Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma dei Rappresentanti dei genitori della Commissione Mensa: “In qualità di rappresentanti dei genitori della Commissione Mensa, lo scorso 6 maggio ci siamo recati presso il centro cottura di Beltiglio di Ceppaloni per effettuare una nuova ispezione di controllo.
Al nostro arrivo abbiamo trovato una nota legale, trasmessa dalla ditta tramite il proprio legale di fiducia al Comune di Benevento, con la quale viene espressamente vietata la possibilità di fotografare e filmare durante le ispezioni. Apprendiamo della nota solo sul posto, senza che il Comune ce ne avesse dato notizia. Ci chiediamo per quale ragione un documento che incide direttamente sulle nostre funzioni di controllo non ci sia stato comunicato per tempo. Il regolamento della Commissione Mensa non prevede alcun divieto di fotografare o riprendere durante i controlli, e la nota legale stessa non cita alcun riferimento normativo a sostegno di questa limitazione. Chiediamo pertanto che il Comune chiarisca pubblicamente la propria posizione e indichi su quale base giuridica il divieto verrebbe imposto.
Durante l’ispezione alcuni membri della Commissione hanno rilevato una criticità seria, già segnalata in precedenza: nella zona dedicata al lavaggio delle stoviglie non era disponibile acqua corrente a flusso adeguato. Il lavaggio avveniva tramite un tubo, con una portata d’acqua insufficiente a garantire una pulizia corretta di utensili, pentole, teglie, contenitori Gastronorm e altra attrezzatura da cucina. Il personale ha riferito che l’ostruzione sarebbe causata da un accumulo importante di calcare nelle tubature, al punto da impedire il regolare svolgimento delle proprie mansioni. Ricordiamo che problemi all’impianto idrico erano già stati rilevati dall’ASL durante i controlli di febbraio, circostanza che aveva portato alla chiusura del centro cottura. A distanza di mesi, non abbiamo ancora alcun riscontro dall’ASL.
L’ASL, nella propria relazione del 16 febbraio scorso, aveva rilevato un aumento del volume produttivo del centro cottura, con forniture estese anche ai comuni di Montesarchio, Ceppaloni e San Leucio del Sannio, e aveva invitato la ditta a rivalutare il proprio layout aziendale utilizzando altri spazi, anche allo scopo di garantire una separazione tra la cucina celiaca e la zona di preparazione ordinaria. Tenuto conto di questi dati e delle perplessità già espresse dall’ASL sull’adeguatezza strutturale del centro cottura, risulta ancora più urgente ottenere risposte alle nostre richieste, che fino a oggi non hanno ricevuto alcun riscontro.
Come Commissione Mensa, abbiamo il diritto e il dovere di vigilare sulla sicurezza alimentare dei bambini. Continueremo a farlo con tutti gli strumenti a nostra disposizione, di fronte a un atteggiamento di disinteresse che non è più accettabile. Riteniamo, ancora una volta, che questo silenzio sia assordante“.
Vicenda mensa, divieto di accesso ai recettori con pasto domestico
I chiarimenti del Dirigente: “Giuridicamente vietato”.
“Da oltre un anno e mezzo il rapporto tra la Commissione Mensa e l’Amministrazione è stato improntato a una piena collaborazione, nell’interesse esclusivo dei bambini e nel rispetto dei reciproci ruoli. Per questo motivo sorprende che tale clima si sia improvvisamente ribaltato lasciando spazio a un’atmosfera di sospetto.
Pertanto, con l’obiettivo di riportare serenità nelle famiglie, si precisa che le prescrizioni dell’ASL sono state superate e che l’Ufficio Istruzione con i suoi responsabili, ha provveduto, nella giornata del 25 febbraio, ad effettuare un sopralluogo presso il centro cottura, rilevando una situazione conforme e regolare”, lo spiega il consigliere comunale delegato all’Istruzione Marcello Palladino.
Per quanto concerne il divieto di accesso ai refettori ai bambini che consumano il pasto da casa si specifica quanto comunicatomi dal Dirigente all’istruzione Verdicchio: “Il servizio di refezione scolastica è un servizio pubblico locale di competenza esclusiva del Comune, come stabilito dall’art. 139 del D.Lgs. 112/1998 e dall’art. 3, comma 2, del D.Lgs. 267/2000. L’istituzione scolastica non può introdurre modalità alternative di fruizione del servizio, né alterare le condizioni dell’appalto. Ogni deroga unilaterale costituisce violazione delle prerogative dell’ente titolare del servizio. L’accesso ai refettori da parte di alunni con pasto domestico è giuridicamente e igienicamente vietato.
Il Regolamento (CE) 852/2004 impone all’OSA la piena tracciabilità degli alimenti e il controllo dell’intera filiera; l’ingresso di cibi non controllati integra una violazione diretta del sistema HACCP e del D.Lgs. 193/2007. Dopo le recenti ispezioni ASL, tali violazioni non sono più tollerabili e comporterebbero responsabilità personali per chi le autorizzasse. La sentenza della Corte d’Appello di Torino n. 1049/2016 non riconosce alcun diritto al pasto domestico in mensa.
La Suprema Corte di Cassazione n. 20504/2019 lo ribadisce chiaramente, affermando che l’organizzazione degli spazi della refezione spetta all’amministrazione competente e non può essere imposta dalle famiglie né dalle scuole. Le famiglie che non intendono aderire al servizio comunale dispongono già delle alternative previste dall’ordinamento: uscita per il pasto domestico o scelta di un modello orario privo di mensa. Nessuna norma consente alla scuola di imporre al Comune la coesistenza tra refezione appaltata e pasto domestico nei medesimi locali.”
La consigliera Varricchio, DSGA presso il Liceo Classico “P. Giannone”, dovrebbe essere a conoscenza di quanto sopra. Ogni ulteriore deroga, costituirebbe violazione del capitolato, delle norme igienico – sanitarie e delle competenze istituzionali, con conseguenti responsabilità amministrative e contabili di cui risponderebbe esclusivamente il Dirigente Scolastico.
Pertanto, nel rispetto di quanto stabilito dal Legislatore, applicando quanto sopra indicato, non sarebbero necessari effettuare il terzo ed il quarto turno per il servizio di refezione scolastica in presenza di ambienti sicuri occuparti dai soli bambini che usufruiscono del servizio di mensa scolastica. Per quanto riguarda i controlli presso i refettori, come stabilito dal Regolamento, lo stesso potrà avvenire solo a seguito di preavviso di almeno tre giorni al Dirigente scolastico.
Con riferimento alla presunta “convocazione trappola”, si precisa che il Dirigente, per motivi di salute e senza secondi fini, aveva rappresentato l’opportunità di fissare la riunione nella prima decade di marzo. La convocazione è stata tuttavia richiesta con insistenza dalla stessa commissione mensa entro il 27 febbraio e, nel rispetto dei tempi indicati, si è provveduto alla sua formale indizione. D’altro canto le precedenti convocazioni avevano sempre tenuto conto delle esigenze lavorative dei rappresentanti dei genitori e dei bambini per poter loro consentire la libera partecipazione.
Ovviamente chi si è sacrificato alle predette esigenze e richieste, sono stati sempre tutti gli altri partecipanti al tavolo come docenti, rappresentanti del centro di cottura, dirigente comunale, parte politica sempre presente al tavolo. Nel momento in cui la data non è stata concordata ed è capitato solo questa volta per motivi di salute del Dirigente comunale, si è verificata la polemica anche sui quotidiani on line.
S’invitano ancora una volta i rappresentanti tutti nonché le forze di opposizione a collaborare e lavorare affinché possa essere finalmente recuperato un clima di serenità e fiducia e non alimentare la cultura del sospetto, la paura o i dubbi, tutti sentimenti che generano nelle famiglie e in tutta la popolazione scolastica, compresi i genitori e docenti, allarmismi e sfiducia nelle stesse Istituzioni pubbliche.
Megna, Farese e Varricchio: “Su mensa scolastica atti di ritorsione politica dell’Amministrazione”
“Sulla mensa scolastica, siamo di fronte ad atti di ritorsione politica dell’Amministrazione Mastella. In una fase critica, dopo la denuncia pubblica della Commissione Mensa e la sospensione del servizio da parte dell’Asl, invece di mostrare apertura, il Comune decide di usare il pugno duro con i genitori”. Così i consiglieri comunali di opposizione Giovanna Megna, Francesco Farese e Maria Letizia Varricchio.
Che proseguono: “Con una disposizione, il Settore Istruzione intende, infatti, vietare l’accesso ai refettori ai bambini che consumano il pasto da casa. Il ricorso al pasto domestico, oltre ad essere un diritto, è aumentato in questo periodo proprio per la perdita di fiducia delle famiglie dopo quanto avvenuto. Come e dove dovrebbero mangiare, secondo l’Amministrazione, i bambini che non intendono fruire della mensa? A Palazzo Mosti credono che le maestre abbiano il dono dell’ubiquità, sorvegliando contemporaneamente i bambini in aula e quelli in refettorio?
Ancora, il Comune dispone il blocco del terzo e quarto turno di somministrazione. Benissimo, ma immaginiamo che abbia provveduto ad adeguare i refettori alla nuova capienza. Oppure qualcuno immagina di poter far mangiare contemporaneamente, in alcuni casi, anche più di cento bambini in aule di poche decine di metri, in spregio a ogni regola di prevenzione e sicurezza?
Che dire, poi, dell’obbligo intimato alla Commissione Mensa di avvisare almeno tre giorni prima di effettuare i controlli nei refettori. Che efficacia e credibilità può avere una verifica annunciata da giorni? Siamo ai limiti del ridicolo. Anziché rafforzare i controlli, li si ostacolano.
Ciliegina sulla torta, la convocazione trappola della Commissione Mensa, arrivata solo dopo richiesta formale dei genitori, per venerdì alle 13.30. Giorno e orario in cui, naturalmente, i docenti sono ancora in servizio e i genitori a lavoro. Noi sappiamo bene da che parte stare, a tutela di bambini e famiglie e non a difesa dell’operatore economico che da settimane lamenta la disdetta di centinaia di pasti ogni giorno. Dall’Amministrazione – concludono i consiglieri di Partito Democratico e Sinistra Italiana – fino ad ora ci sono stati, invece, solo silenzi, ambiguità, opacità sui documenti con verbali non resi pubblici e adesso, addirittura, atti punitivi”.
Caso Mensa, Botticella (Pd): “La salute dei bimbi deve prevalere sulla burocrazia”
Di seguito la nota stampa di Marika Botticella, per il Partito Democratico in accordo con la Segretaria Rosa Razzano e tutti i consiglieri comunali del Pd.
“È necessario mantenere alta l’attenzione rispetto a quanto accaduto nei giorni scorsi negli istituti scolastici cittadini. La salute dei bambini deve prevalere rispetto alla burocrazia.
Rendere pubblici i verbali di ispezione dell’Asl è attuazione del principio di trasparenza, ma soprattutto un atto di rispetto verso le famiglie e verso i bambini, primi cittadini di una comunità.
L’amministrazione non può più sottrarsi dall’avviare un dialogo concreto e fattivo con le rappresentanze dei genitori per affrontare insieme le criticità e individuare soluzioni condivise.
Chiediamo, infine, che le numerose famiglie che ieri non hanno potuto usufruire del pasto mensa, pur pagandolo, vengano rimborsate”.
Così in una nota stampa Marika Botticella, per il Partito Democratico.
Montesarchio, l’Amministrazione sulla questione mensa scolastica: “Polemica strumentale”
L’Amministrazione Comunale di Montesarchio scrive: “La polemica sollevata dalla minoranza sulla mensa scolastica appare, ancora una volta, strumentale e costruita ad arte, più orientata alla ricerca di visibilità che alla tutela concreta degli interessi delle famiglie. Questa Amministrazione è stata attenta fin dall’inizio alla qualità del servizio mensa. Lo dimostra la costituzione della Commissione Mensa, alla quale ha partecipato anche la componente di minoranza, senza che in quella sede venisse sollevata alcuna delle contestazioni che oggi vengono amplificate sui social. Se vi fossero state criticità strutturali o irregolarità, quella sarebbe stata la sede istituzionale corretta per evidenziarle.
Quanto accaduto oggi è stato un disservizio puntuale e improvviso, che non neghiamo e che non intendiamo minimizzare e sul quale non lasceremo nulla al caso. L’Amministrazione è stata informata dell’accaduto in tarda mattinata e si è attivata immediatamente per acquisire chiarimenti. Come formalmente comunicato dalla ditta che gestisce la mensa, il disservizio è stato causato da un problema idrico (e non altro, come pure fantasiosamente ricostruito da qualcuno) , che ha impedito la regolare preparazione dei pasti caldi, rendendo necessario il ricorso al pasto sostitutivo previsto per le situazioni di emergenza.
La stessa ditta ha inoltre comunicato che il pasto odierno non sarà fatturato, con conseguente esclusione dell’addebito a carico dei piccoli fruitori del servizio mensa e delle loro famiglie. È doveroso evidenziare che, fino a questo episodio isolato, il servizio ha soddisfatto in modo dignitoso i piccoli utenti, che in numero significativo e crescente hanno usufruito della mensa scolastica, senza che emergessero contestazioni formali o criticità strutturali. Proprio perché riteniamo il servizio fondamentale, ogni disfunzione – anche se occasionale – sarà oggetto di puntuale verifica.
Si precisa, altresì, che il servizio mensa è costantemente monitorato, nel pieno rispetto e in osservanza del capitolato d’appalto, attraverso verifiche continue volte a garantire qualità, sicurezza e conformità alle prescrizioni previste. È inoltre opportuno ricordare che la ditta affidataria del servizio è risultata aggiudicataria a seguito di gara d’appalto di rilievo europeo, espletata nel rigoroso rispetto della normativa vigente in materia di contratti pubblici. Non si tratta di un affidamento discrezionale né di una gestione improvvisata, ma dell’esito di una procedura pubblica trasparente, con requisiti stringenti e controlli previsti dalla legge.
Proprio per questo, è bene chiarire a chi ritiene di poter assimilare un servizio pubblico essenziale a dinamiche di carattere privato: la gestione della mensa scolastica risponde a regole precise, a obblighi contrattuali e a responsabilità amministrative ben definite. Non si governa un servizio pubblico con slogan o insinuazioni, ma con atti formali, procedure e controlli. Trasformare un episodio isolato, per cui abbiamo ricevuto chiarimenti e su cui continueremo a monitorare, in un caso politico alimentato da sospetti, non giova alla serenità della comunità scolastica.
L’Amministrazione del Comune di Montesarchio continuerà a operare con senso di responsabilità, trasparenza e attenzione verso i bambini e le famiglie, rispondendo ai fatti con atti concreti e non con polemiche strumentali. Sui bambini non si costruiscono narrazioni politiche. Si garantiscono servizi, con serietà e nel rispetto delle regole”.
Caso Mensa scolastica, “Verbali Asl siano pubblici”: la richiesta dei consiglieri di opposizione
I consiglieri di opposizione Farese, Megna, Fioretti, Varricchio, De Lorenzo, Miceli, Perifano, De Longis e Sguera chiedono di rendere pubblici i verbali dell’Asl per centro cottura e refettori e un incontro aperto con i genitori.
“Le recenti criticità segnalate dai genitori della Commissione Mensa riguardo al centro cottura e ai refettori non possono essere liquidate con il silenzio. La salute e la serenità dei nostri figli sono priorità assolute che non ammettono ritardi burocratici o zone d’ombra. Per queste ragioni, chiediamo che l’Amministrazione Comunale renda immediatamente pubblici i verbali di ispezione dell’Asl relativi al centro cottura e al refettorio di Pacevecchia”.
Lo dichiarano i consiglieri comunali di opposizione Francesco Farese, Giovanna Megna, Floriana Fioretti, Maria Letizia Varricchio, Giovanni De Lorenzo, Angelo Miceli, Luigi Diego Perifano, Raffaele De Longis, Vincenzo Sguera.
“Una richiesta che reitereremo con fermezza nella Commissione Istruzione, da noi richiesta ed ottenuta, di lunedì prossimo. La trasparenza è l’unico strumento per ristabilire quel clima di fiducia tra istituzioni e famiglie che oggi appare seriamente compromesso.
È necessario che il Comune smetta di porsi come spettatore e intervenga attivamente nella verifica delle condizioni del servizio e delle modalità di somministrazione. Il ruolo di vigilanza dei genitori è fondamentale e va sostenuto con atti concreti, non ignorato: le loro denunce meritano risposte tecniche e chiare, non un’assenza di comunicazione che alimenta solo preoccupazione.
Il Sindaco e la sua Amministrazione escano dal silenzio e si schierino apertamente dalla parte delle centinaia di famiglie e dei bambini che ogni giorno usufruiscono del servizio. Chiediamo fatti, verifiche puntuali e la massima chiarezza sui documenti sanitari: la fiducia dei cittadini si guadagna con la responsabilità, non con l’attesa.
In un momento così importante è necessario che il Comune si faccia promotore anche di un confronto costruttivo. Invitiamo pertanto il Sindaco e la Giunta a un incontro aperto con le rappresentanze dei genitori, per affrontare insieme le criticità segnalate e individuare soluzioni condivise. Oltre alla gestione dell’emergenza – concludono i consiglieri di opposizione – resta fondamentale riprendere il dialogo sul progetto del nuovo centro cottura a Benevento, un obiettivo atteso da anni che darebbe stabilità e qualità al servizio nel lungo periodo”.
“Dovranno essere osservate dalla prima all’ultima lettera, lo esigeremo”, afferma il consigliere delegato all’istruzione.
“A seguito delle criticità evidenziate a mezzo stampa da alcuni genitori componenti della commissione mensa, relative al centro di cottura e circa le ispezioni dell’Azienda sanitaria locale effettuate presso il suddetto centro che svolge il servizio di refezione scolastica, siamo in attesa di ricevere, in via ufficiale e formale le risultanze e/o le eventuali prescrizioni dell’Ufficio preposto dell’Asl, cui spettano le competenze normative in materia igienico-sanitaria.
Quando ciò sarà avvenuto, all’esito delle stesse, non esiteremo un istante a pretendere che queste siano osservate dalla prima all’ultima lettera. E’ chiaro che per l’Amministrazione comunale non esiste nient’altro che la salvaguardia dei requisiti igienici e qualitativi a tutela, prioritaria, dei bambini e degli utenti della mensa.
Su questo su indirizzo dell’Amministrazione, il Settore Istruzione sarà inflessibile nell’esigere che siano rispettati integralmente gli standard igienici e qualitativi che erano previsti dal Capitolato”, lo scrive in una nota il consigliere delegato all’Istruzione Marcello Palladino.
Mensa Scolastica a Benevento: “Intonaco pericolante, ruggine e niente acqua calda”
La commissione mensa denuncia lo stato del centro cottura.
Nuovo capitolo riguardante il servizio mensa scolastica a Benevento. Oggi riportiamo integralmente questa lettera a firma dei Rappresentanti dei genitori della Commissione Mensa: “Il centro cottura che ogni giorno prepara i pasti destinati agli alunni delle scuole di Benevento – si legge -, secondo la rappresentanza dei genitori in seno alla Commissione Mensa, presenta diverse criticità strutturali e igieniche. A stabilirlo non sono illazioni ma i riscontri diretti dei genitori della Commissione Mensa che, nel giro di cinque giorni, hanno effettuato due distinte ispezioni presso il centro di Beltiglio di Ceppaloni: la prima il 5 febbraio 2026 e la seconda il 10 febbraio 2026. In entrambi i casi le risultanze sono state formalizzate con comunicazioni ufficiali indirizzate al Settore Istruzione del Comune di Benevento.
Il quadro emerso è tutt’altro che rassicurante. Durante l’ispezione del 5 febbraio alcuni membri della Commissione hanno riscontrato che il soffitto della sala cottura presenta evidenti segni di ammaloramento riconducibili a infiltrazioni di umidità. L’intonaco risulta in più punti deteriorato e in parte distaccato dalle pareti. Frammenti e polvere di intonaco sono stati trovati depositati sulle cappe delle cucine, ossia direttamente sopra le superfici dove vengono preparati i pasti dei bambini. Si tratta di una situazione già segnalata nel corso dei precedenti controlli effettuati nel 2025 e mai risolta, nonostante gli impegni assunti dalle diverse ditte affidatarie del servizio che si sono succedute.
A destare particolare preoccupazione è l’assenza di acqua calda per il lavaggio delle stoviglie. Al momento dell’ispezione del 5 febbraio un’addetta stava lavando numerose teglie utilizzando esclusivamente acqua fredda. Non risulta inoltre presente alcuna lavastoviglie. Il controllo del 10 febbraio ha confermato questa situazione: le vaschette disponibili per il lavaggio manuale sono state giudicate inadeguate rispetto alla quantità di pentole e utensili da trattare.
Entrambi i controlli hanno evidenziato il deterioramento diffuso delle attrezzature. Carrelli, piedini delle cucine e griglie di scolo a pavimento presentano segni di ruggine. Forni e piani cottura risultano vecchi e visibilmente macchiati. Per l’affettatura è stata rilevata una sola affettatrice di dimensioni ridotte, del tutto insufficiente rispetto ai volumi di produzione richiesti. Le piastrelle alle pareti non sono tutte integre.
Un aspetto di particolare rilievo riguarda lo spazio dedicato alla preparazione dei pasti per gli alunni celiaci. Quest’area si trova nella stessa cucina utilizzata per le altre preparazioni ed è separata dal resto dell’ambiente soltanto da due pareti laterali alte circa un metro e mezzo. I genitori hanno chiesto al Comune di valutare se una simile soluzione sia effettivamente in grado di prevenire il rischio di contaminazione da glutine”.
“La Commissione Mensa sottolinea che tutte le criticità riscontrate sono state tempestivamente e formalmente comunicate al Comune di Benevento attraverso note ufficiali. Alcune di queste problematiche erano già state segnalate in precedenza nel corso del 2025 senza che si sia proceduto ad alcun intervento risolutivo. La Commissione Mensa chiede con forza che l’amministrazione intervenga con la massima urgenza per garantire condizioni adeguate di igiene e sicurezza nel centro cottura che ogni giorno serve i pasti ai bambini delle scuole cittadine”, concludono.
Caso mensa Sant’Angelo a Sasso, Palladino: “Stiamo eseguendo le verifiche del caso”
Il consigliere delegato all’istruzione interviene sul caso dei disservizi alla mensa scolastica dell’istituto di via Pascoli.
“L’Ente comune si è immediatamente attivato e sta eseguendo tutte le verifiche del caso”, così Marcello Palladino, consigliere delegato all’istruzione per il Comune di Benevento, che abbiamo interpellato sul caso dei disservizi alla mensa scolastica della scuola Sant’Angelo a Sasso di Benevento (leggi QUI).
“Il Comune – una volta ricevute le segnalazioni – spiega Marcello Palladino – si è immediatamente attivato onde verificare le ragioni e le cause che hanno determinato le contestazioni e le doglianze dei genitori alla ditta che ha in affidamento il servizio mensa.
A quest’ultima sono stati chiesti con l’urgenza del caso, tutti i chiarimenti al fine di comprendere le cause che hanno causato i problemi segnalati. Gli uffici stanno approfondendo in queste ore l’accaduto e ricostruire appieno la vicenda che ha interessato i bambini della scuola”.
Disservizi alla mensa scolastica. Porzioni ridotte, ritardi e “pasti riciclati”: la denuncia
Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera a firma della signora Mafalda Guerra, madre di un bambino allievo della Sant’Angelo a Sasso di Benevento, plesso via Pascoli. La donna fa appello al nostro “Servizio Pubblico: dalla parte dei cittadini” per rappresentare le doglianze dei genitori dei bimbi in merito alla mensa scolastica. Di seguito la lettera in versione integrale.
La nostra redazione rappresenta sin da ora la totale disponibilità a raccogliere eventuali repliche da parte dei dirigenti dell’istituto scolastico oppure dell’azienda incaricata del servizio mensa.
“Questo pasto, ma che impiastro!!!! Sembrerebbe il titolo di uno di quei racconti allegri che si leggono sui libri di testo dei nostri bambini o quello di un video racconto che la Maestra proietta in classe per sensibilizzare gli alunni sulle “buone maniera a tavola”….e invece NO! Ancora una volta la realtà va oltre la fantasia….”. Esordisce così Mafalda, che poi prosegue: “Quello che è successo ieri presso il refettorio dell’I.C. Sant’Angelo a Sasso, plesso centrale, via Pascoli, ha davvero dell’incredibile! “O fatto è chisto, statemi a sentire”: in accordo alla recente turnazione delle classi, quelle previste a mensa alle ore 13.30 sono in realtà state chiamate alle ore 14.00 (prassi, ahimè, sempre più comune).
Dato che la pasta (prelibatissima pasta olio e parmigiano) non è risultata sufficiente per tutti i piccoli commensali PAGANTI, si è pensato bene di ridurre, in prima battuta, drasticamente le porzioni per poi “riciclare” gli avanzi dei turni precedenti!!!! Per fortuna che qualche Maestra ha avuto l’intuizione di capire che ci fosse qualcosa di strano ed il coraggio di bloccare questo scempio! La richiesta, più che giusta, di nuovi pasti ha fatto sì che bambini poco più che decenni pranzassero oltre le ore 15! Ma non è finita qui!
Al momento di servire il secondo, lonza di maiale, al fine di giustificarne l’ASSENZA, è stato riferito che “la carne non fosse di buona qualità”, per cui i bambini “più fortunati” hanno ricevuto formaggio spalmabile, alcuni addirittura solo carote! E’ una storia che purtroppo si ripete, che anzi va via via connotandosi di aspetti sempre più tristi e negativi, che stanno mettendo a dura prova la pazienza di noi genitori!
Alcune domande sorgono spontanee: 1) A cosa sono dovuti i continui ritardi nella consegna? 2) La lonza servita ai turni precedenti (a bambini di 6/7 anni) quindi come era? 3) Il formaggio spalmabile arrivato (comunque non per tutti) in un secondo momento è parte delle rimanenze del venerdì precedente? (mi sembra di ricordare che tale articolo sia stato già protagonista di incresciose vicende passate)! 4) E’ previsto un risarcimento, almeno economico perché figuriamoci se possiamo parlare di morale in una simil situazione, per chi ha subito questo disservizio? Ma l’ultima e forse più importante domanda che ci poniamo è: DI CHI è LA RESPONSABILITA’? DA CHI DOBBIAMO ASPETTARCI RISPOSTE? Come città stiamo già vivendo un dolore di fronte al quale anche il silenzio fa rumore…perché sono sempre i più piccoli a dover pagare?”
“Chiudo – conclude – questa mia riflessione con una citazione di Maria Montessori che mi auguro possa illuminare menti e cuori: “L’umanità che si rivela in tutto il suo splendore intellettuale durante la dolce e tenera età dell’infanzia dovrebbe essere rispettata con una sorta di venerazione religiosa. È come il sole che appare all’alba o un fiore appena sbocciato”.
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