
La fortuna di averli accanto e il vuoto di quando non ci sono più: perché i nonni non si possono sostituire con niente altro al mondo
AttualitàDall'ItaliaUna casa dove le regole si fanno più leggere, un amore che non chiede nulla in cambio e una presenza capace di farci sentire, a ogni età, al sicuro.
In Cento giorni di felicità, Fausto Brizzi scrive: “Credo che Dio il settimo giorno non sia andato in vacanza ma abbia inventato i nonni”. È un’immagine suggestiva, ma profondamente reale.
I nonni non sono semplicemente i genitori dei nostri genitori: sono una categoria dell’anima. Rappresentano quel porto sicuro, e la loro casa è il luogo in cui le regole sembrano farsi più leggere, quasi inesistenti.
Non è pura retorica affermare che chi possiede i nonni è fortunato. A dirlo è generalmente chi non li ha più e conosce quindi quel senso di vuoto che rimane, anche a distanza di anni, quando sai che ti è stato sottratto qualcosa che non può essere sostituito con qualcos’altro di simile perché è ormai fuori produzione.
Non è allora un caso se la loro festa ricada proprio nel giorno dedicato agli Angeli Custodi (oggi 2 ottobre) celebrati dalla tradizione cristiana. Una non coincidenza che sembra quasi volerci ricordare il significato più profondo e vero di questa giornata: accanto a ognuno di noi, piccino o grande che sia, c’è un nonno pronto proteggerlo, non con spada e armatura, ma con armi più nobili: la dolcezza e l’amore, le uniche che ci fanno sentire speciali e al sicuro.
E allora, chi è fortunato ha il suo angelo in terra, accanto a sé, quello che ti mette in mano qualche soldino per comprare una caramella o un gioco, magari di nascosto; che si lascia addobbare nei modi più improbabili, prestandosi a tutto pur di assecondare la fantasia di un nipote, e che, all’occorrenza, sa anche come salvarti dalle punizioni dei genitori, con quella complicità speciale che solo i nonni sanno avere. Chi invece non lo ha più vicino, può ritrovarlo nei ricordi, nelle storie, nei gesti imparati e in tutte quelle piccole cose che, forse senza accorgersene, o forse sì, ci ha lasciato dentro. Ma soprattutto può ritrovarlo in quell’amore che continueremo a provare. Per sempre.