Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma di Giovanna Megna (AVS), consigliera comunale di Benevento: “Esprimiamo piena solidarietà ai medici veterinari della ASL Benevento, che da quanto appreso da recenti notizie stampa, sono stati vittime di minacce e aggressioni mentre svolgevano il proprio lavoro di controllo e tutela della salute pubblica.
Tra i professionisti coinvolti vi è anche una dottoressa veterinaria, circostanza che rende ancora più grave e inaccettabile quanto accaduto. Si tratta di un episodio che colpisce professionisti impegnati ogni giorno nella sicurezza alimentare, nella prevenzione sanitaria e nella tutela del benessere animale. Chi lavora nei servizi veterinari pubblici opera spesso in prima linea, garantendo controlli sul territorio e nelle filiere produttive per difendere la salute dei cittadini.
Questo episodio assume un significato ancora più forte perché avviene a ridosso della Giornata nazionale contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, che richiama l’attenzione su un fenomeno ormai strutturale e preoccupante. I dati nazionali parlano di migliaia di aggressioni ogni anno ai danni dei sanitari, segno di un clima intollerabile.
E’ necessario contrastare con forza la pericolosa normalizzazione dell’aggressività nei confronti del personale sanitario, che spesso è lasciato solo ad affrontare situazioni di tensione e conflitto. Per questo, accanto alla solidarietà, servono scelte concrete. Occorre rafforzare la sicurezza degli operatori sanitari attraverso protocolli operativi chiari, supporto delle forze dell’ordine, quando necessario, e strumenti di tutela adeguati.
E soprattutto bisogna investire seriamente nella sanità pubblica e nella medicina territoriale. Servizi sovraccarichi, carenza di personale e tempi di risposta lunghi alimentano frustrazione e tensioni sociali. Una sanità con risorse adeguate, vicina ai cittadini e meglio organizzata è una sanità più sicura.
C’è poi un lavoro che riguarda tutti, che si accompagna sempre a fenomeni di violenza sistemica, che è culturale. Difendere il rispetto verso medici, infermieri e veterinari significa difendere il valore della salute pubblica e della convivenza civile. L’impegno è a tutti i livelli affinché nessun operatore sanitario debba sentirsi solo mentre svolge il proprio lavoro al servizio della comunità”.
Megna, Farese e Varricchio: “Su mensa scolastica atti di ritorsione politica dell’Amministrazione”
“Sulla mensa scolastica, siamo di fronte ad atti di ritorsione politica dell’Amministrazione Mastella. In una fase critica, dopo la denuncia pubblica della Commissione Mensa e la sospensione del servizio da parte dell’Asl, invece di mostrare apertura, il Comune decide di usare il pugno duro con i genitori”. Così i consiglieri comunali di opposizione Giovanna Megna, Francesco Farese e Maria Letizia Varricchio.
Che proseguono: “Con una disposizione, il Settore Istruzione intende, infatti, vietare l’accesso ai refettori ai bambini che consumano il pasto da casa. Il ricorso al pasto domestico, oltre ad essere un diritto, è aumentato in questo periodo proprio per la perdita di fiducia delle famiglie dopo quanto avvenuto. Come e dove dovrebbero mangiare, secondo l’Amministrazione, i bambini che non intendono fruire della mensa? A Palazzo Mosti credono che le maestre abbiano il dono dell’ubiquità, sorvegliando contemporaneamente i bambini in aula e quelli in refettorio?
Ancora, il Comune dispone il blocco del terzo e quarto turno di somministrazione. Benissimo, ma immaginiamo che abbia provveduto ad adeguare i refettori alla nuova capienza. Oppure qualcuno immagina di poter far mangiare contemporaneamente, in alcuni casi, anche più di cento bambini in aule di poche decine di metri, in spregio a ogni regola di prevenzione e sicurezza?
Che dire, poi, dell’obbligo intimato alla Commissione Mensa di avvisare almeno tre giorni prima di effettuare i controlli nei refettori. Che efficacia e credibilità può avere una verifica annunciata da giorni? Siamo ai limiti del ridicolo. Anziché rafforzare i controlli, li si ostacolano.
Ciliegina sulla torta, la convocazione trappola della Commissione Mensa, arrivata solo dopo richiesta formale dei genitori, per venerdì alle 13.30. Giorno e orario in cui, naturalmente, i docenti sono ancora in servizio e i genitori a lavoro. Noi sappiamo bene da che parte stare, a tutela di bambini e famiglie e non a difesa dell’operatore economico che da settimane lamenta la disdetta di centinaia di pasti ogni giorno. Dall’Amministrazione – concludono i consiglieri di Partito Democratico e Sinistra Italiana – fino ad ora ci sono stati, invece, solo silenzi, ambiguità, opacità sui documenti con verbali non resi pubblici e adesso, addirittura, atti punitivi”.
Mensa, l’opposizione: “Basta opacità, si verifichi sicurezza e rispetto del capitolato”
Riceviamo e pubblichiamo la nota a firma dei consiglieri comunali di opposizione Francesco Farese, Giovanna Megna, Maria Letizia Varricchio: “Nella Commissione Istruzione, da noi richiesta, sulle ormai note vicende che hanno interessato il servizio mensa, è stata esibita solo una nota sintetica trasmessa dall’Asl al Comune, relativa alla sospensione del servizio. Non sono stati, invece, resi pubblici, come da noi richiesto, i verbali di accesso dell’Asl al centro cottura e nei refettori.
In questa nota, l’Asl comunica che nel sopralluogo ispettivo ha rilevato “tra l’altro una non conformità maggiore per assenza di acqua calda alle idonee temperature”. Chiediamo che le famiglie siano messe a conoscenza di eventuali altri rilievi dell’Asl e rinnoviamo la richiesta di rendere pubblici i verbali di accesso completi.
L’Amministrazione, comunque, non può limitarsi ad attendere l’attività dell’Asl e deve immediatamente disporre proprie verifiche su tutti gli aspetti critici documentati dai genitori, nonché verifiche puntuali sul rispetto del capitolato dell’appalto. In attesa del riscontro dell’ispezione Asl per l’assenza di acqua calda, ci sono ancora numerosi elementi che richiedono risposte adeguate.
I genitori avevano denunciato, infatti, il deterioramento e il distacco dell’intonaco con la presenza di frammenti e polveri sulle cappe della cucina, la presenza di ruggine su carrelli, piedini delle cucine e griglie di scolo. Criticità erano state evidenziate anche per i rivestimenti delle pareti ed in merito alle attrezzature presenti, così come per gli spazi dedicati alla preparazione di pasti per i celiaci. Tutti quesiti che ancora oggi sono privi di risposta.
Nessuno provi a minimizzare la rilevanza della problematica o ad accusare i genitori di strumentalizzazioni. La tutela dei bambini e la garanzia di un servizio sicuro e di qualità non hanno colori politici. Sono elementi prioritari su cui tutti devono garantire massima attenzione e trasparenza”.
Benevento| Terraquarium, i consiglieri di opposizione: “Regna la confusione”
“Non si capisce se l’amministrazione comunale di Benevento proceda a seconda di quello che è il ‘sentimento del giorno’ o se ha una linea di indirizzo propria”. Così i consiglieri di opposizione Giovanna Megna, Marialetizia Varricchio e Angelo Miceli in merito alla questione ‘Terraquarium’.
“Stigmatizziamo quanto accaduto con ‘Terraquarium’ che prima si è vista rilasciare un permesso con autorizzazione e dopo solo una settimana ha ricevuto la revoca dello stesso, non certo perché l’Amministrazione abbia deciso un cambio di passo sul tema della tutela degli animali, quanto per ipotetici problemi connessi ad eventuali dissensi degli animalisti.
È evidente che la concessione non sia stata revocata né per un motivo oggettivo né tantomeno perché l’amministrazione avrebbe maturato una diversa sensibilità sul tema. Come se non bastasse, ad aggiungere ulteriore confusione, l’aver lasciato che la struttura potesse comunque operare nel weekend appena trascorso, accogliendo i visitatori. Come sia stato possibile non è chiaro, neppure lo ha chiarito l’odierna seduta di commissione.”
“Da tempo – continuano – abbiamo sollevato l’esigenza di procedere con la regolamentazione di questo tipo di attività stimolando la redazione di un regolamento per il benessere degli animali e per gli spettacoli itineranti che coinvolgono gli animali stessi”.
“Constatiamo che – concludono – a Palazzo Mosti regna sovrana la confusione, con una gestione approssimativa della cosa pubblica, così come evidenziato in quest’occasione. Chiediamo che il dirigente del settore intervenga in commissione per chiarire l’iter seguito e cosa non ha funzionato, visto che la struttura ha operato anche dopo la revoca della concessione.
E’ impensabile che si possa continuare a gestire la città senza una visione e soprattutto senza una linea di indirizzo chiara e determinata”, concludono i consiglieri comunali di opposizione Giovanna Megna, Marialetizia Varricchio, Angelo Miceli.
L’opposizione: “Mastella blocca protocollo a dipendenti per fuga notizie. Comune trasformato in scatola chiusa”
I consiglieri comunali Perifano, De Longis, De Lorenzo, Farese, Fioretti, Megna, Miceli, Moretti, Varricchio e Sguera: “Dall’Amministrazione censure ed oscurantismo, Palazzo Mosti sia casa di vetro”.
L’ultima disposizione per limitare l’accesso al protocollo dei dipendenti comunali rappresenta l’ennesimo segnale di un’Amministrazione che vuole fare del Comune una ‘scatola chiusa’ – così in una nota i consiglieri comunali di opposizione Luigi Diego Perifano, Raffaele De Longis, Giovanni De Lorenzo, Francesco Farese, Floriana Fioretti, Giovanna Megna, Angelo Miceli, Angelo Moretti, Maria Letizia Varricchio e Vincenzo Sguera.
“Nell’era della digitalizzazione è paradossale che si possa bloccare l’accesso al protocollo, rendendo così il lavoro degli uffici comunali molto più lento. Un vero e proprio passo indietro. Se poi si considera che la decisione è stata suggerita direttamente dal Sindaco Mastella per scongiurare eventuali ‘fughe di notizie’, allora potremmo addirittura parlare di una marcia indietro a quando si procedeva con limitazioni e censure.
Si continua a portare avanti un’azione fatta di oscurantismo e pregiudizio nei confronti dell’opposizione che, a dispetto di quanto vorrebbe il Sindaco Mastella, non fa altro che portare avanti, con senso di responsabilità, il proprio ruolo istituzionale e politico. Considerare il Comune come una ‘scatola chiusa’ accessibile solo in base alle disposizioni del Sindaco Mastella è quanto di più lontano dalla nostra cultura amministrativa. Sarebbe auspicabile, da parte del Sindaco e di tutta l’Amministrazione, lavorare nel segno della trasparenza nel rispetto dei cittadini, affinché il Comune diventi una vera e propria ‘casa di vetro’”.
Campo da golf, l’opposizione: “Ben vengano investimenti, ma chiediamo trasparenza e comportamenti corretti”
I consiglieri De Lorenzo, Farese, Fioretti, Megna, Miceli e Varricchio replicano al Sindaco: “Ignoriamo provocazioni e stigmatizziamo qualsiasi velleitario tentativo di mettere il bavaglio all’opposizione”.
“Respingiamo le accuse del Sindaco di ostruzionismo pregiudiziale sulla vicenda del Campo da Golf. Condividiamo, invece, che le istituzioni debbano incoraggiare gli investimenti produttivi che, nel rispetto delle norme, sono linfa per il tessuto economico-sociale di una Città “morente”.
Siamo assolutamente favorevoli agli investimenti sul territorio ma è nostro dovere, quali rappresentanti della minoranza, sollecitare l’Amministrazione comunale ad operare garantendo sempre la massima trasparenza ed imparzialità nei confronti di chiunque, senza favoritismi e corsie preferenziali.
Prendiamo atto che, a differenza di quanto avviene di solito, quando le nostre interrogazioni restano prive di riscontro per mesi, con inusitata celerità su questa vicenda è arrivata l’immediata risposta direttamente dal sindaco Mastella che però non ha resistito alla tentazione (ricorrente) di polemizzare con l’opposizione.
Ebbene, in ossequio ai principi di legalità, trasparenza e sviluppo sostenibile del territorio cardini della nostra azione politica, abbiamo semplicemente manifestato preoccupazioni sugli sviluppi dell’investimento annunciato del campo da golf. Su quegli stessi 90 ettari di terreni, infatti, una società agricola, diversa dall’impresa che ha sottoscritto l’accordo di programma per l’impianto sportivo, ha presentato un piano di sviluppo per la coltivazione di prodotti agricoli.
Dunque l’interrogativo posto è del tutto legittimo: che fine farà il campo da golf se per quegli stessi terreni l’Amministrazione ha autorizzato un intervento agricolo e le opere edili connesse?
A questo punto attendiamo la risposta di merito alla nostra interrogazione, ignorando ogni tipo di provocazione, e stigmatizzando qualsiasi velleitario tentativo di mettere il bavaglio all’opposizione”.
Benevento, l’opposizione: “Sui terreni del campo da golf piano agricolo per broccoli e cereali, Mastella chiarisca”
“Per i suoli oggetto dell’accordo di programma del campo da golf è stata presentata una Scia che prevede la coltivazione di broccoletti di rapa, frumento, avena e olive da olio. Alla luce di questo piano di sviluppo aziendale agricolo sono stati avviati anche interventi edili sull’area. Che fine ha fatto, allora, l’accordo di programma per il complesso turistico del campo da golf?”.
È quanto dichiarano i consiglieri comunali di opposizione Giovanni De Lorenzo, Francesco Farese, Floriana Fioretti, Giovanna Megna, Angelo Miceli e Maria Letizia Varricchio che annunciano la presentazione di un’interrogazione al Sindaco sull’argomento.
“A gennaio – spiegano gli esponenti di opposizione – avevamo presentato istanza di accesso agli atti per conoscere i titoli amministrativi con cui sono stati avviati i lavori in corso nella zona. Per ottenere questi documenti, come spesso accade, siamo stati costretti a segnalare il mancato rilascio al Prefetto. Dagli atti abbiamo rilevato che, per eseguire questi lavori, una società agricola ha presentato una scia per interventi pertinenti all’esercizio dell’attività agricola (demolizione di fabbricati, sistemazione degli invasi, realizzazione di viabilità interna).
Il piano di sviluppo, che consentirebbe questi lavori, riguarda un’area di circa 90 ettari. I terreni dichiarati dall’azienda agricola sono però tutte particelle inserite nell’accordo di programma approvato dal Consiglio Comunale per il campo da golf.
Sui medesimi suoli quindi una società stipula un accordo di programma con il Comune per la realizzazione di un complesso sportivo – turistico e contestualmente un’altra società presenta un piano di sviluppo di un’azienda agricola anche con una Scia per l’esecuzione di interventi edili.
Chiederemo quindi al Sindaco, attraverso un’interrogazione, di riferire in Consiglio per spiegare se l’Amministrazione ritiene legittimo e compatibile l’intervento agricolo con l’accordo di programma stipulato.
L’Amministrazione Mastella dovrà spiegare quali verifiche sono state effettuate al riguardo ma soprattutto se l’accordo di programma è da ritenersi ancora valido o se, come dichiarato nella Scia e nel piano di sviluppo aziendale, questi 90 ettari di terreni saranno destinati alla coltivazione di broccoletti di rapa, frumento duro, avena e olive da olio.
Delle due l’una – concludono Varricchio, Miceli, Megna, Fioretti, Farese e De Lorenzo- su quegli stessi terreni o si realizza il campo da golf o si coltivano broccoli e cereali per i quali si stanno eseguendo attualmente le opere edili”.
Analisi aria scuola Pacevecchia, l’opposizione: “L’amministrazione renda pubblici i risultati”
“L’Amministrazione Comunale renda pubblici i risultati dell’analisi dell’aria effettuata nel plesso Pacevecchia”.
Lo richiedono i consiglieri comunali di opposizione Francesco Farese, Giovanna Megna ed Angelo Miceli che annunciano di aver presentato istanza di accesso agli atti relativamente al monitoraggio dell’aria commissionato dal Comune.
“Da diverse settimane i genitori degli alunni del plesso Pacevecchia lamentano la presenza di persistenti cattivi odori nella scuola. Per questo motivo un mese fa avevamo richiesto l’audizione in commissione del delegato all’Istruzione e del dirigente con riferimento sia alla gestione del ritrovamento di escrementi di topi, sia alla vicenda dell’odore sgradevole che proverrebbe dal pavimento.
Qualcuno, immancabilmente, prova a minimizzare o peggio a bollare come strumentalizzazione ogni istanza proveniente dall’opposizione, anche se finalizzata semplicemente a dare risposta alle istanze delle famiglie. Se la sicurezza delle scuole e la tutela degli alunni e del personale è davvero una priorità, lo dovrebbe essere quotidianamente e nella gestione ordinaria, prima ancora che negli abbattimenti.
Sollecitiamo quindi – concludono Miceli, Megna e Farese – la pubblicazione degli esiti nonché la convocazione del delegato e del dirigente, alla luce del tempo trascorso e della priorità che la vicenda riveste”.
Formaggio scaduto alla mensa scolastica, l’opposizione interroga il Sindaco
I consiglieri comunali di opposizione Francesco Farese, Giovanna Megna, Floriana Fioretti, Luigi Diego Perifano, Angelo Miceli, Giovanni De Lorenzo, Maria Letizia Varricchio e Raffaele De Longis hanno depositato un’interrogazione al Sindaco sul caso del formaggio fresco scaduto somministrato alla mensa scolastica il 23 gennaio.
“Chiediamo che il Sindaco chiarisca in Consiglio Comunale l’accaduto illustrando i controlli effettuati, le azioni adottate e le verifiche disposte anche rispetto a quanto avvenuto negli altri plessi scolastici oltre al caso segnalato a San Filippo.
Le dichiarazioni di Mastella nei giorni successivi lasciano perplessi considerato che, oltre a riportare dati inesatti, ha assunto la difesa d’ufficio della ditta invece che delle famiglie. Chiediamo pertanto di rendere pubblici sul sito del Comune di Benevento tutti i documenti attestanti anche le verifiche effettuate”.
Nell’interpellanza presentata i consiglieri di opposizione hanno pertanto richiesto di chiarire come sia stato possibile che nel refettorio della scuola San Filippo sia stato somministrato ai bambini un formaggio fresco scaduto da 3 giorni e quali azioni siano state adottate al riguardo dall’Amministrazione.
Come sia stato possibile che ad accorgersi del prodotto scaduto siano stati i bambini e che ciò non sia stato rilevato dalla ditta che espleta il servizio.
Quale formaggio è stato somministrato ai bambini del plesso San Filippo che il giorno 23 gennaio hanno mangiato al primo turno di somministrazione, considerato che i bambini della primaria di San Filippo, che si sono accorti della scadenza del formaggio, il giorno 23 gennaio hanno mangiato nel secondo turno della mensa.
Se corrisponde al vero quanto riportato sui social da alcuni genitori del plesso San Vito secondo cui anche in quel refettorio sarebbe stato somministrato il formaggio fresco scaduto il 20 gennaio.
Quale formaggio fresco è stato servito in tutte le altre scuole il giorno 23 gennaio e che verifiche sono state eseguite al riguardo dall’Amministrazione.
Quali controlli analitici anche in ordine ai documenti di acquisto, ai documenti di trasporto ed ai sistemi di tracciabilità degli alimenti sono stati effettuati dall’Amministrazione.
Quali misure correttive si intendono adottare per migliorare il sistema di verifica delle scadenze su cui ci sarebbe stato questo grave errore.
Come veniva controllata la scadenza dei prodotti somministrati ai bambini così come se e quali correttivi sono stati introdotti successivamente all’episodio del formaggio fresco scaduto.
Se e come è stato verificato in quali plessi è stato distribuito tale prodotto scaduto e in che quantità. Se sono giunte, anche attraverso le rappresentanti di classe o la componente genitori della Commissione Mensa, segnalazioni rispetto ad altri plessi e, in caso positivo, che accertamenti o controlli sono stati effettuati”.
Formaggio spalmabile scaduto nel plesso di San Filippo, Farese e Megna annunciano interrogazione in Consiglio
Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa firmata dai consiglieri comunali di opposizione Francesco Farese e Giovanna Megna in merito a quanto avvenuto giovedì per il servizio di mensa scolastica con la fornitura nel plesso San Filippo di formaggio spalmabile scaduto.
“I consiglieri di opposizione annunciano interrogazione in Consiglio e chiedono verifiche e provvedimenti immediati
L’Amministrazione faccia chiarezza su quanto avvenuto giovedì per il servizio di mensa scolastica. Alcuni genitori del plesso San Filippo ci hanno segnalato che ai bambini sarebbe stato fornito formaggio spalmabile scaduto. Secondo quanto riferito dalle famiglie ad accorgersi della scadenza del formaggio sarebbero stati direttamente alcuni bambini della scuola primaria che lo hanno riferito alle maestre. Dopo aver verificato che la data di scadenza era superata gli operatori avrebbero quindi ritirato i formaggi precedentemente consegnati ai bambini, fornendo un altro formaggio spalmabile non scaduto. Chiediamo che il sindaco Mastella disponga ad horas tutte le verifiche sull’accaduto e che chiarisca quanto avvenuto.
A tal fine presenteremo un’interrogazione in Consiglio Comunale per sapere come sia possibile che nei refettori scolastici arrivino prodotti con la scadenza per il consumo già superata. Gli interrogativi a cui l’Amministrazione deve dare risposta sono molteplici. Cosa sarebbe successo se i bambini non si fossero accorti della scadenza del formaggio? Considerato che i bambini della primaria di San Filippo hanno mangiato nel secondo turno di somministrazione della mensa, ai bambini del turno precedente che formaggio è stato somministrato? Per i bambini della scuola dell’infanzia, certamente non in grado da soli di leggere la scadenza, il formaggio somministrato era già scaduto ? Nei refettori di tutte le altre scuole quale prodotto è stato servito, quello già scaduto o quello sostituito dopo?
Quali controlli sono stati già disposti su questo episodio e quali misure correttive si intendono adottare per migliorare il sistema di verifica delle scadenze su cui ci sarebbe stato questo grave errore? La sicurezza alimentare e la tutela dei bambini sono temi sui cui pretendiamo massimo rigore e trasparenza totale dell’Amministrazione anche nell’informare le famiglie in caso di problematiche. In attesa di avere risposta con atti ufficiali all’interrogazione che presenteremo in Consiglio, chiediamo al sindaco Mastella, che è anche l’autorità sanitaria locale, di intervenire immediatamente e di spiegare alle famiglie l’origine di questo problema, le verifiche effettuate ed i provvedimenti adottati”.
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