Settore Forestale Campania: approvata all’unanimità la Piattaforma di Rinnovo del CIRL 

Settore Forestale Campania: approvata all’unanimità la Piattaforma di Rinnovo del CIRL 

AttualitàDalla Regione
Forte appello alla Regione Campania e all’UNCEM per l’immediata sottoscrizione e la risoluzione definitiva del dramma dei ritardi salariali.

Si è concluso con l’approvazione unanime della piattaforma di rinnovo del Contratto Integrativo Regionale di Lavoro (C.I.R.L.) l’Attivo Unitario Regionale degli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria, convocato da FAI-CISL, FLAI-CGIL e UILA-UIL presso l’Hotel dei Principati di Baronissi. 

L’incontro ha registrato una partecipazione entusiasta e compatta di lavoratori provenienti da tutti gli Enti Delegati della Campania, che hanno accolto con speranza e determinazione la proposta di piattaforma unitaria, considerata un passaggio fondamentale per la valorizzazione del comparto. 

L’assemblea è stata presieduta dal Segretario generale FAI CISL Bruno Ferraro. La presentazione della piattaforma è stata curata dal Segretario generale FLAI-CGIL Igor Prata, che ha illustrato i punti qualificanti, le conclusioni affidate al Segretario generale Emilio Saggese UILA-UIL.

Numerosi e appassionati gli interventi dei delegati di cantiere di tutte le sigle sindacali, che hanno ribadito la necessità di un riconoscimento immediato del valore strategico del lavoro forestale per la tutela del patrimonio ambientale e la prevenzione del dissesto idrogeologico. 

Il Segretario Generale Luigi Pagano e il Coordinatore Territoriale Alfonso Iannace esprimono soddisfazione per l’approvazione da parte dell’attivo unitario.

La forza dell’unità sindacale e la volontà dei lavoratori di vedere la piattaforma rapidamente sottoscritta dalla Regione Campania e dall’UNCEM Campania. 

L’Attivo ha lanciato un appello urgente e non negoziabile alla Regione Campania: se da un lato si celebra la qualità del futuro CIRL, dall’altro non è più tollerabile che i lavoratori siano costretti a subire ritardi cronici nella corresponsione delle retribuzioni. 

Un problema che si trascina da troppo tempo e che mina la dignità e la serenità delle famiglie. La soluzione definitiva della questione salariale è stata posta come priorità assoluta, condizione indispensabile per garantire la funzionalità del sistema e la credibilità delle istituzioni. 

La piattaforma approvata all’unanimità sarà immediatamente trasmessa alla Regione Campania e all’UNCEM Campania, con la richiesta di avviare senza indugi la discussione e giungere alla sottoscrizione definitiva in tempi rapidi. 

L’assemblea ha inoltre espresso un forte auspicio per la riunione prevista a Roma il prossimo 4 Dicembre, affinché in quella sede venga finalmente definito e sottoscritto il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) degli addetti al settore, traguardo di fondamentale importanza per l’intero comparto forestale nazionale. 

Il settore forestale campano, attraverso la voce unitaria dei suoi lavoratori e delle organizzazioni sindacali, chiede con forza che le istituzioni rispondano con responsabilità e tempestività. La sottoscrizione del CIRL e la soluzione definitiva dei ritardi salariali rappresentano non solo un atto di giustizia, ma anche un investimento strategico per la tutela del territorio e delle comunità. 

Luciano e Spina: “Ribadita necessità di accelerare l’accreditamento delle risorse alle Comunità Montane”

Luciano e Spina: “Ribadita necessità di accelerare l’accreditamento delle risorse alle Comunità Montane”

Politica

Uncem Campania ha preso parte ad una importante audizione presso l’VIII Commissione Consiliare Permanente (Agricoltura, Caccia, Pesca, Risorse Comunitarie e Statali per lo Sviluppo) della Regione Campania, presieduta da Maurizio Petracca che ha avuto in  discussione il Disegno di legge recante “Modifiche alla legge regionale 7 maggio 1996, n. 11 (Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 28 febbraio 1987, n. 13, concernente la delega in materia di economia, bonifica montana e difesa del suolo)” – Delibera di Giunta regionale n. 457 del 6 agosto 2024 – Reg. Gen. 385. 

Alla presenza di diversi consiglieri regionali, gli esponenti di Uncem (l’Unione Nazionale che raggruppa Comuni Comunità e Enti Montani), il vice-presidente Zaccaria Spina su delega del presidente Enzo Luciano, e il referente tecnico Pietro D’Angelo, unitamente alle organizzazioni sindacali regionali di  categoria (FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL), hanno portato il proprio contributo al Ddl in questione, in merito allo sblocco del turnover, per la stabilizzazione degli operai a tempo determinato e possibili assunzioni nel settore forestale.

“Abbiamo ribadito – spiegano Vincenzo Luciano e Zaccaria  Spina – la necessità di procedere con grande rapidità all’approvazione del testo in Consiglio regionale. Questo permetterebbe di condurre alla stabilizzazione di circa 1300 operai a tempo determinato che lavorano in Campania negli enti delegati”. 

A seguire c’è stata un’altra interessante audizione, che ha riguardato il riparto dei fondi per il personale interno e per le spese di gestione delle Comunità Montane. 

“Abbiamo sottolineato – aggiungono Luciano e  Spina  – quanto già deliberato in seno al nostro Consiglio regionale di Uncem, esortando ad accelerare la procedura di accreditamento delle risorse alle Comunità Montane, che stanno vivendo un momento di grande difficoltà finanziaria, in particolare nell’ambito forestale. La Conferenza Regione – Enti Locali ha votato all’unanimità il riparto di queste risorse, ora alla Giunta Regionale della Campania non resta che approvare il tutto e sollecitare la liquidazione delle somme già stabilite. Esprimiamo soddisfazione per il lavoro svolto in questi mesi, di grande condivisione e i risultati raggiunti sono fondamentali ed importanti. Ci auguriamo una decisa accelerata su entrambi i provvedimenti per non vanificare il proficuo lavoro di collaborazione istituzionale sin qui svolto e i risultati raggiunti”.

Comunità Montana Fortore, consegnati 26 attestati per i corsi di formazione

Comunità Montana Fortore, consegnati 26 attestati per i corsi di formazione

AttualitàDalla Provincia

Presso la Comunità Montana del Fortore effettuata la consegna di 26 attestati agli operatori che hanno partecipato ai corsi di formazione organizzati dall’Ente Bilaterale Idraulici Forestali della Campania in collaborazione con Uncem ed altri organismi abilitati.

In particolare, gli Idraulici Forestali del Fortore hanno partecipato in numero di 5 unità al corso di “Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza”, in 4 unità a quello di “Formazione Primo Soccorso” e in 17 unità quello di “Formazione teorico/pratico per operatori addetti alla conduzione di trattori agricoli o forestali a ruote e cingoli .

“Esprimo un ringraziamento al presidente dell’Ente Bilaterale e di Uncem Campania Vincenzo Luciano – ha dichiarato il presidente della Comunità Montana del Fortore, Zaccaria Spina – per l’organizzazione degli eventi formativi tesi a rafforzare competenze e professionalità dei nostri operatori impegnati nei tanti cantieri dei comuni dell’Ente. Speriamo in un nuovo e positivo approccio della Regione Campania nei confronti degli enti delegati nel prezioso settore della forestazione”.

Anche lo stesso presidente Luciano ha espresso soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa. ”I corsi di formazione presso gli enti delegati della Campania – ha spiegato Luciano – hanno investito il tema importantissimo della sicurezza sui luoghi di lavoro che è un’azione fondamentale. UNCEM con FLai, Fai, e Uila sono impegnati, con l’Ente bilaterale forestale, a sostenere tale azione in tutti i nostri cantieri forestali”.

Green Communities nel francobollo dei 70 anni Uncem, Di Maria: “Piccoli comuni aperti all’Europa”

Green Communities nel francobollo dei 70 anni Uncem, Di Maria: “Piccoli comuni aperti all’Europa”

AttualitàDalla Provincia

“Nel francobollo presentato stamani al ministero delle Imprese del Made in Italy, in occasione dei 70 anni di Uncem, c’è il senso del nostro impegno, ci sono i nostri valori, le transizioni sociali, climatiche, energetiche, economiche. Nella grafica realizzata con Elena Zoccarato, ci sono le Green Communities, la comunità che cammina insieme, in salita, le energie rinnovabili con gli impianti che sono comunitari, i beni collettivi, l’acqua e la forza di gravità, la foreste e il vento, il sole, la terra e il territorio”.

Così in una nota il componente dell’ufficio di presidenza dell’Uncem, Antonio Di Maria, che aggiunge: “Cordata sì, ‘camminare insieme’ che è l’unica via possibile per le persone e per gli Enti locali, per i Comuni che superano i municipalismi. Una montagna che innova, che produce idee e risorse, economie e nuove relazioni. Una sfida di futuro che si fa storia di sette decenni, piccola nella grande storia, e oggi anche francobollo”.

“Ringrazio per averci creduto, con Uncem – conclude Di Maria -, la sottosegretaria Fausta Bergamotto del ministero delle Imprese e del Made in Italy, i vertici dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, il codirettore Giuseppe Lasco e gli amici di Poste Italiane con i quali attuiamo la legge 158/2017 sui piccoli Comuni e anche – come dice questo prodotto filatelico – la 221/2015 sulla Green Economy. Territori aperti all’Europa delle comunità e dei territori”.

Gal Alto Tammaro e Uncem: unità territoriale e condivisione per centralità aree interne

Gal Alto Tammaro e Uncem: unità territoriale e condivisione per centralità aree interne

Politica
E’ quanto è emerso dall’iniziativa pubblica che si è svolta ieri nell’aula consiliare del comune di Santa Croce del Sannio.

Occorrono massima unità territoriale e larga condivisione sulle prospettive di sviluppo per rendere centrali le aree montane. E’ stata questa la sintesi dell’iniziativa pubblica dal titolo ‘Lo sviluppo che vogliamo. Dalla strategia aree interne alla nuova programmazione per enti locali ed imprese’ che si è svolta ieri nella sala consiliare del comune di Santa Croce del Sannio, organizzata dal Gal Alto Tammaro insieme all’Uncem. 

Attorno al tavolo per discutere delle azioni sistemiche da mettere in campo per invertire lo spopolamento e l’emorragia di servizi dei piccoli comuni c’erano istituzioni regionali, provinciali e locali, associazioni e cittadini. Presenti l’assessore regionale all’Agricoltura, Nicola Caputo; il sindaco di Benevento, Clemente Mastella; i consiglieri regionali Mino Mortaruolo e Gino Abbate; il sindaco di Santa Croce del Sannio, Antonio Zeoli; il presidente della Provincia, Nino Lombardi; il presidente di Uncem Campania, Vincenzo Luciano; il presidente del Gal Alto Tammaro, Antonio Di Maria; il presidente nazionale Uncem, Marco Bussone.

“Partiremo con una fase di ascolto del territorio – ha dichiarato Di Maria – e ne presenteremo la proposta. Le zone interne rappresentano una risorsa per l’interno Paese, ma dobbiamo combattere contro lo spopolamento e la denatalità. Su questo va aperta una discussione che deve convergere in una proposta chiara, partecipata e condivisa da tutti, ognuno per il proprio ruolo, istituzionale o meno che sia”.

“L’area del Titerno-Tammaro – ha aggiunto Di Maria che è anche presidente dell’associazione Sannio Smart Land, soggetto attuatore della Snai – è stata selezionata per il programma della Snai (Strategia nazionale aree interne), una delle quattro a livello regionale e delle 72 nazionali; ciò grazie ad una collaborazione che ha travalicato le casacche politiche, mi auguro dunque che questo modello che si è dimostrato vincente possa essere ripetuto in maniera più ampia per costruire una direttrice di sviluppo del territorio. Dopo questo tavolo chiederemo alle istituzioni nazionali che le nostre aree abbiano una pressione fiscale di vantaggio, meno burocrazia. In poche parole, un quadro normativo che valorizzi le risorse che hanno i territori interni, dando una ricaduta concreta in termini economici. In tal senso, chiederemo che sia data attuazione alla legge 158/2017 sui piccoli comuni per dare valore ai cosiddetti servizi ecosistemici”. 

“Dobbiamo generare occasioni di sviluppo per consentire ai giovani di restare nei nostri territori – ha evidenziato il presidente Bussone – sfruttando le occasioni messe a disposizione dalla transizione ecologica. Per farlo è necessaria un’interazione tra aree montane e urbane e ragionare su un concetto politico di crescita che parta da un percorso europeo di riequilibrio, che tenga conto dei servizi e della mobilità utilizzando coefficienti diversi rispetto ad altre zone: un’azione di perequazione. Non siamo ‘non luoghi’, ma luoghi di identità che hanno capacità di rappresentarsi e dare rappresentanza, e facendo questo riusciamo ad essere comunità più unite”.