
«Mi servono 610 euro, è urgente»: la nuova truffa che corre su WhatsApp
AttualitàDall'ItaliaUn messaggio apparentemente innocuo, una richiesta di denaro immediata e la promessa di restituire la somma dopo appena un’ora. È questo lo schema di una possibile nuova variante delle truffe digitali che sfruttano WhatsApp.
«Ciao, potresti darmi una mano? Ho urgente bisogno di 610 euro tramite bonifico istantaneo, devo pagare il dentista per una seduta, ma ho solo un bonifico normale in banca, che a lui non va bene. Ti restituirò tutto tra un’ora».
È il contenuto di un messaggio ricevuto nelle scorse ore tramite WhatsApp e che presenta diversi elementi tipici delle frodi basate sull’ingegneria sociale, cioè quelle tecniche attraverso le quali il truffatore cerca di convincere la vittima a compiere spontaneamente un’operazione finanziaria.
La richiesta fa leva soprattutto sull’urgenza: una cifra precisa, 610 euro, un pagamento che dovrebbe essere effettuato immediatamente e una motivazione apparentemente credibile, quella di una seduta dal dentista. A rendere la richiesta ancora più persuasiva è la promessa di restituire il denaro «tra un’ora».
L’obiettivo è impedire alla vittima di riflettere
Lo schema non punta sulla sottrazione di credenziali bancarie o di dati personali. Il meccanismo può essere molto più diretto: convincere il destinatario a effettuare volontariamente un bonifico istantaneo verso un conto indicato dal truffatore.
Il riferimento a una persona conosciuta può inoltre aumentare il livello di fiducia. In questi casi, infatti, il mittente potrebbe avere compromesso un account WhatsApp oppure utilizzare un numero e un profilo costruiti in modo da sembrare riconducibili a una persona reale.
Il particolare della difficoltà a effettuare un bonifico normale, contrapposto alla necessità di un trasferimento istantaneo, rappresenta un ulteriore elemento di pressione: la vittima viene portata a credere che non ci sia tempo per verificare la richiesta.
Come difendersi
Di fronte a una richiesta di denaro arrivata tramite WhatsApp, soprattutto quando viene presentata come urgente, gli esperti di sicurezza raccomandano di non effettuare immediatamente il pagamento.
La prima verifica da fare è contattare la persona che sembra aver inviato il messaggio attraverso un altro canale, ad esempio con una telefonata al numero abitualmente utilizzato. È importante non limitarsi a rispondere alla stessa conversazione WhatsApp.
Altri campanelli d’allarme sono:
- richieste di denaro accompagnate da una forte pressione temporale;
- richiesta specifica di un bonifico istantaneo;
- promesse di restituzione in tempi molto brevi;
- motivazioni personali o familiari utilizzate per suscitare preoccupazione;
- cambiamenti improvvisi nelle modalità abituali con cui una persona chiede aiuto.
Una regola semplice: prima verificare, poi eventualmente pagare
Il caso del messaggio da 610 euro dimostra quanto possa essere efficace una richiesta costruita intorno a una situazione quotidiana e apparentemente plausibile.
Il consiglio, quindi, è semplice: mai inviare denaro sulla base di un messaggio urgente senza aver prima verificato direttamente e in maniera concreta e approfondita l’identità del richiedente.
Se il denaro è già stato trasferito, è opportuno contattare immediatamente la propria banca per segnalare l’operazione e chiedere quali possibilità di intervento siano ancora disponibili, oltre a presentare denuncia alle autorità competenti.
In caso di dubbio, qualche minuto di verifica può essere sufficiente per smascherare la richiesta. E può evitare una perdita di centinaia o migliaia di euro.