Cannavaro: “Dopo l’esperienza al Benevento sembrava non potessi più allenare”

Cannavaro: “Dopo l’esperienza al Benevento sembrava non potessi più allenare”

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L’ex allenatore del Benevento, dopo aver conquistato la salvezza con l’Udinese grazie alla vittoria per 1-0 dello Stirpe contro il Frosinone (che è retrocesso), ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport nel corso di Sky Calcio Club.

Ecco dunque, di seguito, le parole di Fabio Cannavaro, che ha anche citato la sua passata esperienza sulla panchina della Strega della scorsa stagione:

Il mio contratto prevedeva cinque partite. Quando ho accettato sapeva che era complicato entrare, ho fatto altre esperienze all’estero che per tanti non valgono ma che per me sono state molto importanti perché mi hanno fatto crescere come allenatore. Me la sono giocata. Ho avuto un’esperienza negativa in Serie B e sembrava non potessi più allenare. Avevo cinque partite, me la sono giocata. Ho trovato una società che mi ha messo a disposizione di tutto, quindi era molto semplice“.

Foto: Sky Sport

Benevento, l’ex Cannavaro conquista la salvezza in Serie A con l’Udinese

Benevento, l’ex Cannavaro conquista la salvezza in Serie A con l’Udinese

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Traguardo importantissimo per l’ex allenatore del Benevento: alla sua prima panchina in Serie A, Fabio Cannavaro ha conquistato la salvezza con l’Udinese.

L’ex tecnico della Strega era stato ufficializzato dalla società bianconera lo scorso 22 aprile, quando la squadra era diciassettesima con 28 punti (gli stessi del Frosinone diciottesimo). Con il successo di questa sera proprio contro i ciociari allo Stirpe, grazie al gol siglato al 76esimo dal subentrato Davis, i friulani hanno raggiunto il quindicesimo posto a quota 37 e la conseguente permanenza in massima serie.

Retrocessi invece, a causa anche del contemporaneo successo tra le mura amiche dell’Empoli contro la Roma nei minuti finali, i Canarini di Di Francesco, che si aggiungono a Sassuolo e Salernitana e tornano in Serie B dopo appena un anno.

Foto: Imago

Benevento, Improta festeggia le 200 presenze: “E’ vero che i fatti valgono più di mille parole”

Benevento, Improta festeggia le 200 presenze: “E’ vero che i fatti valgono più di mille parole”

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Come avevamo scritto stamattina su queste pagine (QUI), la presenza nell’andata del Secondo Turno Nazionale dei Play-off di Serie C 2023-24 contro la Torres ha consentito a Riccardo Improta di raggiungere un traguardo importantissimo.

Il jolly di Pozzuoli, infatti, ha festeggiato le 200 presenze con la maglia del Benevento entrando nel club dei bicentenari della società giallorossa. Il classe ’93, nel Sannio dal lontano 2018, ha affidato al suo profilo Instagram un messaggio in merito a questo traguardo.

In questi anni sicuramente abbiamo gioito tanto e sofferto insieme. 200 presenze con la maglia giallorossa è una traguardo che porterò sempre con me. E’ proprio vero che i fatti valgono più di mille parole. Forza Benevento sempre💛❤️“.

Foto: Profilo Instagram Riccardo Improta

Benevento 5, rinnovo anche per Botta

Benevento 5, rinnovo anche per Botta

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“Un orgoglio essere il capitano in Serie A”, sottolinea il capitano dei giallorossi.

Il GG Team Wear Benevento 5 comunica di aver trovato l’accordo con Vincenzo Botta anche per la stagione 2024/2025. Il capitano, che si accinge a vivere la sua quarta stagione in giallorosso, non si muove dal PalaTedeschi.

“Sono molto felice di aver rinnovato – le parole di capitan Botta.- Sarà il mio quarto anno qui e condurlo ancora da capitano nella massima serie mi inorgoglisce ancora di più.

Dobbiamo lavorare sodo: la serie A è un’altra cosa. Sembra una frase fatta, ma non lo è assolutamente: la salvezza dovrà essere il nostro scudetto”.

ESCLUSIVA BN24 – Bucchi: “Mi aspettavo le difficoltà iniziali del Benevento, ora ha trovato la marcia giusta”

ESCLUSIVA BN24 – Bucchi: “Mi aspettavo le difficoltà iniziali del Benevento, ora ha trovato la marcia giusta”

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Abbiamo raggiunto telefonicamente l’ex allenatore tra le altre di Benevento, Pescara, Gubbio, Torres, Perugia e Triestina, tutte squadre impegnate nei play-off di Serie C, Christian Bucchi, per avere una sua opinione riguardo al post-season della Lega Pro e non solo.

Mister Bucchi, ex attaccante che ha vestito le maglie anche di Perugia, Vicenza, Catania, Cesena e Pescara, per non citare la sua esperienza al Napoli, ha guidato la Strega nel campionato di Serie B 2018-19 terminando la regular season al terzo posto ma perdendo la semifinale play-off contro il Cittadella.

Salve Mister, partiamo dall’attualità: lei che conosce molte delle squadre che disputeranno i play-off di Serie C ormai alle porte, che cosa si aspetta da questo spareggio promozione? “Ci sono tante squadre di qualità, che probabilmente avevano anche ambizioni diverse a inizio campionato: penso a Catania, Avellino e Benevento, ma anche Vicenza e Triestina al nord. Sicuramente sono club che avevano iniziato la stagione con mire e aspettative diverse, ma sono tutte squadre qualitativamente molto valide quindi mi aspetto di vedere dell’ottimo calcio. I play-off sono complicati, sono lunghi, ci saranno tante battaglie e tante partite difficili, ma gli organici che sono arrivati a disputarli sono qualitativamente importanti e pieni di giocatori di qualità“.

C’è il rischio che venga sottovalutata la Torres, che ha terminato la stagione alle spalle del Cesena in un girone B il quale, ai nastri di partenza dei play-off, sembra il meno organizzato rispetto ai tre raggruppamenti? Sicuramente nel girone B non ci sono squadroni costruiti materialmente per vincere. Nel girone C ha vinto un’outsider come la Juve Stabia, mentre corazzate come Catania, Avellino e Benevento affronteranno i play-off; stessa cosa dicesi nel girone A. Il Cesena invece, nel girone B, ha fatto una corsa a sé stessa: la Torres è stata straordinaria e ha fatto un campionato incredibile, ma non aveva le mira e l’ambizione di vincere il campionato pur trovandosi a combattere alla pari del Cesena per lunghi tratti. Squadre che dovevano fare qualcosa in più come Spal, Entella, Perugia e Pescara sono venute meno, almeno nella regular season. Forse il Perugia è quella che ha un organico importante e che potrebbe recitare un ruolo da protagonista nei play-off. Poi ci sono squadre che potrebbero essere delle mine vaganti, pur non avendo blasone, come Pontedera e Juventus Next Gen“.

Quanto è cresciuto il Benevento nella seconda parte di campionato, con Mister Auteri alla guida? “Mi aspettavo questo tipo di campionato da parte del Benevento, non come classifica ma sotto il profilo delle difficoltà. Quando si viene da una retrocessione, a prescindere dalla categoria, è molto difficile affrontare la stagione. Ho vissuto una cosa del genere proprio a Benevento, con la retrocessione della A alla B. Il Benevento era un organico pieno di giocatori validi e forti che potenzialmente potevano giocare anche in Serie A: ora non solo non giocavano più in A, ma neanche in Serie B. Devi calarti nella mentalità che non giocherai a San Siro né a Brescia o a Palermo, ma a Picerno: questa è una preparazione mentale che molti giocatori purtroppo fanno fatica ad avere o a ritrovare. Questa è una cosa che purtroppo accade in tutte le categorie, quest’anno in B la Cremonese farà i play-off, lo Spezia si sta giocando la salvezza e la Sampdoria ha centrato i play-off solo nelle ultime due giornate.

I fattori sono questi: l’ambiente, il club e le ambizioni. L’obiettivo è vincere come se fosse scontato e facile, ma non lo è. Riprendere in mano situazioni del genere, con giocatori che magari sono rimasti, non è facile: mi aspettavo queste difficoltà all’inizio. Di sicuro poi, da gennaio, il mercato e il cambio in panchina hanno aiutato il Benevento nel ritrovare la marcia giusta. Il fatto di saltare qualche turno di play-off agevola soprattutto l’aspetto fisico, chi fa tutti gli step arriva anche un po’ logoro fisicamente: chi entra dopo ne deve approfittare“.

Il Catania, che ha raggiunto i play-off con l’incubo play-out che ha tenuto banco fino all’ultima giornata, potrà rivelarsi una mina vagante? Non avrei mai immaginato una situazione del genere a Catania, di solito le neopromosse si portano dietro un entusiasmo che le fa andare in scioltezza. Negli ambienti caldi poi, dove c’è un pubblico molto passionale, ci può stare che le difficoltà invece di attenuarsi si moltiplichino. Grazie alla Coppa Italia il Catania è riuscito ad accedere ai play-off, ha un organico importante e di grandi individualità quindi di diritto potrà arrivare in fondo“.

C’è un parallelismo con la sua stagione nel Sannio e l’attuale annata della Strega con quel campionato 2018-19 che, col senno di poi, è stato positiva e probabilmente non le è stato riconosciuto: quali sono i ricordi e il rammarico che si porta dietro? Io da addetto ai lavori, essendo dentro, quando sono arrivato a Benevento conoscevo le difficoltà di una retrocessione e ci ho convissuto tutto l’anno. Mi scontravo però, in maniera ovviamente pacifica, con una percezione esterna di insoddisfazione. Il Verona, che era retrocesso in Serie A come il Benevento, ha conquistato i play-off da ottava l’ultima giornata; il Crotone, la terza retrocessa, ha rischiato invece ancora di retrocedere: alla fine tra le retrocesse avevamo avuto il rendimento migliore. Sicuramente abbiamo pagato un inizio complicato per le vicende che conosciamo, poi durante la stagione ci sono stati gli infortuni di Viola e Del Pinto, Asencio non c’è mai stato e Armenteros è arrivato a gennaio. Ai play-off siamo stati anche sfortunati nonostante avessimo vinto l’andata e un primo tempo spettacolare al ritorno meritando di andare in vantaggio, gli episodi non hanno girato a nostro favore.

Con la società, comunque, sapevamo che la squadra da febbraio-marzo aveva raggiunto una maturità tale che, se non avessimo vinto quel campionato, l’anno dopo con qualche innesto di qualità lo avremmo sicuramente conquistato. Così è stato: sono arrivati giocatori importanti come Schiattarella, Hetemaj, Kragl e Sau trattenendo chi c’era, con quella squadra che ha poi conquistato il campionato. Il rammarico è stato che sapevo che quella stagione a distanza di tempo sarebbe stata rivalutata e che l’anno successivo avremmo sicuramente vinto. Il dispiacere per non aver giocato quel campionato c’è, ma l’affetto e la stima che provo per città, club, tifoseria e squadra mi ha spinto sempre a gioire per ogni vittoria“.

Quanto sarebbe importante il rinnovo di Mister Auteri, indipendentemente dal cammino play-off e dall’eventuale promozione in B? Non credo che il rinnovo dell’allenatore possa passare solo e indipendentemente dal risultato sportivo. I play-off possono essere condizionati da un singolo episodio, come accadde a noi: fummo eliminati purtroppo per quell’infortunio incredibile di Montipò, che ciccò la palla e lasciò segnare il Cittadella. Quell’episodio capita una volta nella carriera di un allenatore, ed è capitato in quel momento. Se io allenatore devo essere giudicato per un episodio credo che sia riduttivo, e la stessa cosa vale anche per gli episodi a favore. Credo che la società, in questi mesi, abbia avuto il modo di vedere come l’allenatore lavora in campo, come dialoga con la squadra e come entra in sinergia con la dirigenza. Anche quest’ultimo aspetto è molto importante. Nel bene o nel male, quindi, penso che non sia necessario aspettare i play-off per prendere una decisione: la società ha già i mezzi per poter fare certe valutazioni“.

Come si spiega il fatto che due piazze che lei ben conosce come Terni e Ascoli siano attualmente in lotta per non retrocedere in Serie C? Il campionato di Serie B purtroppo è un campionato incredibile, non puoi stare un attimo tranquillo. Quando pensi di poter gestire, lì è l’inizio della fine. Play-off e play-out hanno un margine sottilissimo. Queste due squadre hanno avuto problemi diversi: lato Ternana credo che abbia inciso il passaggio societario e magari la non-facilità del nuovo gruppo nel riuscire ad allestire un organico in maniera veloce. Hanno anche ereditato l’allenatore e magari avevano idee diverse, infatti c’è stato il cambio in panchina. Ad Ascoli la situazione mi dispiace particolarmente, già l’anno scorso c’erano situazioni che potevano essere gestite in modo diverso e cose che potevano andare meglio ma purtroppo non è stato così. Salvare la categoria è nelle corde di entrambe le squadre“.

Che cosa è accaduto quest’anno al Napoli, fresco Campione d’Italia, e quanto è avvincente la lotta salvezza in Serie A? Che il Napoli potesse incontrare difficoltà era certo, così tante però non erano preventivabili. In Serie A ci sono state anche cose molto belle quest’anno, come la conferma dell’Atalanta e l’exploit del Bologna. In zona salvezza, invece, ci sono Sassuolo e Udinese che nessuno a inizio stagione pensava potessero essere a rischio retrocessione. Mancano tre giornate, può accadere ancora di tutto. Un plauso va fatto al Frosinone, a Di Francesco, al Direttore Angelozzi e alla società, che con freschezza e giocatori giovani hanno reso onore a una città giocandosela sempre e dappertutto. Quando un lavoro è fatto bene i risultati si possono ottenere, il Frosinone ne è l’esempio nonostante tutto possa ancora accadere“.

Un’ultima domanda, provocatoria: l’anno prossimo dove la rivediamo? Non è provocatoria, anzi. Spero di avere l’opportunità di trovare un club che abbia voglia di costruire qualcosa. Non sono così sognatore da credere in progetti infiniti, ma credo che bisogna trovare persone giuste con cui entrare in grande sintonia e far coincidere tanti aspetti, economici della società e di crescita del club con l’obiettivo di fare un buon campionato e raggiungere gli obiettivi prefissati“.

Foto: Getty Images

C’è anche un po’ di Benevento nella promozione in A del Parma

C’è anche un po’ di Benevento nella promozione in A del Parma

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C’è anche un po’ di Benevento, se così si può dire, nella vittoria del campionato del Parma. I ducali, infatti, al terzo tentativo sono riusciti a conquistare la promozione in massima serie.

Alla guida della squadra emiliano c’è Fabio Pecchia, ormai un esperto o quasi di promozioni in Serie A. L’ex centrocampista, che molti ricorderanno ai tempi soprattutto del Napoli, è un vecchio caro amico del compianto capitano del Benevento, Carmelo Imbriani.

I due, infatti, hanno condiviso tra il 1993 e il 1996 proprio l’esperienza partenopea, che li legò molto. Un legame che non è andato via con la scomparsa di Carmelo ma che è ancora solidissimo, anche grazie all’opera continua di suo fratello Gianpaolo che ne rinnova la memoria.

E’ così, dunque, che nello spogliatoio di mister Fabio Pecchia spunta una maglia giallorossa di Carmelo Imbriani che, quasi certamente, da lassù lo ha accompagnato nell’ultima sua scalata verso la Serie A.

Momenti di festa a Palazzo Mosti per la promozione in serie A del Benevento 5

Momenti di festa a Palazzo Mosti per la promozione in serie A del Benevento 5

AttualitàBenevento Città

Momenti di festa a Palazzo Mosti per la cerimonia di consegna di targhe e medaglie a giocatori e dirigenti del Benevento 5 che ha conquistato una storica promozione nella massima serie.

“E’ stata una impresa straordinaria, la squadra di calcio a 5 di Benevento ha compiuto una cavalcata sportiva formidabile. Atleti italiani e stranieri, in una squadra di respiro internazionale come è giusto che sia nello sport ad alti livelli, hanno regalato una gioia a tutta la città, a nome della quale vi ringrazio”, ha spiegato il sindaco Clemente Mastella che ha poi ricevuto in dono dal club una maglietta autografata e una gigantografia con la forma della lettera A.

Il consigliere delegato allo Sport Enzo Lauro ha evidenziato: “Alla squadra, ai dirigenti, alla famiglia Collarile che ringrazio auguro di raccogliere successi futuri e di giocare un grande campionato l’anno prossimo in A, sempre nel segno dei valori di fair play e correttezza già dimostrati quest’anno. L’Amministrazione vi darà massimo supporto”, ha concluso Lauro.

L’ex Sagna: “Nessuno lo aveva capito, ho scelto Benevento perché…”

L’ex Sagna: “Nessuno lo aveva capito, ho scelto Benevento perché…”

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Bacary Sagna, ex terzino destro di Arsenal Manchester City con un passato anche con la maglia del Benevento per sei mesi nel 2018 durante la prima storica stagione della Strega in Serie A, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla sua scelta di trasferirsi nel Sannio.

Queste, dunque, le parole del difensore francese di origine senegalese nell’approfondimento del Brighton The Rise of Roberto De Zerbi” riguardante appunto la carriera di Roberto De Zerbi, ex tecnico giallorosso e attuale allenatore dei Seagulls.

Nessuno aveva capito perché avessi scelto di andare al Benevento, ma penso che ora tutti lo capiscano un po’ di più. Ero allenato da uno dei migliori allenatori del momento. In una delle prime sessioni d’allenamento, a mia sorpresa, ha chiesto ai giocatori di impegnarsi, ha parlato di dedizione. Lo avevo sentito tante volte, ma da Pep Guardiola: probabilmente De Zerbi è uno dei primi allenatori, oltre Pep, a cui ho sentito dire queste cose. Era tutto così simile, era bellissimo. Ovviamente le strutture e le infrastrutture erano diverse, era un club diverso, ma avevo la sensazione di essere ancora al Manchester City: per me è stato un copia e incolla. Abbiamo cominciato a conoscere e rispettare il suo nome, a noi giocatori ha dato tanto non solo come giocatori ma anche come esseri umani“.

Foto: Screen Profilo YouTube Official Brighton & Hove Albion FC

Benevento, l’ex Cannavaro sarà il nuovo allenatore dell’Udinese

Benevento, l’ex Cannavaro sarà il nuovo allenatore dell’Udinese

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Fabio Cannavaro sarà il nuovo allenatore dell’Udinese: questa la scelta del club friulano dopo il rifiuto di Reja, prima scelta della società, per motivi familiari.

Dopo l’indiscrezione di questa mattina, dunque, manca solamente l’ufficialità dell’esonero di Cioffi a seguito la pesante sconfitta in ottica salvezza contro l’Hellas Verona. L’ex tecnico del Benevento è atteso a Udine nella giornata di domani, come riporta Gianluca Di Marzio. Faranno parte dello staff di Cannavaro, oltre a Pinzi, anche il fratello Paolo e Troise, che lo hanno accompagnato nel Sannio e lo seguiranno nella sua prima esperienza in Serie A.

L’esordio dell’ex allenatore della Strega, terzo tecnico a sedersi sulla panchina bianconera in questa stagione, è fissato per giovedì 25 aprile nel recupero contro la Roma del suo ex compagno di Nazionale e Campione del Mondo 2006 Daniele De Rossi.

Foto: Screen Sky Sport

Benevento, l’ex Cannavaro in lizza per la panchina dell’Udinese

Benevento, l’ex Cannavaro in lizza per la panchina dell’Udinese

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Dopo la sconfitta di ieri sera contro l’Hellas Verona, i friulani stanno seriamente valutando la posizione dell’attuale allenatore Gabriele Cioffi, che viaggia spedito verso l’esonero.

L’Udinese, dunque, potrebbe presto cambiare guida tecnica per il finale di campionato di Serie A e, tra i nomi in lizza, ci sarebbe anche quello di Fabio Cannavaro.

L’ex tecnico del Benevento si contenderà la panchina bianconera con Edy Reja (defilato, con al suo fianco la bandiera Giampiero Pinzi), Leonardo Semplici e Andrea Stramaccioni (attuale commentatore di DAZN).

Foto: Getty Images