Simula lo smarrimento della patente di guida per ottenerne una nuova: denunciato

Simula lo smarrimento della patente di guida per ottenerne una nuova: denunciato

CronacaRegione

Carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano hanno scoperto il trucco escogitato da un pregiudicato del posto, attraverso il quale era riuscito ad ottenere – fraudolentemente – un duplicato della propria patente di guida.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, si era visto ritirare il proprio documento di guida all’estero, poiché trovato alla guida in stato di ebrezza. Ma, anziché attendere il termine della sospensione, l’interessato, appena rientrato in Italia, ha presentato una denuncia di smarrimento, riuscendo così ad ottenere prima un permesso provvisorio di guida e successivamente una nuova patente.

Gli accertamenti condotti dai militari dell’Arma attraverso controlli incrociati tra la banca dati della Motorizzazione Civile italiana e quella estera hanno permesso di svelare la condotta illecita dell’uomo, che è stato deferito in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Benevento, dovendo, adesso, rispondere di falso in atto pubblico commesso da privato.

Il denunciato è persona sottoposta a indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva.

San Giorgio del Sannio, un arresto e un divieto di dimora per due residenti

San Giorgio del Sannio, un arresto e un divieto di dimora per due residenti

CronacaProvincia

Nella mattinata odierna, all’esito dell’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, militari della Compagnia Carabinieri del capoluogo hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere e del divieto di dimora nel Comune di San Giorgio del Sannio nei confronti di due persone residenti in San Giorgio del Sannio, gravemente indiziate in concorso tra loro per i reati di atti persecutori, tentato incendio di autovettura e di occupazione abusiva di immobile, nonché del sequestro preventivo dell’alloggio di proprietà dell’ACER e ubicato nel predetto centro.

Le attività svolte dai militari della Stazione Carabinieri di San Giorgio del Sannio sono partite nell’ottobre 2023, a seguito dell’intervento presso lo stabile di proprietà dell’ACER per l’occupazione abusiva di un appartamento all’interno di uno stabile composto da complessivi 6 alloggi di cui 5 assegnati ai legittimi proprietari.

I due indagati, dopo essersi introdotti nell’immobile, avevano intrapreso, secondo la ricostruzione accusatoria riconosciuta dal Giudice, per finalità connesse alla stessa occupazione, una serie reiterata, costante e ormai abituale di condotte vessatorie, offensive e minatorie nei confronti dei residenti dello stabile, cagionando loro un grave stato d’ansia e paura. Tali condotte sostanzialmente rendevano la vita impossibile ai condomini nei confronti dei quali gli indagati rivolgevano reiterate e gravi minacce ed offese che si estrinsecavano non solo attraverso condotte verbali ingiuriose e intimidatorie, ma anche attraverso plurimi danneggiamenti tra i quali il portone d’ingresso del palazzo, mediante l’inserimento di colla all’interno del cilindro della serratura.  Inoltre, gli stessi indagati la sera di Capodanno, tentavano di incendiare l’autovettura intestata ad uno dei condomini, evento che non si verificava soltanto grazie all’ intervento tempestivo di una persona residente in zona.

Le conseguenti e puntuali indagini, svolte attraverso l’esame e l’analisi delle immagini registrate dai sistemi di video sorveglianza installati dalle stesse persone offese al fine di tutelarsi, nonché le numerose dichiarazioni rese in sede di denuncia e delle dichiarazioni testimoniali rese dagli abitanti della zona, unitamente ad ulteriori accertamenti documentali, permettevano di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due soggetti. 

Sulla scorta degli elementi raccolti, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento emetteva il provvedimento cautelare della misura cautelare in carcere a carico di uno dei due indagati che peraltro era già ristretto per fatti analoghi presso la Casa Circondariale di Benevento e la misura cautelare del divieto di dimora nel comune di San Giorgio del Sannio a carico del secondo indagato, nonché disponeva il sequestro preventivo dell’alloggio di proprietà dell’ACER.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, ed i destinatari dello stesso sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

Calcioscommesse Benevento, spunta l’ipotesi di frode sportiva: altri giocatori coinvolti

Calcioscommesse Benevento, spunta l’ipotesi di frode sportiva: altri giocatori coinvolti

Benevento CalcioCalcio

Continua il caso calcioscommesse: stando a quanto riporta il Corriere dello Sport tra le ipotesi di reato ci sarebbe anche la frode sportiva, con ripercussioni in ambito penale più rilevanti rispetto all’esercizio abusivo di attività di gioco o scommessa.

Su questo si sta muovendo la Procura di Benevento, dopo aver raggiunto con un mandato di perquisizione due tesserati del Benevento (il difensore Pastina e Letizia, oggi in prestito alla Feralpisalò) e due ex Strega (Coda e Forte).

Insieme ai calciatori, come noto, hanno ricevuto l’avviso di garanzia anche il telesino Pasquale Pio Corvino e il napoletano Davide Dell’Annunziata. Secondo l’accusa loro sarebbero i “collettori”, avrebbero cioè ricevuto da Letizia e Coda somme di denaro da destinare alle scommesse sportive.

L’inchiesta, però, potrebbe anche allargarsi e coinvolgere altri calciatori che si sarebbero rivolti a Corvino e Dell’Annunziata per puntare su piattaforme illegali.

Foto: Getty Images

Benevento| “Vita… nella Giustizia e Legalità: Libertà…”: siglato protocollo in Prefettura

Benevento| “Vita… nella Giustizia e Legalità: Libertà…”: siglato protocollo in Prefettura

AttualitàBenevento Città

Il Prefetto di Benevento, dr. Carlo Torlontano, unitamente al Procuratore della Repubblica di Benevento, dr. Aldo Policastro, al Vice Presidente del Circolo Socio – Culturale “Petra –Strumilia”, Licia De Lisa, e al Presidente dell’Ente Cultura Schola Canthorum San Lorenzo Martire “Nicola Vigliotti”, Alfonso Guarino, ha sottoscritto, questa mattina, presso il Palazzo del Governo, il protocollo d’intesa “Vita… nella Giustizia e Legalità: Libertà…”.

L’accordo, di durata triennale, si pone l’obiettivo di diffondere la cultura della legalità attraverso l’organizzazione di incontri di approfondimento e studio nonché la costituzione di un laboratorio “Giustizia e Legalità”.

Il laboratorio, istituito al precipuo fine di costruire una cultura della legalità democratica, sarà rivolto soprattutto agli Istituti scolastici di ogni ordine e grado.

Le iniziative congiunte di informazione e sensibilizzazione saranno sviluppate con progetti annuali, incentrati su tematiche individuate dopo una condivisa e preliminare analisi del territorio provinciale.
I “percorsi di legalità”, focalizzati sulle contingenti emergenze culturali, sociali ed economiche della Provincia, si concluderanno con la consegna di un premio, denominato “giustizia e legalità”, che sarà articolato in due sezioni – istituti scolastici e imprese, enti pubblici e privati e cittadini.

Il suddetto riconoscimento sarà attribuito, rispettivamente, alle scuole per la realizzazione di un cortometraggio, una rappresentazione teatrale, un e-book o un elaborato artistico, nonché ad imprese, enti pubblici e privati e cittadini che si distinguono, nel periodo di riferimento, per la diffusione di buone pratiche finalizzate alla promozione e tutela dei valori della giustizia e legalità.

Nel sottolineare la rilevanza dell’iniziativa, il Prefetto ha evidenziato “l’importanza della sinergia interistituzionale e del coinvolgimento degli enti del terzo settore per contrastare e prevenire ogni forma di violenza, corruzione e illegalità diffusa. Lo sviluppo della cultura della legalità, soprattutto tra le giovani generazioni, si pone l’obiettivo di formare una cittadinanza proattiva, improntata ai valori fondamentali della Carta Costituzionale”.

Prima fugge alla vista dell’Alt, poi colpisce alla testa un agente: nei guai 39enne albanese

Prima fugge alla vista dell’Alt, poi colpisce alla testa un agente: nei guai 39enne albanese

CronacaProvincia

Quest’oggi, all’esito dell’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, Ufficiali e Agenti in servizio presso il Commissariato di P.S di Telese Terme hanno eseguito l’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale dell’obbligo di dimora nel Comune di S. Felice a Cancello, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Benevento, a carico di un 39enne di origini albanesi indagato per reati di resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni aggravate commessi nei confronti degli operanti del Commissariato di P.S di Telese Terme impegnati nel servizio di controllo del territorio in data 2.01.2023.

Le indagini svolte hanno consentito di acquisire gravi indizi in ordine ai seguenti fatti criminosi:
In data 2 gennaio ultimo scorso, l’indagato si trovava unitamente ad altre due persone a bordo della propria autovettura quando, alla vista dell’Alt delle Forze dell’Ordine, invece di fermarsi, si dava a una tenace fuga mettendo in pericolo con diverse manovre l’incolumità degli operanti di polizia giudiziaria e degli utenti della strada; poi, una volta sceso dall’auto, l’uomo proseguiva nella sua resistenza colpendo con violenza al capo e alle mani il Pubblico Ufficiale che cercava di procedere al controllo così cagionandogli lesioni personali.

Nell’immediatezza dei fatti, dunque, il 40enne era riuscito a darsi alla fuga e i militari avevano tratto in arresto soltanto una delle altre due persone presenti a bordo dell’autovettura; di seguito, attraverso le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Benevento e svolte dal Commissariato di P.S di Telese Terme si acquisivano gravi indizi in ordine alla identificazione dell’attuale indagato.

L’ordinanza cautelare odierna obbliga l’indagato a dimorare nel Comune di S. Felice a Cancello, al fine di neutralizzare il rischio che l’uomo commetta nuovi delitti della stessa specie, essendosi dimostrato di indole fortemente trasgressiva e violenta.

Il provvedimento oggi eseguito è una misura cautelare, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, adottato nella fase delle indagini preliminari e il destinatario della stessa è allo stato indagato e quindi presunto innocente fino a sentenza definitiva.

Ruba antenne dalle auto per custodirle in casa: denunciato

Ruba antenne dalle auto per custodirle in casa: denunciato

CronacaRegione

Per mesi ha tenuto sotto scacco gli investigatori della polizia municipale di Ariano Irpino, in provincia di Avellino, mettendo a segno furti a ripetizione delle antenne montate sulle auto in sosta alle quali puntualmente danneggiava gli specchietti retrovisori.

Il paziente lavoro dei caschi bianchi, attraverso pedinamenti e appostamenti notturni, ha incastrato il responsabile, che dopo essere stato convocato negli uffici, è stato denunciato per furto e danneggiamento alla Procura di Benevento, competente per territorio.

Si tratta di un uomo, incensurato e molto conosciuto in città, che messo di fronte all’evidenza delle prove raccolte, ha ammesso la sua responsabilità confessando il furto di decine e decine di antenne. Lo stesso indagato ha spiegato che non ne faceva altro uso se non quello di accumularle e custodirle in casa.

Peculato e falsità materiale: agli arresti domiciliari 47enne avvocato sannita

Peculato e falsità materiale: agli arresti domiciliari 47enne avvocato sannita

BeneventoCronaca

Nella mattinata odierna, all’esito di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, i carabinieri della Compagnia di Benevento e della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura hanno dato esecuzione alla misura cautelare personale degli arresti domiciliari emessa dal GIP presso il Tribunale di Benevento, su richiesta della medesima procura, nei confronti di un 47enne, A.Z., di professione avvocato ma attualmente cancellato dall’albo a sua domanda, gravemente indiziato dei delitti di peculato e falsità materiale commessa da P.U. aggravata e continuata.

Le investigazioni, avviate a seguito di denuncia di magistrati del Tribunale di Benevento-sez. civile e condotte dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Benevento, unitamente a quelli della Sezione di Polizia Giudiziaria Carabinieri, facevano emergere l’esistenza di gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’indagato, che -rivestendo come professionista delegato ex art. 591 bis c.p.p. dal Giudice dell’esecuzione la qualità di Pubblico Ufficiale nell’ambito di quattro procedure esecutive, ed avendo in virtù di tale qualifica la disponibilità di somme di denaro vincolate e giacenti sui conti correnti intestati alle medesime procedure- si appropriava di importi fino ad un totale di oltre 356.000,00 euro, anche formando -a tal fine- decreti di liquidazione falsi che disponevano il pagamento di onorari in suo favore, atti apparentemente emessi dai giudici assegnatari delle procedure esecutive e recanti la sottoscrizione digitale dei magistrati, ma in realtà mai depositati ed esistenti giuridicamente.

I militari dell’Arma, con il supporto di personale in servizio presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Benevento aggregato presso gli Uffici della Procura della Repubblica, escutevano persone informate sui fatti e poi eseguivano accertamenti bancari, a seguito dei quali ricostruivano accuratamente le operazioni bancarie del legale, confrontando gli estratti conti con i provvedimenti giudiziari effettivamente depositati e risultanti dagli atti delle procedure.

Le condotte abbracciano un periodo che va dal 2017 al mese di gennaio 2022 ed il quadro inidiziario raccolto è indicativo di una condotta criminosa seriale.

Contestualmente alla misura cautelare personale il GIP ha messo anche un decreto di sequestro preventivo, fino alla concorrenza, di oltre 356.000 euro.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, ed il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva.

Falsa dichiarazione dei ricavi, sequestro per 30.000 euro a geometra

Falsa dichiarazione dei ricavi, sequestro per 30.000 euro a geometra

BeneventoCronaca

Nella mattinata odierna, all’esito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, i militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Montesarchio e della Compagnia della Guardia di Finanza di Capua hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per equivalente di 30.000 euro emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento nei confronti di un professionista residente a Bellona (CE) esercente l’attività di geometra gravemente indiziato del reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. 

Il predetto professionista aveva richiesto ed ottenuto un finanziamento garantito di 30.000 euro al 100% dal Fondo di garanzia Piccole e Medie Imprese che gli era stato accreditato nel 2020 presso una filiale di un istituto di credito di Montesarchio.

All’esito delle indagini si acquisivano gravi indizi in ordine al fatto che il predetto professionista aveva falsamente dichiarato di aver conseguito nell’anno 2018 ricavi pari a circa 126.000 euro superiori a quelli effettivamente percepiti, ovvero circa 27.000 euro. Tale stratagemma era stato utilizzato dal geometra al fine di conseguire il contributo massimo previsto dalla legge (30.000 euro) in quanto il finanziamento è concesso nella misura del 25% dei ricavi percepiti dalle imprese come risultanti dalla dichiarazione dei redditi presentata.   

L’incentivo, introdotto dal D.L. 23/2020, convertito in Legge 40/2020, era riservato alle piccole e medie imprese al fine di fornire un efficace sostegno per il superamento degli effetti della crisi economica innescata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Il provvedimento oggi eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva.

Montesarchio, accusato di aver violentato la figlia: 47enne respinge le accuse e fornisce la propria versione dei fatti

Montesarchio, accusato di aver violentato la figlia: 47enne respinge le accuse e fornisce la propria versione dei fatti

CronacaProvincia

Si è tenuto dinanzi al GIP di Benevento, Dott.ssa Camerlengo, l’interrogatorio di garanzia del quarantasettenne di Montesarchio accusato di presunte violenze sessuali perpetrate a danno della figlia, difeso dagli avvocati Vittorio Fucci e Cosimo Servodio.

L’indagato ha scelto di non avvalersi della facoltà di non rispondere e, durante l’interrogatorio, ha fornito la propria versione dei fatti, negando ogni addebito e fornendo interessanti elementi a confutazione della tesi accusatoria, che ha respinto decisamente.

Crimini ambientali, siglato protocollo d’intesa tra le Procure di Avellino e Benevento

Crimini ambientali, siglato protocollo d’intesa tra le Procure di Avellino e Benevento

AttualitàBenevento Città

È stato siglato in data odierna un protocollo d’intesa tra la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino per potenziare il contrasto ai crimini ambientali derivanti da fenomeni di illeciti sversamenti di reflui urbani e industriali nei corpi idrici superficiali e nelle falde acquifere relative.

La collaborazione tra le due Procure rappresenta uno strumento fondamentale per un più efficace controllo dei territori di rispettiva competenza attraversati dai medesimi corsi d’acqua e segnatamente i fiumi Isclero, Sabato e Calore.

Obiettivo del protocollo è quello, quindi, di modulare più efficacemente le proprie attività investigative e giudiziarie – anche con riferimento al corretto funzionamento delle stazioni depurative insistenti sul territorio, i cui scarichi recapitano nei predetti corpi idrici principali – mediante l’adozione di medesime metodologie e l’impiego della medesima polizia giudiziaria, con comunicazione e scambio reciproco degli esiti investigativi, anche al fine di concordare le più opportune azioni comuni.