<strong>Un bacio che scuote il potere teocratico in Iran</strong>

Un bacio che scuote il potere teocratico in Iran

AttualitàPolitica

Due ragazzi che, in una strada trafficata di Shiraz in Iran, mano nella mano, si scambiano un bacio, immagine corrente e normale in occidente, ma gesto che rappresenta il massimo del proibito dalla teocrazia iraniana e, proprio per questo, deflagrante agli occhi di chi gestisce il potere in un paese che ha, fra le sue forme di polizia, una di tipo morale.

È un modo per celebrare la vita” ha scritto qualcuno su Twitter, ma in realtà il gesto rappresenta molto di più, è un atto rivoluzionario da parte di ragazzi che, ormai da molte settimane, scendono in piazza per rivendicare libertà e rispetto dei diritti soprattutto delle donne, specie dopo la morte violenta di Mahsa Amini, arrestata dalla polizia morale per non aver portato il velo in modo appropriato.

Da quel giorno tante ragazze sono scese in piazza senza velo e pure la ragazza immortalata nel bacio con un suo coetaneo non porta il velo, scelte inaccettabili per il potere iraniano che considera, sia la mancanza del velo che il bacio in pubblico, “un atto contro la morale” e dunque scelte proibite.

Lo scatto è ormai condiviso sui social ed è diventato un simbolo della rivoluzione nel paese ed il gesto “proibito” è avvenuto mentre tanti, cittadini e cittadine, sfilavano per commemorare l’anniversario della morte di 1500 persone durante le proteste del 2019, in quello che è ricordato come “Novembre di sangue”.

La morale è diventata dunque nel paese, padre-padrone della vita quotidiana del popolo iraniano, ma essa è la morale di chi, ci chiediamo? Il tema sembra riecheggiare, in merito alle scelte morali del potere iraniano, la definizione di Nietzsche di “morale dei padroni e morale del gregge o degli schiavi” in cui è netta la distinzione fra bene e male tra chi comanda e chi è comandato.

Nessuno può avere, noi crediamo, il monopolio della conoscenza del bene o del giusto né può imporre, con la violenza ed il sopruso, un’idea di morale nata da un fanatismo religioso.

La libertà è un bene prezioso di ciascuno di noi, ma spesso essa fa paura a chi pretende di decidere le scelte personali e morali di un popolo solo per poter continuare, ricorrendo ad una fede religiosa, a detenere il potere politico, economico e sociale su quanti, pur credenti, rivendicano libertà di scelta e di costume.

La polizia morale religiosa iraniana è un corpo istituito nel 2005 per volontà della parte più conservatrice del regime iraniano, dopo l’elezione a presidente del conservatore Mahmoud Ahmadinejad, essa si occupa di “proteggere” l’etica stabilita dalla fede del paese operando con atti di censura su quanti non osservino le norme del “decoro” stabilite per legge.

Soprattutto i giovani iraniani però non accettano più i limiti loro imposti da una visione morale che rinnega i diritti individuali e sembra procedere contro il tempo che passa, rivendicano di poter scegliere liberamente i canoni della loro vita, da come vivere in famiglia a come vestirsi, pettinarsi, amarsi, in privato ed in pubblico e per questo scendono in piazza per protesta.

Il diritto di reclamare la propria libertà è però doppiamente negato se a rivendicarlo sono le donne, considerate esseri inferiori al servizio dell’entità maschile, per questo vengono arrestate, malmenate, picchiate e anche uccise, come è accaduto a Nasrin Ghadri, studentessa di Filosofia a Teheran, morta sabato scorso dopo essere stata picchiata sulla testa con un manganello durante le proteste del venerdì precedente.

Per tutte queste ragioni il gesto dei due giovani che si sono baciati per strada sfidando divieti e obblighi nel velo, a Shiraz, da cui “Il bacio di Shiraz”, deve essere considerato un atto di libertà che non può e non deve essere affare di una pseudo morale di stato, perché la libertà è come l’aria, come ci ricordano le parole di Don Luigi Sturzo: “La libertà è come l’aria: si vive nell’aria; se l’aria è viziata, si soffre; se l’aria è insufficiente, si soffoca; se l’aria manca, si muore”.