<strong>L’8 marzo attraverso la prestigiosa testimonianza di Dacia Maraini</strong>

L’8 marzo attraverso la prestigiosa testimonianza di Dacia Maraini

Cultura

Nel pomeriggio di mercoledì 8 marzo, all’interno degli incontri programmati per il nono Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione Culturale “Stregati da Sophia”, presieduta da Carmela D’Aronzo, negli spazi del Cinema San Marco di Benevento, Dacia Maraini ha tenuto la sua lectio magistralis sul tema “Donne e libertà: una rivoluzione ancora incompiuta!”.

Un 8 marzo particolare quello vissuto attraverso la testimonianza di una scrittrice, poetessa e saggista italiana innamorata della vita e del ruolo che le donne hanno avuto e possono avere nella società nazionale e internazionale, oltre che convinta sostenitrice dei diritti di tutti, ma in particolare di quanti non hanno voce o sono messi in condizione di non averne.

Hanno offerto i saluti istituzionali all’ospite la prof. Antonella Tartaglia Polcini – Assessore alla cultura di Benevento -,la prof. Maria Carmela Serluca – Assessore all’istruzione del comune di Benevento -, hanno conversato con la Maraini la prof. Aglaia Mc Clintock e il giornalista scrittore Eugenio Murrali.

La Mc Clintock ricorda il legame della Maraini con Pasolini, ambedue protagonisti di provocazioni che toccavano nel vivo la società italiana, una società che spesso li guardava scandalizzata e con sospetto diffidando dell’intellettuale militante che invece è fondamentale in una società in quanto trasforma la cultura in “grimaldello”, come diceva Maraini ed era solito fare Pier Paolo Pasolini.  

La D’Aronzo interviene ricordando l’ultimo scritto della Maraini : “Sguardo a oriente”, opera in cui ella descrive la realtà in tutti i paesi dell’oriente, in modo particolare la situazione che in quei luoghi vivono le donne, persone a cui la scrittrice ha deciso di dare voce  in quanto donna che ha incarnato impegno e coraggio e che ha sempre pensato che “le donne non sono angeli, sono persone”.

La Maraini tiene a precisare che la libertà è soprattutto libertà di agire, divertirsi, di scrivere ed anche di fare vagabondaggio, di fare ciò che si vuole, sempre nel rispetto delle libertà altrui. Segue un breve filmato sulla tragica condizione delle donne in Iran.  

Murrali interviene ricordando che la Maraini ha il coraggio dell’impegno, restituisce la voce alle donne e ai bambini che non hanno più voce ammutoliti dalla cultura del loro paese, dalla società, dagli uomini, tutto attraverso i suoi libri e i testi teatrali.

Noi ricordiamo che la scrittrice ha apertamente parlato di mafia, abusi edilizi, maltrattamento sugli animali, carcerati, senza tetto e malati di mente rinchiusi nei manicomi, senza distinzioni di sesso.

Difendere la propria libertà, precisa Maraini vuol dire anche rispettare le libertà degli altri, ma anche rispettare le leggi, la Costituzione, la democrazia, dove democrazia vuol dire controllo a vicenda delle istituzioni, le leggi sono la spina dorsale della democrazia, il caos è ciò che piace ai criminali, per questo è giusto combattere ogni forma di mafia, lo stato non è un nemico, come è sembrato da sempre al nostro popolo sempre invaso da genti diverse.

Dobbiamo ostacolare tutto ciò e tutti i governi che vogliono negare i diritti delle donne, ma non dobbiamo dimenticare che coloro che si oppongono ai regimi totalitari e filo religiosi che negano i diritti delle donne, combattono in situazioni di pericolo personale, per questo a noi non basta dire che non accettiamo le violenze ed i soprusi stando nelle nostre tranquille case, dobbiamo agire  denunciando in tutti modi, praticamente agire, secondo giustizia e dignità personale.

Ricordiamo, dice, le tante donne che nei loro paesi oppressivi, stanno combattendo per la loro libertà, dove le tre fondamentali libertà sono quelle di pensiero, parola e movimento, diritti universali che spesso si scontrano con i totalitarismi religiosi che governano nei loro paesi. E’ inaccettabile che una donna, per svolgere le attività più semplici come sposarsi o viaggiare, debba chiedere il permesso di un’altra persona che è sempre un uomo.

Dobbiamo dire anche, continua la Maraini,  che se guardiamo solo il nostro paese dovremmo riconoscere che c’è ancora molto da fare per il raggiungimento dei diritti completi delle donne, tuttavia molte leggi, alcune molto recenti, hanno modificato il sistema patriarcale che pure è esistito da noi per troppo tempo e, rispetto al quadro internazionale, l’Italia è un paese democratico e rispettoso delle donne.

Non esiste più nel diritto di famiglia la possibilità per un marito di “castigare” la moglie, dunque picchiarla, non esiste più il delitto d’onore, l’ingresso in molte professioni erano interdette alle donne, ora non è più così, eppure ancora sopravvive in alcuni uomini la convinzione di poter decidere della vita delle proprie donne e, quando queste chiedono libertà personali o abbandonano il proprio uomo perché la convivenza non è più possibile, assistiamo a femminicidi,  figli questi del presunto possesso della vita della propria compagna.

Il femminismo ha influito sul cambiamento di valori arcaici, la donna non è più solo “angelo del focolare” che si occupa della famiglia e lavora per essa, senza retribuzione, è persona che vive la propria vita insieme agli altri chiedendo che le siano riconosciuti meriti, retribuzione –pari a quella maschile – , che le sia concesso di studiare, creare, sognare e amare liberamente, come è nel diritto di ogni essere umano.

Dopo le numerose domande a lei rivolte da studenti presenti nel teatro, a cui Maraini ha dato risposta con la sua solita cordialità, gentilezza e fermezza, ella ha salutato i presenti augurando che certi valori siano condivisi per consentire la nascita di una vera comunità.