P. Mastella: “Graduatoria di ‘Le Stagioni della Campania’ notizia importante per il Sannio”

P. Mastella: “Graduatoria di ‘Le Stagioni della Campania’ notizia importante per il Sannio”

Politica

«La pubblicazione della graduatoria di “Le Stagioni della Campania” rappresenta una notizia importante per il Sannio e dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale una Regione capace di investire concretamente sulla cultura, sul turismo e sulla valorizzazione dei territori».

Lo dichiara il consigliere regionale Pellegrino Mastella (Casa Riformista – Italia Viva – Noi di Centro) riguardo l’approvazione della graduatoria dell’avviso pubblico promosso dalla Regione Campania per la realizzazione di percorsi turistici di carattere culturale, naturalistico ed enogastronomico.

«Voglio innanzitutto ringraziare il presidente Roberto Fico e l’assessore al Turismo Vincenzo Maraio per l’impegno e per l’attenzione dimostrata nei confronti delle aree interne. Investire sul turismo significa investire sulle nostre identità, sui nostri borghi, sulle tradizioni, sulla cultura, sull’enogastronomia e sulla straordinaria ricchezza paesaggistica della Campania. Significa soprattutto costruire un’offerta turistica che non si esaurisca nel singolo evento, ma che sappia creare percorsi e occasioni di attrazione durante tutto l’anno».

Il risultato ottenuto dalla provincia di Benevento è particolarmente significativo. Sono infatti 9 le proposte presentate da aggregazioni di Comuni sanniti che sono risultate finanziate e che rientrano nel gruppo dei progetti selezionati dalla Regione.

«È un risultato che mi fa particolarmente piacere e per il quale voglio complimentarmi con tutti i Comuni coinvolti, con i sindaci, gli amministratori, gli uffici e quanti hanno lavorato alla costruzione delle proposte. Penso a Guardia Sanframondi, Pietrelcina, Fragneto Monforte, Cusano Mutri, Sant’Agata de’ Goti, San Lorenzello, Foiano di Val Fortore, Castelfranco in Miscano e Castelpoto. Sono territori diversi, con caratteristiche e tradizioni differenti, ma tutti accomunati dalla capacità di proporre iniziative di qualità e di fare rete».

«Penso alle iniziative legate alle vie dell’acqua e del vino, alla straordinaria tradizione del Festival Internazionale delle Mongolfiere di Fragneto Monforte, alla valorizzazione delle Terre del Titerno, alle iniziative culturali e identitarie di Sant’Agata de’ Goti e San Lorenzello, alla Festa degli Emigranti nel Fortore, ai percorsi legati alla Francigena e ai cammini, fino al Riverberi Jazz Festival di Castelpoto. Sono manifestazioni e progetti che raccontano un Sannio autentico e che possono diventare strumenti importanti per portare visitatori, generare economia e far conoscere sempre di più il nostro territorio».

Secondo Pellegrino Mastella «la strada dell’aggregazione è quella giusta. Il Sannio non può pensare di promuoversi attraverso iniziative completamente scollegate tra loro. Dobbiamo imparare a costruire un sistema turistico territoriale nel quale un visitatore possa arrivare per un evento, ma poi essere accompagnato alla scoperta di un territorio più ampio, dei suoi borghi, dei suoi percorsi, delle sue produzioni, della sua storia e delle sue eccellenze».

Il consigliere regionale, però, guarda anche ai progetti che, pur avendo superato positivamente la valutazione, non sono rientrati tra quelli finanziati per l’esaurimento delle risorse disponibili.

«Non dobbiamo dimenticare gli altri Comuni sanniti che hanno presentato proposte altrettanto valide. Arpaise, Bonea, Frasso Telesino, Cautano, Calvi e Castelpagano hanno visto i propri progetti riconosciuti come ammissibili, ma non finanziabili allo stato attuale per una questione legata alle risorse disponibili. È una differenza importante: non parliamo di progetti bocciati, ma di iniziative che hanno superato la valutazione e che meritano di essere tenute nella massima considerazione».

«Per questo – conclude Mastella – chiederò al presidente Fico e all’assessore Maraio di verificare la possibilità di reperire ulteriori risorse che consentano, laddove possibile, di procedere allo scorrimento della graduatoria e dare una risposta anche a queste amministrazioni. Si tratta di manifestazioni importanti per le comunità coinvolte, che hanno un valore culturale, turistico e anche economico. Dietro ciascun progetto ci sono anni di lavoro, tradizioni, associazioni, operatori e cittadini che contribuiscono a rendere vivo il nostro meraviglioso territorio».

San Lorenzello e San Salvatore Telesino, ok al progetto “Fiera del MercAntico e Festa dello Struppolo”

San Lorenzello e San Salvatore Telesino, ok al progetto “Fiera del MercAntico e Festa dello Struppolo”

AttualitàDalla Provincia
L’Amministrazione di San Salvatore Telesino, guidata dal Sindaco Fabio Romano, promuove l’unione strategica con San Lorenzello. Obiettivo: superare i localismi.

Il Comune di San Salvatore Telesino, in partenariato con il Comune di San Lorenzello (capofila), ha ottenuto il finanziamento della Regione Campania nell’ambito del prestigioso programma “Le stagioni della Campania da giugno 2026 a maggio 2027. Programma di percorsi turistici di tipo culturale, naturalistico ed enogastronomico per la promozione turistica”.

L’ambizioso progetto integrato, denominato “Fiera del MercAntico e Festa dello Struppolo”, mette a sistema le identità più autentiche di due comunità contigue, fondendo l’alto artigianato e il collezionismo laurentino con l’eccellenza culinaria telesina dello struppolo.

La linea tracciata risponde perfettamente alle direttive del Piano Triennale del Turismo regionale, mirato alla destagionalizzazione e alla diversificazione dell’offerta. L’approvazione del finanziamento certifica la validità di una visione politica che rifiuta i vecchi campanilismi per ragionare su scala territoriale omogenea.

“Il finanziamento concesso sui Percorsi Turistici 2026 conferma una scelta strategica precisa dell’Amministrazione Comunale di San Salvatore Telesino: passare dalla logica dell’evento alla costruzione di destinazioni turistiche riconoscibili come la Festa dello Struppolo”, dichiara con orgoglio il Sindaco di San Salvatore Telesino, Fabio Romano.

“È un programma di percorso turistico di tipo enogastronomico, culturale e naturalistico volto a consolidare forme di cooperazione tra comuni contigui che possano favorire il successivo riconoscimento nella DMO di appartenenza. San Lorenzello, insieme a San Salvatore Telesino, intende realizzare in forma associativa la Fiera del MercAntico e la Festa dello Struppolo, Sagra di Qualità. Risultando il progetto così coerente con gli obiettivi posti dalla Regione Campania”, continua il primo cittadino.

La strategia messa in campo punta a unire le forze istituzionali, le associazioni locali — in prima linea la Pro Loco — e gli operatori economici per presentare un’offerta forte e competitiva.

“Vince la visione. Vince la programmazione. Vince la capacità di mettere a sistema identità, cultura, natura, tradizioni e innovazione”, conclude il Sindaco Romano. “È questa la strada che stiamo percorrendo per rendere San Salvatore Telesino una destinazione turistica sempre più forte, moderna e riconoscibile in Campania”.

Il cuore pulsante di questa programmazione integrata vivrà il suo momento d’inizio dal 4 al 6 settembre 2026, giorni in cui andrà in scena la celebre Festa dello Struppolo. La manifestazione vanta l’esclusivo marchio nazionale di “Sagra di Qualità”, un prestigioso riconoscimento che premia il lavoro della Pro Loco e dell’intera comunità nel custodire, valorizzare e tramandare una tradizione culinaria unica nel suo genere.

Turismo, Errico: “Sei Comuni del Sannio ammessi ma non finanziati. Ampliare platea di finanziamenti”

Turismo, Errico: “Sei Comuni del Sannio ammessi ma non finanziati. Ampliare platea di finanziamenti”

Politica

“Faccio appello all’assessore al Turismo della Regione Campania, Enzo Maraio, affinché si possa ampliare la platea dei Comuni capofila ammessi a finanziamento ma che attualmente non sono stati finanziati per carenza di risorse. Sono territori che hanno presentato progetti validi e che meritano di essere messi nelle condizioni di trasformare le proprie idee in concrete opportunità di promozione turistica”.

È quanto dichiara il consigliere regionale Fernando Errico, intervenendo sui risultati del programma “Le Stagioni della Campania – da giugno 2026 a maggio 2027”, nell’ambito del Programma di percorsi turistici di tipo culturale, naturalistico ed enogastronomico per la promozione turistica, a valere sulle risorse FSC 2021-2027 – Fondo di Rotazione ex legge 183/1987. Sono 56 in Campania le proposte progettuali ammesse a finanziamento, con una nuova importante dotazione di risorse destinata alla valorizzazione dei borghi, delle tradizioni, della cultura, dell’enogastronomia e del patrimonio naturalistico della Campania.

Per la provincia di Benevento sono nove i progetti ammessi per un finanziamento complessivo di 1.512.455 euro. Le risorse destinate ai Comuni capofila avranno inoltre una ricaduta più ampia sui territori, coinvolgendo anche gli altri Comuni che hanno sottoscritto i relativi protocolli d’intesa. “Parliamo di risorse che possono trasformarsi in eventi, percorsi e iniziative capaci di mettere insieme turismo, identità dei territori e promozione delle eccellenze locali – sottolinea Errico -.

Il programma ‘Le Stagioni della Campania’ rappresenta un’importante occasione per costruire un’offerta turistica articolata durante tutto l’anno, valorizzando non soltanto le destinazioni più conosciute, ma anche i piccoli borghi e le aree interne”. Per il Sannio, tuttavia, resta aperta la questione dei sei Comuni capofila ammessi ma non finanziati per esaurimento delle risorse disponibili.

“È proprio su questo punto – conclude Errico – che rivolgo un appello all’assessore Maraio: occorre verificare la possibilità di ampliare la platea dei Comuni finanziati, reperendo ulteriori risorse laddove possibile. Non possiamo permettere che progetti ritenuti ammissibili e capaci di contribuire alla crescita turistica dei nostri territori rimangano fermi per una mera insufficienza della dotazione finanziaria.

Investire nel turismo significa investire nella nostra identità, nei nostri borghi, nelle produzioni locali e nel patrimonio culturale e naturalistico. Il Sannio ha tutte le caratteristiche per essere protagonista di una strategia regionale di promozione turistica che sappia valorizzare le aree interne e distribuire le opportunità di sviluppo sull’intero territorio campano”, conclude Fernando Errico.

Turismo, Ferraro (FdI): “Auguri al ministro Mazzi, occasione per rilanciare le aree interne”

Turismo, Ferraro (FdI): “Auguri al ministro Mazzi, occasione per rilanciare le aree interne”

Politica

Mario Ferraro, responsabile di Fratelli d’Italia Campania per le politiche dedicate alle aree interne, esprime i più sinceri auguri di buon lavoro al nuovo Ministro del Turismo del Governo Meloni, Gianmarco Mazzi.

“In un momento cruciale per la crescita e la valorizzazione del nostro Paese – dichiara Ferraro – il turismo rappresenta una leva strategica non solo per le grandi città, ma soprattutto per il rilancio delle aree interne, troppo spesso dimenticate ma ricche di patrimonio culturale, ambientale ed enogastronomico”.

“La Campania – prosegue – custodisce un tesoro straordinario nei suoi borghi, nei territori montani e nelle realtà lontane dai grandi flussi turistici. È proprio da qui che può partire una nuova stagione di sviluppo sostenibile, capace di creare occupazione, contrastare lo spopolamento e rafforzare l’identità dei territori”.

Ferraro sottolinea l’importanza di politiche mirate che sappiano integrare infrastrutture, promozione e sostegno alle imprese locali: “Il turismo delle aree interne deve diventare una priorità nazionale. Solo attraverso una visione concreta e coordinata sarà possibile trasformare queste zone in veri motori di crescita”.

“Al Ministro – conclude – va il nostro pieno sostegno e un convinto in bocca al lupo, certi che saprà interpretare al meglio questa sfida strategica per il futuro dell’Italia e della Campania”.

Migliori tour operator per viaggi avventura: queste le 6 realtà internazionali più interessanti

Migliori tour operator per viaggi avventura: queste le 6 realtà internazionali più interessanti

Attualità

Il volto del turismo globale è cambiato profondamente. Nel 2026, la distinzione tra un semplice turista e un esploratore contemporaneo risiede nella ricerca del rischio calcolato e dell’immersione totale. I viaggi avventura non sono più una nicchia per pochi temerari, ma rappresentano la risposta di un mercato che rifiuta l’omologazione dei villaggi turistici a favore di percorsi che mettono alla prova la resistenza fisica e la flessibilità mentale. In questo scenario, muoversi tra le vette dell’Himalaya, le giungle del Borneo o i deserti della Namibia richiede una logistica che non ammette approssimazioni.

Le realtà che dominano questo settore a livello internazionale sono quelle che hanno saputo trasformare la complessità in un’esperienza fluida. Non si tratta solo di trasportare persone da un punto A a un punto B, ma di garantire una rete di sicurezza invisibile ma costante, fatta di guide esperte, tecnologie satellitari e una profonda conoscenza delle dinamiche locali. Affidarsi a un tour operator specializzato in avventura significa oggi poter accedere a territori remoti con la certezza di un’organizzazione che tutela la sicurezza del viaggiatore e l’integrità del territorio ospitante.

Di seguito, analizziamo sei realtà internazionali che si distinguono per l’originalità delle proposte, la solidità dei protocolli e la capacità di offrire spedizioni capaci di cambiare la prospettiva personale di chi le affronta.

Stograntour (Italia)
Questa realtà italiana si è ritagliata uno spazio di prestigio nel panorama internazionale puntando tutto sulla “Via della Relazione”. Stograntour eccelle nell’organizzazione di tour di gruppo avventura dove la condivisione umana è importante quanto la meta raggiunta. La loro specializzazione riguarda itinerari in contesti geograficamente e culturalmente complessi, dalla Mongolia all’Asia Centrale. Gli esploratori premiano questo operatore per la capacità dei coordinatori di gestire la dinamica del gruppo in territori selvaggi, trasformando ogni bivacco o imprevisto logistico in un momento di crescita collettiva. È l’opzione ideale per chi cerca l’autenticità senza filtri di un viaggio che rompe la barriera tra spettatore e territorio.

Exodus Travels (Regno Unito)
Exodus Travels rappresenta la solidità della tradizione britannica applicata all’esplorazione. Con oltre cinquant’anni di attività, questo operatore è diventato il punto di riferimento mondiale per il trekking e l’alpinismo accessibile. La loro forza risiede in un archivio immenso di sentieri mappati in ogni continente e in un sistema di valutazione delle difficoltà estremamente preciso. Dalle spedizioni polari ai percorsi lungo la Via della Seta, Exodus è scelto da chi cerca una preparazione tecnica impeccabile e guide che sono, prima di tutto, professionisti della montagna e della logistica in condizioni estreme.

Explora (Cile / Sud America)
Se l’avventura può essere declinata in chiave di lusso rigenerativo, Explora è il nome che definisce questo standard. Con basi in Patagonia, nel deserto di Atacama e sull’Isola di Pasqua, questo operatore ha una filosofia radicata nella conservazione. Le loro “esplorazioni” sono progettate per disconnettere totalmente il viaggiatore dalla tecnologia e riconnetterlo con la natura selvaggia. Utilizzano lodge di design che fungono da basi operative per trekking e spedizioni scientifiche. La loro autorevolezza è legata alla gestione di riserve private e alla capacità di offrire un’immersione nel silenzio degli spazi sconfinati sudamericani con un rigore scientifico e ambientale unico.

Adventure World (Australia / Globale)
Adventure World è una realtà che ha fatto della tutela della biodiversità il cuore pulsante dei propri safari e viaggi avventura. Con radici in Oceania, si sono specializzati in itinerari che permettono incontri ravvicinati con la fauna selvatica in modo etico e sostenibile. Dalle spedizioni per osservare i gorilla in Uganda ai viaggi nelle Galapagos, l’operatore si distingue per la formazione delle proprie guide, che operano come veri e propri educatori ambientali. È la scelta privilegiata per chi intende il viaggio avventura come un’opportunità di testimonianza ecologica, supportata da una logistica che rispetta rigorosamente gli habitat visitati.

Nomadic Expeditions (Mongolia / Stati Uniti)
Specializzata quasi esclusivamente nell’Asia Centrale e nella Mongolia, Nomadic Expeditions è considerata l’autorità mondiale per chi vuole esplorare le terre dei nomadi. Fondata da Jalsa Urubshurow, l’agenzia ha trasformato l’esplorazione del deserto del Gobi in un’esperienza di alto livello culturale. Sono celebri per i loro campi ger (le tipiche tende mongole) di lusso sostenibile e per la capacità di organizzare incontri con cacciatori con l’aquila e paleontologi impegnati sul campo. Rappresentano l’eccellenza per chi cerca un esotismo colto e una logistica che domina territori dove le strade spesso non esistono.

Wilderness (Africa)
Nel contesto dei safari d’avventura africani, Wilderness è una delle realtà più strutturate e orientate alla conservazione. Gestendo campi in Botswana, Namibia, Zimbabwe e Ruanda, l’operatore offre un’esperienza di immersione nel bush che è al contempo selvaggia e protetta. La loro forza risiede nella concessione di aree private vastissime, dove il numero di visitatori è limitatissimo per garantire un impatto minimo e un’esperienza di avvistamento esclusiva. Wilderness è apprezzata per la capacità di gestire spedizioni aeree interne che collegano ecosistemi diversi, offrendo una visione aerea e terrestre dei grandi parchi africani.

La gestione del rischio e della sicurezza operativa
Un fattore che accomuna queste eccellenze nel 2026 è l’investimento massiccio nella sicurezza proattiva. Viaggiare in zone isolate comporta oggi la necessità di protocolli chiari e un’assistenza pronta a intervenire h24. I migliori operatori non si limitano a fornire una polizza assicurativa, ma mantengono centri operativi che monitorano costantemente il meteo e le situazioni geopolitiche. La presenza di strumenti di comunicazione satellitare e la formazione medica delle guide sono ormai standard minimi che garantiscono all’esploratore di potersi concentrare unicamente sullo stupore del viaggio.

Limportanza del turismo d’impatto
La nuova frontiera del viaggio avventura è il turismo che “restituisce”. Le agenzie citate in questa classifica lavorano affinché il passaggio del viaggiatore porti un beneficio reale alle comunità ospitanti. Che si tratti di finanziare scuole in Nepal o progetti di protezione dei rinoceronti in Namibia, il tour organizzato diventa uno strumento di sviluppo. Questo approccio non solo nobilita l’esperienza, ma garantisce che le destinazioni più fragili del pianeta restino accessibili e protette anche per le generazioni future di esploratori.

FAQ – Domande Frequenti

È possibile partecipare a un viaggio avventura di gruppo partendo da soli?
Sì, è la modalità più comune. La maggior parte di questi operatori (specialmente realtà come Stograntour) è strutturata per accogliere viaggiatori singoli, offrendo la possibilità di condividere la sistemazione con un altro partecipante per abbattere i costi e favorire la socializzazione, che è parte integrante dell’esperienza avventura.

Qual è la differenza reale tra un viaggio “fai-da-te” e uno organizzato in zone remote?
In territori selvaggi, la differenza sta nella gestione dell’imprevisto. Un tour operator strutturato gestisce a monte i permessi d’ingresso in aree protette, dispone di mezzi di trasporto affidabili in zone senza infrastrutture e garantisce assistenza immediata in caso di problemi di salute o logistici. Il risparmio di tempo e la riduzione dello stress permettono di vivere l’avventura con una profondità diversamente impossibile.

Serve un allenamento fisico specifico?
Molti itinerari sono classificati in base all’impegno richiesto. Si va dal safari paesaggistico accessibile a chiunque abbia una salute normale, a spedizioni alpinistiche o trekking di più giorni che richiedono un buon allenamento e spirito di adattamento. È fondamentale consultare le schede tecniche dei viaggi per scegliere il percorso adatto alle proprie reali capacità fisiche.

Partire in treno da Napoli: come evitare ritardi e imprevisti

Partire in treno da Napoli: come evitare ritardi e imprevisti

AttualitàDalla Regione

Chiunque abbia frequentato la Stazione Centrale di Napoli sa che non si tratta semplicemente di prendere un treno, ma di immergersi in un ecosistema pulsante, caotico e talvolta soverchiante. Piazza Garibaldi non è solo un punto di partenza, è un confine sottile tra la frenesia urbana e l’ordine rigoroso dell’Alta Velocità. Affrontare una partenza da qui richiede, prima ancora del biglietto, una preparazione psicologica e tattica, perché l’imprevisto a Napoli non è un’eccezione, è una variabile costante dell’equazione.

La traversata verso la stazione: il calcolo dei tempi

Il primo errore che commette il viaggiatore inesperto è sottostimare il tragitto per raggiungere la stazione. A Napoli, la distanza chilometrica è un concetto relativo; ciò che conta è il flusso del traffico e l’orario. Se ci si affida ai mezzi pubblici, la Linea 1 della Metropolitana è una salvezza, ma bisogna considerare il tempo “invisibile”: quello necessario per risalire dalle profondità della stazione Garibaldi (una delle più belle, ma anche trafficate) fino al piano binari. Quei corridoi mobili e le scale sembrano non finire mai quando si hanno i minuti contati.

Per chi invece sceglie la comodità o la necessità del mezzo privato, la sfida si sposta sulla gestione del veicolo. Arrivare con la propria vettura fino all’ingresso senza un piano preciso significa esporsi al rischio concreto di perdere il treno mentre si cerca disperatamente uno stallo libero nel caos della piazza. La strategia vincente è anticipare questa fase critica prima ancora di mettere in moto. Consultare in anticipo le disponibilità su www.parkingmycar.it/parcheggio-stazione-centrale-napoli permette di arrivare a colpo sicuro, lasciando l’auto in mani sicure e azzerando l’ansia da parcheggio che spesso consuma la prima mezz’ora di viaggio.

I varchi di sicurezza e la gestione dell’attesa

Una volta entrati nell’atrio principale, sotto la maestosa copertura che mescola architettura moderna e flussi incessanti di persone, ci si scontra con il “collo di bottiglia”: i varchi di controllo (gate). Da qualche anno, l’accesso ai binari dell’Alta Velocità è filtrato. Nelle ore di punta, specialmente il venerdì pomeriggio o il lunedì mattina, qui si formano code che possono sembrare scoraggianti. Non bisogna farsi prendere dal panico, ma nemmeno dare per scontato che la fila scorra velocemente.

Il viaggiatore scaltro sa che deve presentarsi al gate con il QR code del biglietto già luminoso sullo schermo dello smartphone e il documento a portata di mano, evitando di bloccare la fila per cercarli sul momento. Superato questo filtro, si entra nella “zona protetta”, ma la partita non è finita. Napoli Centrale è una stazione di testa, il che significa che i binari sono tronchi e l’attesa avviene fronte treno.

La psicologia del tabellone orari

Il momento di massima tensione collettiva si vive sotto i grandi tabelloni luminosi. A Napoli, il numero del binario viene spesso annunciato con un anticipo risicato, scatenando vere e proprie migrazioni di massa da un lato all’altro della galleria commerciale. Un consiglio prezioso per evitare lo stress è posizionarsi strategicamente al centro dell’atrio, equidistanti dai binari bassi e da quelli alti, mantenendo lo sguardo alto.

Attenzione però alle “trappole”: i binari della linea metropolitana (Piazza Garibaldi sotterranea) non vanno confusi con quelli di superficie. Inoltre, bisogna diffidare delle voci di corridoio o delle app non aggiornate in tempo reale; l’unica verità è quella scritta sul monitor ufficiale. Quando appare il numero, non serve correre, ma muoversi con decisione. Il treno, solitamente, è già lì che aspetta, e salire a bordo con cinque minuti di anticipo permette di sistemare il bagaglio senza dover lottare per lo spazio nelle cappelliere, iniziando il viaggio con un respiro di sollievo mentre fuori dal finestrino il Vesuvio saluta chi parte.

Capitale Cultura, Lega: “Sannio escluso è fallimento istituzionale e politico. Scellerata la scelta di dividersi”

Capitale Cultura, Lega: “Sannio escluso è fallimento istituzionale e politico. Scellerata la scelta di dividersi”

Politica

“Purtroppo lo avevamo detto fin dall’inizio. La doppia candidatura nel Sannio, Benevento- Pietrelcina e Città Caudina, era una scelta strategica sbagliata, destinata a ritorcersi contro il territorio. Oggi ne abbiamo la conferma: né Benevento né Città Caudina figurano tra le 10 finaliste per la Capitale Italiana della Cultura 2028″.

Così in una nota il Responsabile Dipartimento Regionale del Turismo della Lega Salvini Premier, Vincenzo Lombardi. 

“In tutta Italia le candidature sono state gestite con logica di coesione: Lazio, Toscana, Sicilia, Lombardia ed Emilia-Romagna hanno saputo fare squadra. La Campania, invece, caso unico, si è presentata con 6 proposte frammentate, 2 delle quali provenienti dalla provincia di Benevento. Scelte non strategiche che hanno indebolito e trasformato un’opportunità in occasione persa.

Oggi, il Sindaco di Benevento piange sul latte versato, menando il can per l’aia, ma dovrebbe assumersi la responsabilità di questo fallimento. Ha diviso una provincia che avrebbe dovuto guidare, frammentando e disunendo il territorio per la sua mania di protagonismo, senza alcuna strategia condivisa.

A questo si aggiunge la Regione Campania, che ha abdicato al proprio ruolo di guida, restando in silenzio mentre la frattura si consumava. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: delle sei candidature campane, tra le 10 finaliste ne figura soltanto una.

È il fallimento di una classe dirigente divisa, incapace di lavorare per un obiettivo comune, in cui contano più le ambizioni personali o di partito che l’interesse del territorio”.

Avanti Campania-PSI: “Con Maraio Assessore il Sannio avrà una marcia in più”

Avanti Campania-PSI: “Con Maraio Assessore il Sannio avrà una marcia in più”

Politica

“Accogliamo con enorme soddisfazione ed entusiasmo la nomina del Segretario Nazionale del PSI, Enzo Maraio, ad Assessore nella nuova Giunta regionale guidata da Roberto Fico. Le deleghe assegnate – Turismo, Transizione Energetica e Promozione del Territorio – non sono solo un riconoscimento alla competenza politica di un leader che ha saputo costruire una nuova ‘primavera socialista’, ma rappresentano una straordinaria opportunità strategica per il Sannio e le aree interne.” Così i socialisti del Sannio presenti alle scorse regionali con la lista Avanti Campania-PSI.

“Questa designazione conferma che il progetto Avanti-PSI, che nel Sannio ha raccolto un consenso importante e radicato, è centrale nelle dinamiche di governo regionale. Per noi, per i tanti amici e compagni che hanno combattuto in prima linea, avere un interlocutore diretto su temi così cruciali significa poter trasformare le idee in azioni concrete.

Con Maraio alla guida del Turismo, possiamo finalmente dare gambe a quella visione che abbiamo promosso in campagna elettorale: trasformare il Sannio in una destinazione d’eccellenza. Non possiamo più permetterci di perdere il treno dell’economia turistica. Parliamo di un territorio, il nostro, che deve ancora esprimere tutto il suo potenziale in termini di accoglienza integrata.

Serve una ‘cabina di regia’ indispensabile per superare la frammentazione, dotare il territorio di dati certi su cui pianificare gli investimenti e creare un’offerta turistica unica che unisca l’arte alla degustazione, la storia alla natura.

Il Sannio ha tutte le carte in regola per essere protagonista indiscusso di questa rinascita, coniugando la bellezza paesaggistica con la sfida della transizione energetica, altro pilastro delle deleghe di Maraio, per uno sviluppo che sia davvero sostenibile.

Il lavoro del gruppo Avanti-PSI nel Sannio non si è fermato alle urne, ma riparte oggi con rinnovato vigore. Con Enzo Maraio in Giunta, la nostra voce sarà forte e chiara per garantire al nostro territorio la centralità che merita.”

FlixBus rinnova il patto con la Via Francigena per promuovere il patrimonio del Sannio

FlixBus rinnova il patto con la Via Francigena per promuovere il patrimonio del Sannio

AttualitàBenevento Città

FlixBus e l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) hanno rinnovato l’accordo per promuovere il patrimonio paesaggistico e culturale italiano, anche nel Sannio.

Grazie alla collaborazione, chi percorrerà la Via Francigena partendo da Benevento potrà raggiungere il capoluogo sannita da 30 città italiane con il servizio FlixBus a condizioni agevolate. A sua volta, chi terminerà il cammino a Benevento avrà diritto a uno sconto dedicato per tornare a casa con FlixBus alla fine del pellegrinaggio.

Un turismo più consapevole e immersivo, che promuove l’incontro con le comunità locali

L’alleanza fra l’operatore della mobilità e la Via Francigena mira a incentivare la scoperta del patrimonio con un approccio immersivo, che vuole consentire a chi viaggia di sentirsi più residente che turista.

Nel caso specifico, chi raggiungerà Benevento con FlixBuspotrà incamminarsi sulla Via Francigena alla scoperta del territorio procedendo in direzione nord-ovest verso Alife, passando per i borghi di VitulanoTelese Terme e Faicchio, o in direzione nord-est verso la Puglia, passando per la località di Buonalbergo e raggiungendo Celle San Vito.

Percorrendo a piedi le tappe sannite della Via, i viaggiatori potranno godere del patrimonio paesaggistico, culturale ed enogastronomico del Sannio a un passo lento e scoprire luoghi che si trovano al di fuori dei circuiti di massa, con la possibilità di stabilire un contatto più profondo con le comunità residenti e contribuire a generare opportunità concrete per le economie locali.

Studi recenti hanno quantificato i vantaggi del turismo lento, stimando fino al 51% in più di benefici economici e quasi il doppio di posti di lavoro creati rispetto al turismo di massanelle aree coinvolte.

L’alleanza di cammini e viaggi in autobus 

L’accordo intende anche promuovere soluzioni di viaggio con un minore impatto ambientale, disincentivando l’uso dell’auto privata a favore della combinazione tra viaggio in autobus e cammino a piedi.

La scelta di viaggiare in autobus anziché con la propria auto, infatti, è non solo vantaggiosa in termini di comodità, ma anche più responsabile. Grazie all’impiego di una flotta all’avanguardia caratterizzata da elevati standard ambientali, chi viaggia con FlixBus in Italia emette in media soltanto 27.8 g CO2 per km contro i 164 g CO2 per km dell’auto privata, riducendo l’impronta carbonica individuale dell’83%.

Attualmente Benevento è raggiungibile in FlixBus da 30 città in tutta Italia, sia nelle regioni limitrofe sia sul lungo raggio.Roma è collegata fino a cinque volte al giorno e Bari fino a tre, e sono disponibili ogni giorno corse dirette anche da Milano, Torino, Bologna, Pescara, Brindisi e Lecce. Sonoinoltre operative tratte da Avellino, Caserta e Salerno, che permetteranno ai pellegrini in arrivo da questi luoghi di raggiungere con facilità il capoluogo sannita per poi incamminarsi alla scoperta del Sannio. La fermata FlixBus a Benevento si trova in Viale dei Rettori, temporaneamente in Via Domenico Mustilli.

Tutte le tratte per viaggiare con FlixBus da e verso Benevento sono acquistabili sul sito e tramite l’app della società.

Errico (FI): “Subito un fondo regionale per il turismo per il rilancio delle aree interne”

Errico (FI): “Subito un fondo regionale per il turismo per il rilancio delle aree interne”

Politica

“I comuni attraversati dalla Via Appia Regina Viarum mostrano indici turistici superiori alla media nazionale. È la prova che questo asse storico, oggi riconosciuto patrimonio Unesco, può diventare un vero corridoio di sviluppo”. Lo afferma in una nota Fernando Errico, candidato al Consiglio regionale della Campania per Forza Italia.

Secondo Errico, il potenziale del Sannio rischia però di restare inespresso senza un deciso investimento sulle infrastrutture di collegamento: “Per cogliere appieno questa opportunità serve potenziare i collegamenti tra Benevento e i principali scali turistici delle aree metropolitane. Senza un sistema di mobilità integrato – avverte – i nostri borghi non saranno davvero fruibili, neppure con il traino del riconoscimento Unesco”.

Da qui la proposta: “Come consigliere regionale istituiremo un fondo regionale dedicato alla riqualificazione delle strutture alberghiere ed extra-alberghiere del Sannio. Un intervento che prevederà crediti d’imposta e contributi in conto capitale per lavori strutturali, efficientamento energetico, digitalizzazione e rinnovamento degli arredi”.

Il fondo – sottolinea Errico – guarderà con attenzione anche ai territori a forte potenzialità ma ancora poco serviti: “Sosterremo la nascita di nuove strutture ricettive nelle aree interne, puntando sul recupero dell’esistente e promuovendo un modello di turismo diffuso, accessibile e capace di creare valore”.

“L’obiettivo – conclude – è rendere competitivi e omogenei gli standard dell’ospitalità nel Sannio a quelli della Campania, orientando il comparto verso modelli più innovativi, sostenibili e sicuri. Solo così la bellezza del nostro territorio potrà tradursi in futuro, lavoro e sviluppo”.