MangiarSannio| Cavatelli con crema di pecorino e tartufo bianco di Ceppaloni

MangiarSannio| Cavatelli con crema di pecorino e tartufo bianco di Ceppaloni

Mangiarsannio

Ben ritrovati all’appuntamento ormai consolidato con MangiarSannio, la rubrica che vi accompagna alla scoperta delle ricette della tradizione, dei prodotti tipici e delle storie che rendono unica la cultura gastronomica del nostro territorio. Perché dietro ogni piatto sannita c’è sempre una storia da scoprire e un sapore da ricordare ed eccellenze che meritano di essere conosciute e tramandate.

Protagonista di questo appuntamento è una delle eccellenze più preziose della nostra terra: il tartufo bianco di Ceppaloni, un vero gioiello della gastronomia sannita, capace con il suo profumo intenso e inconfondibile di trasformare anche le preparazioni più semplici in piatti straordinari.

Nel territorio di Ceppaloni, e nelle aree vicine, cresce il pregiato Tuber magnatum, conosciuto come tartufo bianco pregiato. Un prodotto della natura che nasce spontaneamente nei terreni vocati e che per anni è stato considerato quasi un elemento misterioso della campagna, prima di essere riscoperto e valorizzato come una delle grandi ricchezze gastronomiche del Sannio.

La storia del tartufo bianco di Ceppaloni è particolarmente affascinante. Un tempo, come racconta la tradizione popolare, alcuni contadini non ne riconoscevano il valore e quei particolari tuberi che emergevano dalla terra venivano considerati strani e poco graditi. Solo successivamente si è compreso il grande pregio di quello che oggi è diventato un simbolo del territorio.

Negli ultimi anni il tartufo ceppalonese è stato sempre più valorizzato attraverso iniziative dedicate alla sua promozione e alla cultura del tartufo. Nel borgo sannita sono nate manifestazioni gastronomiche dedicate a questo prodotto, come Tartufo al Borgo, appuntamento pensato per far conoscere il prezioso tubero attraverso degustazioni, incontri e momenti di valorizzazione delle eccellenze locali.

Il tartufo bianco, per la sua delicatezza e per il suo profumo unico, richiede una cucina semplice, capace di esaltarne le caratteristiche senza coprirle. È per questo che si abbina perfettamente ai prodotti della tradizione sannita: pasta fatta a mano, formaggi locali, olio extravergine e ingredienti genuini.

Tra le preparazioni più apprezzate troviamo i cavatelli con crema di pecorino sannita e tartufo bianco di Ceppaloni, un piatto che unisce la semplicità della pasta fresca alla raffinatezza del tartufo.

Ingredienti (per 4 persone)

  • 320 g di cavatelli freschi
  • 80 g di tartufo bianco di Ceppaloni
  • 120 g di pecorino sannita stagionato grattugiato
  • 40 g di burro
  • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 1 spicchio d’aglio (facoltativo)
  • qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta
  • sale q.b.
  • pepe nero macinato fresco q.b.

Preparazione

  1. Pulite delicatamente il tartufo bianco utilizzando una spazzolina morbida o un panno leggermente umido, eliminando eventuali residui di terra. È importante non immergerlo nell’acqua per preservarne aroma e caratteristiche.
  • In una padella fate sciogliere lentamente il burro insieme all’olio extravergine d’oliva. Se gradito, aggiungete uno spicchio d’aglio da togliere successivamente, così da donare solo un leggero profumo.
  • Cuocete i cavatelli in abbondante acqua salata e scolateli al dente, conservando un po’ della loro acqua di cottura.
  • In una ciotola preparate una crema mescolando il pecorino grattugiato con poca acqua calda della pasta fino a ottenere una consistenza morbida e vellutata.
  • Trasferite i cavatelli nella padella con il condimento, aggiungete la crema di pecorino e mantecate delicatamente. Unite una parte del tartufo bianco grattugiato o tagliato finemente, lasciando che il calore della pasta sprigioni tutto il suo profumo.
  • Servite ben caldo completando il piatto con sottili lamelle di tartufo bianco fresco e una macinata di pepe nero.

Il tartufo bianco di Ceppaloni non è soltanto un ingrediente pregiato, ma un simbolo di identità territoriale. Rappresenta la capacità del Sannio di custodire tesori nascosti e trasformarli in cultura gastronomica.