
FOTO E VIDEO – Sal Da Vinci riceve la Laurea Honoris Causa: “Scusa mamma se mi sono laureato tardi, ma stavo lavorando”
AttualitàBenevento CittàCultura e SpettacoloSulla città di Benevento: “Non date retta (ride ndr), non è la città delle streghe!“
Mezzo secolo di successi e una vita intera dedicata completamente alla musica: dopo il trionfo con i tormentoni ‘Rossetto e caffè‘ e ‘Per sempre si‘, a 57 anni Sal Da Vinci riceve la Laurea Honoris Causa in Canto Pop-Rock. Al Conservatorio Statale di Musica ‘Nicola Sala’ di Benevento l’onore di incoronare il vincitore di Sanremo 2026, oggi tra i maggiori interpreti della canzone napoletana contemporanea.
Nato a New York il 7 aprile del 1969, Sal Da Vinci – all’anagrafe Salvatore Michael Sorrentino – cresce seguendo le orme del padre Mario Da Vinci, cantante e attore, da cui eredita tutta la passione per la musica, mettendo in gioco tutto se stesso. È proprio negli Stati Uniti, al fianco del padre, infatti, che egli inizia a lavorare già alla giovane età di 6 anni, debuttando anche al cinema ed in teatro, accantonando nel tempo anche gli studi. All’età di 40 anni, nel 2009, dopo essere approdato al Teatro dell’Ariston con ‘Non riesco a farti innamorare‘ (classificandosi terzo), decide di concludere finalmente gli studi, conseguendo il diploma presso un Istituto Tecnico. A pochi mesi dal suo trionfo a Sanremo con il brano ‘Per sempre si‘ vincitore della 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana, arriva per Sal Da Vinci anche la corona di alloro: ad incoronarlo Giuseppe Ilario e Nazzareno Orlando (rispettivamente il direttore e il presidente del Conservatorio), i quali attribuendo all’artista il titolo accademico hanno voluto non solo omaggiare la sua carriera, ma anche valorizzare la canzone napoletana, riconoscendo a Sal Da Vinci la “rara capacità di coniugare tradizione e innovazione, preservando l’identità culturale della canzone partenopea e proiettandola verso linguaggi musicali contemporanei accessibili alle nuove generazioni e al pubblico internazionale“. Come ricorderemo, la città di Benevento vanta di avere l’unica cattedra classica napoletana al mondo, con un Corso in Canto Pop-Rock nato nel 2014 che fu inaugurato e benedetto dal M° Peppe Vessicchio.
Un traguardo quello che taglia oggi Sal Da Vinci che profuma di vittoria quanto di fatica e che certamente premia la tenacia di chi non si è mai arreso. E’ proprio questo il messaggio che lo stesso artista ha affermato sul palco, poco prima di ricevere il diploma accademico di II livello, rivivendo con il pubblico i momenti più salienti della sua carriera. Una carriera fatta di sacrificio, duro lavoro e numerose prove da superare, di cui oggi l’artista raccoglie i frutti. Da qui, il bisogno di rivolgersi ai più giovani, spronandoli a credere sempre nei propri sogni, con perseveranza: “Vi guardo e vedo la voglia di conquistare il mondo, ma anche la paura di chi sceglie una strada che non offre garanzie. Non abbiate paura del tempo, l’arte non sa leggere l’orologio e i calendari. La maturità artistica ha i suoi tempi“. Ed aggiunge: “Io non ho mai smesso di credere nella musica, anche quando sarebbe stato più facile fermarmi“.
Sal Da Vinci sul palco si racconta con disponibilità, umanità e un pizzico di ironia: risponde alle domande dei docenti, dialoga in modo sincero con il suo pubblico, lo abbraccia e canta per esso, rievocando il suo legame con l’intero territorio campano. Poi parla di Napoli, la sua Napoli. Una città fortunata che lo ha accolto e che ha contribuito a costruire la sua identità artistica, insegnandogli a mixare malinconie, gioie e dolori. Oggi con la Laurea Honoris Causa per l’artista si chiude un cerchio della vita che lui definisce “percorso” e che si è articolato in fiducia, talento innato e costanza. Un riconoscimento che attesta qualità e bravura e che ha il sapore di rivincita nei confronti di chi nel tempo ha sminuito la sua arte. “Le polemiche si consumano, la musica resta“, afferma Sal Da Vinci a proposito di Aldo Cazzullo e le critiche che il giornalista mosse a ridosso della sua vittoria al Festival. “Capisco la delusione di chi vede solo il fallimento, ma la vita non si ferma al primo tentativo. La vita continua. Tutto dipende da noi ed io credo di essere un esempio“, dichiara con orgoglio l’artista.
Un momento magico dunque per il cantante, carico di emozione. Sal Da Vinci, con l’umiltà di chi dal basso ha raggiunto vette altissime con le sue sole forze, non poteva non dedicare questo traguardo a chi gli ha permesso di crescere, senza mai lasciarlo solo: prima di congedarsi al suo pubblico, infatti, l’artista rivolge lo sguardo al cielo e dedica questo traguardo al padre, mentre una lacrima gli riga il viso. Infine si rivolge alla madre Nina: “Mamma mi sono laureato tardi, ma una scusa ce l’ho: stavo lavorando“.










