Assemblea Confindustria Benevento, De Luca tra Pnrr e guerra in Russia: “In Italia si pensa solo a fregare qualche voto in più”

Assemblea Confindustria Benevento, De Luca tra Pnrr e guerra in Russia: “In Italia si pensa solo a fregare qualche voto in più”

Politica
“Rimpiango Moro, Andreotti: i nostri grandi uomini di Stato, che prima di aprire bocca conoscevano la storia dei paesi dell’Europa e non erano semianalfabeti di ritorno come il segretario della Nato”, le parole del Governatore.

E’ un De Luca come sempre molto diretto e schietto quello che ha parlato all’assemblea degli imprenditori sanniti, tenutasi questa mattina presso l’Auditorium San Vittorino a Benevento. In cica un’ora di intervento, sono tanti i temi affrontati dal Governato, che non ha mancato di esprimere le proprie considerazioni anche sul conflitto tra Ucraina e Russia, definito uno “sceneggiato a puntate”.

Prima, però, il presidente ha posto la sua attenzione sui temi all’ordine del giorno: soprattutto sul Pnrr: “Realizzare il Pnrr sta diventando complicato: eppure lo abbiamo ottenuto raggiungere tre obiettivi: superamento del divario territoriale Nord-Sud, superamento dei divari sociali e superamento del divario di genere. Il programma è rivolto innanzitutto al Sud, altrimenti i 209 miliardi non li avremmo avuti. Nel corso di questi mesi, però, più passa il tempo, più sembra che queste siano risorse destinate in maniera generica all’Italia. Non è così, sono destinate a risolvere lo squilibrio Nord-Sud in primo luogo”.

“La Germania – ha proseguito De Luca – in 20 anni ha preso in mano la parte ex comunista, facendo un’operazione di valore storico e recuperando il divario. Quella è una classe dirigente. In Italia, invece, si ragiona pensando a domani mattina e come fregare 100 voti in più facendo un po’ di propaganda. Questa è la tragedia”.

“Non riesco ad ascoltare le mistificazioni in tv – ha confidato De Luca in merito alla guerra -. Non ci sono giustificazioni per una guerra preventiva ma abbiamo ascoltato dichiarazioni idiote, irresponsabili da parte soprattutto di dirigenti della Nato che sembrano incentivare…”.

“All’interno della Nato ci sono semianalfabeti che parlano senza misurare il peso delle parole che pronunciano. Rimpiango Aldo Moro, Andreotti, i nostri grandi uomini di Stato, che prima di aprire bocca conoscevano la storia dei paesi dell’Europa e non erano semianalfabeti di ritorno come il segretario della Nato”.