
Parco Naturale del Taburno, Italia Verde: “Sicurezza e vigilanza restano un’utopia”
AttualitàDalla ProvinciaNegli anni scorsi, dopo aver appreso dalla stampa degli eclatanti risultati ottenuti nell’ambito della tutela e della vigilanza del Parco, una delegazione dell’Associazione Italia Verde, insieme ad alcuni rappresentanti dell’ANPANA, si recò direttamente sul territorio per verificare la situazione.
Da quella esperienza scaturì una nota dal titolo “La sicurezza e la vigilanza nei parchi naturali: luci ed ombre”, ripresa successivamente da diverse testate giornalistiche. A distanza di tempo, l’Associazione è tornata sul territorio per verificare nuovamente lo stato dei luoghi.
“La prima domenica di settembre, allo spuntar del sole – dichiara Filomeno Bovino, Presidente nazionale dell’Associazione Italia Verde – una nostra delegazione ha percorso il versante del Taburno, riscontrando una quantità imprecisata di rifiuti abbandonati nei luoghi più impensati. Abbiamo inoltre incontrato numerosi cittadini che, avvicinandosi alle nostre guardie volontarie, hanno manifestato tutto il loro malcontento per una situazione che appare paradossale: un territorio di straordinaria bellezza naturalistica, ma allo stesso tempo profondamente trascurato”. La situazione è stata nuovamente verificata quindici giorni dopo, quando gli agenti volontari di vigilanza sono tornati sul versante del Taburno, ancora una volta nelle prime ore della domenica.
“Abbiamo trovato ancora una notevole quantità di rifiuti – prosegue Bovino –. Questa volta molti erano raccolti all’interno di grandi sacchi neri, ma diversi erano stati divelti dagli animali, con conseguente dispersione dei materiali nell’ambiente”. Particolare attenzione è stata rivolta alla collocazione dei rifiuti. “I nostri volontari hanno constatato che numerosi sacchi erano stati depositati proprio sotto i cartelli che vietano lo scarico dei rifiuti, installati dall’Ente Parco. È una circostanza che dovrebbe far riflettere sull’effettiva capacità di far rispettare i divieti”. La situazione, secondo l’Associazione, appare ancora più evidente in alcune aree di particolare pregio.
“In un pianoro, nonostante la presenza di un cartello che vietava lo scarico dei rifiuti, il transito dei veicoli e altre attività – racconta il Presidente di Italia Verde – abbiamo trovato, oltre ai consueti rifiuti, diverse automobili addentrate sui prati e persone intente a bivaccare”. Da qui le domande di Filomeno Bovino che rivolge alle istituzioni competenti. “Che senso hanno dei divieti se poi non esiste una presenza costante di personale preposto a farli rispettare? Possiamo continuare a demandare tutto alle forze dell’ordine, già chiamate a fronteggiare numerose emergenze e alle prese con organici spesso insufficienti? E soprattutto: è possibile che gli enti parco, laddove la normativa consente loro di dotarsi di propri organi di sorveglianza, non adottino misure adeguate?”. L’Associazione pone inoltre l’attenzione sulle differenze riscontrate tra i diversi versanti del Parco.
“I nostri volontari hanno rilevato una situazione differente sul versante di Vitulano, dove non si riscontrano rifiuti abbandonati con la stessa frequenza e dove, in più occasioni, sono state osservate aree opportunamente delimitate con reti, nelle quali è possibile depositare i sacchi dei rifiuti impedendo agli animali di disperderli nell’ambiente. Anche la presenza di automobili al di fuori delle aree consentite sembra essere maggiormente contenuta. Perché non adottare soluzioni analoghe anche sul versante del Taburno?” Per Italia Verde il problema non riguarda soltanto il decoro, ma la stessa concezione della tutela ambientale. “Chi percorre la strada interna al Parco del Taburno – afferma Bovino – rimane certamente colpito dalla bellezza dei luoghi e dalla possibilità di fruire di aree immerse nella natura. Ma, contemporaneamente, si trova davanti a uno stato di abbandono che rischia di trasformare questi territori in una sorta di terra di nessuno. E da terra di nessuno a terra di tutti il passo è breve. Le generazioni passate erano gelose del proprio territorio: esistevano un forte senso di appartenenza e un autentico amore per l’ambiente. Oggi, invece, troppo spesso assistiamo all’insensibilità e alla mancanza di rispetto verso un patrimonio che appartiene a tutti”. Infine, l’Associazione Italia Verde richiama l’attenzione sul tema degli incendi boschivi, anche alla luce dei gravi danni subiti dal territorio. “Non possiamo non ricordare il devastante incendio che ha distrutto una parte significativa dei boschi del Parco del Taburno. La domanda è inevitabile: era davvero così difficile realizzare adeguate opere di prevenzione e difesa dagli incendi? Era così difficile garantire un minimo di sorveglianza delle aree boschive? Secondo noi – conclude il presidente Bovino – la risposta è no. La tutela di un Parco non può limitarsi all’installazione di cartelli di divieto. Servono controlli, presenza sul territorio, prevenzione, manutenzione e responsabilità. Un’area naturale protetta deve essere realmente protetta. Altrimenti, la sicurezza e la vigilanza nel Parco naturale restano soltanto un’utopia”.











