Il Test TeatroStage nella rappresentazione di “Legittima indifesa” per la stagione RAPSODIE (FOTO)

Il Test TeatroStage nella rappresentazione di “Legittima indifesa” per la stagione RAPSODIE (FOTO)

Cultura

Il Test TeatroStage di Benevento, all’interno della nuova stagione di eventi live di RAPSODIE, in collaborazione con Accademia di Santa Sofia, ha presentato, nella serata di giovedì 14, l’opera teatrale “Legittima Indifesa”, una performance scenica dedicata a tutte le donne, alle difficoltà che incontra nella vita, nella società e, soprattutto, nei rapporti con l’altro sesso.

Tema sempre attuale, ma di difficile lettura in un periodo ed in una società che, nonostante il passare del tempo e l’evoluzione dei costumi, continua a scontrarsi con tradizioni, pregiudizi e continui tentativi di controllo patriarcali che ancora negano i diritti delle donne e rifiutano che possano vivere liberamente e scegliere, senza impedimenti, di agire, costruire e sbagliare senza condanne e/o condizionamenti.

Si sono impegnati nel racconto sulla vita delle donne molti bravissimi giovani attori quali: Kevin Bernardo, Mariapia Boffa, Carlo Bosco, Francesca Bozzella , Alessandra De Figlio, Emma Di Maria, Antonella La Frazia, Marialuisa Russo e Annachiara Serino, per la regia di Monica Carbini.

La rappresentazione ha dato inizio al racconto, tragico e amaro, di una donna vittima del proprio compagno, umiliata fisicamente e psicologicamente fino al punto di non avere più la forza di reagire o distruggere un rapporto malato, almeno finchè, anche in nome dei propri figli, anche loro vittime di un padre dispotico e poco amorevole, non mette in atto un sotterfugio crudele, sulla scia della malvagità subita, per chiudere definitivamente le violenze e la vita del proprio aguzzino.

Sulla scena si sono alternati attori e attrici che, di volta in volta, hanno affrontato un tema diverso dei soprusi sulle donne, dall’obbligo al velo islamico secondo legge divina, cosa non necessaria per gli uomini in quanto essi stessi manifestazione di Dio, alla punizione per lapidazione nei confronti dell’adulterio femminile, con la specifica delle necessarie dimensioni delle pietre, alla negazione della cultura per le donne, fino al ruolo “naturale” di serve dell’altra metà del cielo.

Anche le donne hanno limiti nella loro gestione personale e sociale, amano farsi belle, ma quest’atto non deve essere troppo evidente per non passare per lucciola, amano cercare un marito ricco, ma deve essere fatto con arguzia e discrezione, ambiscono a scalare il successo nel lavoro, ma devono essere limitate nel numero e nel potere gestito, vogliono dimostrare di essere capaci, ma questa scelta deve essere misurata.

Inutile ricordare poi che, nonostante si sforzino di rispettare le regole sociali e culturali, quando subiscono violenza devono chiedersi se “non se la siano cercata”! il problema è che lo stereotipo della donna della nostra società è quello di una persona che non deve mai invecchiare, per piacere ed essere accettata, che non deve mai cadere, mai fallire, che deve essere intelligente, ma non troppo per non disturbare il maschilismo imperante, intraprendente, ma mai puttana.

In pratica è troppo difficile essere donna e se sbaglia è colpa sua, perché sbagliare ad una donna non è quasi mai concesso.

Il percorso collettivo della performance si è rivelata dunque un serio approfondimento su un tema complesso che non è sfuggito a momenti di ironia e sorriso, quasi a sfatare le classiche figure di donna come madre, strega, angelo del focolare, moglie e amante, oggetto di amore e odio e, contemporaneamente di venerazione e violenza, di passione e controllo, il tutto in un turbinio contrastante di sentimenti e possesso, quasi in un vortice confuso di razionalità e irragionevolezza.

Peccato però che tanta confusione emozionale e tanta irrazionalità abbiano, troppo spesso, come oggetto un essere umano che si diversifica dagli uomini solo per fattezze fisiche, ma abbiano le stesse emozioni, desideri e speranze di ogni altro essere vivente.

Bravi i giovani attori che con simpatia, ma competenza artistica e scenica, hanno intrattenuto il numeroso pubblico che non ha fatto mancare applausi ed empatia nei confronti dell’importante tematica affrontata.