Spari al PS di Prato: indagato poliziotto penitenziario di Airola per tentato omicidio

Spari al PS di Prato: indagato poliziotto penitenziario di Airola per tentato omicidio

CronacaDall'Italia

Un agente della Polizia Penitenziaria di Airola (BN) in servizio presso il carcere Dogaia di Prato è indagato per il tentato omicidio di un detenuto, il poliziotto penitenziario è assistito di fiducia dagli Avvocati Vittorio Luigi Fucci e Giuseppe Vittorio Fucci del Foro di Benevento. 

In particolare nel pomeriggio di domenica 16 agosto un detenuto, di origine magrebina, del carcere della Dogaia di Prato era stato sorpreso mentre cercava di introdurre droga all’interno del penitenziario, una volta scoperto il detenuto aveva riportato delle ferite cadendo durante un inseguimento e successivamente era stato trasportato verso il pronto soccorso di Prato, accompagnato dagli agenti della polizia penitenziaria, per le cure.

Verso le ore 17 mentre era su una barella e aveva le mani ammanettate, improvvisamente si sarebbe alzato e avrebbe raggiunto un estintore, azionandolo. Subito dopo avrebbe cercato di guadagnare l’uscita, iniziando a correre. Gli agenti lo avrebbero inseguito e intimato di fermarsi, a quel punto uno di loro avrebbe esploso diversi colpi di pistola, due verso l’alto ed uno verso il basso che avrebbe attinto a una gamba il detenuto. 

L’episodio ha provocato l’immediata chiusura dell’intera area del pronto soccorso dell’ospedale di Prato: I pazienti sono stati temporaneamente dirottati verso le strutture ospedaliere di Firenze e Pistoia. Secondo quanto risulta, sono stati tre i colpi di pistola uditi dal personale sanitario e dai pazienti in attesa.

Uno è quello che ha colpito il detenuto a una coscia, gli altri sarebbero stati tirati per aria ed avrebbero centrato una parete o un soffitto. Nelle prossime ore sarà sentito il poliziotto penitenziario alla presenza dei suoi difensori di fiducia Avvocati Vittorio Luigi Fucci e Giuseppe Vittorio Fucci.

Benevento| Accusato di tentato omicidio, vìola divieto di avvicinamento: agli arresti

Benevento| Accusato di tentato omicidio, vìola divieto di avvicinamento: agli arresti

BeneventoCronaca
Il 47enne aveva più volte oltrepassato il perimetro di sicurezza, attivando gli alert della Polizia: il passaggio agli arresti domiciliari mira a proteggere le vittime e prevenire ulteriori episodi violenti.

Un uomo di 47 anni di Benevento, indagato per atti persecutori e tentato incendio, ha violato ripetutamente il divieto di avvicinamento nei confronti delle vittime, attivando gli alert del sistema di monitoraggio elettronico.

A seguito di questi episodi, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari che ha sostituito il divieto con gli arresti domiciliari, da scontare con il braccialetto elettronico.

L’operazione dimostra la massima attenzione della Procura della Repubblica e della Questura di Benevento alla sicurezza delle vittime. Il passaggio a una misura più restrittiva si è reso necessario perché il precedente divieto non garantiva l’incolumità delle donne coinvolte.

Il sistema di sicurezza ha funzionato efficacemente:

  • Monitoraggio in tempo reale: in tre occasioni l’indagato ha violato il perimetro di sicurezza, facendo scattare immediatamente gli alert presso la Sala Operativa della Questura.
  • Intervento immediato: Squadra Mobile e volanti sono intervenute sul posto per proteggere le persone offese e neutralizzare ogni pericolo.
  • Coordinamento investigativo: grazie alle relazioni puntuali degli agenti, la Procura ha potuto ottenere rapidamente l’aggravamento della misura, interrompendo le condotte moleste.

L’efficacia del braccialetto elettronico, unita alla costante vigilanza della Polizia di Stato, ha permesso di prevenire possibili escalation violente, confermando l’impegno delle Istituzioni nel contrasto ai reati di genere.

Tenta di uccidere due giovani con fucile per cinghiali: 53enne finisce in carcere

Tenta di uccidere due giovani con fucile per cinghiali: 53enne finisce in carcere

CronacaProvincia
I due giovani erano fermi in auto nei pressi dei suoi campi di mais.

Nel corso della mattinata di oggi, i Carabinieri della Compagnia di Montesarchio (BN), a seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Benevento, hanno eseguito un’ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del capoluogo sannita, nei confronti di un uomo di 53 anni, di Dugenta, gravemente indiziato per il reato di tentato omicidio nei confronti di due ragazzi, e di porto abusivo di arma.

La misura fa riferimento ad un episodio accaduto nel giugno di quest’anno, allorquando l’indagato, alle prime luci dell’alba, si recava, munito della propria carabina di precisione, dotata di visore notturno, presso un campo di mais da lui stesso coltivato, ed esplodeva un colpo all’indirizzo di una Fiat Panda in sosta, attingendo i due giovani occupanti, che nell’occorso rimanevano gravemente feriti e che venivano trasportati, uno presso il “S. Pio” di Benevento, e l’altro, presso l’ospedale “S. Anna e S. Sebastiano” di Caserta.

Gli accertamenti espletati dai militari della Compagnia di Montesarchio, con il coordinamento dell’ufficio di Procura, sono consistiti in numerosi sopralluoghi, accertamenti urgenti, perquisizioni e sequestri dell’arma, dei veicoli, delle cartucce, dei supporti telefonici in uso ai soggetti coinvolti, assunzione di informazioni dai soggetti informati, consulenze tecniche balistiche; veniva altresì acquisita la documentazione attestante la qualifica, in capo all’indagato, di “selettore di cinghiali”, nonché documentazione medica relativa alle ferite riportate dai due giovani, uno dei quali, in gravi condizioni, veniva ricoverato in prognosi riservata presso il presidio sanitario casertano di “S. Anna e S. Sebastiano” e nei cui confronti veniva altresì espletata consulenza medico legale.

Emergeva che, nelle prime ore del mattino del 10.06.2025, i due giovani, che si erano fermati in prossimità dei campi coltivati dall’indagato, in una stradina sterrata, e che sostavano all’interno di una Fiat Panda, a fumare e conversare, venivano, all’improvviso, attinti da un colpo di arma da fuoco, che oltrepassava la lamiera del veicolo stesso e li colpiva, uno alla mano e l’altro all’addome.

Il soggetto indagato, immediatamente individuato e rintracciato dalla P.G. operante, si sottoponeva ad interrogatorio alla presenza del P.M., rendendo una versione dei fatti che risultava incompatibile con i primi accertamenti espletati, con lo stato dei luoghi, con quanto emerso dall’ispezione della Fiat Panda attinta dal colpo, che presentava all’interno, vistose macchie ematiche. Veniva dunque immediatamente effettuato, nei confronti dell’indagato, il ritiro cautelare delle armi in suo possesso.

I successivi accertamenti espletati, ed in particolare, le consulenze balistiche (effettuate previo sopralluogo), la consulenza medico legale, le successive dichiarazioni rese dalle medesime vittime e delle altre persone a conoscenza dei fatti, consentivano di ricostruire i fatti secondo l’impianto accusatorio contestato all’indagato.

Le modalità della condotta perpetrata dall’indagato, come accertata nel corso delle indagini, il tipo di arma utilizzata (un fucile cal.308, con munizionamento utilizzato, normalmente, per la caccia ai cinghiali), la direzione del colpo (sparato direttamente contro l’autovettura ad altezza uomo), il fatto che il colpo fosse stato esploso da soggetto con qualifica di “cacciatore esperto”, costituiscono elementi che hanno consentito di ritenere sussistenti i gravi indizi di colpevolezza a carico del soggetto indagato, e la sussistenza del pericolo di reiterazione di reati della stessa indole, valutazione condivisa dal GIP.

VIDEO – Tentato omicidio Gaetano Cusano, D’Agostino resta in carcere

VIDEO – Tentato omicidio Gaetano Cusano, D’Agostino resta in carcere

AttualitàDalla Provincia

Resta in carcere Donato D’Agostino, il 19enne di Benevento ritenuto tra i responsabili della spedizione punitiva di Montesarchio, ai danni di Gaetano Cusano, 17 anni, di Tocco Caudio, ancora ricoverato all’ospedale San Pio di Benevento.

È questa la decisione del Tribunale del Riesame di Napoli, che ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dall’avvocato Luca Russo, difensore di D’Agostino. Il legale aveva chiesto la revoca della misura cautelare e la sostituzione con una misura meno afflittiva, sottolineando che il giovane è incensurato e estraneo ad ambienti criminali. Secondo la difesa, quindi, non ci sarebbe un concreto rischio di reiterazione del reato.

Una tesi che però i giudici napoletani non hanno condiviso. Le motivazioni non sono ancora state depositate, ma il Tribunale ha ritenuto ancora sussistenti le esigenze cautelari già individuate dal GIP.

Per gli inquirenti, D’Agostino potrebbe infatti ripetere la condotta violenta. Ricordiamo che lui e gli altri tre indagati — Osvaldo Masone, Nicolò Palermo e Antonio Ianaro, tutti tra i 19 e i 20 anni — sono accusati di tentato omicidio. Le udienze per gli altri tre giovani si terranno nei prossimi giorni.

Intanto, sul fronte delle indagini, è stato conferito l’incarico tecnico per l’analisi dei telefoni cellulari dei quattro indagati. Prosegue inoltre l’attività investigativa per identificare eventuali altri partecipanti alla spedizione punitiva avvenuta tra la notte del 4 e 5 ottobre scorsi.

VIDEO – Rissa di Montesarchio, convalidati gli arresti dei 4 beneventani

VIDEO – Rissa di Montesarchio, convalidati gli arresti dei 4 beneventani

CronacaProvincia

È stata confermata, dunque, la misura cautelare nei confronti dei quattro giovani di Benevento, accusati del tentato omicidio di un diciassettenne di Vitulano.

Decisione motivata dal giudice con ‘ un concreto pericolo di reiterazione del reato’. Una valutazione basata sulle modalità dell’aggressione: un pestaggio di particolare violenza, proseguito anche quando la vittima era già a terra, inerme, con il corpo martoriato.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, quella di domenica notte è stata una vera e propria spedizione punitiva. Un regolamento di conti tra gruppi di ragazzi di Benevento e di Foglianise, rivalità che andavano avanti da mesi. Solo uno dei quattro indagati ha risposto alle domande alle domande del GIP, gli altri tre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

C’erano stati già precedenti episodi, a giugno e ad agosto: qualche pugno, spintoni e insulti. Ma questa volta, la violenza è esplosa senza controllo. Da quanto si apprende, tutto sarebbe iniziato intorno all’una di notte. Una telefonata, o forse una foto apparsa sui social, avvisa alcuni giovani del capoluogo sannita: “Quelli di Foglianise sono a Montesarchio”. A quel punto, parte il gruppo. Quattro auto – un’Alfa Romeo, due Panda e una Punto – con a bordo tredici ragazzi in tutto.

L’incontro avviene alla rotonda di Cirignano. Calci, pugni, colpi inferti anche quando il diciassettenne era già a terra ma il primo ad essere stato preso di mira è stato Antonio, altro giovane di Foglianise, che poi è riuscito a liberarsi e scappare.

Un’aggressione di una violenza sconcertante, ripresa da una telecamera di sorveglianza e ricostruita grazie alle immagini, ai telefoni cellulari e alle testimonianze raccolte dai carabinieri. Oggi il giovane di Vitulano è ancora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale San Pio. La comunità è sotto choc.

E mentre le indagini proseguono per ricostruire ogni dettaglio di quella notte, la speranza è una sola: che il ragazzo possa farcela e superare questo terribile momento.
Una notte di violenza che lascia ferite profonde, non solo su chi l’ha subita, ma su un’intera comunità.

Rissa a Montesarchio, Gaetano lotta tra la vita e la morte: urge sangue per il 17enne

Rissa a Montesarchio, Gaetano lotta tra la vita e la morte: urge sangue per il 17enne

CronacaProvincia
Sono stati arrestati i quattro giovani ritenuti responsabili, trasportati poi in carcere con l’accusa di tentato omicidio.

Ha bisogno di sangue Gaetano Cusano, il 17enne di Vitulano che la scorsa notte, insieme ad un 18enne, è stato aggredito all’esterno di una discoteca di Montesarchio da quattro ragazzi. A diffondere l’appello è l’intera comunità vitulanese, che in questo delicato momento si stringe alla Famiglia Cusano, sostenendo in tutti i modi il giovane Gaetano.

Il ragazzo, infatti, dopo essere stato più volte colpito con una mazza da baseball, era stato trasportato d’urgenza al San Pio di Benevento dove nella giornata di ieri, in seguito a gravi lesioni alla testa e diverse fratture in più sedi del corpo, ha subito due delicatissimi interventi. In queste ore, sono in tanti, tra amici e parenti, ad affollare le corsie del reparto di Rianimazione, dove attualmente è ricoverato il 17enne che lotta tra la vita e la morte.

Le donazioni di sangue – secondo quanto si apprende dall’appello diramato sui canali social – devono avvenire presso il Centro Trasfusionale dell’Ospedale San Pio di Benevento, indicando il nome del paziente.

Intanto, al di fuori delle mura ospedaliere, la giustizia cerca di fare il suo corso. Si è tenuto ieri, presso la Caserma di Montesarchio, l’interrogatorio ai quattro ragazzi ritenuti responsabili della rissa. Solo uno dei tre, A. I. di 20 anni, avrebbe risposto alle domande del PM, Marilina Capitanio, mentre gli altri – O. M., D. D . A. e N. P., tutti di 19 anni – si sarebbero avvalsi della facoltà di non rispondere.

Secondo una prima ipotesi, la rissa sarebbe avvenuta per motivi legati ad una ragazza. Dal racconto, inoltre, sarebbe anche emerso che tra i giovani vi erano già stati dei contrasti in passato, sfociati ora in un grave episodio di violenza che non lascerà impuniti i quattro 20enni.

Difatti, dopo l’interrogatorio, i ragazzi sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Benevento con l’accusa di tentato omicidio. Nel frattempo, i Carabinieri della Compagnia di Montesarchio continuano a lavorare per raccogliere possibili testimonianze e ricostruire così l’esatta dinamica del tragico episodio.

Mirabella Eclano| Estrae una pistola e spara al culmine di una lite: arrestato 37enne del posto

Mirabella Eclano| Estrae una pistola e spara al culmine di una lite: arrestato 37enne del posto

CronacaRegione

Nella tarda serata di ieri, a Mirabella Eclano i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione Carabinieri di Mirabella Eclano hanno tratto in arresto un uomo del posto che, poche ore prima, aveva seminato il panico all’esterno di un locale pubblico esplodendo alcuni colpi di pistola.

Al culmine di una lite avuta con un conoscente, il 37enne, già noto alle Forze dell’Ordine, ha estratto una pistola che nascondeva sulla propria persona ed ha esploso alcuni colpi che, solo per mera fatalità, non hanno raggiunto il bersaglio designato.

Dopo tale gesto inconsulto, aggravato dal fatto che il tutto è avvenuto mentre i due si trovavano tra i tavolini di un locale pubblico, l’uomo si è dato alla fuga.

Carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano, intervenuti con ben 4 equipaggi, hanno immediatamente avviato le ricerche che si sono concluse poco dopo con il rintraccio del fuggitivo; che è stato dapprima tradotto presso gli Uffici del locale presidio dell’Arma e successivamente associato presso la casa circondariale di Benevento, dove attenderà l’udienza di convalida.

Tentato omicidio al Rione Libertà: tre arresti

Tentato omicidio al Rione Libertà: tre arresti

BeneventoCronaca

Nelle prime ore della mattinata odierna, la Squadra Mobile della Questura di Benevento ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Benevento, nei confronti di tre soggetti (due uomini ed una donna) ritenuti gravemente indiziati dei reati di tentato omicidio pluriaggravato, rapina pluriaggravata, detenzione di arma clandestina e ricettazione, in concorso con Fallarino Nicola, già condannato per i medesimi fatti e reo confesso, commessi in danno di Taddeo Annarita, ex compagna del Fallarino.

La mattina dell’11 novembre 2023, Taddeo Annarita, uscita di casa con il cane per recarsi nel bar che gestiva, si era trovata di fronte un uomo che, con volto travisato da un casco, le aveva sparato, attingendole il volto e sottraendole due telefonini, per poi darsi alla fuga a bordo di un motorino, risultato provento di furto a Napoli pochi giorni prima.

In ordine a tali fatti l’ex compagno della Taddeo, Nicola Fallarino veniva sottoposto alla misura cautelare della custodia cautelare in carcere nel dicembre 2023 e condannato alla pena di anni dieci di reclusione in sede di giudizio abbreviato dal Giudice dell’udienza preliminare di Benevento in data 29.4.2025, quale mandante dei commessi delitti.

Nell’ambito del percorso di collaborazione con la giustizia intrapreso nel frattempo da Nicola Fallarino con la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, questi forniva elementi decisivi per l’identificazione dei soggetti che avevano un ruolo esecutivo e logistico nella vicenda.

Proprio a seguito della chiamata in correità effettuata dal Fallarino nel corso di numerosi interrogatori, le attività di indagine della Squadra Mobile di Benevento, e coordinate sul punto  dalla Procura della Repubblica di Benevento (a seguito della trasmissione degli atti dalla DDA), consentivano di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, ed un quadro gravemente indiziario relativamente  agli odierni arrestati quali responsabili dell’esecuzione materiale del tentato omicidio e della rapina, nonché del reperimento dell’arma e del motorino.

La chiamata in correità di Fallarino Nicola risulta corroborata da numerosi riscontri oggettivi anche di natura individualizzante, quali accertamenti documentali, tabulati telefonici, dati gps delle autovetture utilizzate da due degli odierni arrestati per reperire l’arma ed il motorino nel territorio napoletano, sopralluoghi e servizi di pedinamento ed osservazione, intercettazioni telefoniche ed ambientali e accertamenti balistici sull’arma utilizzata per il tentato omicidio.

In particolare l’arma ed il motorino utilizzati per l’esecuzione della spedizione punitiva ordita dal Fallarino venivano ritrovati dalla Squadra Mobile di Benevento in una zona adiacente alla dimora di uno dei tre arrestati, precisamente dell’esecutore materiale del tentato omicidio.

La misura oggi eseguita è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

Frigento, aveva tentato di uccidere la vicina: arrestata dai Carabinieri

Frigento, aveva tentato di uccidere la vicina: arrestata dai Carabinieri

CronacaRegione

Carabinieri della Stazione di Frigento hanno arrestato una 58enne del luogo, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Avellino. La donna, già da tempo detenuta ai domiciliari, è stata condannata per tentato omicidio.

I fatti risalgono a settembre 2022 allorquando la predetta mise in atto un vero e proprio agguato, consumato a colpi di accetta, dopo aver atteso che la vicina parcheggiasse la sua autovettura e senza darle nemmeno il tempo di scendere dal veicolo.

L’immediata attività d’indagine consentì ai Carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano di identificare e arrestare, nel giro di poche ore, la presunta responsabile. Ieri sera la donna è stata tradotta al carcere di Avellino, dovendo scontare una pena residua di 8 anni di reclusione.

Tentato omicidio Rotondi, al via il processo a carico dei presunti responsabili

Tentato omicidio Rotondi, al via il processo a carico dei presunti responsabili

CronacaRegione

Si è tenuta presso il Tribunale di Avellino in composizione collegiale Presidente Roberto Melone giudici a latere latere Gilda Zarrella e Vincenza Cozzino, il processo a carico di Concetta Esposito, 29 anni di Cervinara, difesa dall’avvocato Vittorio Fucci e Giuseppe Luciano, 35 anni di Bonea, difeso dall’avvocato Teresa Meccariello.

Gli imputati furono arrestati con l’accusa di tentato omicidio premeditato. In particolare nella notte tra il 2-3 giugno l’Esposito e il Luciano si recavano presso casa di alcune persone di Rotondi e una volta lì i due avrebbero accoltellato 2 dei presenti a seguito di un diverbio sorto per motivi economici.

Una persona fu colpita all’addome e l’altra fu colpita al petto da colpi quasi letali, versando in condizioni gravi per diversi giorni. Secondo i medici il colpo un cm più in là avrebbe causato la morte della presunta vittima.

Attualmente il Luciano è detenuto preso il carcere di Belizzi Irpino, mentre l’ Esposito si trova sottoposta agli arresti domiciliari nella sua abitazione La prossima udienza si terrà il 24 gennaio.