Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma di Lucio Ferella (Sinistra Italiana) in merito alla recente decisione del TAR Campania.
“La recente decisione del TAR Campania di sospendere il bando per l’affidamento della gestione della grande adduzione idrica regionale rappresenta un passaggio significativo, che merita di essere colto come un’opportunità per riconsiderare l’intero impianto della governance idrica in Campania.
La sospensione nasce dalla constatazione che la documentazione di gara non offriva un quadro economico-finanziario sufficientemente chiaro e verificabile. Un elemento che, al di là dell’aspetto tecnico, richiama la necessità di affrontare la materia con maggiore trasparenza e solidità programmatica.
Alla luce di ciò, rivolgo al Presidente Roberto Fico un invito costruttivo: trasformare questo momento in un’occasione per avviare un percorso strutturato e condiviso che porti verso una gestione dell’acqua pienamente pubblica, con una SPA totalmente pubblica efficiente e orientata all’interesse collettivo.
La disponibilità a ripensare il sistema idrico, rafforzandolo sotto i profili regolatori, finanziari e gestionali, può consentire alla Regione di dotarsi di una governance moderna, trasparente e rispettosa del principio dell’acqua come bene comune.
La decisione del TAR non rappresenta quindi un ostacolo, ma uno stimolo a costruire un modello di gestione più solido, equo e sostenibile.”
Ambiente, Ferella: “Così il Ddl cave rischia di trasformare la natura in merce”
Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma di Lucio Ferella, ex sindaco di Baselice.
“Il nuovo disegno di legge regionale sulle cave e le estrazioni dai fiumi non è una norma “tecnica”: è una scelta politica che riguarda il futuro dei nostri territori.
Infatti dietro la promessa di sicurezza idraulica e riqualificazione, il testo apre la porta alla vendita di sabbia e ghiaia fluviale, a garanzie economiche dimezzate per il recupero delle cave e a deroghe che permettono nuove aperture in aree fragili. Tradotto: più cave, più estrazioni, meno tutele per fiumi, coste e paesaggi.
Questo è quanto contenuto nel disegno di legge regionale “Disposizioni in materia di estrazioni dai corsi d’acqua, riqualificazione delle cave e contributi e polizze per attività estrattiva”, che modifica la storica legge 54 del 1985 sulle attività estrattive in Campania. Alla vigilia delle elezioni di novembre, la Giunta regionale porta in aula un disegno di legge che modifica la normativa sulle cave e introduce nuove regole per le estrazioni dai corsi d’acqua. Il titolo promette “riqualificazione” e “sicurezza idraulica”, ma il contenuto solleva più di un allarme: sembra più un provvedimento di fine mandato che un atto di visione a lungo termine.
Il DDL consente di asportare sabbia e ghiaia dai fiumi per migliorare il deflusso delle acque, ma prevede che il materiale in esubero possa essere ceduto anche a titolo oneroso. Una porta spalancata alla commercializzazione dei sedimenti fluviali, con il rischio di alterare irreversibilmente gli equilibri degli alvei. E allora perché non prevedere un divieto esplicito, salvo eccezioni giustificate da VIA (obbligatoria sopra una certa soglia) e bilancio sedimentario? Si legge altresì nel testo del DDL che le garanzie finanziarie richieste alle imprese coprono solo il 50% dei costi di ripristino ambientale: troppo poco per evitare che, alla fine, i cittadini paghino il conto. Perché non una copertura al 100% + 20% per contingenze, vincolata fino al collaudo ambientale?
Le deroghe transitorie e le delocalizzazioni, presenti nel testo del DDL, rischiano di tradursi in nuove cave “mascherate”, senza adeguati vincoli paesaggistici o idrogeologici. Quali motivi hanno impedito di prevedere limiti volumetrici chiari, divieto in aree protette o fragili e consultazione pubblica obbligatoria?Le uniche voci che si sono alzate in questi giorni sono quelle delle associazioni ambientaliste di Legambiente e WWF.
Ma guai a pensare che tutto questo non riguardi il Sannio. I dati pubblicati da Confindustria Benevento sono impietosi. La lunga galleria idraulica Campolattaro-Ponte a valle dell’invaso sul fiume Tammaro prevede un fabbisogno estrattivo di 1.300.000 mc, che se sommato ad altre opere che interessano il Sannio come i lavori AV/AC Napoli-Bari, l’ANAS telesina + fortorina, l’asse attrezzato Valle caudina-Pianodardine e vari interventi dell’Alto Tammaro totalizzano una necessità di circa 10.350.000 mc di materiale da cava.
Insomma, un tempismo discutibile. Colpisce soprattutto il contesto politico: perché presentare un disegno di legge così delicato alla vigilia del voto? La sensazione è che, sotto il vessillo della sicurezza idraulica e del recupero delle cave, si voglia accelerare per garantire nuove opportunità agli operatori del settore, lasciando al futuro Consiglio il compito di gestirne le conseguenze ambientali.
Chi governa oggi ha il dovere di non scaricare sul domani i costi ambientali di scelte affrettate. Il DDL può ancora essere corretto con emendamenti mirati che bilancino interessi economici e tutela del territorio. Diversamente, rischia di passare alla storia non come una legge di riqualificazione e sicurezza ambientale, ma come l’ultimo scavo di fine legislatura.”
L’appello di Ferella a Fico: “Auspicio che si faccia garante di un pensiero a prova di futuro per il Sannio”
“Viviamo giorni davvero difficili. Ingenuità, disinformazione e cattive intenzioni si mescolano con l’unico risultato possibile di una confusione totale e poche certezze. Utile a pochi, i soliti.”
Inizia così l’appello di Lucio Ferella, sindaco di Baselice, al candidato presidente Roberto Fico.
“In tutto questo i luoghi e le persone della politica – afferma Ferella – sono sempre meno capaci di fare ciò che a loro in teoria apparterrebbe: scelte per il territorio. Dove è finito l’onore di credere nell’urgenza di fare il bene, fatto di parole chiare e azioni coraggiose. Ed ecco che tra un’abbondanza di eventi sulle Aree Interne in programma nel Sannio sono i singoli cittadini, i prelati, le associazioni e i movimenti civici a fare proposte, ad indicare una possibile strada. Ad immaginarla almeno. Così come genitori e docenti insieme per la salvaguardia dei presidi scolastici. Comitati, sindacati e cittadini uniti per la mancanza di medici nella rete dell’emergenza 118, nei SAUT, dei pediatri, per la razionalizzazione degli orari dei pronto soccorso. Fino a reti territoriali che si oppongono ad una privatizzazione di fatto dell’acqua pubblica.
Di fronte a continui rinvii, manovre dilatorie e di piccolo cabotaggio, ecco dunque, la necessità di un rinnovato ruolo della politica di cui il candidato alla presidenza della Regione Campania Roberto Fico dovrà farsi carico. E occuparsene con somma urgenza. L’articolo 44 della Costituzione italiana, che prevede “provvedimenti a favore delle zone montane”, è un principio che dovrà ispirare tutte le nuove e politiche pubbliche regionali con l’obiettivo di colmare il divario tra territori centrali e periferici scongiurando in partenza il rischio reale di vedere soccombenti i secondi.
Appare del tutto evidente, quindi, il fatto che la battaglia per la salvaguardia dei pediatri, dei medici a bordo delle ambulanze e nei SAUT, dell’acqua come bene comune, dei presidi scolastici nelle aree interne è soltanto il primo fondamentale passo, anche per l’alto valore simbolico, di una riorganizzazione più complessiva che disegni un nuovo modello di regione, una visione organica capace finalmente di superare la perversa logica dell’applicazione pedissequa di freddi criteri di razionalizzazione.
La richiesta e l’auspicio – conclude – è che il candidato presidente Fico si faccia garante di un pensiero a prova di futuro per le nostre aree interne, coinvolgente e capace anche di fare riferimento alle iniziative portata avanti da anni nei territori. Sarà decisiva una nuova organizzazione istituzionale sui territori, secondo un modello organizzativo da ripensare insieme, superando municipalismi e campanilismi.”
Baselice, scontro sul rendiconto di gestione: continua la macchina del fango contro l’amministrazione Ferella
“Nonostante la campagna elettorale sia ormai giunta al termine e le urne sono chiuse, continua la macchina del fango contro l’amministrazione Ferella.”
Così il Sindaco di Baselice Lucio Ferella, in risposta ad una nota dell’ormai ex consigliere comunale Andrea Cormano.
“Non sono bastate le calunnie, menzogne e falsità raccontate durante i comizi elettorali e supportate da schemi aritmetici che non trovano risposta in nessun atto ufficiale. Oggi, l’ormai ex consigliere comunale Andrea Cormano, bocciato sonoramente dai cittadini già prima del voto non riuscendo nemmeno a portare a termine la composizione di una lista elettorale, continua la sua propaganda diffamatoria sul Rendiconto di Gestione 2023.
L’amministrazione Ferella ha acquisito con delibera di giunta comunale lo schema del Rendiconto di Gestione in data 7 Giugno 2024. Lo schema, la cui redazione è esclusivamente responsabilità del dirigente del settore finanziario, è stato presentato all’amministrazione solo in data 6 Giugno 2024.
Quindi di chi è la colpa della mancata approvazione del Rendiconto di Gestione 2023 entro il 30 Aprile 2024? Del sindaco Ferella o del dirigente del settore finanziario che preso dall’euforia della campagna elettorale si è lasciato un po’ andare, rallentando i tempi di presentazione dello schema alla giunta.
Per far comprendere ancora meglio l’azione della macchina del fango, nella nota si fa riferimento anche allo scioglimento del consiglio comunale, in modo assolutamente falso e tendenzioso.
La mancata approvazione del Rendiconto di Gestione entro il termine dei venti giorni segnalato dalla Prefettura avrebbe potuto comportare al più la nomina di un commissario per l’approvazione. Ma ciò non ha nulla a che vedere con quella che è la situazione al Comune di Baselice e l’ormai ex consigliere comunale Andrea Cormano può tranquillizzarsi perché l’approvazione del Rendiconto Gestione sarà il primo atto del nuovo mandato.
Stupisce, ancora una volta, il livore e l’accanimento nei confronti dell’amministrazione Ferella. Capisco che è da poco conclusa la campagna elettorale, capisco che hanno cercato di raccogliere qualche voto in più con ogni mezzo, ma chi siede in consiglio comunale dovrebbe pensare prioritariamente al bene della collettività e meno al proprio ego di vendetta, frutto di un rancore la cui origine è ancora da individuare.“
Baselice lancia la manifestazione d’interesse per il progetto “Turismo delle Radici”
Il Comune di Baselice ha aderito al progetto “Turismo delle Radici” promosso dal MAECI (Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale) su impulso dell’on. Antonio Tajani, impegnandosi alla costituzione del comitato temporaneo di scopo per il sostegno alle attività del progetto.
Il progetto si pone quale obiettivo la valorizzazione del grandissimo potenziale costituito dagli italiani all’estero e dai loro discendenti per la riscoperta dei paesi di origine dei nostri emigrati; l’idea è quella di offrire un’offerta turistica specifica strutturata attraverso appropriate strategie di comunicazione, che coniuga la proposta di beni e servizi offerti dal terzo settore (alloggi, eno-gastronomia, visite guidate) con la conoscenza della storia familiare e della cultura d’origine degli italiani nel mondo che, vale la pena ricordarlo, sono stimati in un bacino di utenza che sfiora gli 80 milioni di persone.
“L’amministrazione comunale – così il Sindaco Lucio Ferella – con grande entusiasmo e condivisione della visione del progetto Turismo delle Radici, ha raccolto con piacere l’invito dell’On. Antonio Tajani, Vice Presidente e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Il progetto è una grande occasione per scrivere una pagina importante per il nostro paese. Un’occasione di crescita, che pone al centro quel senso di appartenenza e di condivisione che “insieme” agli enti del Terzo Settore stiamo portando avanti già da tempo.
Per supportare il progetto abbiamo aperto una fase di adesione alla costituzione del Comitato Temporaneo di Scopo indirizzata proprio a tutti gli Enti del Terzo Settore che vogliono contribuire alla realizzazione di questo ambizioso progetto. Saranno accolti con particolare interesse i soggetti con esperienza nel settore turistico-culturale e con competenze specifiche nel coordinamento e gestione di eventi.”
Per aderire al Comitato Temporaneo di Scopo, il Comune di Baselice ha pubblicato all’albo la scheda di adesione che va consegnata a mano all’Ufficio di Segreteria oppure inviarla via PEC all’indirizzo comune.baselice@asmepec.it, entro il 23 gennaio 2024.
Baselice, l’opposizione abbandona l’aula: sospesa la seduta di consiglio comunale
“Si sono alzati e se ne sono andati. Questo è quello che hanno fatto in Consiglio comunale i consiglieri dell’opposizione di Baselice, Colucci, Maddalena, Pietrantuono, Cormano, quando il Sindaco ha chiamato l’appello. Un gesto irresponsabile che è valso la sospensione della seduta per mancanza del numero legale”.
Così il sindaco di Baselice, Lucio Ferella, al termine della seduta consiliare.
“Ancora una volta l’opposizione si dimostra faziosa e strumentale – prosegue Lucio Ferella -. Un “giochetto” che non ha alcun senso perché la discussione è rinviata a domani (mercoledì 20 dicembre) in seconda convocazione. Abbandonare l’aula è sintomo di irresponsabilità soprattutto nei confronti degli elettori. Noi continueremo a portare avanti il mandato amministrativo, onorando l’impegno sempre.”
Baselice, il comune ha aderito al bando “Benessere in Comune”
Il Comune di Baselice ha aderito al Bando promosso dal DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE DELLA FAMIGLIA per lo sviluppo di iniziative a supporto delle famiglie con figli minorenni di età compresa tra 7 e 14 anni.
Il progetto ha l’intenzione di accompagnare le famiglie nella gestione delle problematiche generazionali, al fine di migliorare la coesione sociale, di prevenire fenomeni come il bullismo e il cyberbullismo e di contrastare i rischi connessi a un uso non corretto dei dispositivi digitali, favorendo la socializzazione tra pari ed coinvolgimento delle famiglie.
“Credo che Baselice stia tracciando un buon percorso per le nuove generazioni. – così il sindaco di Baselice, Lucio Ferella – E sono contento che le iniziative in corso riguardano il Pubblico come il Terzo Settore. Perché è insieme che si procede. Per i bambini più piccoli c’è Nati per Leggere, un’iniziativa che coinvolge il Comune e Movimenti – La cooperativa di Comunità di Baselice. Sviluppato assieme all’Associazione Culturale Pediatri (ACP), l’Associazione Italiana Biblioteche – AIB e il Centro per la Salute del Bambino. La Biblioteca comunale con i suoi nuovi arredi nel Palazzo Lembo ospita e mette a disposizione spazi, materiali e un piccolo fondo per acquisti di quanto necessario. Altra iniziativa importantissima è quella portata avanti dall’Oratorio anspi San Leonardo Abate Baselice che mette insieme senso spirituale e attività ludico-ricreative. Per quelli più grandicelli ci sono gli spazi della Biblioteca comunale, sempre più un luogo plurale e ricco di possibilità. Oltre al classico utilizzo c’è la versione online che arricchisce i contenuti della biblioteca, attraverso il progetto MediaLibraryOnLine, con a disposizione tablet cosiddetti #eReaders per la consultazione di testi digitali. Ma si tratta di spazi usati anche come luogo di studio per studenti universitari. Dotato di impianto audio/video ben si presta anche a contenuti multimediali, presentazioni, piccole riunioni di gruppo su progetti condivisi. E per un approccio alle biblioteche sempre più come spazi attrezzati e sociali è disponibile anche una #stampante3d e a breve un visore di ultima generazione per contenuti (incluso giochi) di realtà virtuale. E continuiamo a cogliere le occasioni giuste per loro. Infatti come Comune di Baselice abbiamo aderito al Bando promosso dal DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE DELLA FAMIGLIA per lo sviluppo di iniziative a supporto delle famiglie con figli minorenni di età compresa tra 7 e 14 anni. Il progetto ha l’intenzione di accompagnare le famiglie nella gestione delle problematiche generazionali, al fine di migliorare la #coesione sociale, di prevenire fenomeni come il #bullismo e il #cyberbullismo e di contrastare i rischi connessi a un uso non corretto dei dispositivi digitali, favorendo la socializzazione tra pari ed coinvolgimento delle famiglie.”
Baselice, il sindaco Ferella: “La politica idrica della Campania non può essere quotata in Borsa”
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Lucio Ferella, sindaco di Baselice, in merito all’incontro di pochi giorni fa presso gli Uffici della Regione Campania tra i rappresentanti dei Comitati Acqua Bene Comune e il Presidente Vincenzo De Luca.
“La mobilitazione popolare sul tema della risorsa idrica dell’intera regione, dovrebbe essere un campanello d’allarme per l’apparato politico regionale. Le attuali scelte della Giunta De Luca sembrano in contraddizione con quanto da sempre sostenuto oltre che suonare come un ulteriore tradimento del referendum del 12 e 13 giugno 2011dove 26 milioni di italiani sancirono che sull’acqua non si sarebbe più potuto fare profitto.
Pochi giorni fa l’incontro presso gli uffici della Regione Campania tra i rappresentanti dei Comitati Acqua Bene Comune e il Presidente Vincenzo De Luca, a cui ha fatto seguito una manifestazione che ha visto la presenza di padre Alex Zanotelli e la mia partecipazione, in qualità di Sindaco di Baselice, unico comune della Regione che ha promosso un ricorso al TAR avverso le scelte del Distretto Idrico Sannita.
Al centro del dibattito l’intenzione della Regione Campania di gestire le grandi opere degli acquedotti e della depurazione, costruite dalla Cassa del Mezzogiorno e trasferite successivamente alla Regione, mediante una società per azioni mista pubblico-privata.
Una scelta che vede contrapporsi il volere popolare, rappresentato dai vari Comitati che hanno raccolto ad oggi circa 35 mila sottoscrizioni per l’Acqua Pubblica.
La Delibera di Giunta n. 32 del 31.05.2023 (Bollettino ufficiale della Regione Campania n. 46 del 19.06.2023) sostanzialmente delinea la scelta di affidare la gestione della Grande adduzione idrica campana, costruita dalla Cassa del Mezzogiorno e trasferite alla competenza alla Regione a partire dal 1976, attraverso una società una società per azioni mista pubblico-privato. Un socio privato e verosimilmente con una quota del 49% che – a leggere il deliberato – possa garantire – tra l’altro – l’anticipazione del finanziamento di opere.
Questo appunto vuol dire che il socio privato anticipa soldi per realizzare opere per poi recuperali – insieme ad un giusto guadagno – sulle tariffe pagate dai cittadini.
Sono evidenti una serie di questioni che necessariamente andrebbero affrontate, e che non si possono nascondere sotto il tappeto.
Innanzitutto quel “SI” tracciato sulla scheda referendaria doveva aver messo la parola fine alla “adeguata remunerazione del capitale investito”, che significava niente più margini, finanza speculativa o business. La ‘nuova‘ tariffa, così come immaginata dal Referendum, si sarebbe dovuta determinare tenendo conto della “qualità della risorsa idrica e del servizio fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari” e “dell’entità dei costi”, in modo che venisse assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi e del “chi inquina paga”. Nessuna “remunerazione”, dunque, ma solo la “copertura integrale dei costi”.
Ma da uno studio di qualche anno fa sui bilanci di tre importanti multi-utility (riconducibili a Acea, A2a e Smat spa) Paola Ceretto e Remo Valsecchi hanno mostrato come la “remunerazione” si sia trasformata grazie all’ARERA in “oneri finanziari del gestore” finiti ovviamente nella tariffa. “In teoria dovrebbe trattarsi del costo del denaro che il gestore mette a disposizione per la società -chiarisce Remo Valsecchi-. Ma tale non è perché nel conto economico delle società non appare. Lo ritroviamo semmai nel risultato finale, che poi è l’utile d’esercizio. Quindi siamo di fronte a una ristabilita remunerazione tout court”.
Possiamo dunque affermare che dopo 12 anni dal Referendum non solo quella promessa non è stata mantenuta ma le attuale scelte della Regione Campania rischiano un aggravio maggiore.
Ritengo che è proprio sulla politica ambientale della Regione Campania si giochi la vera partita del terzo mandato a De Luca. Nonostante il PD di fatti c’è da colmare una distanza ancora troppo grande tra l’urgenza degli interventi e l’orientamento di molte delle scelte in campo per quanto riguarda la gestione dell’acqua, il consumo di suolo e le politiche energetiche in Campania.
L’ottima iniziativa sulla bonifica del Volturno, dei Regi Lagni, come anche il Centro di Monitoraggio ambientale (con tecnologie di Intelligenza Artificiale) nel Real Sito di Carditello, e il supporto alla nascita di Comunità Energetiche non devono e non possono essere mortificate da una scelta arrendista a favore di una gestione sostanzialmente privata dell’acqua.
È forse giunto il momento, dopo quasi 8 anni di attività, di avviare una seria riflessione anche sull’Ente Idrico Campano, sulla frammentarietà dei 7 Distretti Idrici (Napoli Città, Napoli Nord, Sarnese Vesuviano, Irpino, Sannita, del Sele, Caserta), della situazione in cui versano – dalla mancanza di soggetti gestore da Napoli Nord a quello Sannita dove è in corso anche un ricorso al TAR, nel Salernitano con i consorzi salvaguardati e alle vicende di Alto calore per quello Irpino – e delle scelte molto localistiche di ognuno di loro.
Le scelte di oggi della Giunta della Regione Campania ricadranno sui vari Distretti territoriali, e graveranno sui cittadini. È il momento di operare scelte che vadano nella direzione di modelli organizzativi più avanzati. Una società regionale interamente pubblica, in grado di accelerare la creazione di società pubbliche tra i vari Comuni e con una partecipazione in queste compagini societarie. Dopotutto in un quadro europeo la Direttiva 2000/60 riafferma il bacino come elemento di tipizzazione delle acque e il distretto idrografico come elemento di governo, pianificazione e gestione.
L’acqua non è una commodity e la sua gestione non può essere relegata al paradigma del mercato. Nella stessa direzione anche la conferenza episcopale che ci invita a vegliare affinché l’acqua non venga identificata come una merce, un bene di scambio, uno strumento di speculazione alla stregua di altri.
Occorre una svolta coerente nella politica ambientale regionale. Una legge sull’Ambiente che cambi davvero la Campania, che fermi il consumo di suolo, che sia promotrice di una nuova strategia per le città come per le aree interne, dall’energie rinnovabili, dall’agricoltura, il cibo sostenibile e all’acqua per davvero pubblica”.
Assemblea ANCI, Ferella presenta Ufficio Europa: “Una vera e propria sfida per le aree interne”
Si è tenuto questa mattina, 26 ottobre a Genova, nell’ambito della 40° Assemblea annuale ANCI, il convegno “Progetto P.I.C.C.O.L.I.: una comunità che cresce” con focus sulla Strategia di crescita del Territorio. Quattro i Sindaci di tutta Italia invitati a condividere i primi risultati raggiunti e tracciare i percorsi di crescita e rafforzamento intrapresi dai rispettivi territori.
A rappresentare il Sannio, ed in particolare l’area interna del Fortore, il Sindaco Lucio Ferella primo cittadino del Comune di Baselice.
“Il 40° appuntamento con l’Assemblea annuale ANCI oltre a segnare un traguardo importante per l’associazione più significativa di Comuni italiani vede anche un’agenda di temi e sfide concrete, date da una visione, da un’etica della responsabilità per le generazioni future”.
“Sono onorato di essere stato invitato a partecipare all’Assemblea nazionale ANCI come Sindaco del Comune di Baselice oltre che come rappresentante del territorio del Fortore, per condividere su scala nazionale l’iniziativa che il Comune di Baselice sta portando avanti nel progetto P.I.C.C.O.L.I. di ANCI. In tal senso un ringraziamento doveroso va a Francesco Minchillo e Luigi Famiglietti in rappresentanza dell’intera struttura di ANCI.”
“Ho presentato la mia esperienza e il mio impegno per Baselice e l’intero territorio del Fortore, per sottolineare ancora una volta come sia fondamentale un modello che spinga i comuni a fare rete e associarsi tra di loro. L’ho fatto con una proposta concreta di un vero e proprio spazio in cui idee, processi e vocazioni territoriali si tradurranno in rafforzamento dei servizi pubblici e in spinta allo sviluppo locale.
ANCI sta accompagnando e supportando il Comune di Baselice nei processi di programmazione, progettazione e organizzazione di un Ufficio Europa. Un vero e proprio sistema intercomunale, con l’obiettivo di fare luce su punti di forza e debolezza dei territori e far tornare i nostri piccoli centri ad essere competitivi e attrattivi per cittadini e imprese.
Un’opportunità estesa a tutto il territorio e all’area SNAI, che ha trovato, tra gli altri, la condivisione del presidente della Comunità Montana Zaccaria Spina.
In questo modo l’Ufficio Europa potrà diventare un servizio di progettazione europea territoriale, per l’intera area fortorina, che dovrà assistere nella ricerca di finanziamenti e nella partecipazione ai bandi comunitari legati allo sviluppo territoriale integrato, in coerenza con la programmazione europea 2021-2027 e l’Agenda ONU 2030.
Una vera e propria sfida per le aree interne, ma anche un’innovazione significativa affidata ai Comuni.https://consentcdn.cookiebot.com/sdk/bc-v4.min.html
SNAI Fortore, Ferella: “Il Governo respinge l’ampliamento, auspichiamo una svolta nella programmazione”
“Il diniego alla ri-perimetrazione dell’area SNAI Fortore da parte del Dipartimento per la Coesione (nota prot. 1936) deve rappresentare il punto di svolta per la “sfida” delle Aree Interne del Fortore e della Valle dell’Ufita”, così Lucio Ferella, Sindaco di Baselice sul rigetto alla richiesta della Giunta Regionale della Campania per l’ampliamento dell’area interna “Fortore” beneventano ai sette comuni della provincia di Avellino (Savignano Irpino, Montecalvo, Casalbore, Greci, Villanova del Battista, Montaguto e Zungoli).
“Il lavoro di sintesi fatto finora tra i due macro territori – prosegue -, quelli del Fortore e quello dei sette paesi dell’Ufita-Cervaro, anche in virtù del protocollo d’intesa approvato dalla Regione Campania per la redazione del Masterplan della Valle dell’Ufita, ne esce rafforzato e continuerà nel suo obiettivo di raggiungimento degli obiettivi di sviluppo e di utilizzo sinergico e coordinato dei diversi fondi europei, nazionali e regionali nell’ambito della programmazione 2021/2027.
La Strategia delle Aree interne del Fortore e il Masterplan della Valle dell’Ufita rappresentano i due programmi disponibili e la sfida che ci ritroviamo ad affrontare sarà quella di continuare a sviluppare una forte sinergia territoriale di prossimità tra questi territori. Come fatto finora è auspicabile che le diverse direttrici territoriali si sviluppino come un tutt’uno e mantengano un orizzonte strategico e aperto, tale da essere progressivamente aggiornate e tradotte in progettualità concrete”.
“Al loro interno poi, man mano che le programmazioni dei diversi fondi entreranno in vigore, verranno definite le modalità attraverso cui attivare le progettualità integrate nel disegno complessivo. Sarà fondamentale che l’integrazione non si risolva in una semplice giustapposizione di progetti e interventi singoli, finanziati ciascuno con un canale diverso, ma che le due strategie combinino i diversi fondi per massimizzare i risultati attesi rispetto alle diverse dimensioni dello sviluppo”, conclude.
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