Benevento, De Falco: “Non lavoriamo per le plusvalenze, ma per crearci un patrimonio”

Benevento, De Falco: “Non lavoriamo per le plusvalenze, ma per crearci un patrimonio”

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Andrea De Falco, ex calciatore del Benevento dello storico gruppo degli Immortali e attuale Responsabile dell’Area Scouting della Strega dopo la scorsa stagione da collaboratore tecnico, ha rilasciato un’intervista a Mitico Channel parlando anche dell’attuale esperienza in giallorosso:

SUL SUO LEGAME CON IL BENEVENTO: “Il Benevento l’ho vissuto da giocatore e l’anno scorso come collaboratore tecnico, quest’anno invece con un ruolo più dirigenziale. Da quando ero giocatore ad oggi è cambiata un po’ la struttura societaria, nonostante il presidente Vigorito sia sempre lui. E’ la persona che ha portato il Benevento a giocare in Serie A, ha grandissima passione e vive la squadra tutte le domeniche nonostante i suoi quasi 80 anni, è spesso presente anche agli allenamenti. Oggi tante società gestite da fondi e proprietà estere, e vedere un presidente che vive la squadra come qualcosa di suo e che riesce a trasmettere il suo amore per lo sport e per il Benevento è una fortuna“.

SULLA SOCIETA’ GIALLOROSSA: “Prima era gestita come una grande famiglia, poi una volta toccata la Serie A è diventata una vera e propria azienda. Anche quando era in Serie C la struttura è rimasta la stessa della Serie A, con tanti dipendenti e tante strutture che lavorano per il bene della società. Questo è qualcosa che la caratterizza molto a livello societario, con le retrocessioni alcune squadre perdono pezzi per strada Su questo Vigorito è magnifico, ha mantenuto tutti i dipendenti nonostante le due categorie di differenza in negativo, dalla Serie A alla Serie C, per dare continuità e solidità sia alla società sia ai dipendenti che lavorano nel club“.

SUI COMPITI NELL’AREA SCOUTING “Il mio percorso in questi anni è un po’ cambiato, non sono più in campo in maniera effettiva ma guardo un po’ il contorno. Ed è una cosa che, sinceramente, mi sta entusiasmando. Oggi nell’area scouting siamo in tre che lavoriamo per la prima squadra e guardiamo anche parte dell’estero, zone mirate per obiettivi di mercato o per fasce d’età o caratteristiche fisico-tecniche. Nel settore giovanile invece c’è un’altra parte di area scouting che lavora su annate molto più giovani. La cosa che fa la differenza nel settore giovanile è la reale volontà di far crescere il giocatore e portarlo realmente in prima squadra. A Benevento non si lavora per fare plusvalenze o rivendere un giocatore da qualche altre parte ma per avere un patrimonio da sfruttare negli anni“.

SU ALCUNI GIOIELLI COME NUNZIANTE E PRISCO: “Nunziante potenzialmente poteva rimanere a Benevento tanti anni, il Presidente infatti non aveva intenzione di cederlo. Poi le dinamiche di mercato e l’occasione per il ragazzo di andare in una società come l’Udinese portano a fare scelte diverse. Qui l’obiettivo è crearsi il giocatore in squadra e sfruttarlo realmente. Attualmente abbiamo cinque ragazzi del settore giovanile in prima squadra, altri li abbiamo dati in prestito. Abbiamo Prisco che spero possa essere uno dei centrocampisti più forti della categoria, lo ha già dimostrato in Serie C e spero di non essere smentito a fine anno. E’ un 2004 che ha una qualità immensa. La società ha ricevuto un’offerta importante da una squadra importante francese, ma per il discorso fatto prima il Benevento vuole usufruire delle prestazioni dei giocatori costruiti nel settore giovanile e non guadagnarci economicamente. Il Presidente ha fatto questa scelta perché pensa che Prisco come altri giocatori che abbiamo siano punti fermi della rosa“.

SULLA SCELTA DEI GIOCATORI: “Il mio modo di pensare il calcio e il mio modo di essere calciatore mi porta a fare valutazioni principalmente su giocatori di qualità, anche in linea con il volere della società. Ad oggi è giusto ricercare chi sa giocare a calcio, non bisogna fermarsi su una posizione specifica a livello di ruolo. Quando ci si trova di fronte a un giocatore che conosce il calcio, anche in una posizione diversa, il risultato non cambia. Oggi il calcio è diventato molto più dinamico, ci sono rotazioni continue e chi resta nella sua comfort zone rischia di non trovarsi bene. Faccio valutazioni principalmente su dove vedo conoscenza di calcio e qualità, poi ci sono le linee guida del direttore e della società soprattutto su fasce d’età e ruoli chiave“.

SUL RAPPORTO CON MISTER AUTERI, OGGI AL FOGGIA: “Lo ho avuto quando abbiamo vinto il campionato a Benevento, poi a Matera qualche anno dopo e l’anno scorso come collaboratore. Sembra un duro, ma in fondo è un buono e un simpaticone. In campo può essere rigido sotto alcuni punti di vista, pretende molto nell’atteggiamento e nella qualità dell’allenamento, oltre che nell’intensità. Non accetta risparmi, vuole che la sua squadra vada sempre forte. Alla luce del mercato del Foggia fatto all’ultimo, penso che con un po’ di tempo riuscirà a creare il suo reale volere. Tutti conoscono il suo credo e in ogni squadra allenata ha trasmesso le sue volontà. Gli voglio bene e spero possa togliersi belle soddisfazioni anche a Foggia. Domenica sarò allo stadio“.