Autobus urbani, domani mobilitazione contro ogni forma di violenza

Autobus urbani, domani mobilitazione contro ogni forma di violenza

Politica

In seguito alle diverse manifestazioni di violenza che si sono ripetute sugli autobus urbani nelle ultime settimane, Civico 22 unitamente a Partito Democratico, Città Aperta, Movimento 5Stelle, Europaverde-Verdi e Azione, con il coinvolgimento del sindacato di categoria e delle associazioni provinciali, ricevendo adesione dalla Filt-Cgil, Uil-Trasporti, Acli, Federconsumatori e Laboratorio Per La Felicità’ Pubblica, hanno organizzato una mobilitazione di sensibilizzazione contro la violenza sugli autobus domani, lunedì 18 marzo ore 19:00.

Gli attivisti e le attiviste dei partiti, dei movimenti, dei sindacati e delle associazioni che aderiranno alla mobilitazione saliranno sugli autobus urbani per manifestare solidarietà agli autisti e all’utenza che quotidianamente utilizza il mezzo di trasporto, per ascoltare dagli avventori e dagli stessi conducenti proposte di risoluzione e di prevenzione delle aggressioni in corso e per comprendere dal vivo come si verificano le dinamiche conflittuali che si ripetono sui mezzi di trasporto locale.

Insieme riteniamo che non bastano le misure repressive, che al massimo possono essere utili a individuare e punire i colpevoli di reato, sono ancora più urgenti misure preventive di carattere sociale capaci di prevenire ogni forma di violenza.

L’appuntamento è domani, lunedì 18 marzo 2024 ore 19:00 alla fermata dell’autobus su via del Pomerio, nei pressi dell’arco di Traiano. Invitiamo la cittadinanza tutta a munirsi di biglietto e a partecipare.

Criticità Mellusi-Atlantici, Megna: “Argomento sia trattato in commissione traffico”

Criticità Mellusi-Atlantici, Megna: “Argomento sia trattato in commissione traffico”

Politica

“La questione sollevata dal Comitato Mellusi – Atlantici per il senso unico installato su via Filippo Maria Guidi va ad impattare su una situazione già fortemente critica dell’intero quartiere. A tal proposito ho richiesto che l’argomento sia trattato in commissione traffico, ma è necessario avere uno sguardo più ampio su tutte le problematiche che interessano l’area.

La zona, che un tempo era considerata il fiore all’occhiello della città, ormai è un far west, con traffico inteso e “scomposto” che intasa tutta l’area – da Via Meomartini alla zona Cappuccini, Viale Mellusi e relative strade di intersezione – soste selvagge, carenza di aree di parcheggio, assenza di controlli. Manca un piano traffico che tenga conto della cementificazione sempre più spinta, così come della presenza di istituti scolastici molto popolosi.

Ormai per attraversare incolumi Via Meomartini bisogna votarsi al santo Patrono, non solo per l’intensità del traffico, visto che mancano del tutto attraversamenti pedonali, nonostante su questa strada insista un ufficio postale ed esercizi commerciali molto frequentati. Le ripetute segnalazioni dei residenti sono cadute fino ad oggi nel vuoto, ma la questione diventa di massima urgenza visto l’aumento dei veicoli in transito su questa via a causa del senso unico di via Guidi.

Si dovrebbe intervenire nella zona Cappuccini soprattutto in prossimità della sosta bus, così come andrebbe risolta la questione dell’intersezione tra Via Vetrone e Via Pascoli nei pressi del noto fast food.  Chi deve accompagnare i propri figli a scuola è costretto, infatti, a tagliare la doppia striscia continua o a fare la gincana tra le auto, senza un attraversamento pedonale. Viene da chiedersi, poi, con una situazione così critica, perché ci si ostina a sottrarre alle famiglie la fruizione delle aree di parcheggio nei pressi della scuola, consentendo la sosta prolungata delle c.d. vele pubblicitarie o di giostrine messe a deposito da anni, anche questo oggetto di annose segnalazioni.

Cosa succederà poi in questa zona quando sarà aperta la Cittadella degli Uffici è facilmente immaginabile. Si salvi chi può, se non fosse che accanto ai problemi di sicurezza e di viabilità, l’inquinamento atmosferico dovrebbe davvero allarmare.

Non abbiamo evidenze, se non quelle empiriche di chi quelle strade le percorre a piedi, ma sarebbe opportuno installare una centralina di rilevazione in zona Cappuccini.

E a tal proposito siamo lieti che il Sindaco sia sulle nostre stesse posizioni rispetto agli sforamenti dei livelli di polveri sottili della città, perché fino ad oggi eravamo stati tacciati di allarmismo.

Da anni continuiamo a registrare continui sforamenti, con una qualità dell’aria paragonabile a zone fortemente industrializzate. Rispetto a tali evidenze e ai danni gravissimi che si riflettono sulla salute non ci si può limitare a dire che siamo un territorio sfortunato “a conca”. Aspettiamo di sapere quali sono queste azioni che dopo 8 anni di consiliatura si intende mettere in campo, anche perché al momento anche i famosi bollini blu delle caldaie stanno andando parecchio a rilento, così come di conoscere che a che punto sia il piano di caratterizzazione delle polveri sottili, strumento imprescindibile per interventi efficaci”.

Così scrive sulle criticità riguardanti l’area Mellusi-Atlantinci, Giovanna Megna, consigliera comunale di Civico 22.

Mozione acqua, Megna: “Palladino unico tra la maggioranza a dimostrare di tenere a cuore la questione”

Mozione acqua, Megna: “Palladino unico tra la maggioranza a dimostrare di tenere a cuore la questione”

Politica

“Benevento ha deciso di restare in silenzio rispetto alla svendita dell’acqua e questo nonostante ci riguardi particolarmente vista l’enorme risorsa rappresentata dall’invaso di Campolattaro.

Se infatti i Consigli Comunali di Napoli e di Avellino hanno fatto giungere forte e chiaro il loro messaggio, approvando all’unanimità la mozione contro la privatizzazione degli acquedotti campani, lo stesso non è accaduto ieri per noi”. Così in una nota stampa la consigliera di Civico22, Giovanna Megna

“La mozione che abbiamo portato in consiglio – prosegue – riguardava la Grande Adduzione Primaria Regionale e la decisione assunta dalla Giunta regionale di affidarne la gestione ad una società mista pubblico/privata. In sostanza si dà avvio alla costituzione di una società per fare profitto sulla distribuzione dell’acqua proveniente dalle sorgenti di Caposele, Cassano Irpino, del Garigliano e della diga di Campolattaro.

Che ragione c’è a cedere risorse preziose ad un socio privato? Sicuramente non economiche, atteso che i fondi per gli investimenti sono e saranno pubblici. Nessun vantaggio, quindi, mentre il rischio che le bollette diventino sempre più salate è quantomai concreto.

Le questioni che riguardano la gestione della risorsa idrica dovrebbero essere particolarmente sentite viste le enormi criticità legate all’impatto dei cambiamenti climatici, allo stato delle infrastrutture idriche, per non parlare delle note questioni di contaminazione delle falde o della cattiva gestione. Invece sembra che l’interesse si limiti alle ore in cui i rubinetti restano a secco.

Eppure è di oggi la notizia secondo cui Benevento (dati Eurispes) è tra le top ten delle città con la maggiore dispersione di acqua, oltre il 60% è la perdita in reti obsolete e colabrodo, un dato spaventoso.

Così come è noto che il principale investimento (di fondi pubblici) su questo fronte riguarda proprio il nostro territorio, con l’enorme risorsa rappresentata dall’invaso di Campolattaro.

Anche su questo ci sarebbe molto da dire, come qualcuno ha osservato, un investimento complesso che sembra portare i maggiori vantaggi fuori dal Sannio.

Dovremmo difendere il nostro territorio, le nostre risorse, con le unghie e con i denti e invece restiamo immobili, indifferenti.

Sembra una diminutio accettare una proposta dell’opposizione, anche se di senso, come ha dimostrato anche la bocciatura della proposta pure lavatasi dai banchi dell’opposizione di destinare agli scavi archeologici di Piazza Pacca il surplus dei fondi PICS”.

“Per questo mi sento in dovere di ringraziare il consigliere Marcello Palladino che, unico tra i banchi della maggioranza, ha dimostrato di avere a cuore la questione acqua, di saper mettere da parte ragioni di appartenenza politica, esponendosi anche a palesi disappunti, per qualcosa che ha un valore più alto e che inciderà in maniera pesantissima sul futuro del Sannio e delle prossime generazioni”, conclude.

Duomo, Megna: “Evitata una tragedia, fondi andavano spesi lì e non in zona Arco di Traiano”

Duomo, Megna: “Evitata una tragedia, fondi andavano spesi lì e non in zona Arco di Traiano”

Politica

“La fortuna ha evitato una tragedia, ma altrettanta non ne ha avuta l’edificio incompiuto di Piazza Duomo, che si è meritato un nomignolo ormai acquisito dalla popolazione”. Esordisce così, in una nota stampa, la consigliera di Civico 22, Giovanna Megna, che commenta l’episodio avvenuto ieri sera in zona Duomo (leggi QUI).

“L’accaduto – spiega – evidenzia ciò che diciamo da mesi, si è preferito spendere i cospicui fondi a disposizione in zone che davvero non ne avevano bisogno, come l’Arco di Traiano, e non mettere mano a completare qualcosa di già avviato, come se dare continuità al passato fosse una diminutio o che contribuisca a incrinare lo scudo di “quelli di prima…” dietro cui celare ogni mancanza”.

“Va ricordato – continua Megna – che l’edificio Gabetti – Isola, frutto di un concorso internazionale di progettazione, fu voluto fin dall’origine come piazza coperta, per realizzare un “pieno” edilizio che riempisse il “vuoto” lasciato dai bombardamenti e restituisse all’area del Duomo la sua storica conformazione urbanistico-edilizia. Si è immaginato sin dall’inizio che lo spazio di uso pubblico dovesse corrispondere al porticato e alla terrazza con affaccio sul Duomo.

Benissimo, quindi, il ricorso al project financing considerando che i volumi edilizi non sono stati progettati per assolvere necessariamente a funzioni pubblicistiche. Se però si sceglie questa strada, sempre salvaguardando l’uso pubblico della piazza coperta e terrazzo, perché avere destinazioni così specifiche come quelle riportate dalla stampa anche oggi e non puntare ad un bando aperto, magari scegliendo il concessionario anche in funzione della proposta?

A margine, sarebbe necessaria una riflessione più ampia sulla situazione del centro storico, che ha un bisogno disperato di essere rivitalizzato da funzioni che assicurino una frequentazione diurna, progressivamente in declino. Ormai la funzione è sempre più esclusivamente residenziale o ludico-serale e questo penalizza il commercio, innescando una spirale perversa che aggrava la desertificazione e finisce col danneggiare anche il turismo”.

“Per questo ci si augura che l’edificio possa essere completato non solo in tempi rapidi, ma che sia funzionale a dare nuovo ossigeno al cuore della città”, conclude.

Benevento| Acqua Pubblica, mozione dell’opposizione

Benevento| Acqua Pubblica, mozione dell’opposizione

Politica

Riceviamo da Civico 22 e pubblichiamo la seguente nota stampa.

“I consiglieri comunali Giovanna Megna, Angelo Moretti (Civico 22), Giovanni De Lorenzo, Raffaele De Longis, Floriana Fioretti, Maria Letizia Varricchio (PD) Angelo Miceli, Luigi Diego Perifano (Città Aperta) e Luigia Piccaluga (Centro Democratico), alla luce dell’importante riflessione avviata sul tema dell’acqua pubblica in occasione del Forum di discussione del 17 dicembre scorso ed in dialogo con i comitati per l’acqua pubblica della Campania, hanno presentato una mozione affinché il Consiglio Comunale di Benevento impegni l’Amministrazione Comunale e il Sindaco a sollecitare la Regione Campania affinché provveda alla costituzione di una società a totale partecipazione pubblica per la gestione della GRA “Grande adduzione primaria regionale”.

La Giunta Regionale della Campania, infatti, con la delibera n.312 del 31/05/2023 ha espresso un atto di indirizzo che prevede  la costituzione di una società mista pubblico privata per l’affidamento della gestione del servizio della GRA. Il che significa che anche in questo caso la Regione si volge ostinatamente verso un orientamento contrario allo spirito del Referendum del 2011, andando addirittura a privatizzare la metà delle maggiori risorse idriche del mezzogiorno Italia.

Le fonti del Garigliano, di Cassano Irpino, di Montemarano, l’acquedotto del Biferno e soprattutto l’acqua dell’invaso di Campolattaro, infatti, saranno gestite dalle multinazionali aggiudicatarie della gara d’appalto, se dovesse passare quell’indirizzo politico espresso dalla Regione.

Per questo motivo i consiglieri firmatari della mozione auspicano un’ampia convergenza delle forze presenti in consiglio comunale che vada al di là delle appartenenze politiche e delle scelte sin’ora operate. A prescindere dalle forme di gestione scelte all’interno dei singoli distretti idrici della Campania (pubbliche, private o miste) con questo atto d’indirizzo si vuole cedere al mercato la vendita all’ingrosso dell’acqua.

Analoghi provvedimenti sono già stati presentati nei consigli comunali di Napoli, Avellino, Pozzuoli e Marano ed altri ne seguiranno, al fine di portare la discussione in seno al Consiglio Regionale, perché la privatizzazione dell’acqua è una decisione che non può essere sottratta al dibattito democratico tra maggioranze ed opposizioni.

Riteniamo che la costituzione di questa società significherebbe condizionare per i prossimi trent’anni lo sviluppo dei nostri territori, penalizzando le fasce più deboli della popolazione e l’agricoltura locale. Per questi motivi auspichiamo che in consiglio prevalga il buon senso e la difesa del bene comune”.

Città Spettacolo, Moretti: “Boom di presenze? Merito degli artisti, nessuna strategia di valorizzazione della città”

Città Spettacolo, Moretti: “Boom di presenze? Merito degli artisti, nessuna strategia di valorizzazione della città”

Politica

‘Vengo subito al dunque- scrive Angelo Moretti di Civico 22 -: sono ben felice che i giovani, i ragazzini, le famiglie della nostra città e delle città limitrofe abbiano goduto di due bei concertoni in piazza Risorgimento e soprattutto che non ci siano stati disordini o infortuni. È stato bello vedere lo sciame di adolescenti che raggiungevano la piazza da ogni parte”.

“Dunque è andata bene l’edizione appena trascorsa di Città Spettacolo? – si chiede Moretti – Niente affatto, sono andati bene i concerti”.

“Con un finanziamento pubblico della regione Campania di 250.000,00 euro a valere sul POC-Piano Strategico per la Cultura e i Beni Culturali e una previsione di incassi da sbigliettamento di 65mila euro (secondo la delibera di giunta n. 177 del 23 agosto 2023) abbiamo scoperto che Gianni Morandi e Geolier attirano le folle di fan”, prosegue.

“Se è vero che il concerto di Geolier ha registrato 10 mila biglietti – continua il consigliere comunale di opposizione -, come da ogni dove è riportato nei commenti entusiastici degli organizzatori della rassegna, allora con 15,00 euro a biglietto siamo andati ben oltre la previsione di incassi della delibera. Dunque i fondi di Città Spettacolo sono serviti a Geolier per fare un concerto a pagamento? Morandi ha avuto meno massa ma la stessa sostanza, con un biglietto tra i 60 e i 90 euro a spettatore: il concerto è andato anche qui alla grande, ma che c’entra questo con la “Strategia per la Cultura ed i Beni Culturali” finanziata dalla Regione Campania?

Il dato vero è un altro: i cittadini hanno desiderio di partecipare ai concerti e se li pagano pure, ma di ciò che dovrebbe fare l’amministrazione, e cioè una strategia di valorizzazione della città, in questa rassegna non se ne vede nemmeno l’ombra, vediamo solo le ricevute di pagamento a carico dei contribuenti regionali che si aggiungono al costo dei biglietti.

“Piano Strategico per la Cultura” significa avere un indirizzo, una destinazione identitaria per il complesso culturale materiale e immateriale della città che vada oltre la Rassegna stessa. Quando Città Spettacolo era una rassegna di livello nazionale, sulle anteprime teatrali era chiara la sua vision: Benevento è una piccola città di entroterra con ben otto teatri, a partire da quello Romano fino al gioiellino Vittorio Emmanuele, passando per il San Nicola e il De Simone, che si poneva nel panorama culturale nazionale come un’eccellenza in quell’arte. Gli amanti della nostra rassegna venivano per l’intero periodo e si abbonavano pure, non era una tappa “mordi e fuggi”, ma la scoperta di un patrimonio artistico locale sconosciuto ai più.

Ora la nuova direzione artistica e il suo mecenate politico intendono spostare l’asse dal teatro alla cultura pop? Benissimo, lo facessero, ma non sarà il successo dei concerti a determinare questa nuova identità. Se l’anno prossimo venisse Vasco Rossi potremmo arrivare anche a 200.000 presenze, ma il merito resterebbe in capo a Vasco non certo alla città.

Un piano strategico per la cultura pop significa organizzare una rassegna che parli di questa cultura all’interno delle vene e delle arterie vive del nostro capoluogo, che dica qualcosa di noi al mondo e che dia occasione di crescita alla nostra comunità“.

Spendere fondi pubblici per la cultura dovrebbe servire a dare occasioni di sviluppo alla città, non di visibilità agli artisti, per i quali piazza Risorgimento è pari alle altre centinaia di piazze che riempiono. Se Mastella, Tartaglia Polcini e Giordano intendono questa per “strategia culturale” dovrebbero solo ridursi ad assoldare impresari capaci e chiamare il festival “Festival dell’Impresario capace”, una sorta di Borsa commerciale per organizzatori di concerti a pagamento.

Nel frattempo lasciassero riposare in pace la nostra Rassegna, che ha un suo passato onorevole e dignitoso che merita di essere conservato almeno come ricordo di un attrattore culturale che fu”, conclude.

Moretti: “Città spettacolo è un festival di teatro e arte, cosa c’entra la bruschetta record?”

Moretti: “Città spettacolo è un festival di teatro e arte, cosa c’entra la bruschetta record?”

Politica

“Io sono davvero grato – scrive Angelo Moretti di Civico 22 – a Coldiretti per il grande lavoro di difesa della filiera corta che opera in tutta Italia, attraverso quell’ottima infrastruttura che è la Fondazione Campagna Amica.

Ma perché lanciare il record della “bruschetta più lunga di Italia” nel corso della Rassegna Città Spettacolo di Benevento?”.

“Città Spettacolo – prosegue – è un festival del teatro e delle arti che oltre aver dato grande lustro alla città, con la presenza delle maggiori opere e di artisti sia della tradizione italiana che dell’avanguardia internazionale, era anche un momento in cui Benevento si ritrovava immersa nelle sue bellezze per fruire di performance che ci portavano fuori dalla provincia.

La bruschetta è cosa buona e giusta, ma non va fatta dentro questo tipo di rassegne perché in questo modo relega la città al ruolo marginale di “mangia, bevi e dormi!” ed i giovani confondono la “cultura” come un altro modo per consumare, non per riflettere ed appassionarsi.

Il cibo di qualità in piazza va proposto in altri contesti ed in altre rassegne”.

“Città Spettacolo – conclude – nasce per promuovere e rendere accessibile le diverse arti sceniche per i cittadini e gli avventori da ogni dove, altrimenti la si lasci riposare definitivamente in pace nei suoi fasti passati e si chiami questa rassegna di fine agosto in altro modo”.

Città Spettacolo, Megna: “Dal prossimo anno si rendano gratuiti anche gli spettacoli per più piccoli”

Città Spettacolo, Megna: “Dal prossimo anno si rendano gratuiti anche gli spettacoli per più piccoli”

Politica

“Avere una posizione distante dal taglio che si è dato negli ultimi anni a Benevento Città Spettacolo, non significa rimanere arroccati su posizioni critiche. Personalmente continuo a non ritenere rispettoso dell’identità del Festival il programma destinato agli adulti, mentre ho sempre apprezzato la sezione rivolta all’infanzia, che è riuscita a mantenere nel tempo una varietà e qualità di offerta.

Sarebbe tuttavia auspicabile, visto che sono previste gratuità per spettacoli rivolti a un pubblico adulto, che per i prossimi anni si provi a coprire interamente con i fondi comunali tutta la sezione della rassegna destinata ai cittadini più piccoli, rendendola totalmente gratuita”.

Così Giovanna Megna, consigliera comunale di Civico 22, che prosegue: “In questi tempi di emergenza educativa, il teatro appare come un potentissimo strumento pedagogico, oltre che culturale: soprattutto nei primi anni di vita, sostiene lo sviluppo dell’empatia, del pensiero creativo, così come contribuisce alla relazione genitoriale. L’esperienza di condivisione genitore/figlio non si conclude con la chiusura del sipario, ma continua nello scambio di riflessioni ed emozioni condivise, un tempo “insieme” e di qualità, che sappiamo essere sempre più scarso nel quotidiano”.

“Ci interroghiamo spesso – prosegue – su quali strumenti mettere in campo dinanzi al disagio giovanile, ai comportamenti irrispettosi del patrimonio pubblico, per non parlare di illeciti più gravi: la politica può fare la sua parte rendendo accessibile a tutti la fruizione di eventi rivolti alle famiglie che hanno un impatto ormai noto sullo sviluppo emotivo della persona.

Abbiamo anche avuto in passato rassegne davvero distintive come il BAB, festival del teatro di figura, che potrebbero essere ripescate dal cassetto”.

“Sono certa, conoscendo la sensibilità dell’Assessora Tartaglia Polcini, che l’appello non cadrà nel vuoto”, conclude.

Piazza Cardinal Pacca, l’opposizione: “Non facciamo calare il sipario sulla piazza”

Piazza Cardinal Pacca, l’opposizione: “Non facciamo calare il sipario sulla piazza”

Politica

I gruppi consiliari di PD, Civico 22 e Città Aperta hanno diffuso la seguente nota in merito alla vicenda di Piazza Cardinal Pacca.

La democrazia partecipata della nostra città ha segnato un’importante vittoria nella vicenda Piazza Cardinal Pacca.

Grazie alla mobilitazione della cittadinanza e dell’opposizione consiliare è stato fermato uno scempio che poteva arrecare danni permanenti alla città: è stata archiviata l’idea folle di un terminal per bus turistici in pieno centro storico, salvando in una sola mossa sia il traffico urbano, e quindi la vivibilità, che la giusta intuizione di valorizzare l’area.

Ora però si rischia che i resti archeologici emersi a seguito degli scavi, importanti indizi dell’esistenza di resti della città romana, vengano ricoperti in fretta e furia e cadano nel dimenticatoio, sotto la bandiera italica del “non ci sono fondi.

Come cittadini, come forze politiche e come consiglieri comunali di opposizione gridiamo forte il nostro “non ci stiamo!”.

Prima che la sabbia ricopra  i fasti passati della nostra città, pretendiamo che la Soprintendenza dei Beni Archeologici, senza attendere il mese di ottobre,  venga a riferire in Consiglio Comunale sul valore di ciò che è stato ritrovato, ed esigiamo che il Comune di Benevento convochi ad horas una conferenza di servizio  con tutti gli enti preposti alla conservazione, restauro e valorizzazione dei beni di interesse archeologico per definire con chiarezza quale sarà la programmazione prossima futura su quel sito.

Non ci stiamo a vedere la sabbia ricoprire la nostra ricchezza storica come le erbacce che ricoprono gran parte della città. Ci sono fondi ingenti nella missione 1 componente 3 del PNRR, e senza attrattori Benevento resterà ancora una volta fuori dai fondi della valorizzazione del turismo, come è appena avvenuto con il fondo Culturacrea di Invitalia e Ministero della Cultura.

Chiediamo ai cittadini di mobilitarsi per affermare il nostro essere sentinelle del passato ma anche e soprattutto del futuro della città. Ci vediamo in piazza Cardinal Pacca martedì 27 giugno ore 18.30.

I consiglieri firmatari: Raffaele De Longis, Giovanni De Lorenzo, Floriana Fioretti, Giovanna Megna, Angelo Miceli, Angelo Moretti, Luigi Diego Perifano, Luigia Piccaluga, Vincenzo Sguera, Marialetizia Varricchio“.

VIDEO – Benevento, piazza Cardinal Pacca: niente Terminal Bus? ApB e Civico 22: “Progetto errato”

VIDEO – Benevento, piazza Cardinal Pacca: niente Terminal Bus? ApB e Civico 22: “Progetto errato”

AttualitàBenevento Città
Ieri, intanto, è stato in città il Soprintendente ai Beni Archeologici di Benevento e Caserta, Gennaro Leva, che ha incontrato il sindaco ed ha voluto verificare di persona quanto sta emergendo.

Dovrà traslocare altrove, probabilmente in piazza Catullo, nelle adiacenza del Teatro Romano, il Terminal Bus inizialmente pensato per piazza Cardinal Pacca, comunemente conosciuta come piazza Santa Maria.

Questo perché, come ormai noto, durante gli scavi per la realizzazione del progetto finanziato attraverso i fondi PICS, sono emersi reperti archeologici che sono al vaglio della Soprintendenza. Proprio ieri, infatti, è stato in città il Soprintendente ai Beni Archeologici di Benevento e Caserta, Gennaro Leva, che ha incontrato il sindaco ed ha voluto verificare di persona quanto sta emergendo.

Intanto, questa mattina, si è tenuta la conferenza stampa di Alternativa per Benevento e Civico 22 che hanno inteso fare il punto della situazione in merito ai lavori del progetto Pics che interessa l’area.

Un progetto senza ambizione lo ha definito Luigi Diego Perifano, portavoce di ApB. Non celano la propria contrarietà all’individuazione di piazza Santa Maria quale area destinata al Terminal Bus, neanche i consiglieri Giovanna Megna, di Civico 22, Floriana Fioretti e Giovanni De Lorenzo, rappresentanti del gruppo consiliare del Pd.

Ascoltiamo le loro parole nel servizio realizzato dal direttore, Gerardo De Ioanni.