
Maxi inchiesta sui bonus edilizi, coinvolto anche il Sannio: 29 indagati nella provincia
CronacaItaliaSequestro da 160 milioni e 294 persone coinvolte in dieci regioni. Secondo gli inquirenti, un sistema di società fittizie avrebbe generato crediti fiscali inesistenti per lavori mai eseguiti.
C’è anche il Sannio tra i territori interessati dalla vasta inchiesta coordinata dalla Procura di Salerno e condotta dalla Guardia di Finanza su un presunto sistema di frodi legato ai principali incentivi edilizi statali, dal Bonus facciate al Superbonus 110%, fino a Ecobonus e Sismabonus.
L’indagine, che coinvolge complessivamente circa 294 persone tra soggetti fisici e giuridici distribuiti in dieci regioni italiane, ha portato al sequestro preventivo di crediti fiscali per un valore complessivo stimato in circa 160 milioni di euro.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il meccanismo fraudolento si sarebbe basato sulla costituzione di oltre ottanta società ritenute fittizie, utilizzate come “cartiere” per simulare interventi di riqualificazione edilizia mai realizzati su circa 200 immobili dislocati in varie zone del Paese.
Attraverso queste società sarebbero stati generati crediti fiscali inesistenti, poi immessi nel circuito della cessione dei crediti e in parte monetizzati o utilizzati in compensazione fiscale, con un danno rilevante per l’erario.
Le indagini ipotizzano inoltre l’esistenza di due organizzazioni criminali attive nella provincia di Salerno, alle quali avrebbero partecipato professionisti e imprenditori. Tra i ruoli ritenuti centrali quello di due professionisti contabili, che avrebbero avuto un ruolo nella costituzione e gestione delle società coinvolte, oltre all’utilizzo della piattaforma dell’Agenzia delle Entrate per la movimentazione dei crediti.
Il Sannio
Nel territorio sannita risultano 29 persone coinvolte. Tra queste figurano residenti nei comuni di Benevento, Montesarchio, Apice, Paduli, Pietrelcina, San Giorgio del Sannio, Sant’Angelo a Cupolo, Torrecuso, Amorosi, Arpaia e Pago Veiano.
Le attività investigative hanno richiesto un ampio lavoro di analisi documentale, fiscale e informatica, integrato da intercettazioni, pedinamenti e verifiche sui flussi telematici, considerata la complessità e l’estensione nazionale del presunto sistema.
Nei prossimi giorni sono previsti i primi interrogatori degli indagati, mentre l’inchiesta prosegue per definire ruoli e responsabilità.