“Legalità e devianza giovanile…ai tempi supplementari”: la salvezza passa dai sentimenti

“Legalità e devianza giovanile…ai tempi supplementari”: la salvezza passa dai sentimenti

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“Porre gli accenti sulla seconda possibilità che ognuno dovrebbe avere nella vita, per rimediare ai propri errori”, l’obiettivo del convegno organizzato da Spazio@aperto e Unifortunato, tenutosi presso l’Auditorium del Seminario Arcivescovile di Benevento.

Tempi supplementari: questo il titolo del film del noto regista Corrado Ardone, ospite del convegno “Legalità e devianza giovanile…ai tempi supplementari”, organizzato dall’associazione Spazio@perto e l’università Giustino Fortunato, tenutosi presso l’Auditorium del Seminario Arcivescovile di Benevento sul viale Atlantici.

Un evento formativo che ha coinvolto l’Ordine degli Avvocati di Benevento, con la Presidente COA, Avv. Stefania Pavone, che nei saluti introduttivi ha evidenziato come sia appena finita la settimana mondiale della giustizia, in cui si è parlato della vulnerabilità giovanile. Una devianza, secondo la presidente Pavone, dovuta soprattutto al “malessere del benessere” causato dall’abuso delle tecnologie. Per cui – ha sottolineato Pavone – è importante un’azione sinergica per contrastare il fenomeno della devianza prendendo in considerazione il coinvolgimento delle famiglie. È importante che ci sia un cambiamento culturale in cui il motore sia la scuola e un’attività di prevenzione valorizzando il ruolo strategico degli insegnanti che, se adeguatamente formati, svolgono un duplice ruolo: quello di sentinelle e quello di educatori.

Gli avvocati devono essere chiamati in causa perché difendono i diritti ma svolgono anche un ruolo sociale. Pavone ricorda che è stato siglato un accordo tra il Miur e il CNR per portare la professionalità degli avvocati al servizio della scuola perché sensibilizzando i giovani con la cultura della legalità si potrà creare una società più giusta e coesa. Conclude, poi, citando Chinnici che andando nelle scuole a parlare con i giovani sosteneva “il peggiore malessere è la rassegnazione”.

La parola, poi, è passata alla Prof.ssa Annarita Del Donno, presidente dell’associazione Spazio@aperto, la quale ha ricordato come il titolo dell’evento prenda spunto dalla film di Ardone e che l’obiettivo del convegno è quello di porre gli accenti sulla seconda possibilità che ognuno dovrebbe avere nella vita, per rimediare ai propri errori.

Proprio il regista, Corrado Ardone, ha posto come esempio la propria storia personale, sottolineando, nel corso del suo intervento, di essere nato nel Rione Sanità all’epoca della lotta tra bande e come molti suoi amici abbiano fatto scelte diverse.

Ritiene – Ardone- di essere stato fortunato perché a scuola ha ha avuto modo di conoscere un professore che gli ha insegnato i sentimenti. Crescendo si è allontanato da quei posti e alcuni di quegli amici non ci sono più. Alcuni di loro sostenevano di voler fare una vita breve ma bella. Taluni non sono arrivati neanche a 20 anni perché non gli hanno insegnato i sentimenti. Per questo ha realizzato questo film “I tempi supplementari”.

Le parole del regista hanno, quindi, stimolato riflessioni nei ragazzi presenti; tra questi, una ragazza di sedici anni ha chiesto ad Ardone “come si imparano i sentimenti?”. È assodato che i sentimenti bisogna insegnarli, ha sostenuto Ardone.

Tanti gli illustri relatori che hanno dato il loro importante contributo alla discussione, dalla Prof. Raffaele De Luca Picione alla Prof.ssa Elvira Martini, passando per l la Prof.ssa Eugenia Carfora e l’On. Caterina Chinnici, figlia del indimenticato Magistrato Rocco Chinnici – Consigliere Istruttore assassinato dalla mafia il 29 luglio del 1983: tutti hanno posto l’accento sulle cause della devianza giovanile tra cui, come ha sostenuto la Dott.ssa M. De Luzenberger, procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli, la navigazione incontrollata nel web in cui vige un’assenza di regole.

Il Prof. Ugo morelli, scienziato cognitivo, intervenuto da remoto, ha sostenuto che c’è un solo modo per educare ai sentimenti, quello di amare e considerare. Noi adulti, quindi, dobbiamo interrogarci su qual è il grado di affettività che stiamo costruendo.

Bisogna essere attenti a considerare il tema della devianza come argomento estremo. La questione è molto più ampia e bisogna evidenziare la mancata percezione della anomia cioè dell’assenza di regole. Ha sottolineato il Prof. Giuseppe Acocella, Magnifico rettore dell’Unifortunato e Preside Nazionale dell’Osservatorio sulla legalità che, negli ultimi dieci anni – ha raccontato – ha provato a costruire un un termometro di quanto stia accadendo nel mondo giovanile.