Comunità Montana del Taburno, Siamo Vitulano: “Finanziamenti mai arrivati. Da Scarinzi solo colpi di scena”

Comunità Montana del Taburno, Siamo Vitulano: “Finanziamenti mai arrivati. Da Scarinzi solo colpi di scena”

Politica

Di seguito la nota del gruppo di minoranza consiliare Siamo Vitulano in merito alla situazione Comunità Montana del Taburno.

“Ancora una volta, nella travagliata vicenda che avvolge ormai da giorni la Comunità Montana del Taburno, riemerge una figura che pare muoversi più da regista occulto che da rappresentante istituzionale, quella del sindaco di Vitulano, Raffaele Scarinzi.

Dalla ricostruzione dei fatti circolata sulla stampa, infatti, il suo ruolo nella vicenda della mozione di sfiducia al Presidente Caporaso appare tutt’altro che lineare.

In un primo momento, infatti, delega la rappresentanza del Comune di Vitulano alla consigliera Angela Maria Castaldo; poi, nonostante quella delega risulti ancora formalmente in essere, firma una mozione che, proprio per questo motivo, secondo il ricorso presentato al Tar dall’avvocato Roberto Prozzo, sarebbe giuridicamente fragile.

Ma i colpi di scena non finiscono qui: in un secondo momento, il 31 dicembre, lo stesso sindaco Scarinzi sospende la delega, con una mossa che, letta a ritroso, dà l’idea di un quadro costruito ad arte proprio per viziare l’intero iter.

Un comportamento che non sminuisce solo la vicenda politica contingente, ma il senso stesso delle istituzioni rappresentate. 

Le deleghe, infatti, sono atti formali che conferiscono certezza giuridica e rispetto dei ruoli, non foglietti volanti da spostare a seconda delle personali convenienze del momento, trasformando la politica in una partita a scacchi giocata sopra le regole, non dentro di esse.

In questo scenario, tuttavia, colpisce il silenzio, o la selettiva cecità, di chi, a giorni alterni alleato o avversario, sembra non accorgersi di nulla.

In molti, però, si chiedono quali siano le reali motivazioni di manovre tanto contorte. 

È difficile credere che si tratti solo di distrazione o superficialità: il sospetto è che dietro questi giochi di deleghe, firme e retromarce si muovano interessi più profondi, equilibri da garantire, promesse da onorare o da rinviare, perché quando le scelte sembrano sempre tornare utili agli stessi, negli stessi momenti, il dubbio non è solo legittimo: è inevitabile.

Ed è inevitabile anche constatare che, nonostante i soliti post trionfanti del sindaco, l’ultimo solo nel mese di giugno, i fior fior di finanziamenti dalla CMT annunciati, a Vitulano non sono mai arrivati.

Quello che resta, al netto dei ricorsi e delle carte bollate, è l’immagine di una politica che, invece di dare esempio di rigore istituzionale, sembra muoversi a spanne, decidendo chi rappresenta chi, quando e fino a quando, in base alla convenienza. 

E questo, più di ogni sentenza, è già una sconfitta per le istituzioni e per i cittadini.”

Vitulano| L’opposizione: “Rendicontazione SPRAR, la solita arroganza di un sindaco giullare”

Vitulano| L’opposizione: “Rendicontazione SPRAR, la solita arroganza di un sindaco giullare”

Politica

Riceviamo e pubblichiamo una nota del gruppo consiliare “Siamo Vitulano” che critica duramente la gestione del Sindaco sul progetto SPRAR/SIPROIMI 2017, denunciando errori nella rendicontazione delle spese e giudicando insufficienti e poco serie le risposte dell’amministrazione comunale.

“Ancora una volta siamo costretti a sopportare le battute fuori luogo del Sindaco, che invece di fornire chiarimenti seri sull’accaduto, preferisce intrattenere i suoi fan con ironia da quattro soldi, nient’altro che la solita esibizione da cabaret del “comico vitulanese” che non diverte anzi mortifica, specie se si considera che a firmare la nota è un avvocato, evidentemente passato troppo in fretta dalla paletta alla toga”

Andiamo con ordine: il Comune di Vitulano ha partecipato al progetto SPRAR/SIPROIMI per il 2017, gestito dall’ATI Benedetta – Gentes. Il Servizio Centrale del Ministero dell’Interno dopo una prima nota nel febbraio 2024 e i relativi chiarimenti del nostro Giullare di Corte ha comunicato l’esito definitivo del controllo, determinando un importo complessivo delle spese ammissibili a rimborso per l’annualità 2017 pari ad € 36.949,38, a fronte di spese non ammissibili pari ad € 281.653,48.

1^ RILIEVO: Il Sindaco oggi si limita a dirci che i servizi sono stati comunque regolarmente erogati. Noi, in attesa di poter seguire i preannunciati corsi serali, osiamo chiedere: MA QUESTO, SINDACO, CHI LO HA CONTESTATO? QUESTA SAREBBE MATERIA DA PROCURA! QUI INVECE SI PARLA DI CORRETTEZZA O MENO DELLA RENDICONTAZIONE OVVERO AMMISSIBILITA’ O MENO DELLA SPESA, EVIDENTEMENTE MALDOCUMENTATA.

Ma andiamo avanti.

Il Comune di Vitulano ha, quindi, proposto ricorso avverso il detto provvedimento evidentemente attribuendo (il Ns. Comico) alla nota ricevuta una valenza di esplicita richiesta di restituzione delle somme non ammesse.

A fronte della tesi giuridica del Ns. comico di corte, il TAR ha respinto la tesi del Comune, chiarendo che la comunicazione del Ministero non è un atto di revoca del finanziamento, ma un ordinario controllo sulla rendicontazione, volto a verificare l’ammissibilità delle spese e la coerenza col piano finanziario. Pertanto, non si applicano né l’obbligo di previa contestazione previsto dall’art. 27 del D.M. 10.8.2016, né l’art. 21-nonies della L. 241/90 sull’autotutela, non essendoci stato alcun provvedimento sanzionatorio, ma solo un’attività di verifica contabile.

Veniamo alle successive esternazioni dell’avvocato, professore, esimio non sappiamo cosa. 

Egli ritiene che: “Il Comune ha impugnato il provvedimento per evitare che il silenzio venisse interpretato come accettazione tacita”. 

2^ RILIEVO: appare evidente, di contro, che: 

a) il Comune aveva qualificato (ERRONEAMENTE) il provvedimento come REVOCA del finanziamento e il T.A.R. gli ha insegnato che, così, invece, non è.

b) il Comune aveva qualificato il potere esercitato dal Ministero come autotutela e, anche qui, il T.A.R. gli ha insegnato che trattavasi di mera attività di controllo cui seguiranno eventuali successivi provvedimenti, lesivi (quelli si) della sfera giuridica del Comune. 

c) il Comune ben poteva, quindi, NON IMPUGNARE affatto la nota e tale, sicuramente più economico, agire, mai avrebbe potuto costituire accettazione tacita!

La stessa eventuale richiesta di restituzione sarebbe comunque ingiustificata per il principio dell’arricchimento senza causa, ovvero il servizio è stato comunque reso e il Ministero lo doveva comunque pagare. 

3^ RILIEVO: L’illustre avvocato non ha ancora afferrato che non stiamo parlando del se il Comune ha reso o meno il servizio (questo lo diamo per scontato). Stiamo, invece, discutendo di come sono state rendicontate le somme e se, a ciò, può seguire danno per le casse dell’Ente. LA MINORANZA NON PUÒ CHIEDERE NEANCHE QUESTO? CI PERMETTIAMO DI FAR NOTARE DUNQUE CHE IL SERVIZIO OLTRE A ESSERE RESO DEVE ESSERE ANCHE CORRETTAMENTE RENDICONTATO E, SE TALE SECONDO ASSUNTO VIENE MENO, IL MINISTERO POTREBBE NON COPRIRE LA SPESA, SICCHÉ VIENE IN RILIEVO UN POTENZIALE DANNO PER LE CASSE DELL’ENTE.

Sul piano legale, la vicenda si è chiusa con una sentenza del TAR che si è limitato ad affermare che la comunicazione impugnata non costituisce atto di revoca del finanziamento”, e quindi “non risulta lesiva per il Comune. Spese compensate.

 4^ RILIEVO: qui l’abilità del comico è davvero notevole. Cioè il TAR ti dice, in sostanza, che hai interpretato malissimo gli atti che ti sono stati notificati e che potevi benissimo evitare spese di ricorso e tu rispondi che era quello che volevi, cioè farti dire che sei un asino? Spese compensate” SEMBRA QUASI CHE SICCOME NON TI HANNO CONDANNATO ALLE SPESE HAI VINTO TU! Va bene, te ne diamo atto, ma dei fondi impiegati per pagare il Tuo avvocato, quelle sono allegramente a carico dei Vitulanesi. ALMENO QUESTO SI PUÒ DIRE O DOBBIAMO CONSEGUIRE PRIMA UN TITOLO ACCADEMICO?

Il concetto può risultare anche abbastanza semplice se ci si applica. Perciò istituiremo un corso serale per oppositori disorientati.

5^ RILIEVO: Sindaco sia serio, la smetta di fare il comico, qui a scuola non ci deve andare nessuno e, se proprio qualcuno ci deve andare, Ti aspettiamo in Consiglio comunale avvertendoti che non ti lasceremo in ausilio una cartella da Università, ma un cestino di vimini per la merenda e un grembiulino bianco!

Siamo Vitulano, Caso Sprar: “L’amministrazione Scarinzi perde ancora, è il momento di una vera operazione verità”

Siamo Vitulano, Caso Sprar: “L’amministrazione Scarinzi perde ancora, è il momento di una vera operazione verità”

Politica

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del gruppo di minoranza consiliare “Siamo Vitulano” in merito alla sentenza del Tar Lazio sul ricorso numero di registro generale 8712 del 2024, proposto dal Comune di Vitulano in merito al caso Sprar.

“Con l’ennesima sentenza il TAR del Lazio ha respinto il ricorso del Comune di Vitulano contro il Ministero dell’Interno in merito al progetto SPRAR ( poi SAI), confermando la revoca della quasi totalità dei fondi erogati per l’annualità 2017: a fronte di oltre 318.000 euro rendicontati, solo poco più di 36.000 sono stati considerati effettivamente ammissibili. Il resto, e parliamo di ben 281.653,48 euro, é stato giudicato non giustificabile. E questo solo per l’annulità 2017, nonostante i controlli siano molto più estesi, alcuni con incarichi legali già conferiti (annualità 2019) addirittura ricorrendo innanzi al Presidente della Repubblica.

Una gestione che definire fallimentare è poco, soprattutto considerando che si tratta di un progetto fondamentale per la nostra comunità, presentato più volte come esempio virtuoso – o almeno così è stato venduto, fino a quando i primi controlli del Servizio Centrale del Sistema di Accoglienza e Integrazione ne hanno rivelato le gravi irregolarità.

Eppure, invece di fare chiarezza, per davvero, l’amministrazione ha scelto ancora una volta di ricorrere in giudizio, tentando di scaricare su altri responsabilità che ricadono interamente su chi avrebbe dovuto vigilare e garantire trasparenza nell’utilizzo dei fondi pubblici.

A nulla sono valse le poche argomentazioni portate in sede legale: i giudici hanno infatti evidenziato come il Ministero abbia agito legittimamente nell’esercizio di un controllo ordinario e doveroso, dopo aver esteso le verifiche al 100% delle spese proprio a causa delle gravi incongruenze riscontrate.

Ora basta silenzi, basta celebrazioni di ordinario pur di nascondere altro, basta carte nascoste.

Chiediamo che l’amministrazione comunale renda finalmente pubblici i conti correnti, le rendicontazioni integrali e tutta la documentazione richiesta – e mai consegnata – agli organi giudiziari. 

Non si può continuare a nascondere la testa sotto la sabbia: prima ancora che ai magistrati, le risposte devono essere date ai cittadini di Vitulano.

Dove sono finiti quei soldi? Perché il Ministero li ritiene non ammissibili? Chi ha beneficiato, direttamente o indirettamente, di una simile gestione? Ma soprattutto, chi pagherà per questi gravi errori?

I cittadini meritano risposte, ma soprattutto giustizia e trasparenza, specie se si ci appresta a gestire altri finanziamenti, probabilmente con la stessa superficialità”.

Vitulano, l’opposizione: “Il TAR Campania censura l’illegittima convocazione dell’organo consiliare del 19 marzo 2024”

Vitulano, l’opposizione: “Il TAR Campania censura l’illegittima convocazione dell’organo consiliare del 19 marzo 2024”

Politica

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del gruppo consiliare SìAMO Vitulano: “I consiglieri di minoranza, Falluto, Palumbo e Rivellini, segnalano che il TAR Campania, con sentenza n. 2213 del 17.03.2025, ha definitivamente conclamato l’illegittima convocazione dell’organo consiliare nella seduta del 19.03.2024 e, conseguentemente, ha annullato tutte le delibere approvate nella predetta seduta, unitamente a quelle successive di pretesa convalida.

La vexata questio – che i cittadini più attenti ricorderanno per aver caratterizzato, durante l’anno 2024, un’ampia diatriba tra maggioranza e opposizione – oggi si ripropone in chiave postuma con ampia soddisfazione dei consiglieri di minoranza. 

Ed invero, gli stessi, avevano affannosamente censurato l’operato della maggioranza che, con impropria arroganza e sarcasmo, aveva approvato, nella seduta del 30.05.2024, anche la convalida di quelle stesse delibere, oggi annullate da TAR e relative al D.U.P., al locale bilancio e alla convenzione con il Comune di Castelvenere per la gestione associata del servizio di segreteria comunale.

Di conseguenza, ritenevano (e correttamente) i consiglieri di minoranza che, oltre all’originaria e ormai acclarata illegittimità di convocazione del 19.03.2024, l’organo consiliare ne aveva commessa un’altra in sede di convalida impedendo, di fatto, il libero esercizio delle più elementari prerogative consiliari. 

Con riferimento alla illegittima convocazione del 19.03.2024, ritiene, infatti, il TAR, che il contenuto della locale prescrizione regolamentare è assolutamente chiaro [“la convocazione del consiglio (andava) effettuata mediante posta elettronica certificata (contenente) l’avviso di convocazione completo dell’ordine del giorno (e contenente) il giorno, l’ora ed il luogo della riunione”], ed è posto a garanzia del munus dei singoli consiglieri. Orbene è dimostrato per tabulas che i consiglieri non hanno potuto partecipare al consesso consiliare a causa della illegittima convocazione dello stesso. Risulta, altresì, violata, come dedotto dai consiglieri di minoranza, la prescrizione regolamentare di cui al comma 3 dell’art. 11, che impone anche la pubblicazione dell’avviso “sul sito istituzionale dell’ente” con esatta indicazione del giorno dell’ora e del luogo della riunione. Anche tale pubblicazione – che avrebbe consentito aliunde ai consiglieri di minoranza di partecipare al consesso – risulta, senza adeguata smentita da parte resistente, omessa onde, anche per tal profilo, l’illegittimità della convocazione censurata. Conseguentemente risulta violata anche la prescrizione di cui al successivo comma 7 del medesimo art. 11 del regolamento che prescrive un intervallo del termine, inderogabile, di giorni 5 tra l’avviso di convocazione e il dies fissato per la riunione consiliare: nel caso all’esame, non si rinviene il rispetto di tale termine proprio per non essere stata la riunione tenutasi il giorno 19 marzo 2024 preceduta da idonea valida convocazione. Né, ritiene il TAR, possono utilmente invocarsi eventuali impedimenti tecnici, essendo tale evenienza specificatamente disciplinata dallo stesso art. 11, prescrizioneregolamentare che, al comma 6, precisa, con norma di salvaguardia: “quando per impedimenti tecnici non sia assolutamente possibile avvalersi delle suddette tecnologie, l’avviso di convocazione completo di ordine del giorno è consegnato in forma cartacea al domicilio dei consiglieri”. Orbene, alla data del 13.03.2024, di invio della seconda p.e.c., pur essendo nei termini per procedere al rinnovo della convocazione nel rispetto del disposto di cui al comma 7, dell’art. 11 del regolamento, con concessione, cioè, di un preavviso di 5 giorni prima della data fissata per la seduta consiliare, l’Amministrazione non ha regolarizzato le evidenziate criticità, procedendo successivamente anche alla tenuta del Consiglio pur in assenza dei consiglieri di minoranza, non messi in condizione di partecipare regolarmente ai lavori consiliari (co. 8, art. 11 regolamento cit.).Conclude, il TAR, quindi, per la illegittimità derivata anche di tutte le delibere approvate in quella seduta.

Con riferimento alla pretesa convalida delle dette delibere illegittimamente approvate, il TAR aderisce in pieno all’argomentare dei ricorrenti che, difesi dall’Avv. Francesco Castellano, invocavano noto e condiviso orientamento giurisprudenziale che ha delineato l’ambito applicativo della cd. convalida come volta ad emendare vizi di tipo formale e procedimentale, ovvero per soli motivi di “maggiore certezza e stabilità del rapporto amministrativo”.

Tanto, ad avviso dei consiglieri di minoranza, escluderebbe la sanabilità a mezzo di convalida di vizi aventi, come nel caso di specie, natura sostanziale, derivanti, cioè, dall’insussistenza di un presupposto o requisito di legge, rispetto al quale “la semplice dichiarazione dell’Amministrazione di volerli convalidare non può che rimanere priva di effetto… giacché se l’illegittimità attiene al contenuto dell’atto, la stessa può essere eliminata solo attraverso la sua riforma”, ovvero attraverso la sostituzione dell’originario provvedimento con uno nuovo, assunto dopo l’avvenuto recupero, ex post, del presupposto o del requisito di legge, originariamente mancante.

Nella fattispecie, ritiene, quindi il TAR, il requisito di legge mancante è costituito dalla mancata corretta convocazione dell’organo consiliare per il giorno 19.03.2024 da cui è derivato, nella sostanza, un vizio sostanziale attinente al corretto espletamento del munus dei consiglieri e, come tale, non sanabile tramite convalida. Dirimente è la considerazione che il ricorso all’istituto della convalida, nel caso di specie, preclude ai consiglieri ogni effettivo apporto in relazione al contenuto delle originarie delibere. I componenti della minoranza, pur regolarmente convocati in seconda seduta, potevano cioè solo confermare la validità degli originari atti senza avere la possibilità di alcun reale apporto modificativo. La convalida, sottolinea il Collegio napoletano, può legittimamente operare quanto alla regolarità della convocazione (invero, nel caso di specie, rinnovata) ma non anche per quelle delibere consiliari, laddove, proprio in ragione della operatività dell’istituto utilizzato, permane la lesione al munus consiliare lamentato.

Dalle considerazioni svolte deriva, altresì, la fondatezza delle censure di cui al secondo motivo di ricorso proposto dai consiglieri di minoranza. Ivi infatti, essi, lamentano la violazione e falsa applicazione dell’iter di predisposizione del bilancio di previsione. L’avere privato i consiglieri di minoranza della conoscenza – in violazione delle necessarie modalità di avviso – della data in cui si sarebbe tenuta la seduta consiliare, determina un ulteriore lesione del munus dei consiglieri ricorrenti. Ed infatti, ai sensi dell’art. 11 del regolamento di contabilità, ai consiglieri è attribuita la facoltà di presentare “entro il quinto giorno antecedente il termine di approvazione del bilancio, emendamenti allo schema di bilancio predisposto dalla giunta comunale”; tale facoltà è stata comunque preclusa ai consiglieri di minoranza anche in sede di seconda convocazione. A prescindere dal tempestivo o meno deposito dello schema di bilancio presso la Segreteria comunale ai fini della piena conoscibilità (10 giorni prima dell’approvazione), proprio in ragione del limitato oggetto della nuova convocazione (di sola convalida di decisioni previamente assunte), gli stessi consiglieri, pur regolarmente convocati, non hanno potuto presentare alcun emendamento, essendo il programmato intervento circoscritto alla sola approvazione (o meno) delle originarie delibere delineate nel loro primogenio contenuto – come, poi, effettivamente avvenuto con il sostegno della maggioranza consiliare. Corollario ne è, come dedotto, l’illegittimità della disposta convalida e delle relative delibere, come convalidate, in luogo, invece, dell’approvazione di nuove delibere, sostitutive delle precedenti, nel rispetto delle prerogative partecipative di ciascun consigliere, quale componente dell’organo collegiale.

***

La resa statuizione del 17.03.2025 – precisano i consiglieri di minoranza – è stata impugnata (nottetempo) dalla maggioranza che, pur di non affermare pubblicamente l’errore marchiano commesso e chiedere scusa per l’inutile sarcasmo sindacale (: “manco una p.e.c. sapete leggere?”), insiste in sede di appello con evidente, quanto evitabile, spreco di risorse pubbliche (per i più curiosi la minoranza invita a consultare la determina – area amministrativa n. 31 del 20.03.2025). 

Già in data 19.03.2025 il Consiglio di Stato si è ricevuto, infatti, deposito di appello e ha fissato udienza cautelare al 10.04.2025 sospendendo, nelle more, ogni attività esecutiva nell’esclusivo interesse dell’Ente comunale.

Orbene, i consiglieri di minoranza plaudono all’intervento assennato del Consiglio di Stato che, in attesa di approfondire i termini della questione, ha deciso (saggiamente) di sospenderne gli effetti anche considerando che una delle delibere oggetto di causa è relativa al bilancio comunale sicché, decadutine gli effetti, almeno sul piano potenziale, sono noti i possibili sviluppi sulla tenuta della attuale compagine amministrativa.

In ogni caso, permane l’agire arrogante e spocchioso del primo cittadino che avrebbe potuto chiedere scusa per l’errore commesso in sede di convocazione e tutti ne avrebbero compreso il senso e ne avrebbero apprezzato l’umiltà: a tutti può capitare di commettere errori procedurali e non è da questo che si giudica il pregio di un amministratore. 

Perché – continuano i consiglieri di minoranza – di questo stiamo parlando: la maggioranza ha semplicemente difeso una tesi indifendibile giacché la seduta del 19.03.2024 è stata convocata illegittimamente. Di questo non si discute ormai più neppure in appello, dove, invece, la maggioranza cerca di salvare almeno le successive delibere di convalida.

Orbene – continuano i consiglieri di minoranza – anche quelle delibere appaiono palesemente errate e illegittime e, a dire del TAR Napoli, sembrerebbe non potersene neppure discutere. Tuttavia, quand’anche il Consiglio di Stato dovesse diversamente argomentare, resterebbe sempre e scolpito un concetto: la seduta del 19.03.2024 è stata illegittimamente convocata e il sarcasmo del Sindaco sul punto era offensivo e fuori luogo. Per il resto, i consiglieri di minoranza, attenderanno con fiducia l’esito dell’appello.

Un’ultima considerazione di colore (per i lettori più attenti) relative al mandato di appello conferito nottetempo: è noto il principio in virtù del quale la procura al difensore del Comune non postula necessaria e previa autorizzazione giuntale (Tar, Napoli n. 6777/2021) a meno che non vi sia, in tal senso, espressa previsione statutaria di segno contrario. Orbene, non senza conseguenze pratiche, nel caso il mandato risulta inequivocabilmente conferito prima della delibera giuntale in un contesto in cui ogni cittadino attento riesce a leggere l’art. 27 dello statuto vitulanese, con particolare riferimento alla lettera r). Ma anche di questo ci sarà modo di parlare in seguito unitamente ad altri spunti (verrebbe da dire inesauribili) di un ormai noto amministrare prepotente quanto distratto e affaccendato”.

Vitulano| Edilizia scolastica e PNRR, l’opposizione: “Fallimento dell’amministrazione Scarinzi”

Vitulano| Edilizia scolastica e PNRR, l’opposizione: “Fallimento dell’amministrazione Scarinzi”

Politica

“In un periodo di grandissima dinamicità per le amministrazioni, forse uno dei più importanti di sempre grazie anche ai fondi del PNRR, unitamente alle varie linee regionali e nazionali, l’amministrazione Scarinzi consegna alla comunità il disinteresse e l’inerzia più totale e completa, impegnata com’é tra parentopoli, avvisi di garanzia e incarichi legali fittizi”, lo comunica in una nota il Gruppo consiliare “Siamo Vitulano”, che poi aggiunge:

“In tale ottica non sorprende infatti l’assenza in Prefettura, lo scorso venerdì, di una rappresentanza del Comune di Vitulano in merito ad un incontro sullo stato di attuazione dei progetti PNRR, unica assenza su 18 amministrazioni chiamate ad intervenire. Nulla quaestio se non che da questi fondi passa il futuro della nostra comunità, e ancor più, il presente dei nostri figli”. 

“Basta infatti muoversi di poco e scorrere gli esiti della II sessione di valutazione 2024 del programma “Scuola Viva in Cantiere” per rendersi conto come negli oltre 100 interventi finanziati dalla Regione Campania, e altri 140 finanziabili, il Comune di Vitulano non va oltre la presentazione di due progettualità, quella relativa al progetto di adeguamento sismico della scuola materna e quello relativo all’edificio della scuola elementare di via Bracanelli, entrambe escluse in quanto non conformi all’avviso”, continua Siamo Vitulano,

“Un fallimento in piena regola, specie se rapportato ai dati relativi ai comuni anche limitrofi destinatari di importanti finanziamenti per i propri edifici scolastici. Situazione ancora più grave se si considera che l’edificio di Via Bracanelli, come da relazione dell’Ing. Gian Luigi Alfredo Dall’Aglio del 3 maggio 2021, “ha praticamente e cronologicamente esaurito la propria vita nominale” “essendo trascorsi oltre 50 anni dalla sua realizzazione senza interventi strutturali in grado di ripristinare adeguati livelli di sicurezza”. 

“Da questa relazione – si legge ancora nella nota – nulla é cambiato, se non i post a cadenza biennale in cui lo stesso Sindaco ripete “SCUOLE CAPITOLO CHIUSO”, probabilmente si, é un capitolo chiuso, ma solo perché mai aperto, visto che i fiumi di finanziamenti sbandierati ai quattro venti, a Vitulano, non sono mai arrivati.  É ormai evidente come la posizione del comune di Vitulano in merito all’edilizia scolastica sia di netto svantaggio in relazione agli altri centri della valle, la mancata partecipazione ai bandi per l’edilizia scolastica e gli asili nido, ritenuti inutili, ha ampliato ancora di più il divario e penalizzato un’intera comunità, alla quale, va detto, il sindaco non é mai appartenuto, visto che a suo tempo, si é ben guardato dal far frequentare i propri figli nelle strutture vitulanesi, ma questo, forse, fa parte di tutt’altra sensibilità”.

“Queste fasi tuttavia, come quella aperta dai fondi PNRR in sinergia con quelli regionali e nazionali, sono uniche nella storia politica, specie se rapportate ai piccoli centri come Vitulano, e probabilmente non torneranno più. Dispiace trovarsi ad affrontarle con chi é più attento ai post sui social che ai bandi a cui partecipa”, concludono i consiglieri di Siamo Vitulano.

Siamo Vitulano: “Il Ponte delle indagini giace abbandonato: qualcuno risponderà mai?”

Siamo Vitulano: “Il Ponte delle indagini giace abbandonato: qualcuno risponderà mai?”

Politica

“Sul ponte realizzato in tutta fretta dopo anni di indecente assenza dell’amministrazione comunale, se ne sono dette tante, o meglio, il sindaco ne ha dette tante, ma tante, sicuramente troppe. Senza mai ammettere però di aver commesso un errore, di aver fatto piegare, da altri, ogni regola pur di trascinare la propria asfissiante propaganda, che oggi consegna alla comunità un’opera morta, abbandonata e adornata di divieti, quando invece poteva rappresentare, con una visione più lungimirante e concreta, un’opera sicura e pienamente funzionale per un’intera contrada. 

Una storia triste, che ci ha visti addirittura assumere, a torto, nella perversa dialettica scarinziana, la parte di chi gioisce per un disagio, un disagio che di certo, mai avremmo consegnato ai nostri concittadini. Ma le polemiche, le chiacchiere, o peggio, le frottole, così come le serenate in piazza con porchetta e aglianico, fondamentali a detta del sindaco per sbloccare la situazione, alla fine le porta via il vento, lasciando dietro di sé solo tanti interrogativi oltre che cattedrali nel deserto addirittura capaci di mettere a rischio chi per forza di cose deve utilizzarle.

Ribadendo sempre la piena collaborazione, e se ciò non fosse la invitiamo a dimostrare il contrario, in modo finalmente serio e concreto, senza gridare al lupo nero o ai poteri forti, chiediamo al sindaco: 

Perché le puntuali richieste dei cittadini negli anni precedenti sono state sempre e puntualmente disattese e anzi sminuite da un atteggiamento supponente che ha portato poi all’attuale, triste, situazione?

Vista la recente uscita sulle pagine social, circa il dissequestro del ponte, possiamo considerarlo finalmente fuori da questo provvedimento, e se si, perché persistono ancora oggi i divieti di transito su tale tratto? 

Le indagini inerenti la realizzazione di tale opera sono finalmente giunte a conclusione? E con quale esito? Mica diverso dall’elogio di stato che il Sindaco metteva al petto in tempo di elezioni?

Sono state debitamente tutelate le persone coinvolte in questo presunto slancio eroico, o come al solito saranno altri a pagare per le mirabolanti imprese, visto l’atteggiamento del sindaco, sempre oculato nel mettersi al riparo da qualunque rischio di poter pagare per i propri danni, distribuendo le proprie peripezie sulle spalle di altri lanciati puntualmente in avanscoperta?

Insomma, quanto possono stare tranquilli i cittadini che ogni giorno sono costretti ad attraversare il ponte? E quanto lo saranno nel prossimo futuro tutte le parti coinvolte?

Può aggiornarci circa l’operato del Comune, sperando non si sia limitato ad infarcire panini e spillare vino in pubblica piazza?

Lo deve ad una intera comunità che ha già dovuto subire le giravolte sul capitolo Fondovalle, lo deve a quel poco di dignità che questa amministrazione, forse a questo punto, conserva.” così in una nota stampa il gruppo consiliare Siamo Vitulano.

Siamo Vitulano: “Sindaco copione convoca i comizi per le elezioni comunali invece che per le europee”

Siamo Vitulano: “Sindaco copione convoca i comizi per le elezioni comunali invece che per le europee”

Politica

Esiste un sottile confine che separa la parodia dalla realtà in quel di Vitulano, ormai lo diciamo da tempo, ma ogni volta é come fosse la prima, consegnando il nostro paese in pasto alla stampa per l’incompetenza e la superficialità con cui é condotta l’azione amministrativa. 

Questa volta però, grazie a quella stessa superficialità, si sconfina a piè pari nel ridicolo. 

Alla professione di avvocato il sindaco Scarinzi potrebbe certamente affiancare quella di chirurgo, con buona pace dei poveri pazienti operati al fegato invece che alla prostata, in una sorta di riedizione del tragico Fantozzi. 

 É l’abilità chirurgica che apprezziamo infatti nella stesura della convocazione dei comizi elettorali.  

La firma del sindaco copione é arrivata lo scorso 25 aprile, attraverso un abilissimo copia e incolla con relativa incisione sui giorni e la competizione elettorale, per poi pubblicare, senza nemmeno lo sforzo di una rilettura, sull’albo comunale. 

 Il risultato? 

Metà documento parla di elezioni comunali, l’altra metà di elezioni europee, tra l’altro convocate, secondo lo statista Scarinzi, dal Prefetto invece che dal Presidente della Repubblica come invece riservato a questa competizione. 

 Un Guinness per gli amministratori fuori comune, degno del miglior Checco Zalone.

 Un modus operandi purtroppo consolidato a Vitulano, originato da un modo di intendere la politica stantio e disinteressato, che fa della superficialità e dell’incompetenza i suoi punti di forza, basta guardare le graduatorie dei fondi a cui hanno avuto accesso tante realtà vicine e da cui Vitulano é puntualmente escluso, magari chissà, per un copia e incolla, come quello di oggi. 

 Caro Sindaco copione, é proprio il caso di dirlo: copia copiassa l’esame non si passa…

Siamo Vitulano: “Da sindaco solo offese e nessuna rassicurazione”

Siamo Vitulano: “Da sindaco solo offese e nessuna rassicurazione”

Politica

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota stampa del gruppo “Siamo Vitulano”, a firma di Antonio Falluto, Felicita Palumbo, Pietro Rivellini.

“Una risposta stizzita e nervosa quella che il sindaco Scarinzi ha affidato nei giorni scorsi ai suoi profili social, dalla quale, però, non traspare alcuna rassicurazione circa i dubbi da noi espressi, e che anzi si lancia esclusivamente in offese gratuite che inquinano il normale dibattito pubblico. A corredo, foto di repertorio, senza paesaggistica, di luoghi dimenticati il giorno dopo le elezioni.

Numeri al lotto, li definisce, che però stridono con quelli nero su bianco che rischiano concretamente di ipotecare le scelte future della nostra comunità.

In merito alla Casa Anziani, la cifra richiesta a titolo di risarcimento danni ha purtroppo importi ben precisi, lontani da ogni immaginazione.

25.162,50€ il danno stimato per l’impossibilità di utilizzo del fotovoltaico, a cui si aggiunge la nota di un impianto geotermico attualmente misconosciuto.

432.000,00€ il danno derivato dal mancato utilizzo di 3 stanze in seguito all’infiltrazione di pioggia.

201.556,00€ chiesti a compenso dei lavori di manutenzione straordinaria per la risoluzione temporanea delle problematiche riscontrate.

Per un totale richiesto all’ente comunale che si attesta pari a €658.718,50 a cui si sommano i canoni non versati per un totale di altri 56.000€ e le relative Tari inevase.

Cifre di tutto rispetto che purtroppo rischiano di ricadere sulle spalle di tutti.

Per evitare ciò, è possibile sapere se il comune ha notificato alla ditta esecutrice dei precedenti lavori sulla struttura, i vizi sollevati dalla ditta affittuaria, visto che ne risponde per 10 anni, e visto che la stessa ha sostenuto la posa di impianti tecnologici presso la suddetta struttura per circa 500 mila euro sempre a spese del comune?

Per quanto riguarda invece l’aumento dell’addizionale comunale Irpef, questa passa da 0.5 a 0.7, con un aumento dunque pari a 0.2 punti, in grado di assicurare entrate stimate intorno ai 60.000 euro. Il tutto però a spese dei contribuenti, che in un momento così delicato come quello post pandemia con livelli d’inflazione mai così alti, si trovano a dover affrontare l’ennesimo aumento di tasse.

Nello stesso momento in cui, peraltro, il primo cittadino si vanta di aver venduto (o meglio, svenduto) il patrimonio dell’Ente con il Rifugio dei pastori alla loc. Cappella e messo a reddito varie strutture comunali a vantaggio non degli amici ma della comunità.

In ultimo la schiera di segretari comunali che si attesta a 21 abbandoni dal 2018 ad oggi, un numero chiaramente fuori da ogni altra realtà.

Ci tenevamo però a sottolineare l’unico numero variabile, tra i tanti elencati: quello dei vicesindaci, uno per evento, e chissà che magari qualcuno non possa trovare anche il tempo di risponderci”.

Elezioni Vitulano, Bruno (Siamo Vitulano): “Noi lista fatta da persone libere”

Elezioni Vitulano, Bruno (Siamo Vitulano): “Noi lista fatta da persone libere”

Politica

Antonio Bruno è candidato alla carica di consigliere comunale in occasione delle elezioni amministrative di Vitulano tra le fila di “SìAmo Vitulano”, la lista che sostiene la candidatura a sindaco di Felicita Palumbo.

Alla sua prima esperienza elettorale, 62 anni, imprenditore agricolo, Bruno ha scelto la lista che sostiene la candidatura a sindaco della Palumbo perché, racconta, “è una squadra fatta di persone libere, senza obblighi verso nessuno o condizionamento alcuno, dove ognuno con la sua preparazione ed il suo impegno saprà fare il meglio per la comunità di Vitulano”. 

Ho scelto di candidarmi – spiega Antonio Bruno – perché voglio dare il mio contributo per Vitulano e rappresentare al meglio i bisogni inascoltati e le speranze fino ad oggi deluse di una parte importante della nostra comunità, quella di contrada Santo Stefano.

Sono sicuro che Felicita Palumbo sarà il sindaco giusto per Vitulano perché persona umile, ma orgogliosa, ed ha tutte le capacità per guidare finalmente il nostro Paese verso il riscatto che merita”.

Vitulano| Rivellini: “Palumbo sarà il sindaco perfetto”

Vitulano| Rivellini: “Palumbo sarà il sindaco perfetto”

Politica

Pietro Rivellini è candidato alla carica di consigliere comunale in occasione delle elezioni amministrative di Vitulano tra le fila di “SìAmo Vitulano”, la lista che sostiene la candidatura a sindaco di Felicita Palumbo.

Consigliere di minoranza uscente, 63 anni, medico, Rivellini racconta la scelta della sua candidatura: “Impegnarsi e dedicarsi per la propria Comunità non è solo un diritto ma principalmente un dovere morale ineludibile ed io ho scelto di farlo con la lista “SìAmo Vitulano” perché voglio contribuire a rendere Vitulano un paese più vivibile ed unito, mirando ad una pacificazione ormai perduta e ricreando e riconquistando quella centralità che da sempre ha rappresentato il carattere distintivo della nostra comunità”.

Felicita Palumbo – sostiene Pietro Rivellini – sarà il sindaco perfetto per Vitulano perché professionalità, dinamismo, grinta, coerenza, lealtà e forte determinazione, fanno di lei la persona giusta. E poi è donna e questo è sicuramente un valore aggiunto”.