<strong>Concorso giornalista a palazzo Mosti, Perifano e Sguera: “Bando illegittimo, da annullare”</strong>

Concorso giornalista a palazzo Mosti, Perifano e Sguera: “Bando illegittimo, da annullare”

Politica

Questa mattina i consiglieri comunali Luigi Diego Perifano e Vincenzo Sguera hanno depositato a palazzo Mosti una interpellanza indirizzata al sindaco e all’assessore al Personale. L’attenzione è rivolta al bando – di cui si chiede l’annullamento in autotutela – per l’assunzione di uno “Specialista della comunicazione istituzionale/Specialista nei rapporti con i media”.

“Il bando in questione – dichiarano Perifano e Sguera – suscita diverse perplessità sotto il profilo della sua legittimità, giacché crea un’ingiusta discriminazione nei confronti dei giornalisti pubblicisti a cui viene preclusa la partecipazione al concorso. Ci auguriamo che l’Amministrazione voglia porre rimedio a questa stortura. Per la verità, a dirla tutta, il bando ci lascia più che perplessi anche sotto il profilo della opportunità.

Il Comune ha già alle sue dipendenze un giornalista, e a noi sembra che basti e avanzi. A che serve un secondo giornalista, o forse sarebbe più corretto dire “ a chi” serve un altro giornalista? Non sarebbe meglio potenziare l’ufficio tecnico, afflitto da una cronica carenza di progettisti, particolarmente avvertita in questo momento per i tanti impegni connessi al PNRR? Non sarebbe meglio assumere un altro operaio addetto alla manutenzione, visto che la squadra che si occupa di questo è oramai ridotta all’osso, e anche per rifare le strisce pedonali bisogna mettere i santi esposti?  

E’ vero che il Sindaco si appassiona molto alla comunicazione, spinto dalla voglia di enfatizzare qualsiasi cosa, compreso atti dovuti e questioni di ordinaria amministrazione, ma in fondo la giostra delle inaugurazioni a raffica si è improvvisamente fermata: dopo il 25 settembre, passate le elezioni, e preso atto del risultato, incredibilmente non c’è stato più niente da inaugurare e si sono spenti i riflettori. Forse la città avrebbe bisogno di meno apparenza e più concretezza, meno propaganda e più fatti”.