MangiarSannio| Bentornati in cucina, con la zuppa di castagne e fagioli

MangiarSannio| Bentornati in cucina, con la zuppa di castagne e fagioli

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Ottobre è arrivato e con lui torna anche l’appuntamento settimanale con la nostra rubrica MangiarSannio. Bentornati, dunque, lettori di BeneventoNews24: anche questa settimana torniamo a raccontare il territorio attraverso uno dei suoi linguaggi più autentici, quello della tavola. E forse è proprio questo il bello di MangiarSannio: riscoprire, una ricetta alla volta, che dietro un piatto apparentemente semplice può esserci un intero pezzo della nostra storia.

L’autunno è una stagione particolarmente generosa per la cucina: zucche, funghi, frutta secca, cachi e tanti altri prodotti accompagnano il passaggio verso i mesi più freddi. Tra questi, nel Sannio, un posto speciale spetta alla castagna, frutto profondamente legato alla storia agricola e alimentare delle nostre aree montane.

Nel territorio del Taburno la castanicoltura ha rappresentato per secoli una risorsa importante, soprattutto per le popolazioni rurali. La castagna non era soltanto qualcosa da consumare arrostita o bollita: essiccata poteva essere trasformata in farina e utilizzata come alimento di base.

Una fonte dedicata alla tradizione gastronomica sannita ricorda proprio come, nella zona montana del Taburno, la castagna fosse conosciuta come “pane dei poveri”, proprio per il suo ruolo nell’alimentazione delle famiglie nei periodi di maggiore difficoltà.
Il legame con il territorio è particolarmente evidente a Vitulano, dove la castagna è riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale e la sua raccolta si concentra generalmente tra ottobre e la prima metà di novembre.

Anche dal punto di vista nutrizionale la castagna presenta caratteristiche interessanti. È un alimento prevalentemente glucidico, con una quantità significativa di amido e fibra e un contenuto di grassi relativamente basso rispetto alla frutta secca oleosa. Tra i micronutrienti si distinguono soprattutto il potassio e la riboflavina, cioè la vitamina B2; il CREA evidenzia inoltre il suo naturale contenuto di carboidrati e l’assenza di glutine.

Ed è proprio dalla storia contadina del territorio che arriva la ricetta che proponiamo oggi: la zuppa di castagne e fagioli.
Un piatto semplice, preparato con ingredienti facilmente reperibili e capace di unire due alimenti importanti nella cucina rurale: i legumi e le castagne. Nel Sannio esistono testimonianze della preparazione soprattutto nell’area del Taburno dove viene ricordato anche l’impiego del cosiddetto fagiolo cerato.
Non esiste, naturalmente, una sola versione “ufficiale” della ricetta: come accade spesso nella cucina tradizionale, dosi e ingredienti cambiano da paese a paese e da famiglia a famiglia. Una versione documentata nel territorio sannita prevede proprio castagne, fagioli, aglio, olio, prezzemolo e rosmarino, con la zuppa servita calda e accompagnata da pane tostato.

La preparazione che proponiamo riprende questa impostazione essenziale, senza trasformare un piatto della tradizione in qualcosa di troppo elaborato. E se parliamo di autunno nel Sannio, è inevitabile anche il richiamo al vino. La castagna accompagna da sempre momenti conviviali legati alla vendemmia e alle produzioni vinicole locali; in diverse tradizioni gastronomiche campane la minestra di castagne viene inoltre associata al vino novello.

Una zuppa, dunque, che porta con sé molto più di una semplice ricetta: racconta boschi, raccolti, dispense e quelle cucine nelle quali pochi ingredienti dovevano bastare per mettere a tavola tutta la famiglia.
Ingredienti per 4 persone:
• 250 g di castagne
• 150 g di fagioli secchi
• ½ spicchio d’aglio
• Olio extravergine di oliva, quanto basta
• 1 ciuffetto di prezzemolo
• Rosmarino, quanto basta
• Sale, quanto basta
• Pane casereccio per accompagnare

Per i fagioli secchi è consigliabile prevedere l’ammollo dalla sera precedente. Nelle varianti documentate della ricetta sannita vengono utilizzati anche altri ingredienti, come alloro, peperoncino o olio a crudo; in alcune versioni compaiono inoltre funghi o ingredienti di carne. Si tratta, però, di varianti e non di elementi indispensabili alla preparazione di base.
Procedimento:

  1. La sera precedente sciacquate i fagioli secchi e lasciateli in ammollo in abbondante acqua per tutta la notte.
  2. Il giorno seguente scolateli, trasferiteli in una pentola con acqua pulita e fateli cuocere fino a quando saranno teneri. I tempi possono variare in base alla tipologia e alla conservazione del legume.
  3. Nel frattempo lavate le castagne e lessatele in acqua per circa 30-40 minuti. Una volta cotte, lasciatele intiepidire, quindi eliminate buccia e pellicina.
  4. In un tegame capiente versate un filo di olio extravergine di oliva e aggiungete l’aglio. Fatelo insaporire a fuoco dolce per pochi minuti, evitando di bruciarlo.
  5. Aggiungete nel tegame i fagioli ormai cotti e le castagne. Mescolate delicatamente per amalgamare gli ingredienti.
  6. Aggiungete il prezzemolo e, se gradito, un po’ di rosmarino. Regolate di sale e lasciate cuocere ancora per qualche minuto a fuoco dolce, così che i sapori possano amalgamarsi. La consistenza può essere lasciata più asciutta oppure leggermente brodosa, secondo il gusto.
  7. Servite la zuppa ben calda, completandola con un filo di olio extravergine di oliva a crudo e accompagnandola con crostoni di pane casereccio tostato.
    La semplicità è il punto di forza di questa preparazione, ma la cucina contadina, proprio perché tramandata attraverso le famiglie, conosce diverse interpretazioni. Una versione documentata della ricetta prevede, ad esempio, l’aggiunta di guanciale oppure funghi secchi, precedentemente cotti e uniti alla zuppa verso la fine della preparazione.
    La nostra zuppa di castagne e fagioli rimane però soprattutto questo: un piatto povero negli ingredienti, ma ricco di storia. Una di quelle ricette capaci di riportare alla memoria le cucine di una volta, quando la stagionalità non era una moda ma una necessità e ciò che offrivano boschi, orti e dispense diventava il patrimonio quotidiano della famiglia.
    Appuntamento alla prossima settimana, con un altro sapore del Sannio da raccontare e, naturalmente, da portare in tavola.