Benevento, serata magica con Salvatore Accardo al Sant’Agostino

Benevento, serata magica con Salvatore Accardo al Sant’Agostino

Cultura

Nella magica atmosfera dell’Auditorium Sant’Agostino di Benevento, gioiello medioevale del Rione Trescene ed oggi polo dell’Università degli Studi del Sannio, in sold out per l’evento musicale in cartellone nel programma della stagione artistica 2023-2024 dell’Accademia di Santa Sofia, il violinista internazionale Salvatore Accardo, accompagnato dalla pianista Laura Manzini e dal contrabasso di Ermanno Calzolari, ha incantato il pubblico presente con un concerto nel quale sono risuonate, nell’antico spazio, le melodie di Mozart, Beethoven e Bottesini.

Dopo la presentazione dell’evento da parte di Maria Bonaguro, presidente degli “Amici dell’Accademia” e del parere artistico di Marcella Parziale, grazie anche alla consulenza scientifica di Aglaia McClintock, l’esibizione musicale è stata preceduta dall’intervento di Caterina Meglio, Presidente del CDA del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, intorno al tema “Integrazione dei Principi ESG nella Nuova Imprenditoria”.

La Meglio ha presentato il tema della sostenibilità, come sistema necessario per soddisfare i bisogni della generazione presente e futura. Ella ha affermato che gli obiettivi di sviluppo sostenibile consentono la realizzazione di un nuovo modello di società, essi infatti presuppongono il ricorso a criteri di maggiore responsabilità nei confronti della collettività e sono in grado di evitare il collasso dell’ecosistema terrestre.

Anche nell’amministrazione di un Conservatorio, ha affermato, la sostenibilità entra con forza con l’insegnamento della musica come elemento della cultura, quest’ultima asse portante dell’immensità culturale di tutti i cittadini europei, come affermato da Ursula von der  Leyen, Presidente della Commissione europea, nell’ultimo discorso sullo stato dell’Unione.

Un grande applauso ha accolto poi sul palco Salvatore Accardo che, accompagnato dal tocco preciso e avvolgente di Laura Manzini al pianoforte, ha iniziato la sua esibizione con la Sonata per violino e pianoforte in Sol maggiore KV 301 di Wolfgang Amadeus Mozart.

L’ arte musicale di Accardo spazia normalmente a 360° dalla musica barocca a quella contemporanea, ma il suo talento violinistico, nella serata beneventana, si è espresso attraverso grandi classici della musica, a partire dallo stile austro-tedesco di Mozart per proseguire con Beethoven, del quale ha, di seguito,  interpretato la Sonata per violino e pianoforte in la maggiore op.30 n.1 .

Incantati dalle armonie del violino e del pianoforte, i presenti hanno assaporato la musica come brivido dell’anima, linguaggio di amore, paura e speranza, suono armonioso che squarcia il silenzio e trasmette emozioni, pensieri intimi e collettivi, quasi in un cammino di scoperta di se stessi e del mondo che ci circonda e abbraccia, il tutto tra somiglianze e diversità della vita.

Parole/note, quelle del violino di Accardo, che raccontano e urlano la bellezza e l’attimo fuggente dell’ esistenza, che consola e richiama a verità nascoste ed all’immensità del respiro della vita. Le note di Mozart e Beethoven, grazie al violino “parlante” di Accardo, hanno squarciato l’aria con la gioia e la determinazione di una storia che incanta e scuote dal torpore di una monotona e spesso inutile quotidianità.  

L’istante nell’Auditorium è sembrato fermarsi per godere dell’armonia che proveniva dal palco, il silenzio della sala non era lontananza dai suoni, ma viva partecipazione ed immedesimazione alle note che scivolavano veloci quasi ad afferrare il tempo e lo spazio, immobilizzando il presente nell’attimo di ogni nota, il tutto con l’eleganza di un creatore  di vita che vuole accarezzare la natura ed il mondo, con la dolcezza e la determinazione di chi dipinge una tela cui affidare immagini e pensieri che pretendono di essere ascoltati.

Con Bottesini, al violino inizialmente piangente si è accompagnato infine , oltre al pianoforte, il magico   contrabasso di Ermanno Calzolari per eseguire il “Gran Duo Concertante in la minore per violino, contrabasso e pianoforte“. Lo strumento musicale della famiglia dei cordofoni ad arco, si è esibito con i suoi acuti profondi che sembravano uscire  dalle tenebre dei bassi dello strumento e dall’intimo dell’anima per inneggiare poi, insieme al piano ed al violino, alla vita, alla luce, alle emozioni piu’ nascoste del cuore e della mente.

Sul palco i tre strumenti sono sembrati chiamarsi, si accarezzavano, si parlavano e raccontavano le loro storie di armonia e calore umano, il violino, quasi direttore d’orchestra, innalzava i suoi acuti gioiosi riempiendo l’aria e mettendo a tacere ogni timore, ogni delusione, ogni solitudine, ogni paura, regalando vita e respiro del mondo.

Le svisate del contrabasso sembravano raccontare storie di sgomento ma, nello stesso tempo, di armonia e calore umano, in contemporanea il violino innalzava i suoi acuti riempiendo lo spazio intorno e mettendo a tacere ogni timore, ogni delusione, ogni angoscia personale, ogni solitudine, regalando vita e respiro del mondo, mentre, con personalità e decisione, il pianoforte sembrava portare calma e tranquillità ad ogni passione nascosta degli strumenti intorno a lui.

Serata magica quella con Accardo ed i suoi amici musicisti, momento della stagione artistica da ricordare che si è conclusa, dopo i ringraziamenti ad Accardo da parte degli allievi del Conservatorio per la masterclass presso lo stesso Conservatorio, guidata in mattinata dallo stesso Accardo, con un lungo e affettuoso applauso al violinista che, convinto che un esecutore deve mettersi al servizio della musica senza mai sentirsi protagonista, ha dato grande prova del suo talento e del suo amore per l’armonia.