronaca

La Polizia di Stato ha trasferito presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri di Palazzo San Gervasio (Potenza) un 45enne nato in Nigeria che ieri mattina era stato scarcerato per fine pena.

L’uomo aveva terminato di scontare presso la Casa Circondariale di Benevento una condanna di 7 anni e mesi 2 di reclusione in quanto appartenente ad associazione di tipo mafioso e una condanna a mesi 8 di reclusione per detenzione di materiale pedopornografico.

Inoltre, lo stesso annovera a suo carico anche precedenti per stupefacenti, favoreggiamento della prostituzione, estorsione, immigrazione clandestina e reati contro la persona.

Nei suoi confronti veniva pertanto emesso un decreto di espulsione dal Prefetto di Benevento e contestuale decreto di trattenimento del Questore di Benevento presso il Centro di Permanenza per Rimpatri di Palazzo San Gervasio ove, sempre ieri, veniva accompagnato da personale dipendente.

Aiga di Benevento ospite della Casa Circondariale per un importante evento musicale

Aiga di Benevento ospite della Casa Circondariale per un importante evento musicale

AttualitàBenevento Città

La sezione Aiga di Benevento è, nell’ottica delle sue attività volte a contribuire a promuovere la rieducazione ed il recupero sociale dei detenuti, attraverso il proprio organismo ONAC, ha organizzato, nella giornata del 14.01.2026, ha organizzato  un evento straordinario, con l’esibizione musicale del noto rapper regionale Alessandro Girardi, in arte Mooncler, che ha allietato ed allievato per 2 ore circa, la routine quotidiana dei detenuti della Casa Circondariale di Benevento.

L’AIGA era presente con la componente del Dipartimento Nazionale dell’Esecuzione delle Pena, Avv. Antonella Mazzone, con il suo Presidente, Avv. Francesco Capuozzo, e la socia Avv. Gaia Lavorgna. Ad accompagnare la delegazione sannita, c’era anche il Presidente della Camera Penale di Benevento, Avv. Nico Salomone.  

Sono stati accolti, con molto garbo, gentilezza, e simpatia istituzionale, dalla direttrice, la Dott.ssa Marianna Adanti, che dirige la struttura della Casa Circondariale di Benevento. Esperienza straordinaria, sotto il profilo professionale ed umano.

Occasioni, come queste, permettono di prendere cognizione vera sulle problematiche esistenti nelle strutture ed al contempo di tentare con eventi del genere, di recuperare alla società il recluso, mediante la musica e l’arte. Viviamo un momento storico in cui il tema carceri assume un grande rilievo sociale, oltre che giuridico.

L’AIGA di Benevento, si impegna a garantire una sempre crescente presenza e collaborazione con le strutture carcerarie, nell’ottica delle attività ricreative di rieducazione, anche nella veste di intermediari e portatori di proposte concrete da elaborare nelle sedi istituzionali per far fronte alle sempre crescenti criticità che richiedono improrogabilmente una riforma strutturale del nostro sistema carcerario, italiano.

Casa Circondariale di Benevento, cambio al vertice: oggi il passaggio di consegne fra i due direttori

Casa Circondariale di Benevento, cambio al vertice: oggi il passaggio di consegne fra i due direttori

AttualitàBenevento Città

Assume oggi la direzione della Casa Circondariale di Benevento la dottoressa Marianna Adanti, ad interim con la direzione del penitenziario di Sant’Angelo dei Lombardi di cui è già titolare.

La Adanti prende il posto del Direttore uscente, Gianfranco Marcello, che ha diretto il penitenziario sannita per diversi anni.

Il SiNAPPe, augurando il meglio per i nuovi incarichi che saranno attribuiti al dott. Marcello e ringraziandolo per il confronto franco con le Organizzazioni Sindacali che ha caratterizzato il proprio agito, porge il proprio benvenuto alla dott.ssa Adanti, esprimendo sin d’ora sentimenti di stima e apertura collaborativa tesa al comune obiettivo di una gestione “illuminata” della “cosa pubblica” quale substrato necessario per dignitose condizioni lavorative per il personale di Polizia Penitenziaria.

VIDEO – “Cortincarcere” chiusa la IV edizione con il regista Fabio Massa e l’attore Luca Varone

VIDEO – “Cortincarcere” chiusa la IV edizione con il regista Fabio Massa e l’attore Luca Varone

AttualitàBenevento Città

Venerdì 3 ottobre, presso la Casa Circondariale di Benevento, si è tenuto l’ultimo appuntamento del progetto “Cortincarcere”, IV edizione, nell’ambito del Social Film Festival ArTelesia – Benevento, XVII edizione.

L’incontro ha visto la proiezione del film “Global Harmony”, diretto dal regista Fabio Massa e premiato in una delle sezioni del festival sannita, e un successivo confronto tra i detenuti partecipanti al workshop cinematografico e due ospiti d’eccezione: lo stesso Massa e l’attore Luca Varone, protagonista della serie televisiva “Mare fuori”.

Il dialogo con i detenuti si è rivelato particolarmente stimolante e ricco di spunti. Varone, che per la prima volta ha avuto occasione di confrontarsi con persone detenute, ha sottolineato le differenze tra la rappresentazione della realtà carceraria sullo schermo e la vita vera, evidenziando come «sarebbe assolutamente fondamentale prevedere corsi di recitazione all’interno delle carceri, perché rappresenterebbero il miglior modo per sostenere il percorso di rieducazione».

Il regista Massa, invece, ha voluto lasciare un messaggio di speranza, richiamando una scena del suo film: «C’è speranza e ci sarà sempre speranza: questo auguro a queste persone, affinché possano tornare dalle loro famiglie e ricominciare la propria vita».

Con questo appuntamento si chiude il cineforum, sviluppatosi negli ultimi tre mesi, che, per il quarto anno, ha coinvolto i reparti di media sicurezza, alta sicurezza e sex offender della Casa Circondariale di Benevento. Il percorso, promosso dalla Camera Penale di Benevento insieme all’APS Libero Teatro e reso possibile grazie al supporto della Direzione del carcere e del personale civile e di polizia penitenziaria, ha rappresentato un’occasione unica di scambio e di crescita reciproca. In virtù di ciò, il presidente della Camera Penale di Benevento, Avv. Nico Salomone, ringrazia personalmente gli ospiti della CC di Benevento per l’appassionata partecipazione al progetto e tutti coloro che lo hanno reso ancora una volta possibile.

Benevento, c’è preoccupazione in carcere. SAPPE: “Ci sono detenuti con scabbia”

Benevento, c’è preoccupazione in carcere. SAPPE: “Ci sono detenuti con scabbia”

BeneventoCronaca

C’è preoccupazione tra il personale di Polizia Penitenziaria in servizio nella Casa circondariale di BENEVENTO per la possibile presenza di detenuti affetti da scabbia. Raccoglie gli allarmi il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. ”Nessun allarmismo, ma sarebbero stati riscontrati dei casi di scabbia tra i detenuti”, segnala Giuseppe Cimino, segretario nazionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. 

“Al momento”, prosegue, “la situazione è sotto controllo, ma chiediamo comunque all’amministrazione penitenziaria e alle istituzioni che siano attivate tutte le procedure sanitarie previste a tutela dei lavoratori e delle persone private della libertà personale affinché si limiti l’eventuale contagio”.

Sul rischio di contagi da scabbia Donato Capece, segretario generale del SAPPE, denuncia: “A Benevento, come in tutte le carceri italiane, la Polizia Penitenziaria è l’unica rappresentante dello Stato che sta fronteggiando l’emergenza sovraffollamento: oltre al danno c’è però la beffa di essere gli unici esposti a malattie come l’HIV, la tubercolosi, la meningite, la scabbia e altre malattie che si ritenevano debellate in Italia”.

Per questo invita con urgenza i vertici nazionali, regionali e locali del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria “a disporre con urgenza ogni accertamento e, se del caso, avviare tutte le procedure per la profilassi al personale di Polizia Penitenziaria ed anche agli altri detenuti. Quella sanitaria”, conclude, “è una situazione assai problematica per le carceri, per minori e adulti, che espone il personale di Polizia Penitenziaria a rischi costanti e continui per la propria incolumità e sicurezza”.

Camera Penale di Benevento, visita alla Casa Circondariale

Camera Penale di Benevento, visita alla Casa Circondariale

AttualitàBenevento Città

La Camera Penale di Benevento, con una propria delegazione, nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in agosto”, organizzata dall’Osservatorio Carcere dell’UCPI, ha visitato la Casa circondariale di Benevento “Michele Gaglione”.

Grazie alla disponibilità e alla guida del Direttore, dr. Gianfranco Marcello e del Vice Comandante della Polizia penitenziaria dell’Istituto, dr.ssa Alessandra Iandiorio, oltre che del personale di P.P. e dei funzionari giuridico-pedagogici, la delegazione – dopo un breve colloquio iniziale – ha fatto ingresso nelle diverse sezioni dell’Istituto. Rispetto alla capienza regolare di 259 unità, sono presenti attualmente in istituto circa 370 detenuti.

Il descritto sovraffollamento (nonostante il leggero calo di presenze rispetto agli anni scorsi) continua a gravare sulle spalle del personale di polizia penitenziaria e civile, determinando difficoltà di ogni tipo, sul piano logistico-organizzativo e trattamentale.

Il personale di polizia penitenziaria consta di circa 217 agenti, tra i quali permane una sensibile e problematica situazione di sottorganico, aggravata dal sovraffollamento. Il personale civile composto dai funzionari giuridico-pedagogici (cd. “educatori”) consta di unità sotto la decina (6) che si rivelano carenti in rapporto alle esigenze del “trattamento intensificato/individualizzato” per i detenuti, che dovrebbero di fatto vivere il carcere all’esterno della singola cella, impegnati in attività rieducative e di reintegrazione. Al fine di assicurare l’attività trattamentale prevista dall’O.P. sarebbero necessari all’interno dell’Istituto penitenziario almeno due educatori per ogni sezione, cosa che almeno per il momento appare irrealizzabile.

La significativa criticità insiste ancora nel settore sanitario: sono previsti in organico 7 medici e 14 infermieri per la continuità assistenziale; come specialisti interni, v’è ad oggi unicamente un dentista (la ginecologa, prima presente, manca da giugno di quest’anno). Mancano altresì pneumologo, neurologo, dermatologo, otorino e chirurgo. Il resto delle visite specialistiche è demandato all’esterno con lunghi tempi di attesa. Il turno giornaliero del singolo medico presente in istituto lo costringe a ritmi massacranti; lo stesso vale per il personale infermieristico. Sotto il profilo dell’assistenza psichiatrica, l’ASL garantisce in concreto la presenza di uno psichiatra (a rotazione) all’interno dell’istituto solo per quattro volte al mese (che di fatto si riducono spesso a due o tre al mese), assolutamente insufficiente, oltretutto con un’attività limitata a non più di 5 consulenze per ogni accesso. L’articolazione sanitaria, inoltre, in generale, è priva di autonomia strutturale, situata al fianco del reparto Media Sicurezza e con équipe a rotazione con organico strutturalmente carente. La sezione ATSM (articolazione per la tutela della salute mentale) risulta allo stato ancora chiusa, in attesa dei lavori di ristrutturazione.

Del personale appartenente all’Asl – Benevento fanno parte due psicologi per 38 ore settimanali ognuno (1 dirigente e 1 specialista ambulatoriale) i quali in particolare si occupano della valutazione e prevenzione del rischio suicidario, oltre che dei gesti autolesivi dei detenuti, sia all’ingresso, che durante la permanenza in carcere (svolgono, inoltre, quotidianamente attività di sostegno per la popolazione ristretta).

L’Istituto garantisce attività scolastica (scuola dell’obbligo, istituto alberghiero ed altri corsi di formazione) e lavorativa; all’interno è presente una sartoria (direttore tecnico, Francesco Pedicini) dotata di strumenti all’avanguardia, dunque in grado di produrre lavori sartoriali di buona fattura (in fase pandemica erano state prodotte mascherine per la cittadinanza e ordinariamente vengono prodotte divise per i lavoranti e manutenute le divise della polizia penitenziaria; vengono prodotti altresì altri lavori, sempre su commessa ministeriale). Più limitata è l’attività trattamentale di tipo culturale e ricreativo, demandata come sempre alla buona volontà dei volontari, che pur organizzano eventi teatrali e cinematografici all’interno dell’istituto, con una certa frequenza, anche grazie all’impegno della Direzione, degli educatori e degli agenti.

Le attività trattamentali, come verificato anche nelle precedenti visite, attengono ad attività sportiva (campo da calcio, sale per l’esercizio fisico di modeste dimensioni con presenza di attrezzatura non idonea all’offesa personale), attività ludiche (teatro, cineforum e simili) ed attività finalizzate all’inserimento nel mondo del lavoro (ex art. 80: progetto “integrando” che consta del sostegno di psicologi-criminologi; la linea della vita e progetti regionali di carattere generale come corsi tecnici per pizzaioli e simili).

Al riguardo viene riferito che 4 detenuti sono stati autorizzati ed assunti per lavorare come operai nei cantieri dell’alta velocità. Risultano detenuti collocati presso l’ASI e 2 presso la Caritas, mentre atri detenuti svolgono lavoro all’interno della struttura penitenziaria: 12 in sartoria e in numero variabile in cucina o nel settore pulizia e manutenzione.

I locali palestra interni ai reparti sono desueti e sostanzialmente inutilizzati, con macchine ormai fuori uso e obsolete. I locali per la socialità appaiono spogli, in particolare nel reparto comuni, con connesse lamentele dei detenuti. L’istituto ha attivato ormai da tempo un servizio e-mail per le comunicazioni con i detenuti ed ha implementato, per i colloqui, l’utilizzo delle videochiamate, pur avendo ripristinato il sistema ordinario delle visite in vigore precedentemente all’emergenza pandemica. È sempre presente in struttura il “totem” elettronico messo a disposizione dei detenuti per la spesa, oltre che una ludoteca utilizzata per i colloqui con i familiari dei detenuti con figli e un servizio anagrafe per i documenti di identità.

Per quanto appreso direttamente dal personale e soprattutto dai detenuti medesimi, le visite al carcere da parte dei magistrati di sorveglianza per i colloqui richiesti e periodici sono effettuate di rado; e negli ultimi anni i colloqui si svolgono prevalentemente (quasi esclusivamente) con modalità telematiche. A tale carenza, si aggiunge – sempre in termini di colloqui con i detenuti – il peso dell’assenza di un vicedirettore in pianta stabile.

Le celle, nonostante il sovraffollamento, appaiono in condizioni mediamente accettabili, con qualche caso più evidente di spazio eccessivamente ristretto (nonché di umidità sulle pareti), ai limiti delle misure ritenute “umane”, secondo i criteri individuati dalla CEDU, dalla giurisprudenza di legittimità e dalla legislazione nazionale. Introdotti di recente i frigoriferi, manca invece un’area verde per i detenuti.

Il Carcere di Benevento, in definitiva, si appalesa come un istituto penitenziario che tra le mille difficoltà connesse alla carenza di fondi, personale, strutture e alla scarsa attenzione della Politica e delle Istituzioni, si muove lungo una linea di buona gestione e impegno che garantisce ascolto e detenzione mediamente “sopportabile”, ma con l’urgenza ormai non più rimandabile di provvedere da parte delle autorità sanitarie competenti a garantire una concreta assistenza psichiatrica, e sanitaria in generale, degna di un Paese civile.

Più in generale, la grave condizione di sovraffollamento rende cogenti interventi legislativi di deflazionamento detentivo/carcerario, interventi seri ormai non più rinviabili; provvedimenti come l’amnistia e/o l’indulto, oltre che una seria estensione della gamma delle misure alternative alla detenzione e dell’applicazione della liberazione anticipata.

I 56 casi, ad oggi, di suicidio all’interno delle carceri – tra i quali il recente episodio proprio nell’istituto sannita – devono allarmare le coscienze dei cittadini. Non c’è più tempo.